Ricordate quel post in cui un articolo spagnolo diceva che l'italia giustifica troppo la violenza sulle donne?Questa volta invece ci troviamo davanti ad un italia che giustifica anche la violenza sulle bambine.
(Dopo questo maledetto pedofilo che abusa di bambini nonostante il dolore del terremoto), accade che un uomo che lavora per la tv viene arestato per aver circuito un tredicenne sua fans con il fine di portarsela a letto. Non c'è nulla di più squallido di questo, sopratutto quando ti trovi in un Paese dove se sei italiano, ricco e uomo perfino la stampa ti giustifica addossando le colpe alla moralità sessuale di una bambina.
E' grave che alla gente non si indigna per episodi gravi di pedofilia ma continua a indignarsi per la moralità sessuale degli adolescenti o di tutti gli individui di sesso femminile, anche se ne sono vittima, mi capite? Capite che ancora viviamo in una società dove ancora per l’italiano medio conta ancora l’offerta della verginità come fosse un pegno d'amore pena l'accusa di essere usata, adatta solo al sesso.
Viviamo ancora in una cultura dove i mass media ti riempiono i programmi stereotipati con donnine desnude che per poter ammiccare ai telespettatori maschi allo stesso tempo devono dichiararsi vergini (o il padre deve dichiararle tali per salvare l'onore della famiglia), votate per un buon matrimonio e la famiglia. Mentre contemporaneamente gli abusi continuano, vengono portati avanti da merde che vengono legittimate a compierli, nati in una cultura dove facilmente vengono giustificati perchè nessuno li divide tra santi e puttani.
Come fa una tredicenne a circuire un uomo adulto?
Così la società ha trasformato l'uomo italiano adulto in un bambino incapace di controllarsi e vittima di una bimba trasformata dalla stessa in una procace donna, anzi un mostro.
Perchè piu' in generale se sei di sesso femminile (addirittura se sei una bimba) ti prendi il doppio delle colpe?
Per misurare quanto l'italia è contro le donne basta vedere se lui fosse stato una donna che non si accorge di essere palpata e lei un maschietto minorenne stupratore tutt'altro che vittima innocente, le reazioni sarebbero contrarie e ti becchi anche 2 anni oltre che la condanna dell'opinione pubblica che ti invita ad essere cessa per poter insegnare, mentre lascia fior fior di uomini stupratori e pedofili liberi e vittime sole e incomprese. (leggi commenti qui addirittura si invitano i figli a mancare di rispetto le prof per dimostrare di non essere gay e qui nei commenti le accuse alla donna e di molti maschi che pregano di avere una prof così per renderci conto che stiamo crescendo un popolo di maschi stupratori).
L'Italia oltre ad essere un paese maschilista è anche un Paese schifosamente cattolico, dove le donne si portano dalla nascita l'etichetta delle provocatrici figlie di quella 'scostumata' Eva e di aver dato vita al peccato originale.
La stampa (la stessa che si indigna quando un rumeno stupra una 'sua' donna), opinione pubblica (vedi commenti carichi di odio x il genere femminile fatti da uomini maschilisti e donne cresciute in ambienti dove la giovinezza femminile è consinderata molto importante da alimentare l'avversità di donne in menopausa verso ragazzine), la politica berlusconiniana che vanta gli uomini che intrecciano relazioni con minorenni, tutte che puntano il dito contro la ragazzina non è entrato nella testa che essere un pedofilo è un reato, anche gravissimo, essere una donna o bambina 'libertina' che cede a richieste sessuali non lo è affatto.
Il nostro Paese è schifosamente misogino, odia le donne, le etichetta tutte troie se non sono simili alle loro madri e sorelle, a quelle che considerano 'cose' proprie. Il problema è che chi odia le donne è spesso chi li stupra, le maltratta o le uccide. Il nostro Paese meriterebbe quindi stando ai fatti la coppa mondiale del Paese che detiene la maggior quantità di cultura dello stupro.
Certo mettete alla gogna noi donne, pure le bambine, magari dopo che siamo stuprate e poi continuate a puntare il dito contro le leggi islamiche che impongono i matrimoni con bambine sotto i 14 e quelle leggi che legalizzano lo stupro domestico; come accade quando certi giornalisi indignano di alcune culture quando le bambine vergini vengono date in spose a 50enni e poi danno delle puttane alle bimbe che sono vittime della nostra cultura fatta di genitori e mass media che impone alle piccole il velinismo e le erotizza sin da bambine esposte ad uso e consumo della nostra becera cultura dello stupro.
Voi, proprio voi che quando lo stupratore è bianco trovate la minima occasione per assolverlo e dare della 'troia' alla vittima, senza nessun ritegno per l'infanzia.
Il problema è che se l'aggressore è rumeno tutti invocano il linciaggio sotto grido "non toccate le nostre femmine" e ci affiancano figure maschili perchè siamo troppo libere.
La tristezza profonda è che i giornali violano troppo l'intimità femminile, non si fa scrupoli nemmeno per una ragazzina di soli tredici anni. Mi chiederei se è più pedofilo chi ha approfittato della ragazza o chi si ferma troppo a descrivere la vagina della vittima. Come fosse ancora di moda il controllare alle figlie se sono ancora vergini.
Contino a chiedermi come fa ad esserci gente che punta il dito contro una ragazzina sapendo che nelle intercettazioni telefoniche salta fuori ce lui la minacciava di dire che si era presentata come una diciottenne per sfuggire ad una denuncia, costringendo alla ragazzina di esporsi alle malelingue di un popolo misogino italiano.
Il problema è che la gente che critica la bambina, non capisce che se una tredicenne si presenta ad un uomo adulto in quanto consapevole deve rifiutare per il fatto che lei appartiene ad un età inferiore a quella che la legge consente. No perchè lo stupratore o pedofilo se è italiano è di buona famiglia, non si sa frenare alla troppa avvenenza delle ragazzine di oggi da una parte figlie della dittatura dell' erotizzazione imposte dai media che le negano l'infanzia e dall'altra accusate da un opinione publica che le vorrebbe morigerate (cultura alla quale cela la voglia italica di far indossare il burqa alle 'proprie' donne).
Tornate a casa
di Monica Lanfranco
Ma sì, facciamola finita con queste lagne. Ora è finalmente certificato da una indagine accurata: in Italia il 55% degli uomini, il 33% delle donne e ben il 74% dei giovani sotto i trent'anni lo dice apertamente, e si tratta di una persona su tre. Sono le donne che si cercano la violenza, se sono troppo disinibite, libere, scollate e ambigue. Insomma, alle volte le vittime 'possono dare la colpa a loro stesse per l'aggressione subita'. Tanto che, 'se fossero meno provocanti, le violenze sessuali si ridurrebbero in modo drastico'. Questo, nero su bianco, emerge dalla ricerca durata tre anni, resa nota dall'Airs (Associazione italiana per la ricerca in sessuologia) dal titolo Dalle molestie sessuali allo stupro, un lavoro che ha coinvolto con un questionario ad hoc tremila persone, per individuare le principali variabili all'origine della violenza sessuale.
Gli stesso vertici dell'associazione sono allarmati. "Fra le risposte che ci hanno sorpreso e sconcertato maggiormente, - ha detto il presidente dell'Airs Avenia, c'è questa sorta di colpevolizzazione della vittima. Alla domanda 24 (Secondo lei, le donne sono spesso libere e ambigue sessualmente e ciò le rende alle volte responsabili della violenza sessuale che possono subire?) il 55,8% degli uomini ha risposto affermativamente, come pure il 43% delle donne e il 75% dei giovani. Dunque non stupisce troppo che poi - prosegue il sessuologo - il 56% dei maschi pensi che, se le donne fossero meno provocanti, la violenza sessuale diminuirebbe. La pensa così il 33% delle donne e il 74% dei giovani. Ci aspettavamo una piccola percentuale di giudizi di questo tipo, ma non certo dati simili". Dal sondaggio emerge, inoltre, che per il 15,7% degli uomini e il 10% delle donne l'imposizione di un rapporto alla moglie o fidanzata non sia violenza.
Per questa percentuale di uomini non c'è nulla di sbagliato, e per le donne non esiste motivo di ribellarsi. Ancora: sguardi, fischi e atteggiamenti che mettono a disagio la vittima per il 50% degli uomini non sono molestie, un'idea condivisa dal 43% delle donne. Che serve aggiungere ancora, per avere la certezza che nella nostra cultura ormai è maggioritaria l'opinione che l'aggressività, la misoginia e il sessismo di parole, sguardi e allusioni esplicite sono da considerarsi normali e accettabili nelle relazioni tra i generi e che un molestatore, anche solo a parole, è a livello psicologico già un violentatore? A che serve sottolineare che, conclude la ricerca "in una società violenta le aggressioni sessuali aumentano; allusioni pesanti e un linguaggio irrispettoso devono far risuonare un campanello d'allarme nelle potenziali vittime". Ma quali vittime? Andiamo. Che a tasa, che a piasa, che a staga a casa, risuona un dolce adagio veneto.
Non han forse sempre ragione le buone vecchie tradizioni? Proprio nel giorno della presentazione della ricerca coincidenza vuole che il Corsera pubblichi una lettera (molto adeguata al clima culturale italiano in tema di rapporti tra donne e uomini) della deputata Pdl Melania Rizzoli rivolta a Veronica Lario, a nome di molte altre colleghe del Parlamento. Rizzoli scrive chiamando la signora Lario non con il suo cognome, ma con quello del celebre marito, e le ricorda che "incongruo rispetto alla fascinazione poc'anzi espressa per il travolgente capo, che la decisione del divorzio ha "fatto tornare indietro di colpo di cinquant'anni le donne, a quando erano comandate dal maschio dominante ed erano bersaglio del maschilismo becero, a quando venivano considerate solo corpi da guardare e sesso da godere, mentre le proprie mogli erano solo madri e necessariamente casalinghe".
Rizzoli prosegue convinta che il ciarpame non sia frutto della semina sessista che ha ormai colonizzato il paese. Al contrario: la colpa è di Veronica Lario. "L'eco delle sue parole è arrivato sulla stampa estera, dove le italiane sono state dipinte come cortigiane, tutte seno e labbra rifatte, e l'Italia, il cui Capo del Governo ha il cognome che porta lei ed i suoi figli, ritratta come un Paese di veline, tutte col book fotografico sotto il braccio, che mostra il 'lato B', nostro orgoglio nazionale! Cara Veronica, torni a parlare con suo marito, privatamente però, e con la vostra famiglia che cresce".
Allora, c'è ancora qualcuna che non ha capito? Il divorzio, pur legge dello stato, forse andrebbe rivisto e abolito, le donne per natura un po' puttane lo sono, gli uomini per natura hanno una sessualità incontinente, e sono le prime a doversi regolare: va bene sculettare, ma solo un po', e se poi si esagera pazienza, che volete che siano quei cinque, dieci minuti (se siete fortunate) di eccesso di testosterone? Te la sei cercata, no? E, per favore, parla con tuo marito, fidanzato, amico, amante, zio, conoscente. Ma in privato, che c'è la famiglia da tirare avanti.
Sindicazione

14.03.10 @ 23:29:35
da luigi
un blog interessante
10.03.10 @ 21:26:43
da luigi
Quale sicurezza, quale legalitą? La notte del ...
01.03.10 @ 14:49:22
da assata 77
E' la prima volta che entro ...
14.01.10 @ 11:22:26
da michele Ciardelli