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Angy vittima di stupro vuole giustizia!

Apprendo oggi una notizia gravissima. Nel 2007 due ragazzi italiani venivano condannati in primo grado per stupro e percosse su una ragazza. Nell'ordinanza con cui vennero arrestati il Gip parlò di "incapacità di capire qual è il confine tra modalità, seppur disinvolte, ma lecite di manifestazione sessuale".

In questi giorni vengono
assolti, e per uno dei due l'accusa per lesioni volontarie. L'avvocato della vittima, Susanna Zaccaria è sconvolta:

"La richiesta di assoluzione del sostituto pg mi lascia con un palmo di naso.

Non credevo che fosse ancora necessario discutere sul principio che una donna è libera di iniziare un rapporto ma anche di interromperlo".


I tribunali italiani dimsotrano sempre e benissimo la vergogna e la corruzione di una mentalità maschilista che percepisce la violenza contro le donne ancora un reato di poco conto, nonostante gli effetti dello stupro.

La ragazza, di nome Angy scrive una lettera al corriere di Bologna. Lei, determinata si sta lottando contro una società che ci vede negato quotidianamente di decidere sulla nostra sessualità, sul nstro corpo, sulla nostra libertà. Violazione che la si nota con lo stupro e dentro i nostri tribunali che sembrano fermi a 50 anni fa. C'è ancor apco rispetto per noi donne e per la nostra vita.



********        ************      **********  ************   ******

Ho un nuovo tatuaggio. Oggi sul mio corpo la procura ha scritto: prendete pure, fate con comodo, non vi succederà nulla.

Nella mia anima è inciso: voto al silenzio. Significa che sono costretta ad ammettere che denunciare una violenza sessuale non serve a nulla.
Sì è vero, sono proprio io, quella che qualche anno fa incitava le donne molestate alla ribellione. La ragazza “che ha avuto il coraggio di parlare”….

Che ha avuto il coraggio sì, ma non una pena degna o un riconoscimento di colpevolezza per quelle immondizie che l’hanno profanata. In compenso, in seguito alla denuncia, la mia anima è stata stuprata da mille interrogatori, avvocati, mass-media; da minacce e diffamazioni di blog e forum, rivolte a me e alla mia famiglia.

Ragazza molestata ascolta bene: non ti ribellare se non vuoi essere picchiata, non denunciare se non vuoi essere insultata, questo ci stanno insegnando.

Consolati invece, c’è chi dice che ci stuprano perché siamo belle. Sentiti quindi desiderabile quando loro sono su di te, poi chiudi gli occhi e apri bene le gambe: se hai fortuna non durerà a lungo. Se stai buona e sono galanti ti risparmiano il pestaggio.

Quando sarà tutto finito, se hai ancora forze, striscia in silenzio fino a casa e lavati bene, molte volte: andrà tutto via. Tutto tranne quello schifoso odore di rancido, che resta indelebile: non viene dalle loro sudice mani,
appartiene alla nostra società che marcisce in questa vergogna.  

*************************


Angy hai tutta la mia solidarietà. Purtroppo per noi donne è difficile denunciare e lei anche se la società non ci ascolta in quanto donne, ha trovato il coraggio ed è uscita dal silenzio.

C'è un margine diretto tra la difficoltà di denunciare e a percezione che ha la società della violenza sulle donne.
Molte pensano: che lo faccio a fare? tanto nn avrò giustizia!.
Effettivamente, purtroppo è così. Pochi stupratori finiscono in cella a meno che non siano di razza rumena o extracomunitaria, il resto degli uomini ci possono abusare perchè noi apparteniamo a loro. Loro sono i padroni del nostro paese quindi anche del nostro corpo.

La cosa piu' vergognosa è che essere stuprate ancora oggi equivale per una donna essersela cercata e sta nel processo di screditazione che le vittime subiscono da stampa, tribunali e opinione pubblica. Danno perfino a degli stupratori, che vogliono giustificare i loro vergognosi e vili gesti il diritto di parola per dirci come ci dobbiamo comportare. Viviamo in una società di stupratori.

Gli stupratori continuano a stuprare perchè sanno che avranno solidarietà dai tribunali, dagli amici, dalla massa e perfino dai politici che vanno comunque a fagli visita in cella (se ci vanno). Sanno la nostra difficoltà ad ottenere giustizia e a denunciarli. Continueranno a stuprare di nuovo perchè con le assoluzioni glielo permettono.

Viviamo in un Paese dove fanno le ronde per ribadire che i nostri corpi appartengono agli italiani, considerati padroni del Paese e di tutto quello che c'è all'interno, dimenticando che anche le donne sono delle cittadine e non delle cose. Sfido chiunque italiano con tale mentalità a non avere fantasie di stupro nei nostri confronti.

La nostra società è fortemente sessista e ignora i nostri diritti. Si pensa ancora che per non essere stuprate dobbiamo uscire coperte e non appartarci troppo con un uomo, come se questo ha diritto comunque di abusarci, secondo il vis grata puellae ancora presente nella nostra società. C'è una cultura che fa dei luoghi pubblici proprietà maschile e le donne oggetti pubblici (e non cittadine) da prendere e dei luoghi privati un nido in cui tanto piu' è cosiderato protetto per le donne, piu' ci considerano delle proprietà.

I nostri tribunali, sono pieni di uomini che vanno a braccetto con la cultura dello stupro e considerano le donne come delle "cose". Degli stupratori almeno in teoria. Anche il Governo non è esente da questa cultura. Perfino il capo di stato considera lo stupro un complimento alla bellezza femminile e le donne come un corpo da manipolare per ogni progetto politico.

Non dimentichiamoci che lo stupro è un vero e proprio femminicidio, uccide l'anima di chi ne è vittima per sempre.




08:28:03 . 18 Mag 2009
Rosa · 636 visite · 2 commenti
Categorie: Violenze di genere, Cronaca

Link permanente al messaggio intero

http://Esseredonneinitalia.womanblog.com/______-b1/Angy-vittima-di-stupro-vuole-giustizia-b1-p59909.htm

Commenti

Commento di: Rosa [ Membro ] Sito Web
Io sono con voi
graziex l'appello
Rosa
   29.05.09 @ 11:18:09
Commento di: enza [ Visitatore ]
Firmalo e facciamolo firmare ad altre..……

APPELLO A TUTTE LE DONNE
CON ANGY CONTRO LA GIUSTIZIA PATRIARCALE

Il 15 maggio 2009 la Corte di Appello di Bologna assolve gli stupratori di Angy, annullando di fatto la sentenza di condanna di primo grado per violenza sessuale.
Questa sentenza è l’ennesima manifestazione della giustizia patriarcale e maschilista che colpisce le donne che denunciano coraggiosamente i propri stupratori; sono i tribunali, come nel caso di Giovanna Reggiani, che considerano un’attenuante riducendo la pena al suo omicida, perché lei si era strenuamente difesa.
Questa sentenza ci dice che quanto più una donna cerca di affermare dignitosamente e coraggiosamente il valore della vita, della libertà, del rispetto umano, tanto più leggi patriarcali e maschi stupratori si accaniscono contro di lei. Dal momento in cui Angy ha denunciato pubblicamente i propri aggressori ha dovuto affrontare le peggiori diffamazioni e minacce scritte su blog e forum dagli “amici degli stupratori”; ha dovuto difendersi, come spesso succede, da chi ti giudica (perché se l’è cercata..li ha provocati.. figuriamoci se si tratta di amici!) assolvendo nei fatti chi ti violenta. “E’ una seconda violazione…quella che stupra l’anima nel tentativo di convincere che alla fine il marcio sta nella vittima e non nelle immondizie che l’hanno profanata” così ha scritto Angy.Quando una donna dice “no!” è “no!” non smetteremo mai di affermarlo!
Intorno ad Angy si sono unite tante donne, si è costruita un importante rete di solidarietà; eravamo migliaia di donne a Roma il 24 novembre 2007 manifestando contro la violenza patriarcale animate dal suo coraggio, abbiamo presidiato sotto il tribunale durante le udienze del processo, abbiamo firmato insieme a lei l’appello “unite contro la violenza patriarcale per affermare la nostra libertà” e sulla sua base ,come gruppo di donne a Bologna, stiamo costruendo il collettivo femminista la Mandorla anche per reagire insieme alla violenza. Vogliamo rivendicare la sorellanza che abbiamo costruito con Angy, sapendo che per lei è stato motivo di forza, e che vogliamo allargare con tutte quelle donne che scelgono di reagire alla violenza denunciando mariti, padri, amici,conoscenti . Purtroppo sappiamo che sono poche le donne a denunciare per la vergogna pubblica e il ribaltamento della verità che devono subire .Siamo convinte che da sole la violenza la subiamo ma insieme possiamo fermarla! Sappiamo che anche dopo questa ingiusta sentenza Angy non si è arresa, è determinata, noi insieme a lei, ad affermare la propria vita, la propria dignità, continuando ad essere un esempio per tutte noi.
Facciamo appello a tutte le donne, alle realtà femminili e femministe a reagire insieme,a fianco di Angy, contro la violenza patriarcale prendendo insieme l’iniziativa.

Info e adesioni: lamandorla.bologna@yahoo.it
   27.05.09 @ 16:29:40

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