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Berlusconi si deve dimettere!! L'appello
Per adesioni:_

mariagrazia.campari[CHIOCCIOLA]tiscali[PUNTO]it
lilianamoro[CHIOCCIOLA]tiscali[PUNTO]it 
 

_*/Maschilismo di Stato, morte della democrazia: Berlusconi si dimetta/*_


Con questo appello, intendiamo richiamare l’attenzione pubblica sulla spirale negativa innescata dai comportamenti del ceto politico al potere in Italia: dai gesti quotidiani di disvalore verso il genere femminile si sta arrivando ad un attacco di stampo maschilista contro la stessa integrità delle istituzioni democratiche. In altre parole, si passa da una democrazia incompiuta alla cancellazione stessa della democrazia.


Il Presidente del Consiglio è stato colto, infatti, nell’atto di passare da un utilizzo mercificato di corpi femminili per propri svaghi privati, ma giocati in luoghi destinati a fini pubblici, alla attribuzione diretta di cariche ministeriali e parlamentari (italiane ed europee) elargite come riconoscimento al fascino fisico delle candidate.
 
Questo comportamento è stato, da ultimo, anche sostenuto da dichiarazioni pubbliche quali” Gli italiani mi vogliono così...Sono sostenuto da un gradimento al 61%...Porto con me le veline (sulla scena del futuro G8) altrimenti ci prendono tutti per gay..”, insomma, potendo. così fan tutti. Riconoscere che l’ampio consenso di cui gode tuttora Berlusconi vada attribuito in gran parte al fatto di interpretare modi di pensare e di agire patriarcali, radicati nel senso comune di uomini – e purtroppo anche di donne- non deve diventare un alibi per lasciare in ombra il pericolo rappresentato dalla sua permanenza in una delle più alte cariche dello Stato.


Quindi, vogliamo dire all’“utilizzatore finale” di prestazioni femminili che “grandi quantitativi” di italiane e italiani intendono contrastare questo degrado, al medesimo tempo personale e politico- due sfere implicate da sempre, al di là di ogni contrapposizione astratta e funzionale al protagonismo storico del sesso maschile. E' necessario fermare la pericolosa deriva autoritaria di una società che si presenta incardinata sulla esclusione femminile e sulla disuguaglianza (di sesso, di razza, di condizione) e che sta compiendo il passo fatale: dalla riduzione al potere oligarchico maschile alla completa erosione degli assetti democratici, violando la pari dignità umana di donne e uomini, la libera espressione del pensiero, la libera informazione, la libera competizione nella rappresentanza.


Chiediamo a chi si riconosce in questo appello di dare avvio ad un movimento che, partendo dalla conoscenza dei fatti, elabori in forma partecipata azioni incisive tese ad ottenere, come atto primo indispensabile per il rispetto di elementari principi di democrazia e di civile convivenza fra i sessi, le dimissioni di Berlusconi e dei suoi fidi seguaci dalle cariche pubbliche.


Maria Grazia Campari
Floriana Lipparini
Lea Melandri

30 Giu 2009
Il concorso velinista

A quartucciu in Sardegna si fa un concorso per valutare il commeso o la commessa più
 gentile del supermercato le Vele. A parte il fatto che non si capisce che c'entri un culo con la gentilezza del personale, un commessa donna che lavora là potrebbe pensare che cercano commesse con un bel culo o che vengono valutate per questo (e infatti la campagna ha rappresentato ciò che voleva cercare su una donna. leggete articolo) . Le dipendenti e le donne in generale non hanno gradito, giustamente.

Ogni tipo di comunicazione in italia mira ad offendere le donne e considerarle unicamente oggetti in nome di un consumismo sfrenato che ci relega al ruolo di corpi per il piacere maschile,nendo i valori patriarcali della gentilezza sia fisica che comportamentale.

Se leggete l'articolo sopra ci relegano ad una specie come fossimo femmine di qualche animale.

Le donne italiane vengono già discriminate abbastanza nel luogo di lavoro era veramente necessaria questa volgare caduta di stile?

il direttore a moda sua per farci contente e per farci tacere, ha puntato anche ad una versione maschile con una tartaruga in primo piano. Sentite, tenetevi forte (link):

«Abbiamo scelto una campagna forte, che attirasse l'attenzione. Era proprio quello che volevamo»

Sergio Codonesu, sindacalista della Cgil Filcams: «È una porcheria, non sanno più cosa inventarsi. Nel 2009 si dovrebbe evitare di mercificare la donna in questo modo: bisogna stare più attenti e studiare meglio la comunicazione, evitando di ledere qualcuno. Perché oltre a dar fastidio ai lavoratori, campagne del genere possono sconcertare anche i clienti: tra di loro ci sono tante donne, che potrebbero non apprezzare queste volgarità».

Che dire? il velinismo è ormai di moda e in una società dove già si fa fatica a non discriminare le donne e a valutare come persone con le proprie qualità umane, non ne avevamo proprio bisogno!

30 Giu 2009
Napoli allarme omofobia e lesbofobia

Vi mostriamo un comunicato sui gravi episodi omofobi che stanno accandendo a Napoli
 

Comunicato

Domenica notte piazza bellini è stata ancora il palco di violenze etero-sessiste. Una giovane donna è stata brutalmente pestata da dieci uomini, riportando una serie di ferite gravi fino quasi alla perdita di un occhio.

L'aggressione è senza ombra di dubbio sessista, vedendo la brutalità con cui 10 (dieci!) uomini si sono accaniti su un'unica donna. Inoltre, a prescindere dai motivi per cui si è scatenata questa assurda violenza, da ricercare molto probabilmente in una delle consuete provocazioni, dato il luogo in cui si è svolto, è da ritenersi un attacco di stampo omofobo: piazza Bellini, nonostante le ripetute aggressioni, rimane l'ultima piazza libera di socializzazione non necessariamente eterosessuale. Purtroppo consueta come la violenza è la paura che si genera di fronte a questi episodi in chi è presente, che di conseguenza non riesce a reagire.

Non ne possiamo più!

Ogni settimana subiamo un nuovo attacco, alcuni più eclatanti come il lancio di fumogeni di appena una settimana fa, altri più subdoli ma non meno invasivi, come le suore dell'ordine di Calcutta, che si presentano ogni domenica per professare il messaggio eteronormativo, che noi riteniamo sia la legittimazione culturale in cui avvengono le aggressioni contro chi è fuori dall'ordine naturale voluto da Dio.

Tutte le estati siamo allo stesso punto, con le violenze ai danni della comunità LGBTIQ che si ripetono appena la piazza comincia a riempirsi durante le belle serate. Sembra quasi che vogliano farci accettare che se siamo in tante e siamo più visibili siamo anche più attaccabili. Questo non è vero, ribaltiamo il paradigma, saremo sempre di più, più visibili e saremo sempre più forti e pronte a rispondere. Autodifesa la nostra sicurezza!

Come facciamo da tempo denunciamo queste azioni come fasciste, perchè a prescindere dagli autori, queste sono da ascrivere nel senso comune spostato sempre più a destra da questo Governo e dai partiti, che promuovono le ronde e le politiche securitarie razziste e discriminatorie, incapaci di offrire spunti per un cambiamento culturale reale  e profondo di questa società.

Per questo, Giovedi 25 giugno, alle ore 19.00, saremo anche noi in piazza Bellini in presidio per ribadire l'esigenza di riprenderci gli spazi, i luoghi di aggregazione che sono di tutti. Spazi che troppo spesso ci vengono sottratti da dinamiche violente, le quali in questa città  sono
ulteriormente aggravate ed alimentate dai poteri della criminalità organizzata, nonchè da pratiche e da atteggiamenti che a quest'ultima fanno riferimento, in un contesto di imbarbarimento delle relazioni sociali.

Copyleft Pride (collettivi Tiresi@, Degeneri, Pachamama, … )


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25 Giu 2009
Comunicato per i diritti delle sex worker
La condizione femminile nel nostro paese per quanto riguarda corpo, sessualità e scelta è messa proprio malissimo.
La sessualità femminile quando è indipendente biene vista di cattivo occhio, sopratutto agli uomini di potere che fanno di quella sessualità una merce di consumo assoggettata al loro potere.

Il nostro paese poi si sa che oltre ad essere maschilista è pure molto ipocrita, che permette a chi ha il potere di fare tutto ciò che vogliono.
Tutto ciò che fa la gente comune è soggetta ad una serie di divieti. Tu non puoi vendere droga nè consumarla, i politici possono comprare e consumarla. Attaccano chi divorzia organizzando i family day e parlando di famiglia e poi sono i primi che di famiglia non ne hanno. La sexworker non può essere libera di scegliere se vendere il suo corpo, mentre in politica abbiamo le ragazze sono in vendita ma l'unica differenza è che non scelgono precisamente ma vengono solo usate. Qui appunto le donne non scelgono ma vengono considerate oggetti usati per soddisfare il piacere del capo e dei suoi amici. A noi donne è probito scegliere.

Infatti quando si parla di decreti antiprostitute allo stesso modo di quando una donna sceglie di denunciare uno stupro, le si da la colpa e non a chi compra o chi sfrutta la prostituzione (fenomeno che rimane nell'ignoto). Perchè la prostituzione è ancora considerata una questione di decoro. Le donne semi nude danno fastidio in strada ma non in tv o nei calendari, reputati trampolino di lancio per il Parlamento italiano. Ci chiamano tutti zoccole senza accusare mai il sistema.

La sessuofobia e il maschilismo italiano poi ha stabilito quando una donna deve apparire e come o in quale situazione. La nostra società ci vende rotocalchi, programmi televsivi dove le showgirl sono donne cosidette perbene, che ammiccano in ogni programa televisivo ma pubblicamente svelano il loro sogno di mettersi ai fornelli per accontentare i loro futuri sposi, di fare tanti bambini di essere votate per la famiglia a costo di lasciare il lavoro o addirittura di essere illibate.

La cosa che mi ha schoccato di piu' è l'erotizzazione delle donne che subiscono violenze, che soffrono, cosa che sappiamo ogni volta che ci propongono la versione porno dello stupro, oggi questa cultura è stata ri-confermata con la mercificazione femminile su ragazze che hanno subito il trauma del terremoto. Infatti, il cocorso Miss Italia non le ha
risparmiate.

E' triste. Due mesi fa le vedevamo soffrire per la perdita di beni e propri cari o ferite sotto le macerie e oggi, quegli stessi corpi femminili come nulla fosse vengono usati per il piacere maschile. Della serie la vita femmiile va risparmiata perchè serve solo per sodisfare gli appetiti maschili. Questa è purtroppo la nostra utilità che ci viene assegnata. Noi che non abbiamo diritto di vivere se non andiamo a letto con chi ha il potere o se non siamo corpi come ci descrivono i media (ricordandoci i casi delle donne non tanto malate o solamente invecchiate uccise da mariti, figli o semplicemente mollate o lasciate sole).

In italia poi c'è quel pallino fisso della vagina, l'unica cosa che è trattata ancora come uno stumento di paicere maschile. C'è sfruttamento della prostituzione ovunque, magnacci a capo di tv, pubblicità e politica che vendonola sessualità femminile come se fosse loro. Se una donna provasse a dire che è sua viene spacciata immediatamente come puttana, poichè qualcuno teme che siccome nostra siamo capaci di usarla per scalare la vetta.

La cultura educa il popolo maschile a controllare la nostra vagina, a venderla a stabilire come e con che mezzi ma nega a noi donne la libertà di gestirla e di stabilirne che uso farne a costo di tanti bei nomignoli usati per disprezzo.

C'è una visione malata nel rapporto tra i due sessi. L'omofobia è sintomo ad esempio di una visione sessuale che deve rientrare in certi canoni. Il piacere femminile è visto di cattivo occhio come ogn'altra forma di autonomia. Perfino le donne lesbiche vengono impiegate per il piacere maschile, poichè si vieta alle donne di essere indipendenti dalla figura maschile in ogni situazione. Questo dalla pornografia, da tutto ciò che è commerciale e si riversa in tanti episodi di lesbofobia che vengono dai media alimentati.

Non a caso siamo pure discriminate nel mondo del lavoro e nessuno provvede ad avviare leggi poichè andrebbe in contrasto con le leggi contro la scelta femminile che ogni giorno tirnao fuori. Subiamo abusi sessuali, ricatti, siamo usate per i piaceri maschili e non abbiamo nemmeno diritto di scelta. E il mondo dello spettacolo ne è lo specchio.

La Spagna e l’Italia appunto, sono i paesi dell’Unione Europea con i maggiori indici di discriminazione sul lavoro per motivi sessuali, e con i casi di abusi sessuali che arrivano addirittura al 55-56% del totale. Queste percentuali sono doppie rispetto ad altri stati membri come Finlandia, Germania o Lettonia, dove la cifra oscilla fra il 24 ed il 21%.


Lo ha stimato Maite Erro, esponente di “Uguaglianza di Uomini e Donne della Comunità Autonoma Basca”. Circa il 40% delle discriminazioni sul lavoro che si verificano nell’UE si deve a motivi sessuali, ed i paesi che piú contribuiscono alla media sono Italia e Spagna, nei quali il 56 e 55 % dei casi di abusi sul posto di lavoro hanno origine sessuale, secondo quanto ha affermato la Erro.


Per quanto riguarda la difesa dei diritti della donna, un 40% della popolazione europea è al corrente dell’esistenza di una legislazione specifica in materia, mentre solo il 30% è cosciente delle garanzie legali che tutelano la donna vittima di discriminazione e molestia sul luogo di lavoro.

Finlandia e Svezia sono in cima alla classifica per la percentuale di cittadini - circa il 41% - che conosce le istituzioni e le organizzazioni dalle quali possono ricevere aiuto e tutela giuridica nei fenomeni di maschilismo sul posto di lavoro. 

C'è comunque un comunicato stampa sulla situazione delle seworker:

 

COMUNICATO STAMPA 18/06/2009

Veniamo a conoscenza attraverso i media dell'inchiesta aperta a Bari dalla Procura Antimafia per indagare su uno dei tanti casi di corruzione pubblica che svela anche i retroscena delle feste nelle residenze del premier.

Non siamo stupite che  alcune giovani donne siano state invitate a recarsi nelle residenze del premier, dietro compenso.   .

Da sempre siamo convinte che per ogni donna libera sia lecito cogliere l'opportunità di usare il proprio corpo per guadagnarsi da vivere, anche attraverso l'offerta di intrattenimento e servizi sessuali. Questo noi lo chiamiamo Lavoro Sessuale, peccato che in Italia ci siano troppe resistenze nel riconoscerlo come lavoro.

Poiché ci rendiamo conto della delicatezza della situazione speriamo che i magistrati  tengano in considerazione la parola delle testimoni di questi fatti.

Il dibattito pubblico e mediatico che si è creato nel Paese  dopo la festa di Noemi ha evidenziato come in generale le donne coinvolte vengano esibite come "pulzelle" opportuniste che di fronte  alla "bramosia d'amor" del sire si trasformano in "puttane" quindi "teste inattendibile".

Affermiamo che le escort sono delle serie lavoratrici del sesso presenti in tutto il mondo e riconosciute come lavoratrici nei Paesi civili e non ipocriti (vedi Australia, Olanda, Svizzera, Germania ecc.).

Non si cerchi di screditare il valore del loro impegno civile e sociale nel collaborare con la magistratura e sopratutto si garantisca come per ogni testimone la tutela della loro vita privata e soprattutto della loro sicurezza.

La nostra associazione si complimenta con le giovani donne e colleghe che in questo caso stanno collaborando con la Procura Antimafia, per il coraggio e per il servizio che rendono allo Stato nella lotta contro il malaffare e la corruzione. Ci  rendiamo disponibile a fornire loro ogni assistenza morale contro eventuali linciaggi da parte di chi cercherà di screditarle.

Pia Covre e Carla Corso

Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute Onlus
Italia
tel. 0039 0434 551868


22 Giu 2009
La mancanza di solidaritą femminile e la sindrome dell' harem
Daniela Santanchè è una di quelle donne maschio che il Governo ama piazzare in Parlamento. Perchè a detta del nostro sistema non solo è probito che le donne prostestino contro mariti che le mancano di rispetto, specie se sono capi di Stato, ma è probito anche che le donne siano solidari tra di loro.

Sappiamo che con la vicenda Lario-Berlusconi è venuta a galla la più becera cultura maschilista attuata da una parte dalla stampa che continua a dire che i panni sporchi si lavano in casa, dall'altra parte da una stampa che punta il dito contro Veronica, 'colpevole' di aver preteso 'troppo' rispetto dal marito smascherando una cultura maschilista che il premier ama sbandirare.

Sappiamo che parlare di sessismo nel nostro paese è ancora un tabu'; ci si nasconde dietro la cutura tipicamente sessista che tende a negare il trattamento che le donne subiscono nel nostro Paese. Sappiamo cosa succede alle donne di quelle famiglie che preferiscono lavare i panni sporchi in casa. lo sappiamo dalle cronache quotidiane, dove i mariti vengono definiti di buona famiglia da quell'alone ipocrito cattolico, dove le donne non possono parlare se no criticate di essere delle sfascia famiglie.

Così è successo a Veronica. Non sarà una di quelle vittime che vengono uccise o picchiate dai mariti ma è certo vittima di maschilismo più becero non tanto da parte di suo marito ma da parte di chi le ha puntato il dito contro. La Santanchè che si definisce femminista, che ha sbraitato contro il premier quando ha definito le donne degli oggetti sessuali, questa volta accusa senza mezzi termini la Lario.

Veronica avrà scoperto l'acqua calda si sa già ma non è questo il discorso che voglio affrontare.
Ogni ovlta che è la moglie a chiedere il divozio (si vede dalle cronache) si ancora fa fatica ad accettarlo nel nostro Paese. Se tra i 'comuni mortali' molti mariti si sentono legittimati a stalkizzare la ex moglie, tra personaggi publici ecco che la donna viene messa sulla gogna pubblica.

Non è possibile che nel 2009 chi chiede divorzio sopratutto se è colpa del marito, la donna viene in men che non si dica accusata con simili espedienti con lo scopo di umiliarla di aver ferito l'orgoglio maschile e con gli stessi espedianti la vogliono far apparire  poco credibile. Ci hanno provato con diversi mezzi ma con la stessa essenza, perfino con le sue foto vecchie di 30anni in cui appariva nuda dandole della 'Velina ingrata' come  dire che deve dire grazie lui se si trova lì.

il problema è che le donne non hanno abbastanza potere e gi uomini non lo mollano, e di conseguenza non hanno alcun appoggio di nessuno ed autonomia per difendersi dalla gogna mediatica.
La mancanza di solidarità femminile è il classico piano politico maschilista e anti-femminista attuato dalla politica per isolare le donne, per svalutarle e per rafforzare la leadership maschile.

http://www.womenews.net/spip3/IMG/jpg_P1000978.jpg

A me preoccupa meno che le donne peccano di solidarietà tra loro, ma di piu' che la leadership maschile appoggia queste donne, come è accaduto all'incontro con Gheddafi, con l'harem di 700 donne comandate dalle due paladine dell'ingiustizia al servizio maschile: Mercegaglia-Carfagna, una che tiene a ripetere con la coda di paglia che non è un velina e l'altra pescata grazie un calendario, che oltre ad essere maschilista è un dittatore che attacca i diritti umani e sopratutto quelli delle donne.

Per Gheddafi la donna in islam è un pezzo di mobilio che si può cambiare quando vuoi e nessuno chiederà perchè lo hai fatto. Non che in Italia sia diverso, lo notiamo dal Premier che si circonda di ragazzine e di veline. Lo notiamo dalle tv che vogliono corpi giovani a scadenza e nelle donne precarie che vengono rimandate a casa. Ma ne avevamo bisogno di uno come Gheddafi che pare stia rimproverando la troppa libertà delle donne italiane?

Qui Gheddafi, come se non ne avessimo bisogno visto il tasso di occupazione e la carenza di asili nido, viene a sputare veleno contro le donne che lavorano perchè contro natura, descrivendo le donne libiche che non lavorano perchè non ci sono asili.

Inoltre sembra dare un avvertimento allo Stato di tenere d'occhio le donne e le famiglie se no le nascite diminuiscono. Mi ha lasciato di stucco la sua ultima battuta:"Sarete sempre benvenute in Libia in qualsiasi momento". Che avrà voluto dire? 


Mi fa incazzare il fatto che si spaccia per femminista che sta dalla parte delle donne per accattivarsi la simpatia delle 700 strumentalizzate e date a lui in pasto. Le donne in Libia hanno dei diritti? Le italiane li hanno? Lui fa qualcosa per le italiane e migranti in italia? Gli italiani fanno qualcosa per le libiche e per le immigrate? Esistono i diritti umani?
Dalla lettera che alcune donne gli hanno mandato si scopre tutto il contrario e gli italiani contribuiscono molto.

Rituona anche quest'affermazione:"La donna è un essere umano, l'uomo pure e su questo non c'è dubbio, non bisogna fare distinzioni dal punto di vista umanitario e dal lato dei diritti, ma sui doveri ci dobbiamo soffermare un po'"
Questa frase denota un maschilismo mascherato da femminismo tipico della cultura italiana, se non che venisse dalla Libia. A noi donne ci hanno assegnato sempre i soliti doveri di soddisfare gli uomini in tutto e per tutto, per renderci conto che siamo vicini a paesi di cultura islamica. Le nostre ministre ci riescono benissimo.
 
Poi quelle donne che si mettono al servizio degli uomini dandole in pasto alla violenza maschile, come le carfagnate assurde: "certa che da oggi le africane possono contare anche sull'impegno del presidente Gheddafi".

Le donne solidari ci sono ma purtroppo non hanno voce. In Italia non piacciono, ci vogliono servili accondiscenti anche sulla violenza maschile, donne che se provano a ribellarsi la società le etichetta l'appellativo di puttana o adultera.

In ogni caso noi vi ricordiamo che le donne lottano. Questa mattina centinaia di donne, italiane e straniere insieme a studenti e studentesse hanno protestato davanti alla statua della Minerva alla Sapienza contro la politica dei respingimenti prevista dal trattato Italia-Libia, contro la tratta dei migranti che avviene in Libia e la detenzione all’interno di campi in cui maltrattamenti e stupri sono all’ordine del giorno. L’atmosfera era surreale: da una parte il fumo rosa dei fumogeni delle donne in protesta, dall’altra i cordoni di polizia e le perquisizioni all’ingresso di un’università che almeno sulla carta è pubblica e che oggi ai non iscritti era vietata."

Foto da: Paese delle donne
12 Giu 2009

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