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Affissione degli articoli che appartengono alla categoria: Obiettivi del blog

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Appuntamento a settembre


Care e cari il mio blog va come ogni anno in vacanza. Sarò con voi a settembre con gli aggiornamenti.

Se non vedete i vostri commenti pubblicati non vi preoccupate li approverò nonappena torno dalle vacanze.


BUONE VACANZE A TUTT*



Saluti femministi
06 Ago 2009
Rosa · 753 visite · 1 commento
Categorie: Obiettivi del blog
IMPORTANTE: APPELLO ALLE AUTORITĀ AFGHANE: REVOCATE SUBITO LA LEGGE CONTRO LE DONNE!
Quanto è successo in questi giorni a Kabul, è la CHIARA e NETTA dimostrazione della notale inultilità della presenza delle forze imperialiste nordamericane ed europee in Afghanistan.

Circa 300 donne afgane hanno provato a manifestare alcuni giorni fa la loro contrarietà alla nuova legge che autorizza, tra l'altro, le violenze e i rapporti sessuali coatti all'interno del matrimonio
, ma sono state fatte oggetto di una sassaiola proprio mentre la polizia interveniva per disperdere la folla.
Ebbene, la sassaiola ed il linciaggio contro le donne è avvenuto proprio sotto gli occhi dei soldati (occupanti) nordamericani ed europei (erano presenti anche gli italiani) e nessuno a osato difenderle e proteggerle.

La legge, che è stata approvata il mese scorso, legalizza lo stupro del marito nei confronti della moglie, ovvero obbliga le donne a "concedersi" al marito senza opporre resistenza; vieta alle donne di uscire di casa, di cercare lavoro o anche
di andare dal medico senza il permesso del consorte; e affida la custodia dei figli esclusivamente ai padri e ai nonni. Il testo permette inoltre tacitamente il matrimonio di bambine e assicura agli uomini maggiori diritti in materia di eredità.

Il corteo di protesta era stato convocato da alcuni attivisti per i diritti umani ed ha trovato l'adesione di circa 300 giovani donne. Ma il gruppo si è imbattuto in una contro-manifestazione tutta maschile, che è presto degenerata in una sassaiola. "Morte alle schiave dei cristiani", hanno inveito gli uomini, mentre lanciavano sassi sulle donne.

E' possibile firmare l'appello per revocare la legge qui

Il post viene da Femminismo rivoluzionario
23 Apr 2009
Gli effetti di un stupro, le cause e i pregiudizi


Lo stupro è spesso minimizzato sia da parte dei media, che dalla società e le istituzioni che non affrontano il problema o peggio che strumentalizzano a fini politici, alimentando paure per rabbonire la gente e creando falsi allarmi sociali presentati come mode del momento. Ultimamente il nostro Governo ha creato un altra forma di violenza: quella cotnro gli stranieri, etichettandoli come stupratori e alimentando l'odio razziale. La violenza sulle donne ha matrice simile a quella per motivi razziali, nasce dall'avversità verso un altro genere.

I provvedimenti del governo relegano lo stupro come un qualcosa che avviene nelle stade per mancanza di sicurezza e non perchè c'è poco rispetto per le donne. Queste nuove ideologie, portano anche a considerare ancora le donne come proprietà. Da questo si capisce come lo stupro non sia considerato ancora un attentato alla donna e alla sua integrità in quanto essere umano, ma una violazione ai familiari maschi della vittima, in quanto femmina di qualcuno (lo dimostrano le campagne fasciste di forza nuova). Questo è uno delle fondamenta della cultura dello stupro. Ma di questo ne parliamo nel paragrafo dei pregiudizi.
Lo stupro non è solo una violazione della libertà individuale, ma è un vero e proprio omicidio sociale visti gli effetti che provocano nella psiche e nel corpo della vittima offesa indipendentemente dal sesso o dall'età.

Fino al '96, lo stupro non era considerato nemmeno sulla carta un reato gravissimo.
Lo stupro su donne e bambini, riempie sempre più di frequente le cronache dei giornali. Nel nostro Paese, solo il 4% delle donne violentate denuncia: le altre nascondono, per vergogna, e per paura di altre violenze e ritorsioni da parte di stupratori che le nostre istituzioni non condannano e troppo spesso vengono rimessi facilmente in libertà. Lo stupro è un omicidio del corpo, dell’anima, molto spesso un attentato al futuro della vittima. Gli effetti non si limitano allo choc del momento – già terribile e spesso sminuito– ma successivamente sulla vittima si riperquotono danni per la salute, lo confermano spesso casi che portano al suicidio e l'etilismo.

Effetti psicologici sulla vittima.

Gli effetti meno gravi e i primi che compaiono sono: choc, confusione, ansia. Quelli gravi compaiono sogettivamente ma sono abbastanza comuni in tutte le vittime.

  • - sentirsi distaccata dal mondo,
  • - rivivere l'aggressione  con  incubi frequenti
  • - evitare luoghi e cose che ricordano l'aggressione oppure paura di uscire di - casa e avere contatti con la gente; 
  • - ansia; depressioni anche gravi: le ricerche stimano che un terzo delle vittime di stupro soffrono un periodo di depressione grave, e che  addirittura il 17% delle vittime si suicida, spesso se non denuncia o non ottiene giustizia, 
  • - rabbia, di non essere riuscita a difendersi, denunciare, spesso legato allo schock
  • - sensazione di vergogna e colpa: infatti molte donne smunuiscono o si autocolpevolizzano per l'accaduto. Molto frequente se l'aggressore e' un conoscente o familiare. La vergogna impedisce di denunciare e spesso mete la vittima in condizione di tenersi tutto dentro; 
  • - Problemi sociali e relazionali: Molte donne smetono di lavorare e di condurre la vita di prima; 
  • -Disturbi alimentari.
  • - Problemi sessuali: le vittime di violenze hanno, quasi tutte, in seguito, problemi sessuali. Quali, il problema di lasciarsi andare per paura di rivivere quei terribili momenti, la paura di sentirsi sporca. Spesso gli effetti sono contrari.  Alcune vittime soffrono di problemi legati alla dipendenza sessuale Come se l’essere state violentate la prima volta dia un “diritto” di disposizione sul loro corpo, poichè considerato da loro non più "puro", da parte di altri uomini.
    i primi effetti sono piu' frequenti.
  • - Spesso anche il compagno della donna violata, dopo un primo momento di solidarietà, successivamente può manifestare atteggiamenti di rifiuto, abbandono e persino aggressività fisica; dovuto dal fatto di vedere la vittima come un corpo violato, degradato e utilizzato,
  • - Alcool e droga: le vittime di abusi sessuali hanno maggiori possibilità di ricorrere a droghe, più o meno leggere, e ad alcol, per superare il trauma. 
  • -Paura di essere uccise o perseguitate
Lo stupro è un vero e proprio attentato al'integrità della vittima. Elenchiamo ora gli effetti sulla salute fisica.

-dolore fisico, determinato anche da lacerazioni genitali, emorragie interne, percosse, sevizie;
gravidanze indesiderate o aborto spontaneo e doloroso;
-malattie sessualmente trasmesse a diverso tempo di latenza e di variabile pericolosità (dalla gonorrea all’AIDS e alla sifilide); sterilità da Chlamydia; lesioni pretumorali o francamente tumorali da ceppi maligni di HPV;
-vaginismo
(contrazioni involontarie che rendono il rapporto doloroso, di origine psicologica).

- la gravidanza che non fa in tempo ad essere debellata con la contraccezione di emergenza, espone la donna agli aborti che creano traumi psicologici permanenti o fisici se è in età adolescenzale, se aborto non accade, viene vissuta una maternità segnata dal dolore e sensi di colpa nel vedere un figlio innocente frutto di una violenza e ignaro di questo.

La paura e i pregiudizi. Cosa limita le denuncie.

1) Forti pregiudizi. Lo stupro è sempre banalizzato, minimizzato, tollerato. Ancora oggi, è forte la mentalità collettiva che una bambina, una donna o una ragazza stuprata sia un oggetto degradato e offeso per sempre, quasi infetto, quasi evoca da una parte pietà e dall'altra resiste ancora il marchio che viene appiccicato alle vittime: il senso di colpa, la cultura che ancora relega le vittime come ragazze facili, perchè non si sono opposte, come spesso la cultura cattolica ha con Santa Maria Goretti incarnato. Di conseguenza, la donna non denuncia, per paura dei pregiudizi sociali: una donna violentata diviene agli occhi della società appunto “res nullius”, proprietà di nessuno, “donna facile” come se lo stupro “se lo andasse a cercare”, come se fosse colpa sua. 

2)Sfiducia nelle istituzioni e paura di rappresaglie.Pregiudizi che si riperquotono anche nelle istituzioni dove lei si rivolge. Molte istituzioni, non solo sottopongono le vittime alla doppia violenza di riviverla o le difese a etichettare la ragazza come una che se lo è cercata, danno sconti di pena, scarcerano, generando paura nella vittima di denunciare.
Lo stupratore, anche se condannato, viene scarcerato rapidamente: per indulto, o “buona condotta”, e la vittima teme che gliela faccia pagare.

3)Autocolpevolizzazione. E' una doppia violenza . Tante le vittime di abusi, ragionano come la società, attribuiscono agli abusi addirittura credno sia colpa sua, o una responsabilità o conseguenza di un atteggiamento sbagliato (spesso nel suo abbigliamento),  addiritura se sono state violentate da piccole. 

4)Qualcosa che è accaduto. Alcune vittime ritengono lo stupro secondo recenti stime, come qualcosa che è accaduto. E' ancora diffusa la mentalità che fa dello stupro un destino della donna alla quale non puo' scappare. Questo limita sia le denunce, perchè maturano quasi un diritto di disposizione sul proprio corpo, sia l'eliminaizone della cultura dello stupro. Da notare che anche il nostro premier ha considerato lo stupro ocme qualcosa che accade. Questo è grave perchè evita di indagare sulle cause e di far crescere le denuncie.

Fattori che determinano lo stupro.

1) Cultura dello stupro. Lo stupratore è sicuro di stuprare perchè tutto il sistema con i pregiudizi, ha creato e continua a mantenere un clima a suo favore. Nasce così la cultura dello stupro.

a) pensare che l'uomo sia dominato da impulsi naturali e incontrollabili. Nelle società dove esiste una cultura dello stupro, si attuano quei comportamenti che legittimano lo stupro e in seguito giustificano gli stupratori, ma esistono dei pregiudizi non solo sulle vittime ma sulle donne in generale. In queste società, la donna è considerata un oggetto sessuale, dove alla parte maschile è relegato il diritto al sesso, il diritto d disporre della sessualità femminile è nelle società patriarcali, legato all'acquisizione di virilità, e quindi stima da parte del branco. Per questo che oggi si colpisce sempre piu' in branco. Oggi si è esteso anche fuori dalla famiglia, dove prima questo diritto era per lo piu' prerogativa del marito in quanto legato anche al concetto di proprietà con il mito della verginità.

b)Giustificazione dello stupratore. Ci sono ancora dei comportamenti che mantengono alta questa cultura, come la tendenza dei media a sofferarsi sui fatti di cronaca e definire gli aggressori dei bravi ragazzi in merito alla loro etnia o famiglia di appartenenza, di colpevolizzare la sicurezza o le vittime, lo straniero, l'ambiente degradato o il consumo di droghe o alcool che ha limitato l'autocontrollo. Di generare paura nelle donne, creando falsi allarmi.

c) Mercificazione femminile e dipendenza dall'uomo. Pensate anche la tendenza che ha la società consumistica a esporre il corpo femminile come un oggetto sessuale e la cultura estetica che da valore a quel corpo in base alle funzioni sessuali e attrattive e vecchi stereotipi riproposti (perfino in politica) che danno l'idea che la donna sia in qualche modo dipendente dall'uomo.

d) Donna proprietà. Con lo stupro c'è un vero e proprio desiderio di possedere la vittima, di considerarla una proprietà, per placare ogni sua scelta ed ogni libertà. Non a caso la maggior parte degli stupri si consuma tra le mura di casa sotto il silenzio mediatico. Ma lo stupro è sempre esistito sin dai tempi in cui la donna non era ancora libera. Anche il fatto che lo stupro da parte di uno sconociuto sia meno tollerato conferma tutto.

e) colpevolizzazione della vittima. Inoltre c'è la tendenza popolare di pensare sa la donna in qualche modo responsabile dello stupro. Si attuano perciò atteggiamenti distruttivi come la prevenzione di far rincasare, controllare l'abbigliamento delle  figlie o se consumano alcoolici (nel caso degli stupratori il consumo è considerato attenuante e nelle vittime aggravante, una colpa dello stupro subito), anzichè insegnare una cultura al rispetto di genere. Questo si collega anche al concetto di proprietà poichè ancora lo stupro è considerato da una parte anche un attentato all'onore della famiglia.

f) Minimizzazione e tolleranza. Le parole spesso vengono dal Governo. Non solo lo stupro viene tollerato ma spesso molte battute creano quella cultura dello stupro che lo minimizzano alla stregua di un omaggio alla bellezza, basandosi anche sul pregiudizio degli mpulsi inarrestabili e la provocazione femminile come causa dello stupro.

2)Sicurezza dello stupratore.Spesso gli stupratori sanno che le donne non denunciano.

3) Inoltre gli stereotipi proposti (perfino dalla cassazione) sono ancora intramontabili. fonte nondasola

"Una donna non può essere violentata contro la sua volontà."

Questo stereotipo rimanda al grado di resistenza fisica opposta dalla vittima come prova della veridicità del fatto. L'effetto congiunto della minaccia e del dolore spesso annulla ogni resistenza. Può succedere anche che la donna perda i sensi.

"Tutti sanno che quando una donna dice di "no" probabilmente vuol dire di "sì"."

Lo stupro provoca solo paura e gli effetti legati al trauma sono, per molto tempo, devastanti per l'equilibrio psico-fisico. Nessuna donna vuole essere stuprata, si tratta di un'esperienza terrificante, dolorosa in cui una donna viene privata del controllo su di sé e sul proprio corpo.

"Le donne serie non vengono violentate ."

Questo stereotipo sposta la responsabilità dallo stupratore alla donna.

Gli uomini ricorrono a varie scuse pur di screditare la loro vittima. Le vittime non vengono scelte per il loro aspetto o per il loro modo di agire o per la loro età. E comunque il comportamento e il modo di vestirsi di una donna non dà il diritto ad un uomo di violentarla.


"Lo stupratore é sempre un malato, un mostro, uno sconosciuto ."

Questo stereotipo sposta l'attenzione dell'opinione pubblica dalle reali caratteristiche della violenza.

Violenze sessuali e maltrattamenti si verificano in tutti i contesti sociali e gli aggressori sono spesso conoscenti delle vittime.


"Una donna che denuncia uno stupro dopo molto tempo non é attendibile."

Succede spesso che le donne riescano a denunciare il fatto solo quando sono trascorsi alcuni anni.

Ci sono però buone notizie. Grazie ai nuovi provedimenti, le donne violentate potranno essere difese con il gratuito patrocinio. In poche parole, senza più costi legali a loro carico. Prima, invece, lo stupro costava alla donna, ingenti spese legali e spesso evitava di denunciare. Una spesa che diventava elevata, per la durata dei processi e la mancanza di giustizia ottenuta. Una porta si è aperta in favore delle vittime cadendo questo ostacolo.

Una regola fondamentale per educare gli individui ad eliminare la cultura dello stupro è riconoscere la libertà di disporre del proprio corpo, che è un diritto fondamentale umano. Il diritto alla sessualità è  uno dei diritti inviolabili della persona.

22 Apr 2009
Rapporto tra violenze in famiglia e istituzioni
Stanotte ho fatto un sogno molto strano. Una mia amica che nella realtà sta per sposarsi nel mio sogno subiva violenze da suo marito. Avevano una casa molto modesta, dove lei stava con suo figlio ancora piccolo che aveva avuto da un altro uomo.

Il mio sogno si è concentrato molto sul fatto che questa ragazza non aveva un lavoro fisso. Io le facevo spesso visita ma lei continuava a nascondere il fatto che subiva violenze. Nascondeva i lividi con un plaid e solo dopo è riuscita  parlarmi di quello che subiva.
Rimasi di stucco davanti ai suoi racconti. Lui mi sembrava un bravo ragazzo, molto premuroso durante il fidanzamento.

Mi immedesimai fortemente nei suoi racconti tanto che mi trovai in mezzo ad un suo episodio. Lui è rientrato a casa e scagliò una sedia contro di lei.
La camera da letto, era curata nei minimi particolari, cosa che mi capita molto raramente in un sogno. Al centro aveva un letto matrimoniale, senza armadio, senza testata con i muri umidi e uno specchio di fianco. Nella scena precedente il letto non era presente. Probabilmente mi mostrava la stanza prima del matrimonio. Il figlio che piangeva sul letto. Probabilmente subiva violenze anche lui ma non voleva parlarmi. O soffriva per la madre.

Mentre lo osservavo piangere sentivo lui che la picchiava nella sala da pranzo, ma non potevo fare nulla perchè era solo frutto del suo racconto che stava proseguendo. Volevo spaccagli la faccia.
Poi lei mi disse che lo faceva spesso quando tornava dal lavoro e che sua madre non sapeva nulla.
Lei non aveva soldi per andarsene e spesso perdeva il lavoro. Ma non voleva nemmeno tornare dalla madre perchè aveva litigato da poco.

Che incubo. Se penso che questi incubi molte donne li subiscono da sveglie mi fa ragelare il sangue.
Perchè c'è un rapporto preciso tra violenza domestica e la condizione in cui si trovano molte donne in un contesto sociale.

La dipendenza economica, un lavoro precario, non aiuta molto le donne a scappare da situazioni del genere. In Italia non ci sono molti centri Antiviolenza, ci sono zone del nostro paese, addirittura province, dove non c'è n'è nemmeno uno e nel meridione, dove le donne subiscono molte più violenze, dove coincidono con la precarietà e l'inattività femminile molto alta, vuoi per una mentalità più maschilista, vuoi per pochi posti di lavoro, ci troviamo perfino nella situazione dove molti centri rischiano anche di chiudere.

Le violenze in famiglia sono anche quelle che restano totalmente impunite, oppure ci troviamo nell'anomalia nel quale il carnefice viene punito ma resta in tempi di processo molto lunghi ai domiciliari dove continua a maltrattare tranquillamente la moglie. Ho sempre pensato che la nostra "giustizia" è in parte responsabile di questo. Come può un tribunale non allontanare di casa un soggetto pericoloso dalla moglie? Chi picchiava? Topo Gigio?

Avevo letto una notizia di cronaca simile. Dovrebbero darci sicurezza ma pare che addirittura siano complici del marito violento. Detto questo mi sembra ci sia una mentalità maschilista che stabilisce la proprietà maschile della casa, quindi inseparabile.

Ora ne sparo una. Perchè esistono le case di accoglienza per le donne maltrattate ?
Io penso che i centri antiviolenza siano una sorta di associazione per compensare il vuoto della giustizia di fronte alla violenza familiare. O un contentino alle donne per lasciare i mariti o gli ex mariti a piede libero?

Premetto che sono stata la prima a scandalizzarmi quando i fondi sono stati tagliati via dal nuovo governo, perchè appunto nel nostro paese sono utilissime visto che le pene agli orchi sono bassissime se avvengono.

Se le pene fossero altissime pensate che queste case di accoglienza per le donne maltrattate servirebbero?
Non so forse è una mia opinione ma perchè è sempre la donna che deve allontanarsi dai suoi beni come la casa, le amicizie, il lavoro?
Mi sempre un modo per evidenziare la precarietà in cui viviamo. Mi sembra un altra violenza, punto. Perchè non costruire dei carceri appositi per questi mostri in modo che non possano più uscire e si allontanino loro dalla casa e vita sociale?
Perchè dobbiamo sempre continuare a vivere nella paura, nel segreto, cambiare la nostra vita e vivere in una sorta di carcere?  

Perchè siamo noi quelle che dobbiamo negare la nostra libertà? Perchè per non essere stuprate dobbiamo indossare un braccialetto come in America fanno i carcerati?

Cosa si fa per aiutare le vittime di violenza in Italia? Assolutamente nulla, se no perchè ci sarebbero i femminicidi? Pensate che se questi reati sarebbero puniti in fretta morirebbero tutte queste donne?

E per questo, scrivevo nel post precedente, che mi manda in bestia, ma veramente in bestia chi per dare una buona immagine al proprio paese critica l'immigrazione come causa delle violenze sulle donne. Sembra quasi un modo per non volerla affrontare. 

L'italia è l'unico paese che ancora non punisce lo stalking, che agli stupratori da la colpa di essere immigrati, tollerando gli stupri made in Italy e in casa, senza fare nulla per contrastare questa cultura maschilista che ci sommerge. Perchè come donna devo tollerare ancora un tg che si chiede di che nazionalità era chi mi ha stuprata?

Perchè non si indaga in termini culturali? Non so se a voi ha fatto questo effetto, ma ho pensato che da noi esiste una cultura che ci reputa una sorta di proprietà dove fa più scandalo se a farci violenze è lo straniero, della serie non era legittimato visto che non era roba sua. Alcune campagne di sensibilizzazione fasciste e cattoliche (quelle femministe vengono censurate) infatti dimostrano quello che dico, ho fatto dei post a riguardo tempo fa. La cosa che mi ha scandalizzato è che queste campagne non mettono in evidenza che lo stupro lede l'integrità della donna ma quella del suo uomo, della serie gli ha toccato una "cosa" preziosa, come si fa per un furto di bicicletta. Non è anche questo un modo di pensare da stupratore? Avete capito almeno perchè gli italiani continuano a farci violenze indisturbati? E' la mancanza di rispetto della volontà della vittima in quanto persona, dove ancora si pensa sia pressochè inesistente.

Tornando alla violenza in famiglia, penso che non si fa nulla a causa di questa mentalità. Penso anche, che la violenza in famiglia e in generale contro le donne, non sia un caso isolato e inspiegabile. Penso che sia figlio di una cultura che manca di rispetto le donne, che le considera oggetti, proprietà, aiutata ed incoraggiata dalla politica che nulla fa per contrastarla a livello di leggi, che anzi, quella sottorappresentazione femminile che mantiene e con le nuove leggi tende ad accentuare, fa resistere la percezione della nostra subordinazione in tutti i capi che ci rende precarie, disoccupate e di serie b, quindi esposte alla violenza di genere (sul lavoro ecc..) ma sopratutto a quella domestica. Quei media che non vengono sfruttati per sensibilizzare, ma al contrario vengono usati per vessarci, per alimentare quella cultura maschilista ancora per altre generazioni. Quella "giustizia" inesistente. Quelle scuole che anzichè alimentare la nostra precarietà dovrebbero abbattere gli stereotipi di genere nell'istruzione.

Rosa

Immagine: Femminismo a sud
09 Gen 2009
La condizione femminile in italia

colora_albero_di_natale_1.jpg picture by kikkazzHo letto oggi sul giornale che il femminicida che ammazzò giovanna reggiani lo scorso anno avrà uno sconto di pena a 29 anni. Morale della favole perchè "la vittima resiteva alla violenza".

Fatemi capire in che paese viviamo perchè non l'ho capito.
Evidentemente per la nostra società uno che uccide una donna perchè non si fa stuprare merita un premio, perchè è evidente che in Italia patria patria che si riempie la bocca dicendo di tutelare le donne lo fa in realtà per ottenere voti (come dicevano dopo l'omicidio Reggiani) queste donne sono solo trattate come degli oggetti che se non adempiono al ruolo di donna che non si sottomette facilmente allo stupro chiunque è legittimato ad ucciderla. Una sorta di delitto d'onore contro l'orgoglio maschile.

Così velocemente arriviamo alla soluzione che il nostro paese incoraggia a stuprare le donne ed ucciderle se non gli permettono di stuprarle.
Ora ditemi se è possibile questo. E' possibile che in un paese civile una donna riceverà una giustizia a metà perchè evidemtenmente c'è ancora nel nostro paese chi pensa che quella donna non era perchè ha avuto la capacità di difendersi?

Alla fine le donne che subiscono violenza anche fino alla morte sono quelle cui i carnefici hanno pene ridotte o addirittura assoluzioni della pena. Cosa c'è dietro?
Il killer di Chiara Poggi è ancora a piede libero, il killer di meredith si è beccato l'ergastolo perchè è nero, mentre gli altri due sono ancora in attesa di processo, chi uccise Antonella Multari glielo ha permesso la "giustizia" che ha assolto l'assassino dopo il femminicidio di un altra fidanzata e infine tanti altri femminicidi che non solo non si vedono nemmeno puniti con 30 anni (il minimo), ma perfino una pena inferiore ai 29 accompagnati ad un infinità di stupri e maltrattamenti in famiglia che probabilmente non vedono l'ombra di una pena.

Dobbiamo ancora chiederci perchè in Italia facilmente si uccide o si fa violenza? sopratutto se sono donne perchè c'è sempre e comunque l'attenuante pronta.

Il nostro paese facilmente tende a puntare il dito contro la vittima anche se viene uccisa o stuprata come se fosse un qualcosa che si è cercato lei, o se si è difesa o se non è riuscita a difendersi o se è troppo libera e se ne va a zonzo in giro (vedi caso di Federica) o se il suo abbigliamento è troppo audace, come se la violenza se la fosse meritata per punire gli atteggiamenti contrari alla condotta patriarcale imposta alla donna. Il nostro è anche un paese dove  imbottiscono di psicofarmaci ragazzine violentate per portarle al suicidio e poi chiamarle prostituta nei tribunali come è successo alla povera Carmela.

Ditemi se dobbiamo insegnare i diritti umani a qualcuno o firmare con l'Onu iniziative a favore delle donne contro gli stupri di guerra, mutilazioni genitali o altro ancora se il nostro paese si trova in una situazione che poi è simile a quella dei paesi dove  le vittime di violenze carnali vengono lapidate a morte da "una giustizia malsana" , mentre in Italia questa "giustizia" le porta ad uccidersi da sole, violentandole 2 volte nelle aule dei tribunali, colpevolizzandole, riempiendole di medicine (come carmela) se non lo anticipa il carnefice di turno pronto ad  avere gesto approvato dal giudice di turno. Che differenza c'è? Se non ci credete dopo che vi ho elencato tutto questo allora vi faccio un elenco della condizione femminile in italia oggi ( la potete vedere in alto con un albero di natale) e poi vi auguro a tutti buon natale:

A) Status sociale delle donne in Italia

Presenza di stereotipi sessisti
- Sull'autonomia sessuale della donna (se ha una sessualità attiva è considerata quasi una criminale)
- Sulla donna al volante
-Sulla convinzione che il posto della donna sia la casa
-
Restrizioni della condotta morale femminile
- Convinzione che la donna sia una proprietà su cui attuare il controllo
- Convinzione che la donna sia un oggetto dove si pretende sia sempre disponibile sessualmente (se no ce l'ha di legno)
-Se una viene violentata o molestata si punta il dito sull'abbigliamento femminile e sulla condotta morale della donna
-la donna in italia viene considerata sesso debole nel linguaggio parlato( persistenza ad utilizare parole come "sesso forte e "sesso debole")
-Discriminazioni nei libri di testo scolastici e nei giocattoli
-Essere femminista è visto quasi come un reato
-Si convincono le donne che la parità è stata raggiunta (per paura dell'emancipazione)

B) Condizione femminile nei mass media

La donna viene valutata esteticamente a parità di mansione
La donna ricopre ruoli decorativi, di semplici comparse accanto al conduttore
Persistenza di ruoli femminili in base all'avvenenza e al ruolo di oggetto sessuale
La maggior parte delle presenze femminili in tv e riviste sono quelli di donne senza talento
Mancano donne anziane e disabili
Nei programmi di  tg invisibilità in politica, vertici e nel mercato del lavoro(persistenza di ruoli tradizionali come donna che fa la spesa o all'interno della famiglia come carnefice o vittima)
Stessa cosa nei programmi politici e di approfondimento, con una differenza che di violenza sulle donne se ne parla pochissimo
Pubblicità in cui la donna è oggetto o casalinga
Si parla pochissimo di sessualità femminile se non con fare maschilista e spesso sono gli uomini (e mamme) che prendono la parola contro i costumi sessuali liberi di giovani generazioni di donne
Non si parla mai di educazione sessuale e contraccezione
Stereotipi nei programmi(La conduzione politica, l'informazione e la scienza è affidata agli uomini, mentre i programmi frivoli di gossip e cucina alle donne) Da cui deriva l'invisibilità femminile nei programmi politici e di informazione, e la richiesta di avvenenza in programmi come gossip e di cucina.
Poche donne a capo dei media

c) Condizione lavorativa  della donna in Italia

Doppio lavoro (lavoro domestico più lavoro extradomestico)
Retribuzione inferiore a parità di lavoro
Contributi in meno
Precarietà maggiore
Licenziamenti più facili ora con la legge Sacconi e Gelmini (dimissioni in bianco e riforma scolastica)
Pochi asili nido e case di riposo
Difficoltà a raggiungere i vertici e i luoghi di potere
Non esiste la legge contro il mobbing (le donne subiscono più mobbing degli uomini)
Pochi giorni di festa
Discirminazioni a seconda del tipo di lavoro (ancora esistono lavori per donna e per uomo)

d) Condizione politica femminile in Italia

Poche donne in politica e posti di comando
Per eleggere donne si usano quote rosa (da sinistra)
La donna viene eletta se fa un calendario (da destra)
Le donne in politica non sono autonome
Le donne in politica non fanno lobby
Le donne in politica vengono valutate secondo l'avvenenza e la condotta morale (se la danno o non la danno)
Si fanno poche politiche a favore delle donne (non si parla di violenza maschile sulle donne se non per creare un clima razzista o per ottenere voti)
Si eleggono donne che leggiferano contro le donne e contro la loro mancanza di buona condotta sessuale anzichè contro lo sfruttamento della sessualità femminile (Carfagna)
Si fanno leggi che ripropongono il ruolo tradizionale di donna (legge Sacconi, Brunetta, Gelmini)
Esistono lobby catto-fasciste che attaccano l'autodeterminazione riproduttiva delle donne

e) Condizione familiare delle donne in Italia

Poche leggi contro la violenza maschile (la legge dello stalking ancora non c'è)
Pochi centri antiviolenza (e quei pochi "grazie" alla politica stanno per chiudere)
La stessa cosa di sopra per i consultori
Pene lievi e molte volte impunità contro violenza domestica
Doppio lavoro e spartizione dei ruoli pressochè nulla
Poco tempo libero
Discriminazione di trattamento tra figli maschi e figlie femmine nella libertà di uscire di casa e condotta scolastica (dalla ragazza si esige che sia ordinata, brava a scuola, di non frequentare tanti ragazzi e non girare la notte, quasi vista come un essere debole da mettere in guardia da un mondo maschilista con fare maschilista, della serie "non cercartela"). Risultato: la libertà maschile in Italia non si tocca, nemmeno per educarlo al rispetto per le donne, meglio restrigere quella femminile, così i maschi non impareranno mai che non è colpa della libertà femminile se una subisce violenze.
Politiche pro-famiglia che tendono ad esaltare l'eterosessualità e il matrimonio, nascondendo casi di violenza che derivano poi da queste famiglie cattoliche.
Se una donna tradisce è vista come una pu.. se lo fa l'uomo è giudicato un povero incompreso con la moglie che non gliela da più o ormai ingrassata ed invecchiata
La donna viene ancora valutata secondo il matrimonio che contrae e la sua capacità nelle faccende domestiche

buon natale  dal blog Essere donna in Italia.

24 Dic 2008

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