Spesso le pubblicità delle birre sono molto sessiste. Ricordo la Guinness, lo spot che usava la donna come un tavolino poggia birra mentre spompinava uno dei due.
Are you still with us? ovvero: sei ancora dei nostri?. Propone l'idea del branco maschile solidale contro le donne in una becera guerra misogina, comportamenti considerati ancora come dimostrativo di virilità. Già la stessa che permette a molti baldi giovani di stuprarci in branco.
Un gruppo di amici lasciano una ragazza fuori dalla porta della serie : la partita è roba da maschi e le femmine rompono i coglioni ed esprime quella violenza sessista legalizzata che permette di maltrattare le fidanzate.
La ragazza rimane fuori dalla porta subordinata e fedele al suo padrone, pardon fidanzato che le porta la birra.
La tristezza che è presente pure un cane cui viene fatto entrare mentre la donna considerata inferiore perfino ad un cane che viene fatto entrare.
La ragazza non a caso non è un sex symbol; è piuttosto goffa, perchè secondo la volgare psicologia dei creativi degli spot di birra, le belle ragazze vengono fatte accomodare in casa solo per servire da tavolino mentre soddisfano le voglie sessuali gli amici.
La cosa che mi preoccupa è che Italia certi spot vengono considerati divertenti e bellissimi e non fanno scalpore (anzi a chi fa scalpore danno della bigotta, rompicoglioni e viene epitetata con disprezzo femminista , come se fosse normale uniformarsi a tali modelli ed essere umiliata). Come se la rappresentazione avvilente della donna fosse una cosa biologica più che una visione falsificata dove i maltrattamento delle donne rientra nel divertente o in poche parole ci si prende gusto.
La donna rappresentata come un oggetto sessuale da stuprare in branco (ci ha provato la Relish e D&G) o un oca giuliva sottomessa da tagliare fuori in nome del branco maschile e che non ha la capacità di andare via. E' questo che la pubblicità fa delle donne.
L'occidente per quanto si sforzi a sembrare civile, non riesce nemmeno a sembrarlo. La costituzione a differenza dei Paesi arabi impone gli uomini a trattarci d da persone ma questo effettivamente non è entrato nella testa di tutti. I media ci ritraggono ancora come degli oggetti che servono per soddisfare le voglie maschili e che non debbano avere un minimo accenno di indipendenza.
Molti uomini hanno paura di quella indipendenza femminile e in branco si sentono più forti. in branco ci stuprano, gli sturpatori hanno l'approvazione sempre di un branco, il branco ci vorrebbe delle cose che soddisfiamo le loro voglie sessuali altrimenti ce la tiriamo. Heineken rispecchia l'inconscio maschile. I branco è libero, il branco è forte, il branco ha dei diritti, le donne no: sono sole perchè molte loro compagne non le danno nemmeno solidarietà,devono restare sole perchè le società antifemministe vogliono sbriciolare la solidarietà tra donne.
Non dobbiamo mai smettere di essere solidari, dobbiamo dire grazie a questo se abbiamo ottenuto dei diritti che vanno mantenuti. Purtorppo certi uomini si sentono legittimati a farci credere che i diritti ce li hanno dati loro, sminuendo le donne, le loro lotte e farci sentire dipendenti e riconoscenti a loro (ma di cosa?). Se avremmo contato su di loro altro che pubblicità di Heineken, non potremmo nemmeno votare e uscire di casa. Non sto puntando il dito contro tutto l'universo maschile, ma contro i maschilisti che ci credono ancora degli esseri subordinati e purtroppo sono tutt'oggi molto frequenti a partire dai luoghi di potere e istituzionali, luoghi che non a caso riusciamo ad accedere se non ci uniformiamo a quei modelli avvilenti.
Le donne solidari in ogni caso ci sono:


Le compagne romane, hanno fatto un iniziativa contro la pubblicità della TTTlines con foto e video.
Anche in Francia le femministe hanno promosso un iniziativa identica contro le varie pubblicità sessiste espose nelle loro città e nelle metropolitane. In Francia che le donne sono più solidari protestano più di noi (e che non diano la colpa come in Italia alle altre donne sull'abbigliamento per tutti gli stupri che subiscono) è risaputo, ma anche da noi le iniziative di protesta contro il sessismo pubblicitario sono ormai una realtà. E' triste che gli spot riportino a quella cultura che fa delle donne 'cose' da vendere.
Women, are you still with us? Against the sexist ads!
Sindicazione

14.03.10 @ 23:29:35
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10.03.10 @ 21:26:43
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01.03.10 @ 14:49:22
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14.01.10 @ 11:22:26
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