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Affissione degli articoli che appartengono alla categoria: donne nel mondo

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Stupro: due pesi e due misure e maestri di civiltà che non abbiamo


Ultima chicca
: Non solo abbiamo gli italiani che accusano gli immigrati di essere stupratori, di trattare le donne come schiave, dando lezioni di civiltà che non conosciamo, ora abbiamo anche gli italiani  maestri di civiltà che si permettono di dare lezioni di civiltà agli fuori dal loro Paese. Figuriamoci, non s'è capaci di offrire pariopportunità alle donne nel nostro Paese, figuriamoci se si riesce a smantellare un sistema più sessista di un altro paese dove le donne non hanno nemmeno un diritto civile. 

Ma poi di che cazzo di civiltà stiamo parlando? Quando mai le vittime di stupro in Italia non vengono colpevolizzate? Bisogna avere uno Stato parecchio avanzato e antisessista per permettersi di giudicare, di fare da esempio, intromettersi negli altri Paesi e fare i maestri e sopratutto per non farci ridere in faccia.

L'articolo parla del sistema giuridico islamico che protegge chi fa violenza sulle donne. Il nostro sistema giuridico è dalla parte delle donne? Non credo proprio. A me sa di pretesto per accusare gli stranieri di  sessismo  proprio come avviene con gli immigrati.

Giusto due cose per farvi capire che le istituzioni italiane compreso quel sistema giuridico che viene dato per evoluto e che secondo l'opinione pubblica pecca solo di mancanza di giustizia dovuta a tempi troppo lunghi e non di sessismo è in realtà luogo di vere e proprie rappresaglie contro le vittime di violenza maschile.

Prendete il caso dell'attenuante concessa a chi ha stuprato una sexworker criminalizzando fortemente il comportamento della vittima che siccome sceglie di non comportarsi da modello che la società patriarcale le impone rinuncia alla propria integrità fisica e morale, quindi merita di essere stuprata. 

Prendete poi il caso di Montalto di Castro, otto stupratori italiani abusarono di una quindicenne e non solo il sindaco voleva pagagli l'avvocato ma ora sono liberi, liberi di incontrare in giro la vittima e magari stuprarla di nuovo perchè legittimati. Alla vittima nessuna protezione, incontrerà i suoi aguzzini e continuerà ad avere la sua vita rovinata.

Premesso che non c'è bisogno di aprire un giornale per scoprire che le donne nel nostro paese subiscono violenze e non solo da stranieri ma sopratutto dagli italiani che continuano ad essere protetti e ad essere assolti. 

Non verremmo colpevolizzate penalmente ma vi assicuro che le ingiurie che subisce una vittima di stupro dall'opinione pubblica e poi dai tribunali quando è un italiano a stuprarla sono assai simili.

Marinella è stata stuprata a 15 anni. Non solo è stata lasciata sola ma vede i suo aguzzini difesi da un Paese che gli paga anche le spese per difenderli da parte del sindaco.

Come se non bastasse ora sono liberi di girare per la città e h
anno lasciato perfino che il sindaco che ha pagato gli avvocati agli stupratori si piazzasse nelle liste delle primarie. La stampa e l'opinione pubblica sicuramente userà questa notizia per dire quanto sono stupratori e poco rispettosi nei confronti delle donne i sinistri (come il caso di Bianchini che ha fatto discutere solo perchè è del PD). Loro, la destra, sicuramente si sentiranno i paladini del rispetto per le donne continuando a dare colore politico ed etnico agli stupratori, che di fatto facendo così stanno difendendo gli stupratori italiani e a trattarci come oggetti utili come corpi di servizio per la classe politica.

La vita di questa ragazzina praticamente è rovinata. Non è più andata a scuola, e i suoi stupratori se la cavano con un ervizio civile perchè il pentimento se sei italiano vale per non beccare la galera (e ce ne siamo accorte anche quando è accaduto lo stupro del Capodanno).

La vittima è stata lasciata da sola, criminalizzata per il suo comportamento da una società che da all ostupro connotati gravi solo se lo fa un rumeno (c'è scritto nell' articolo), nessuna istituzione l'ha aiutata a spese del sindaco, e nessuno le ha dato il lavoro che le spettava visto che a causa di uno stupro che ha abbandonato la scuola.

I suoi stupratori invece sono seguiti da una legge che gli permetterà di reinserirsi nella società e di avere sicuramente un lavoro. Nessuno psicologo e assistente sociale per la ragazza e anche lei minorenne.

Gli stupratori italiani sono liberi di stuprare è la tristezza è grande perchè a sentire queste cose sembra sia inutile per noi denunciare un loro stupro, perchè sembra che denunciarlo significa ricattare lo stupratore di una cosa che non è poi così grave. Quando le istituzioni le aiutano sembra che allo stesso modo colpevolzzano le vittime che a moda loro li hanno rovinati e le leggi contro lo stupro.

Gli stupri italiani finiscono con assoluzioni, rinvio a giudizio, indulti, sconti di pena, attenuanti, criminalizzazione della vittima e dimenticatoio. Quando lo stupratore è straniero se ne parla per mesi e le condanne sono altissime.

Noi ci ricordiamo gli stupri che sono finiti con l'assoluzione dei ripettivi autori.
C'è quello del Capodanno che non solo sta a casa ma la ragazza è stata criminalizzata e ccusata di essersi cercata lo stupro ubriacandosi.
Poi c'è lo stupro di gruppo di Ferragosto, stesso destino.

Quello del San Valentino, giusto per citare tutte le ricorrenze, è finito con 11 anni di galera perchè gli stupratori erano rumeni.

Prima di dire che la magistratura e la giustizia islamica è sessista e permetterci di dare lezioni di civiltà che non esiste, guardiamo la situazione italiana che non è da meno.
E' appunto misogina, pronta ad accusare le donne che non solo vengono stuprate, soffrono e vengono rovinate ma si prendono anche le colpe, una specie di secondo stupro.

La cosa più grave è quando le istituzioni sono sessiste e legittimano lo stupro.

Sono pochi i tribunali che difendono le vittime, sono pochi i giudici antisessisti e mente i sindaci danno gli avvocati difensori agli aguzzini, alle donne non è concesso nemmeno di scegliere chi emetterà la sentenza.


Noi donne veniamo violentate due volte ecco perchè non abbiamo fiducia nel denunciare uno stupro.
Continuano a considerare l'italia un paese antisessista.

Non è sessista un Paese che lascia sole le vittime?

Non è sessista un Paese che ha un premier che ci tratta come oggetti?

Non è sessista un paese dove il principale mezzo di informazione veicola un immagine di donna umiliante, (perfino nei tg che magari prima parlano di un caso di stupro*)?

Non è sessista un paese che assegna allo stupro connotati etnici, politici e da agli italiani il compito di difendere(dagli altri) le donne in quanto proprietà loro e non persone?

Non è sessista un Paese che condanna le donne e gli omosessuali che ostentano troppo la loro libertà sessuale?

Ps: in italia c'è un luogo dove le donne migranti subiscono violenze sessuali. E' la Cie. Una donna nigeriana ha pubblicamente denunciato il tentativo di stupro subito da parte dell’ispettore capo e ora rischia un processo per diffamazione.

Vi invito a leggere il link.

19 Ott 2009
Quando è stato l'uomo nero la violenza fa audience solo per vantarsi di diritti civili che non esistono..
Sanaa Dalani, uccisa diciotto anni da suo padre

A proposito del femminicidio di Sanaa. Sanaa era una giovane ragazza marocchina di 18 anni uccisa dal padre perchè amava un italiano, perchè era libera di scegliere. Dicono Sanaa come Hina  dando un tono etnico all'accaduto, vantandosi di diritti civili che non esitono. Saranno molte (come dicono i giornali) le affinità con il femminicidio di Hina Saleem, ma altrettante pure con i femminicidi che milioni di occidentali ci infliggono (ma la stampa non lo ha detto, ha semplicemente ignorato miliardi di vittime).

La stampa ha riportato questo femminicidio varie volte con un attenzione straordinaria. Come al solito quando si tratta di femminicidi (e stupri) attuati da altre etnie queste notizie vengono sbattute in prima pagina. Come dire: Le cose che gli italiani non farebbero mai.

Perchè secondo la nostra società che è consapevole che anche l'italiano ammazza le donne, si tratterebbe solo di depressione anzichè femminicidio scaturito dal fatto che anche l'italiano non tollera che le donne siano troppo libere.

E' inutile che la società s'indigni perchè se no dovrei ricordagli come vivevano le donne in italia fino a 40 anni fa e le leggi che autorizzavano il delitto d'onore e il matrimonio riparatore.

Hanno riportato le dichiarazioni della madre di Sanaa come dire 'che retrograda', come se le donne italiane fino a poco tempo fa o ora non siano così. I media trattano con disprezzo questa donna perchè insinua che se l'è cercata, ma quanti italiani (perfino gli stessi media) ogni giorno dicono la stessa cosa contro le donne che subiscono violenza maschile da italiani? (abbiamo pure le statistiche che confermano quanti sono a pensarlo).


La violenza sulle donne è un fenomeno triste che riguarda tutte le culture, non si cpaisce perchè i  mass media ne parlano solo quando si tratta di stranieri. Come se gli italiani siano in qualche modo dei maestri di diritti civili delle donne.

La cosa più grave è che i sindaci maschi italiani vogliono cacciare le donne di altre culture che in realtà sono solo vittime. Il sindaco infatti,  vuole anche prenderle le figlie. Nessun sindaco sottrarrebbe le figlie ad una madre (straniera o italiana) che sa tutto del padre italiano che le molesta e minimizza tutto accusando le figlie. (e magari questi baldi sindaci pagano gli avvocati agli stupratori italiani come è già successo).

Secondo il nostro Paese gli italiani non coltivano alcun terreno per favorire la violenza di genere. Il primo seme sarebbe la condizione di silenzio attorno a questo fenomeno per paura di disintegrare la consolidata leadership maschile che è 'salita al trono' servendosi di una propaganda televisiva di stampo sopratutto sessista.

Anche le donne occidentali si comportano come la madre di Sanaa. Sono disposte a perdonare i loro uomini in nome di una cultura cattolica che legittima la violenza e poi pretende che le donne li perdonino e li lascino fare.

Una signora che conosco andava a confessarsi da un prete raccontandole che il marito la picchiava. Indovinate il prete CATTOLICO cosa le disse: 'perdonalo'.

Per non parlare di un fatto che mi ha sconvolta parecchio. Una mia conoscente mia coetanea ha subito violenze sessuali da suo zio (non a caso e si spiega da solo il perchè, fratello del padre) e ebbe il coraggio di raccontare tutto a un amica che le offriva lavoro come colf. Morale della favola: la madre l'ha cacciata di casa.

Le donne italiane sono succubi degli uomini e li giustificano anche a causa della dipendenza economica che lo Stato le impone.Questa dipendenza non solo  crea figlie vittime, ma anche le mogli stesse che ogni 3 giorni vengono uccise.

Se non veniamo uccise nel corpo veniamo uccise nell'anima ed è spesso lo Stato a farlo. Quelle che ci fanno sentire socialmente inferiori negandoci un reddito migliore per il fatto di essere donne, quelli che ci dicono di sposare un miliardario perchè non ci vogliono offrire un posto fisso, quelli che mediante i mass media ci fanno sentire sia colpevoli di aver subito uno stupro, sia oggetti sessuali per vendere un programma televisivo, quelli che ci impongono di portare avanti gravidanze indesiderate perchè ci vogliono utili come fabbiche per figli precarie per crescerli e senza in cambio sanità.

Quindi credete ancora che le donne italiane godano più diritti di una di cultura islamica?
Pensate che i padri italiani non considerino le proprie figlie delle proprietà e non le ostacolino nelle loro scelte sentimentali perchè gelose dei loro fidanzati?

Pensate che sia uno Stato civile quello che ci da il ruolo di corpi di servizio e punisce penalmente le donne che si difendono dalle molestie (o tramite insinuazioni sulla propria moralità sessuale contro chi si difende denunciandoli)  mentre lasciano gli uomini liberi di molestarci perchè non vanno conforme con quel modelo di donna che si fa difendere da un uomo? E per non allungarci tanto vi ricordate quanto questo è affine con la riduzione di pena all'assassino della Reggiani solo perchè si è difesa? Nessun giornale si indigna facendo il nome dell'ultima vittima collegandolo al caso Reggiani.

Vi rimando ad un interessante articolo:


SIAMO TUTTE SANAA
[Evviva il patriarcato degli altri!]

Siamo tutte Sanaa perché tutte potremmo essere vittime di qualche uomo che ci ritiene di sua proprietà; che per questo ci uccide, per questo ci violenta, per questo ci insulta, per questo usa la nostra immagine e ci tratta come oggetti, per questo ci offende.


Nei soli mesi di luglio e agosto, dalla cronaca di questo paese abbiamo contato 30 femminicidi; una donna uccisa ogni due giorni. Generalmente donne uccise per mano dei rispettivi mariti, semplicemente perché come lo sciagurato padre di Sanaa non volevano che la “loro” donna trasgredisse la loro volontà, o, ancora più sciagurati, decisi al suicidio non hanno saputo morire senza trascinarsi dietro anche il resto della famiglia; che la “loro” donna non gli sopravvivesse; che quell’estremo atto fosse il certificato unico di proprietà esclusiva, inconfutabile, eterna. Succede spesso; è successo da poco anche in Friuli.

Nessuno si è scomposto.


Oggi, dopo l’efferato assassinio di Sanaa per mano del padre, apprendiamo che tutte le gerarchie del potere: Governo, Regione e Provincia si costituiranno parte civile.

Dal locale Messaggero Veneto rimbombano i proclami morali di Ferdinando Camon e scintillano le spade di fuoco degli arcangeli della Santa Padania.
 

Tutte le anime belle che non abbiamo mai sentito prodursi nemmeno in flebili guaiti per le tante donne uccise dai coltelli, mazze e martelli nel caldo cuore della famiglia cristiana dove ogni buon credente può praticare una shaarìa tutta sua. Non un fiato per le donne di altra nazionalità uccise da uomini di pura razza italiana. Silenzio di tomba. 


Diteci: perché? 

Perché l’assassino è un marocchino. Punto. Morale ad personam. Dimmi chi sei e ti dirò come ti giudico. 
I conti tornano. Tornano i conti con il G8 contro la violenza sulle donne che si è da poco concluso a Roma in coda e a margine di quello più famoso nonché inutile de l’Aquila.


La ministra di un governo che si sta distinguendo -grazie alle battute idiote del suo premier- per il massimo disprezzo nei confronti delle donne, si è fatta il restyling attraverso questa iniziativa voluta dal dicastero che potremmo chiamare delle “Papi Opportunità”.


Barbara Spinelli
 ne fa una lucida cronaca intitolata appunto: “Carfagna contro patriarcato degli altri”.
Quello delle mutilazioni genitali femminili, quello che copre le donne col burqa, quello che ha armato la mano del padre di Sanaa … ma soprattutto quello che permette di nascondere e ignorare il patriarcato di casa nostra.


Chiamiamo patriarcato il silenzio intorno ai femminicidi di cui abbiamo detto, gli stupri, le violenze, le molestie e le ancor più odiose insinuazioni sulla moralità delle donne quando ne sono vittime; chiamiamo patriarcato tutta la subcultura di oggettificazione della donna che per prime le televisioni del premier elargiscono a reti unificate; tutta la pubblicità sessista che pervade le nostre vite a goduria della volgarità maschile senza che alcun moralista alla Camon si inalberi e chiamiamo miserabile patriarcato l’ennesima operazione che vedrà la libertà di scelta delle donne usata come moneta di scambio nella ricucitura dello strappo tra la santa madre chiesa e il governo dei papiminkia. Il silenzio del vaticano sulle fornicazioni in cambio di appoggi all’obiezione di coscienza su pillola del giorno dopo, blocco della RU486, di più restrizioni possibili all’aborto, …poi ci sarà il testamento biologico e così via


Intanto, mentre aspettiamo di vedere l’applicazione della legge sullo stalking ci godiamo sentenze come quella che stabilisce che alla donna cui un’operazione chirurgica sbagliata impedì di poter avere rapporti sessuali, è stato riconosciuto un risarcimento da assegnare al marito. Cioè: il danno lo ha subito lei, ma ad essere risarcito è lui! Che ne dite?


Oggi, nel roboare di una classe politica la cui sottointesa espressione razzista ammorba ogni giudizio sulla tragedia di Montereale Valcellina; aspettando le prossime costituzioni di parte civile per le prossime donne di qualsiasi nazionalità uccise per mano di uomini di qualsiasi nazionalità, anche italiani, il nostro pensiero e il nostro cuore vanno a Sanaa, una di noi, vittima di un uomo che non la voleva lasciare libera, come Adriana, come A.D.M. (nemmeno il nome ci hanno messo), come Tatiana, come Hemine, come Mariagrazia, come …. 

Dumbles - 17 settembre 2009

Fonte: http://www.ecologiasociale.org/pg/dum_int_sanaa.html

20 Set 2009
Negli USA un passo avanti per i diritti delle donne


Anche se questo non avviene in Italia non esito a postare questa notizia. Finalmente almeno negli USA la violenza maschile viene considerata un problema pubblico o meglio politico mentre l'italia si prepara per le scomuniche a chi abortisce. Chissà se l'Italia si adeguerà dove per giunta ancora viene considerata una questione etnica e viene ignorato tutto ciò che avviene a casa considerato questione privata tanto che numerose vittime di violenza non vengono credute finchè non vengono uccise dai mariti e fidanzati.

L'Italia che arresta le immigrate clandestine che subiscono violenza o che abortiscono riducendole alla clandestinità (come il resto del mondo) da oggi ha l'esempio che le suggerisce che ha molto da imparare su diritti civili e libertà delle donne...

Il
Paese delle donne ha pubblicato questa splendida notizia:

Un passo avanti: negli USA le donne sopravvissute alla violenza domestica possono richiedere asilo politico

03 Ago 2009
La moratoria sulle donne
ProChoice

Dopo vari mesi mi ritrovo qui a parlare dinuovo di aborto. Ne parlo perchè pochi giorni fa è stata lanciata una moratoria sull'aborto. Dietro questo c'è un vergognoso anti
femminismo. Da una parte abbiamo la Roccella che invia una lettera al corriere dicendo esplicitamente che le femministe sono dalla parte di Buttiglione (quello che ha lanciato la moratoria). Dall'altra parte c'è l'osservatore romano con tutto il suo antifemminismo paternalista crede che ci sia un declino delle idee femministe (e ci gode).

Il problema gravissimo non è solo la demonizzazione del femminismo che è sempre più presente nel nostro paese, ma il fatto che i movimenti cattolici di leadership maschile che sono sempre misogini e spaventati dalla libertà femminile tentano di taroccare l'informazione facendo credere che le femministe sono morte e che le donne si sono finalmente sottomesse all'uomo. 

Il problema è che la nostra società non può permettersi di fare il paladino delle donne se non sono capaci di risolvere la disparità e le discriminazioni che subiamo nel nostro paese. Non si può fingere di fare i paladini delle donne (come hanno fatto con gli stupri) per demonizzare l'aborto anche quello per scelta ricattando le donne che vogliono farlo.


Inoltre la moratoria dice:

“impegna il governo a promuovere – ricercando a tal fine il necessario consenso alla presentazione – una risoluzione delle Nazioni Unite che condanni l’uso dell’aborto come strumento di controllo demografico ed affermi il diritto di ogni donna a non essere costretta ad abortire, favorendo politiche che aiutino a rimuovere le cause economiche e sociali dell’aborto”.

Pensate che sia meno grave costringere una donna a NON abortire? In un Paese come la Cina c'è una triste cultura-che non approviamo perchè l'aborto lo approviamo solo come scelta della donna-dove i feti femmine vengono abortiti perchè vige una cultura maschilista dove la donna ha poco valore. In alcuni Paesi europei compresi quelli dove l'aborto è legale nella carta, le donne vengono costrette a portare a termine gravidanze che non vogliono e se le permettono di abortire lo fanno inculcandole grandi sensi di colpa, come se non bastasse (sconvolgendo la loro salute psichica) o fisica (quando sono costrette a abortire clandestinamente); in nome di una società che usa anch'essa la gravidanza come controllo demografico e relega le donne a incubatrici, quindi sminuite proprio come vengono trattati i feti femmine e le donne in Cina ecc.

In un Paese come l'Italia dove ti costringono a portare a termine una gravidanza non c'è alcun rispetto delle scelte femminili, proprio come avviene nei paesi del sud est asiatico. L'Italia è un paese dove ti vogliono mettere a carico figli che non vuoi lasciando tutti i problemi che ci sono ad affermarsi nella società se si è donne.

Ma l'Italia è anche un Paese dove se una donna vuole portare a termine una gravidanza, i datori (e le datrici) di lavoro pensano sia un ricatto o una ripicca nei loro confronti. Non sapete quante donne ogni giorno vengono mandate a casa con le dimissioni in bianco contro la propria volontà (e approvate da Governo) e poi ci si chiede come mai si fanno pochi figli. Chi lo sa se magari qualcuna abortisce anche per questo motivo? Quello che da fastidio appunto sono le scelte delle donne, tutte.

Costringere ad abortire e costringere a partorire (o a rinunciare ad un figlio che si vuole perchè se no perdi il lavoro), sono la stessa e identica cosa.
Cosa ben più grave è che la moratoria non si esprime sulla condizione femminile in tutti gli assetti sociali nel mondo e non si esprime sul divieto dei contraccettivi edell'educazione sessuale per evitare gli aborti oppure della percentuale vergognosa di donne che muoiono di parto nel mondo (sappiamo già la considerazione che l'italia ha delle donne: ovvero quelle che valgono meno di un feto e la moratoria con questa mancanze lo dimostra).

Non si sono naturalmente pronunciati sulla frase di Berlusconi ad eluana, dove la sua volontà era relegarla a sforna-figli nonconsensuale. A noi donne non viene dato alcun diritto sessuale, pensate che faccia piacere alle donne che gli venga negato un aborto?

Vi propongo una petizione per raccogliere un milione di firme per poter fruire del diritto ad un aborto gratuito, legale e assistito. 
Dal testo della patizione si mostra come i paesi che negano l'aborto per legge o lo limitano anche se legale sono gli stessi di quelli dove le donne sono fortemente sottorappresentate nell'assetto politico e sociale.

Il vero allarme è quello della carenza dei diritti femminili anche nelle società occidentali, dove siamo relegate ad oggetti sessuali dalla società consumistica e Governo di destra e a incubatrici dalla chiesa e Governo di destra, che parlano della sottomissione femminile dell'oriente solo per dire "ma quanto sono incivili"o per avviare politiche  spacciate per paritarie mentre in realtà sono a fini sessisti e xenofobi.

I Governi di Oriente e in Occidente entrambi demonizzano le donne: opposti della stessa medaglia nel sottomettere le donne; uno stermina fisicamente le femmine, l'altro stermina le femmine moralmente relegandole al mero ruolo di corpi di servizio inferiori perfino ad un feto; dovrebbero imparare a  darci il diritto di scegliere e imparare che il corpo è nostro. L'Italia sopratutto che non si può permettere di dare lezione agli altri paesi come si trattano le donne, dove  le donne sono relegate a corpi destinati agli utilizzatori finali del Governo, che lascia le questioni femminili in mano alle decisioni della chiesa e degli uomini (discriminando le donne anche per questioni di cui dovrebbero prendere parola loro), sempre più oppressive nei confronti delle donne.

Insomma dai è ridicolo, suvvia. Guardiamo il piccolo prima: la nostra realtà, l'Italia che è fatta di donne relegate a elementi decorativi, a giocattoli sessuali ad oggetti e proprietà  affidate a mani maschili sconociute e conosciute cui gli viene dato il compito di fare da nostri padroni, di proteggerci di notte da stupri di sconosciuti,mentre di giorno pigliamo le loro botte i loro stupri, femminicidi, botte e molestie (che sono legittimate dagli uomini della Chiesa e dal Governo che non ne parla o le reputa argomenti non importanti o privati per il bene della famiglia e poi hanno coraggio di chiamare assassine quelle che abortiscono). Non ditemi che questo è un Paese civile che possa dare lezioni ad altri.

27 Lug 2009
Tutto il mondo è Paese
Notizia 1. Italia:

Dopo la parola illibata pronunciata dal padre di Noemi
, ecco che torna di moda un altra parola che sembrava già andata nel dimenticatoio : adulterio.

La parola viene pronunciata in un servizio del tg2, che addirittura commenta la sentenza giudicando la donna e considerandola ingiusta.

Mi stupsice il risalto che danno a notizie del genere. Infatti il corriere ne parla in prima pagina.


Nella notizia :
 lei lo ha tradito, lui lo sapeva e ha fatto finta di nulla finchè ha usato questo pretesto al momento del divorzio per non pagare gli alimenti. Il giudice lo ha condannato a pagarli.


Il tg ha iniziato ad andare contro la donna con battute sessiste da caserma come quella che vedeva ingiusto che lui le pagasse gli alimenti perchè l'altro uomo era ricco della serie la proprietà non è più sua ma che li paga a fare?.


Conosco un avvocato civilista. Ogni giorno gli si presentnao mariti che si rifiutano non solo di pagare gli alimenti, ma ci provano anche a non pagarli nemmeno ai loro  figli.


Ci sono donne che sono costrette a rinunciare al lavoro per la famiglia e quando il matrimonio finisce le gettano via senza nemmeno il mantenimento. voglio dire: non l'hai aiutata nelle gestione della famiglia affinchè avesse un lavoro  e ti permetti pure di non provvedere a assarle l'assegno di mantenimento?

Ci sono uomini e associazioni maschili che proivano a giustificarsi dicendo che gli assegni di mantenimento li lasciano sotto i ponti e indebitati. Conosco una signora divorziata e lui rigorosamente indebitato ma perchè aveva debiti di gioco.

Dire che gli assegni di mantenimento lasciano gli ex mariti al lastrico è una scusa bella è buona.
Durante il matrimonio gli stessi psendevano la stessa cifra sopratutto se lei non lavora. il problema è che si pensa ancora che la donna sia un oggetto da conquistare spendendo cifre colossali tipiche di una cultura che giudica cavalieri chi conquista la donna con mezzi economici, una volta considerata non più di proprietà se ne sbarazza.

Fino a qualche tempo fa appunto,
 le donne venivano denunciate per abbandono del tetto coniugale come fossero cani o delle proprietà o come hanno abbandonato un lavoro (e nemmeno retribuito) e le venivano tolti i figli poichè considerata una prostituta. che dire di quelle che venivano picchiate e uccise (come ci ricorda il post di fikasicula)?.


Possibile che la società ci impone di stare a casa senza reddito e poi considera ingiusto che i mariti
pagano il mantenimento?
La società si impenga a mantenerci precarie, non si lamente non gliene frega, ma quando un marito paga il manetenimento si alzano voci di protesta.
Se molti uomini sopratutto di potere, non si sarebbero contro la nostra  autonomia economica forse noi donne non avremmo più bisogno di assegni di mantenimento.


Notizia 2.Libano:

Poi c'è la politica. Mentre in italia  ci vogliono stuzzicanti di apetiti maschili in politica, in Libano esigono un elettorato femminile di bella presenza. Ho trovato su femminismo a sud questo orrore, che noi donne italiane già conosciamo.


In Libano c'e' la campagna elettorale alla quale partecipa il Free Patriotic Movement. Uno dei suoi manifesti elettorali presenta una ragazza  di bella presenza accompagnata dalla scritta "Sii bella e vota". ne hanno fatto anche un video. C'e' una donna che si veste sex per andare nella cabina elettorale.


Il Libano (E SI VEDE) non è paese di donne libere e con  tanti diritti, ma aggravare tutto consentendo una pubblicità che attribuisce al voto (non un diritto aquisito con fatica dalle donne) ma un procedimento che in una donna non serve cervello e libertà di scelta elettorale ma soddisfare le richieste di un partito maschile che non solo esige che votino lui ma vuole anche un elettorato di bella presenza è raccapricciante. Si tratta di donne sottomesse dal capo, come avviene in italia esigendo donne in politica di bella presenza.

Le femministe libanesi protestano per fortuna con il mnifesto modificato da una scritta:

Sii intelligente, e vota scheda bianca“, sotto, in arabo “A nessuno importa dei tuoi diritti“.

 

Mentre la donna in Libano viene utilizzata per attirare un partito politico, mentre da noi la donna viene usata per attirare gli elettori. Siamo solidari con il libano perchè anche noi abbiamo esperienze del genere.

Vi immaginate un manifesto del genere in Italia: "Fai la velina per gli elettori maschi"?.
Rendetevi conto quanto siamo vicini, quanto il mondo è piccolo, quanto nonostante la lontananza geografica siamo considerate sempre degli oggetti.

Mentre in Libano per le donne deve essere sufficiente essere belle per votare in Italia pe essere candidate e  perfino per risolvere la nsotra precarietà il capo dello stato ci ha consigliato di farci sposare da un milionario o farci stuprare. Alla faccia dell'interesse per i diritti delle donne!


Il libano continua ad ignorare la condizione delle donne, trascurando di occuparsi di violenza domestica, stupri, di matrimoni imposti, della discriminazione contro le donne ed esclusione dalla politica.

Il resto della vicenda leggetelo su femminismo a sud

29 Mag 2009

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