Calendario

Settembre 2010
LunMarMerGioVenSabDom
 << < > >>
  12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
27282930   

Ultimi Commenti

Chi c'é online?

Membro: 0
Visitatori: 4

Avviso

rss Sindicazione

_____

Affissione degli articoli che appartengono alla categoria: Quote Rosa

Photobucket

Elezioni sessiste e politica delle donne (femminismo a sud)


Da Femminismo a sud

[nella foto una delle donne cane di Malena Mazza]

Abbiamo capito. Se passi per una mostra d'arte puoi godere delle rappresentazioni avvilenti di impeccabili donne cane. Tutte doverosamente scodinzolanti e senza mutande, tanto per rendere più chiaro il concetto. 


Se leggi qualcosa
a proposito delle
candidature per le prossime elezioni ti rendi conto che c'e' da diventare tristi, anzi tristissime. Il pdl sta rendendo ancora più sessista il contesto politico, come se ve ne fosse bisogno. Organizza corsi per "formare" alla politica altre mare carfagne, tutte approdate alla scuola attraverso casting e prove estreme: grande fratello, la fattoria, ore di estenuante opinionismo mediaset. Il pdl candida, premia ed elegge donne formato velina. Presto vedremo un format tivvu' talent scout per persone che vorrebbero intraprendere l'attività politica. La scuola di formazione sarà portata avanti da bondi e frattini e al termine di ogni puntata il televoto e tre giudici elimineranno la persona che non risponderà ai requisiti richiesti. Tra questi: portamento, messa in piega, altezza, peso, giro vita e razza. Di questo passo ci arriveremo, abbiate fede.


Fare politica
non significa più avere idee di futuro per se stess* e per gli/le altr*. Non significa essere in grado di progettare un mondo differente, candidarsi ad amministrare risorse per fare stare bene tutt*. Non significa neppure, nella versione più cinica del *mestiere*, rappresentare al meglio le lobby e gli interessi di ricchi e potenti trattando la carta costituzionale come carta igienica e la democrazia come un fastidioso handicap.


Per fare
entrambe le cose, o tutte e due assieme, oggi bisogna essere anche eccezionalmente telegeniche, fotogeniche, rifatte, esteticamente adeguate allo show business. L'immagine innanzi tutto. 

I prossimi dibattiti televisivi abbonderanno di signore raccattate al mercato del consumo dei corpi. A parlare di politica, cioè dei fatti nostri, di come amministrare i nostri soldi, di come modificare leggi la cui applicazione peserà direttamente sulle nostre vite, ci saranno quintali di silicone traballanti. I manifesti elettorali saranno ottenuti da un sapiente lavoro di edulcorazione formato photoshop.

Fare politica in italia è già complicato. Servono soldi. Chi ne ha di più può fare una campagna elettorale, può pagarsi la benzina per andare in giro a fare comizi, può fare telefonate, può stampare manifesti e volantini, può fare spot radiofonici e televisivi.


Le donne
non hanno soldi. Quelle che ce li hanno e che spesso approdano alla politica istituzionale sono mogli, amanti, sorelle o figlie di qualcuno. E' davvero raro vedere donne che hanno un ruolo politico che siano sganciate da sudditanze nei confronti del genere maschile.


Fare politica
in italia vuol dire passare attraverso la ghigliottina dei partiti, tutti molto maschili a cominciare dalle dirigenze che decidono la "linea". Le donne non vengono valorizzate, non partecipano a sufficienza e quelle che vorrebbero partecipare forse hanno figli, parenti, una vita impiegata a fare lavori di cura.

I partiti decidono le candidature. Quando si cominciò a ragionare di quote tante tra noi dissero che non eravamo una razza in estinzione e non volevamo essere considerate dei panda. Via via però che le liste venivano riempite di mogli e madri e cognate e figlie per raggiungere quel benedetto 30% di presenze femminili, il concetto di pari opportunità diventava un po' più familiare. C'e' veramente poco da fare. In italia le leggi somigliano poco al contesto sociale che viviamo ogni giorno. Una legge sul 50% delle presenze femminili in politica diverrebbe dirimente quantomeno dal punto di vista culturale.


In ogni caso
cambierebbe molto poco perchè le liste sono sempre più bloccate, i sistemi di preferenza non ci sono quasi più e i nomi delle donne possono sempre stare in fondo al gruppo per evitare che siano elette. I sistemi elettorali decisi dagli uomini penalizzano maggiormente le piccole organizzazioni. Ma più di tutti, penalizzano le donne.


La storia
delle percentuali perciò non convince, sebbene io rispetti le donne che la portano avanti. Mi sembra figlia di quella cultura del femminile che implora, che si attiene alle decisioni di partito, che fa quadrato con sistemi gerarchici e non emette suoni che possano disturbare eccessivamente. Una mossa democratica e pacata. Poco utile in tempi di resistenza.

Perciò mi chiedo quale possa essere la soluzione. Come fare ad intervenire sulla amministrazione delle nostre vite smettendo di delegare altr* a farlo per noi?

E' una domanda retorica che potete saltare, come tutto il resto, se non vi interessa ragionare di elezioni e di sistemi di partecipazione che portano alle istituzioni. E' un ragionamento che possiamo mettere da parte ritenendo le istituzioni come un vizio burocratico fatto da chissà quali padri autoeletti *fondatori* di pezzi di diritto diventato "naturale", per difendere gli interessi degli stessi e dei loro figli e figli dei loro figli e così via fino ad oggi. Monarchie, dittature, imperi, democrazie a gestione condominiale. Si può immaginare di non volere avere a che fare mai con i luoghi "istituzionali" della politica. Si può immaginare che votare non serva a niente. Ogni posizione è assolutamente rispettabile. 


A me piace
parlare di obiettivi e pratiche. 

Una politica sessista usa il "vota donna" per portare voti alle liste e fare eleggere la persona già stabilita dal partito. Quasi sempre un uomo.

Le liste oramai sono una specie di specchio del grande fratello mediaset. Ci trovi dentro la precaria, il gay, il nano, la ballerina, il venditore ambulante, l'ex detenuto, l'operaio che ha avuto la fortuna di fare due interviste in tivvu', la parente della vittima di mafia. E' un catalogo per tutti i gusti. Manca il pistacchio, la nocciola e i puffi e li abbiamo proprio tutti.


Sicuramente
sono tutte delle gran brave persone ma resta il fatto che le donne vengono considerate come rappresentanti di settore, come il pistacchio e il rappresentante dei lavori socialmente utili.

Dirla così continua ad essere un lamento vittimista. Perciò mi pare assurdo continuare a pietire posti agli uomini e immaginare che prima o poi verrà anche il turno delle donne. 


Mi sono
sempre chiesta perchè le donne - che non sono una categoria assoluta - non cominciassero ad autorappresentarsi sganciate da tutto, dalle logiche della politica al maschile, dalle gerarchie di partito, dagli assensi dei dirigenti di corrente, dall'umore del capo tribu' che può cambiare a seconda del fatto che ti fai molestare o meno. Negli ultimi tempi lo abbiamo fatto un po' di più. Autorganizzazione e manifestazioni ne sono la riprova.


Qualcuna
mi disse, tanto tempo fa, che le donne non riescono ad avere un quadro d'insieme, perciò servono gli uomini in alcuni ruoli, come l'economia, l'interno, gli esteri, la difesa.

Ricordo di aver risposto senza pensare: gli uomini invece un quadro d'insieme ce l'hanno?


Nei partiti
le donne normalmente finiscono ad occuparsi di "cose di donne", come se non fossero in grado di avere una opinione, una idea precisa, una competenza su ogni cosa. Nei luoghi di amministrazione finiscono spesso alle pari opportunità. Quando le pari opportunità verranno assegnate ad un uomo e il ministero all'economia o dell'interno saranno affidati ad una donna allora si potrà parlare forse di pari opportunità. Fino ad allora è solo un modo per relegare le questioni che ci riguardano in ghetti ideologici e culturali che lasciano pensare che fare una legge contro la violenza sulle donne sia un favore fatto a noi e non un provvedimento necessario per migliorare gli aspetti incivili e irrispettosi della nostra società.

Non sono separatista. Non lo sono mai stata. Mi piacciono i luoghi misti. Quelli in cui le gerarchie al maschile non ci sono o se ci sono possono essere più facilmente messe in discussione.


Ho attraversato
tanti luoghi della politica e il sessismo fa parte di ciascuno di essi. Lo trovi nei partiti e dentro i centri sociali. C'e' una estetica di ogni luogo, compresi quelli alternativi. Le donne che passano per i centri sociali hanno menti spigliate, vestono diversamente, sono creature libere o differentemente irregimentate ma spesso rispondono fedelmente ai canoni imposti dal loro gruppo. 

Se l'estetica va a braccetto con il desiderio, la passione, la bellezza e la sensualità è cosa sana. C'e' da capire quanto dell'estetica dei gruppi, compresi quelli alternativi, sia condizionata dai modelli dominanti.


Mi piacciono
anche gli spazi separati. Specialmente quando diventano la manifestazione di un atteggiamento attivo, sganciato dalle elemosine e che mira ad obiettivi difficilmente misurabili con le attività svolte all'interno dei partiti. 

Non è un pregiudizio nei confronti del genere maschile o di altri generi. E' la certezza che i luoghi della politica classici non rispondano più, se mai sia stato possibile praticarli con questa speranza, a nessun tentativo di mediazione.


Non c'e' nulla da fare
. Basta. Le alternative stanno altrove. Il movimentismo autogestito, dal basso, che agisce sulla società mandando a quel paese la mediazione censoria e per nulla rappresentativa delle organizzazioni partitiche e istituzionali, con tutto il rispetto per le tante donne che insistono tenacemente in quella direzione (spesso anche per produrre cambiamenti dove il sole non batte mai), o altre esperienze che mi piace raccontare. Chi vuole, giacchè chi non vuole agirà/agiremo appunto attraverso altre pratiche, cominciare ad influenzare l'amministrazione della cosa pubblica. Chi vuole provare a cambiare, proporre, influenzare, a partire dai luoghi già esistenti può decidere di guardare con interesse alla proposta politica che, per esempio, ci viene dalla lista civica di donne Altra Città che si presenta con una propria candidata sindaca, Giuseppina Tedde, alle elezioni di Bologna del 6 e 7 giugno del 2009.

Date un occhiata al sito e al programma. Io rilevo giusto alcuni punti che vengono fuori da tanto lavoro condiviso. Sono consapevolezze maturate insieme che io sento come mie. Alcune di loro sono compagne di percorso che conosco. Alcune fanno parte della rete femministe e lesbiche e poi della rete delle donne bolognese. Sono donne comuni che non hanno nulla di "comune". Sono donne come me e come voi. Non sono veline, non sono un prodotto mediaset, non sono le donne del "terzo millennio fascista" con l'estetica mussoliniana tramandata ai posteri da berlusconi e dai suoi pari. Non sono donne di plastica. Sono donne alle quali può capitare di avere i capelli fuori posto o le occhiaie, le rughe, i segni della stanchezza o qualche chilo in più. Sono donne vere che compongono un movimento consapevole. E' un movimento che decide di autorappresentarsi e diventa dirompente nella scena politica bolognese che non a caso ha già cominciato a fare una campagna mediatica terribile contro le donne provando a togliere loro credibilità persino rispetto alle questioni verso le quali la politica maschile non si è mai spesa in nessun modo.Tanti uomini offesi del fatto che le donne propongono una diversa ricetta per la propria "sicurezza" lontana dalle loro ronde, dalle loro strade deserte, dalla loro intolleranza e xenofobia, dalla loro logica della paura, dal loro profondo razzismo.


Alcuni punti
dicevo, parole fondamentali per niente scontate da dire senza aver paura di turbare la suscettibilità di moderati e affini, senza fare il solito gioco a chi è più populista, parole che vengono da un ragionamento "indipendente", proprie di chi non subisce l'agenda politica e le parole d'ordine imposte da altri, che determinano una lettura diversa delle questioni sociali, economiche e politiche e che diventano temibili per il mercato stantìo e autoritario della politica al maschile.


Parole
da pronunciare con forza, che parlano con chiarezza - finalmente - di partecipazione e protagonismo, di lotta alle discriminazioni, contro il razzismo, la lesbo/trans/omo fobia e di violenza maschile, di storia laica e antifascista, di accoglienza, di diritti, di amministrazione onesta, credibile e trasparente, di applicazione della 194 e accesso alla pillola del giorno dopo, di diritto alla salute per tutt* e di non patologizzazione e medicalizzazione forzata dei disagi, di garanzia e riferimento per le donne migranti, le badanti che spesso vengono sfruttate con il lavoro nero, di asili nido e tempi della maternità, di aumento dei luoghi di socializzazione e stimolo di iniziative culturali in una città che obbliga tutti - attraverso le ordinanze per il decoro e la sicurezza - a non bere in pubblico neppure un bicchiere d'acqua. E ancora: parla di una città più viva perciò più sicura. Niente ronde. Parla di cultura, di mezzi per colmare gap di ogni tipo compreso quello tecnologico, di ricomposizione del tessuto sociale, di salvaguardia dell'ambiente, di posizione contraria alla privatizzazione dell'acqua, di trasparenza per edilizia (niente grandi opere), affitti, spazi abitativi, di decentramento, di luoghi vivibili e per di più desiderabili, di stabilizzazione dei contratti precari nella amministrazione pubblica, di lotta alle speculazioni delle imprese sul precariato, di lotta contro le esclusioni anche di tipo economico, di accesso ai migranti ad ogni servizio, di diritti degli animali, di desiderio e consapevolezza, di partecipazione attiva dei e delle cittadin*.


Non so
come andranno per loro le elezioni. Io spero bene. So però che la città che immaginano loro è quella che piacerebbe molto anche a me.

Ragazze, se vincete abbiamo due alternative: sperimentare la stessa esperienza altrove o trasferirci tutte da voi. 


So anche
che attraversare una città in tempo di campagna elettorale significa parlare con la gente e tante donne organizzate che militano per le strade comunque produrranno un sano cambiamento culturale in opposizione ai tanti esempi di leaderismo al maschile, di accentramento di partito, di corporativismi di settore e di rondismi che terrorizzano le persone per proporre sceriffi in ogni città.

Forza ragazze, sorelle, amiche, compagne. Un abbraccio solidale e affettuoso. E se avete bisogno di braccia, teste e corpi, lanciate un appello affinchè le donne di qualunque posto possano venirvi a dare una mano in questa coraggiosa avventura

.

22 Apr 2009
vibratori antistupro, scatole magiche di Barbie antiviolenza, braccialetti pro-burka...e il popolo dell'ignoranza
logopdlberlusconiae9nj9.jpg image by kikkazz logopdlberlusconiae9nj9.jpg picture by kikkazz 
E poi non abbiamo ragione a stereotipare le veline come tontolone. Abbiamo fatto una manifestazione oggi per ribadire per l'ennesima volta che la violenza si consuma in famiglia e la carfagna se ne esce con una scatolina e per giunta anche rosa. Cosa ce ne facciamo di una scatolina rosa in auto se le violenze sono in famiglia?

Cosa se ne farebbe quella
signora che costretta a subire violenze da suo figlio perchè ha ottenuto gli arresti domiciliari per percosse dove proprio incasa c'era lei ( un bel modo di leggittimare quella violenza), di una scatolina rosa?

cosa se ne farebbe quella
donna marocchina di 25 anni che fu stuprata da suo marito davanti alla figlioletta della famigerata scatolina?

Pochi giorni fa la carfagna ha detto che riconosce i valori della famiglia importanti nella società, ma di che valori parla se si scopre che le
ragazze sotto i 16 vengono stuprate in famiglia, che le donne vengono uccise ogni 3 giorni? che migliaia di donne vengono picchiate? magari si riferiva a quei valori che coinsistono a far tacere le donne dandole i contentini perchè loro non faranno mai interventi di protezione delle donne dalle violenze per non ledere l'immagine della famiglia cattolica come nido roseo di procreazione da non scardinare per non bloccare l'evoluzione specie, dove le donne in realtà sono solo strumenti e proprietà anzichè persone con dei diritti.

Appunto si definisce fascista e non ha torto marcio.
Questa sua ossessione di darci sicurezza ma criminalizzando contemporaneamente le donne dandoci un retrogusto di colpevolezza , non riesce a sovvertire tutto ciò che sta alla base di una cultura patriarcale che ci rende colpevoli perchè siamo dotate di autodeterminazione.

Non c'è più complicità con chi ci fa violenza, che evitare di parlare di questo fenomeno  riferendosi alla sicurezza invece che la cultura, sembra un quasi non volerla combattere e questo non è segno di un paese civile e paritario. Stiamo parlando di diritti umani non di pasta e fagioli. Non è possibile che ci sia tanta indifferenza dinanzi a questo fenomeno dove addirittura ogni 3 giorni viene uccisa una donna, vengono stuprati anche minori dentro le famiglie che diventano luoghi dove  i figli e le femmine sono proprietà dei mariti.

Parlare di violenza sulle donne in italia è un tabu'. Le campagne usate dalla carfagna sono anche offensive. e tanto.
Questa scatola rosa non fa altro che controllarci 24 su 24  come delle criminali finirà per punire le donne più degli uomini quando avvengono infrazioni stradali.

E siamo alle solite. Questa voglia ossessiva di controllare l'universo femminile permette che si attuano ancora progetti pro-burka alle donne. Della serie attuano metodi per non far violentare le "loro donne". 

Perchè questi soldi non sono stati spesi per finanziare nuovi centri antiviolenza?
E' evidente che in Italia si pensa che noi donne possiamo essere malmenate e stuprate in famiglia ma non da estranei, perchè non siamo roba loro. Questa triste mentalità di reato contro la morale e di controllo verso le donne è ancora presente nel mio Paese.

O la scatola rosa è ancora un modo per rafforzare gli stereotipi sessisti secondo la quale  non sappiamo guidare e facciamo molti incidenti e che se ci buchiamo la gomma non ce la sappiamo mettere da sole?

E' ovvio che la Carfagna voleva darci un contentino! anche la  
scelta del colore lo deduce. E' ovvio che al Popolo dell'Ignoranza, da me chiamato ieri, non gliene frega nulla se una donna viene stuprata, picchiata e uccisa, sopratutto se questo accade in casa ad opera di un italiano. Ce ne siamo accorti che per la destra la donna ha solo visibilità se prima di aprire bocca ha fatto un calendario.

La Carfagna non è altro che una donna manovrata, una delle tante nel nostro parlamento che ricevono lo stesso trattamento. Una donna controllata. Appunto, ed è questo controllo sulle donne tipico del nostro paese che è una sorta di cultura che sta alla base delle violenze in famiglia e dai provvedimenti-burka.

La donna diventa merce, da esporre ma da controllare le sue mosse. Non so se vi ricordate cosa disse Berlusconi a Zapatero quando egli formò la sua grande squadra di donne in Spagna. La sua preoccupazione era come Zapatero potesse controllarle e dominarle.

La nostra è una cultura anomala, le donne sono viste come qualcosa su cui attuare il controllo, il potere, un mezzo in cui lo si puo fare tacere se fa di tutto per solidarizzare con le donne. Fausta Guarriello

In Italia è praticamente una normale prassi. Mara Carfagna, non rappresenta affatto un pericolo, non è altro che lo stereotipo fatto carne, simbolo di un anomalo potere governato totalmente da maschi, prodotto da quota rosa, scelto secondo i parametri maschili, la "classica donna da sposare":

Fascista, Antifemminista, Stragnocca, omofoba, Cattolica, Con una salda morale sessuale, ogni volta che si presentano attacchi maschilisti che provvengono dalla stampa e dalla politica per controllare (appunto controllo sui corpi femminili) se adempie al perfetto ruolo di donna cattolica (vista la malsana mentalità che vede la donna al potere come una che la da via in cambio di carriera, che appunto sfugge da quel controllo maschile ( sostituito dalla stampa) che ci vuole in famiglia perchè facilmente controlabili) , lo stesso controllo che è avvenuto tempo fa sulla Santanchè, fino a sentirsi costretta di consigliarci di "non darla in cambio di carriera", per smentire gli stereotipi sessisti della stampa che l'hanno egualmente accusata.

L'idea che la destra ha della donna, concetto che ora si sta sviluppando a sinistra è quello della bambolina da sottomettere facilmente, da controllare. E' stata trovata in televisione dove da anni le donne sono costrette a fare le comparse, ad ammiccare mute e semi svestite ed obbedienti moralmente.
E' anche ovvio che Berlusconi ha voluto umiliare le donne piazzandola proprio alle pari opportunità, che si trasforma in un ministero contro le donne. 

Non so se l'ho notato solo io ma vi siete accorti che questo ministero emette leggi contro le donne?

Se partite dalla scelta della ministra, che stando ai parametri dovrebbe rappresentare solo le belle e le donne con una morale sottomessa al  patriarcato ("donne per bene"),  contro quindi chi ha una spiccata libertà sessuale (prostituzione e chi non si considera solo un oggetto da riproduzione), ma non chi viene sfruttata, perchè per la signora pare che faccia più scandalo se è libera invece che se viene costretta (inoltre può offrire il suo corpo in un calendario o in tv, basta dia l'idea di essere vergine), fino affermazioni della quale la famiglia è la cellula fondamentale della società, luogo di realizzazione della donna, non vi sembra alla che dovremmo battezzarlo "ministro delle impari opportunità"

Io penso che la violenza sulle donne si combatte proprio smettendo di pensare che siamo dei panda da classificare o dei soggetti deboli, di discriminarci dalla poltica, società e dal lavoro, siamo dei soggetti attivi non delle "cose" da controllare, degli oggetti sessuali, di riproduzione, delle proprietà private o oggetti da strumentalizzare per ottenere consensibisogna  smettere di negarci la libertà sessuale e personale di autodeterminazione, smettere inoltre di pensare che la violenza contro di noi sia una questione di sicurezza invece che qualcosa che è dentro la cultura, e piantarla di pensare che se avviene in casa sia qualcosa di privato quindi qualcosa di "lecito".

 Se non si superano questi scogli da me elencati, non si risolverà mai nulla. Perchè non ci sono stupri e femminicidi perchè manca la sicurezza ma perchè in giro c'è poco rispetto per le donne. Io questo poco rispetto lo noto dappertutto anche dagli stereotipi. Agire sulla cultura non continuare a fare finta di proteggerci da questa cultura che sembra non si voglia cambiare alimentando ancora di più quel controllo, su di noi, quella sensazione di debolezza femminile, che fa da cane che si morde la coda. Noi non siamo il sesso debole, sono le discriminazioni, le politiche che ci fanno panda a rendeci tali, anzichè indagare da dove vengono discriminazioni e violenze. 

Rosa
25 Nov 2008
Le carfagnate le spari, e anche belle grosse!

Mara Carfagna ministra senza portafoglio. Nel tanga non ci stava. 

Dopo essermi chiesta mille volte come mai Berlusconi non ha direttamente cambiato il nome del ministero da pari opportunità a ministero per le discriminazioni di genere, stando a tutti i fatti e visto l'obiettivo pare sia questo , e dopo aver postato alcune carfagnate segnalate da Sorelle d'Italia. Oggi posto queste carfagnate, che fanno ancora più ridere.
Visto che mi sono decisa di rendere il blog più ironico, leggete:

Il QUOTIDIANO

"A questo atteggiamento -aggiunge- deve corrispondere la sobrietà delle manifestazioni della comunità omosessuale che non dovrebbe mai scendere nell'esibizionismo e nel folklore".

Prima parla di contrasto all'omofobia e poi si mostra omofoba e non è tutto. Continuate a leggere.

Giustamente l'Arcigay , le rinfaccia il suo passato da miss italia.

L'invito del ministro Mara Carfagna a essere "sobri" e a "non scendere nell'esibizionismo e nel folklore"? "Grazie, ma lo rivolga anche alla Chiesa cattolica che organizza le processioni, e soprattutto a chi promuove i concorsi di bellezza come miss Italia. Li', la Carfagna dovrebbe saperlo, c'e' una grande ostentazione del corpo femminile".

Roma, 17 mag. (Apcom) - "Siamo d'accordo con la neo ministra della Pari Opportunità Mara Carfagna quando dice che le discriminazioni vanno contrastate in una società moderna ed accogliamo altresì il suo invito alla sobrietà. Infatti prendiamo l'impegno a sfilare a tutti i Pride come se fossimo su una passerella di Miss Italia". Lo afferma il Presidente dell'Arcigay Aurelio Mancuso, replicando al ministro sulla manifestazione contro l'omofobia.

"Per quanto ci riguarda - sottolinea Mancuso- non abbiamo nulla in contrario al concorso di bellezza, anche se esiste un ostentazione del corpo femminile, ma invitiamo il ministro ad occuparsi delle tante e tante discriminazioni che realmente esistono nel nostro paese. La Carfagna non dovrebbe ignorare, o mettere la polvere sotto il tappeto (pardon la passerella), di quali e quanti siano gli atti di omofobia di casa nostra per sostenere poi che in Italia tutto va bene".

"Siamo comunque in fiduciosa attesa del commento del ministro dopo che avrà visto la sfilata del Pride - conclude- cosi potrà mostrare il lato B delle sue idee".




Ma come può parlare di sobrietà e buon gusto una che è famosa per il suo "Upskirt" e non solo?

Avete visto bene?

Il bue alla fine dice cornuto all'asino!

Ma della tanto cattolica e bacchettona Carfagna cosa ne pensa la chiesa di questo video?

17 Mag 2008
Le Carfagnate


Quando la Ministra faceva Miss Italia ... Andate a leggere le  prime carfagnate postate su Sorelle d'Italia,
e le seconde.


Dice (una mia cara amica, attenta ai diritti delle donne) c’è del sessismo attorno a Mara Carfagna. Vero. Insistere sulle foto scollacciate, sempre quelle, per screditare una persona che ha scelto la politica è un colpo basso, buono per alzare le visite su un blog o per uno spezzone di blob. Dice (Marco Bastianello, nei commenti a questo post ) non ha ancora spiccicato parola ed è già crocifissa. Può essere. Mara Carfagna non ha cominciato a far politica ieri, ma l’altroieri : Si è avvicinata alla politica nel 2004, eletta deputata nel 2006, e nel 2008 già ministra. Carriera lampo? Suvvìa, alla sua età Irene Pivetti era già Presidente della Camera. Carfagna ha iniziato come Coordinatrice per la Regione Campania del movimento femminile di Forza Italia. Vedi un po’ che già ci stava dalla parte delle donne?
Aspetta: nel 2006 Mara Carfagna si schiera
contro le quote rosa sostenute dalla sua compagna di partito e predecessora Prestigiacomo. "Io sono l’esempio che non servono". Cominciamo bene.
Altri se la ricorderanno per essersi schierata apertamente
contro il riconoscimento delle unioni omosessuali con l’argomento "non c’è nessuna ragione per la quale lo Stato debba riconoscere le coppie omosessuali, visto che costituzionalmente sono sterili".  Con il corollario del "per volersi bene il requisito fondamentale è poter procreare"
E qui riesce in un paio di frasi a offendere gay, lesbiche, coppie con problemi di fertilità e persone che ritengono che per volersi bene il requisito fondamentale sia volersi bene.

Io sono una donna di destra, il mio primo voto è andato al partito di Fini prima della svolta di Fiuggi.
E’ femminista?
Antifemminista, semmai. Il femminismo ha fatto credere alle donne che la libertà dipendesse dall’indipendenza, dall’autonomia. Invece dipende innanzitutto dalla disciplina, dalle regole
Appena può sfoggia una
citazione dell’illuminista Diderot: "Il pregiudizio è molto più vicino all’ignoranza che alla realtà"
Siamo sicuri si tratti di pregiudizio?

Su qui non ci piove e mi sembrava strano fosse femminista vista la precedente carriera (guardate la foto). Sorelle di Italia, seconde carfagnate:

"Questo è un messaggio che mi permetto di dare alle donne e ragazze: non è soltanto aspirando a fare la conduttrice, la cantante o la velina che si può raggiungere la massima soddisfazione nella vita"
Comincio a sospettare che questa signora sia un genio.
"Io credo che fino ad oggi le Pari Opportunità siano state considerate solo sul versante delle donne rispetto agli uomini e degli omosessuali rispetto agli eterosessuali. Ma visto che in questo campo sono stati fatti passi avanti"
Sono stati fatti passi avanti nei diritti degli omosessuali? Forse perché non li bruciano più in piazza. Hai visto mai che avanza qualche molotov dai campi nomadi.
"Al centro del mio impegno ci sarà sempre la famiglia e la denatalità"
Ma per quello esiste il ministero della famiglia: quindi abbiamo due ministeri fotocopia.
"Poi flessibilità degli orari di lavoro per consentire alla donna di occuparsi della famiglia che è sempre più allargata: l’età media si allunga, non ci sono solo i bambini di cui occuparsi, ma anche molti anziani che necessitano di cure".
Il dubbio che di bambini e anziani possano occuparsi i servizi, per non parlare degli uomini, non pervenuto.
"Io dico che le priorità del Paese sono altre senza dimenticare che il problema sollevato da Giovanardi non può essere trascurato. Non servono scontri: si deve aprire un confronto. La legge 40 provoca delle contraddizioni: non consente la diagnosi preimpianto ma poi la 194 prevede l’aborto entro i primi tre mesi nel caso di malformazioni. Per cui una donna non fa la diagnosi ma poi ricorre all’aborto".
Questa frase è un capolavoro di ambiguità (leggasi: attacco alla 194).

Poi le solite cose: Berlusconi ha sempre dimostrato stima nei confronti delle donne, non vedo l’ora di farmi una famiglia, blablablà e poi la chiusa ad effetto.
Sarebbe andata in missione all’estero incinta come ha fatto la ministra spagnola?
"Mai. Avrei privilegiato mio figlio. Mettere a rischio la gravidanza, mettersi su un aereo con il medico al seguito non è il massimo. Le donne non devono cadere nei tranelli della politica".


Poi spunta l'articolo di Yahoo sulla sua carriera di Miss, nulla di nuovo, anche per quelle donne in carriera che non hanno avuto carriera precedente simile  si va a leggere l'articolo che parla sulla loro avvenenza. Solito maschilismo mediatico che purtroppo riflette la realtà.

Poi andiamo a scoprire che abbiamo la ministra più bella del mondo. A me non mi sembra una bella notizia non per il fatto che è bella ma per il fatto che era meglio se sentivo dire che l'Italia avesse raggiunto la parità in politica, il cosidetto 50 e 50 mentre facciamo la figura dei retrogradi anche nel modo di giudicare una donna, solo per la propria avvenenza e siamo gli unici nel mondo ad aver scelto una ministra solo per la propria bellezza (perfino dei paesi più arretrati e maschilisti). Confermando lo stereotipo della donna che per fare carriera deve avere un bel corpo anche per un posto in cui non serve l'uso del corpo  alimentando la cultura del velinismo svilente per una donna. Non solo siamo messi male in parità ma le poche donne sono anche stereotipate.

16 Mag 2008
Ministero delle Impari opportunità...con la Carfagna
Avevo detto e ridetto che già di per se avvalere il principio che una donna si deve spogliare per ambire adirittura alla politica e addirittura mettere una ex valletta come ministro delle pari opportunità mi sembra a dir poco banale e una grande presa per il culo alle donne, per il suo passato da donna che non rappresenta per niente il modello della donna pari,e l'offesa che abbiamo subito sullo stereotipo che si rafforza di più della donna che deve essere bella ed oggetto sessuale per fino in politica, leggete quanto è pari il suo ministero.

Dal corriere:

Carfagna: "Gay costituzionalmente sterili"
Luxuria: "Inaccettabile da chi sfascia famiglie"
...ole'

La parlamentare di Rc: "Stessi principi della Germania di Hitler"

Mara Carfagna

ROMA - Dice che i gay sono "costituzionalmente sterili", difende "il fondamento della famiglia", osserva che "per volersi bene il requisito fondamentale è poter procreare". Mara Carfagna debutta così alla prima manifestazione da lei organizzata da quand'è in Parlamento, il seminario "Donna, vita e famiglia", stamane a Palazzo Marini, insieme ai big di Forza Italia Sandro Bondi, Giuseppe Pisanu e Enrico La Loggia. Frasi, quelle della ex soubrette e deputata di Forza Italia, che hanno dato origine a una sequela di reazioni. La prima ad arrivare è quella di Vladimir Luxuria che non fa giri di parole: "Non mi sento di prendere lezioni da chi crede di difendere la famiglia e intanto ne sta sfasciando una, quella di Berlusconi".

La deputata di Rifondazione comunista fa riferimento, evidentemente, alla vicenda dello scambio epistolare fra la moglie di Silvio Berlusconi,
Veronica Lario, e l'ex presidente del Consiglio. All'origine del quale ci sarebbero stati - fra l'altro - i complimenti fatti dal leader azzurro alla "sua" parlamentare durante la cerimonia di consegna dei Telegatti.

E se Luxuria sottolinea che "alla Carfagna bisogna ricordare un precedente pericoloso, una legge della Germania di Hitler che prevedeva l'internamento degli omosessuali ritenuti socio-sabotatori perché non in grado di riprodursi", Franco Grillini dell'Ulivo osserva come "non avendo alcun argomento contro il riconoscimento dei diritti alle famiglie gay, la destra italiana con il suo esercito di veline, divorziati e conviventi rispolvera i luoghi comuni e le battute da osteria del più trito razzismo antigay".

Premettendo di non essere "né bacchettona né portatrice di sentimenti antimoderni", la Carfagna aveva aperto il proprio intervendo affermando che "la famiglia è il fondamento della nostra società e come le fondamenta di ogni casa essa non teme soltanto le frane ma anche le infiltrazioni", e che dunque i
Dico sono delle "infiltrazioni all'istituto della famiglia" e "non c'è nessuna ragione per la quale lo Stato debba riconoscere le coppie omosessuali, visto che costituzionalmente sono sterili".

"Esistono dei cuori così sterili, e la mancanza di cuori si avverte soprattutto in politica", incalza Luxuria, precisando che non tutti i gay sono sterili: "Le lesbiche possono costituzionalmente fare figli e ce ne sono numerosi esempi". L'unica vera discriminante per decidere chi è coppia e chi no, per Luxuria "non è la benedizione in chiesa o il matrimonio civile ma la presenza di amore, rispetto e cura per l'altro".

"Indignato" il vicepresidente dei deputati di Fi, Enrico La Loggia, perché "l'onorevole Guadagno si rivolge con parole pesantemente offensive alla collega Carfagna senza essere la persona idonea a dare l'idea di famiglia così come prevista dalla nostra Costituzione".

La deputata forzista si difende. "Il collega Luxuria o non ha capito o fa finta di non capire. Le parole che mi attribuisce sono una citazione del professor Francesco D'Agostino - spiega - presidente onorario del Comitato di bioetica, che riguardano esclusivamente le coppie omosessuali. In merito alle persecuzioni a danno degli omosessuali, ricordo al collega che attualmente vigono in alcuni Paesi guidati dalla sinistra". Nessuna replica "alle menzogne e alle offese personali", alle quali la Carfagna non risponde, sentendosi "cosciente che le strade battute nella sua attività dall'onorevole Guadagno lo rendono instabile quando si parla di argomenti così delicati".

A sostenere Luxuria anche la deputata del Pdci, Rosalba Cesini, per la quale Mara Carfagna "mette in discussione non solo i rapporti tra coppie omosessuali, ma anche, e con tanto cattivo gusto, i matrimoni, magari sanciti dal sacramento, tra persone che a causa di impedimenti fisiologici non sono in grado di procreare".

Mi avvalgo della facoltà di non parlare più.
Grazie fra x il link :)
11 Mag 2008
Rosa · 1023 visite · 15 commenti
Categorie: Donna e politica, Quote Rosa, Carfagnate

1, 2, 3  Pagina Successiva