Daniela Santanchè è una di quelle donne maschio che il Governo ama piazzare in Parlamento. Perchè a detta del nostro sistema non solo è probito che le donne prostestino contro mariti che le mancano di rispetto, specie se sono capi di Stato, ma è probito anche che le donne siano solidari tra di loro.
Sappiamo che con la vicenda Lario-Berlusconi è venuta a galla la più becera cultura maschilista attuata da una parte dalla stampa che continua a dire che i panni sporchi si lavano in casa, dall'altra parte da una stampa che punta il dito contro Veronica, 'colpevole' di aver preteso 'troppo' rispetto dal marito smascherando una cultura maschilista che il premier ama sbandirare.
Sappiamo che parlare di sessismo nel nostro paese è ancora un tabu'; ci si nasconde dietro la cutura tipicamente sessista che tende a negare il trattamento che le donne subiscono nel nostro Paese. Sappiamo cosa succede alle donne di quelle famiglie che preferiscono lavare i panni sporchi in casa. lo sappiamo dalle cronache quotidiane, dove i mariti vengono definiti di buona famiglia da quell'alone ipocrito cattolico, dove le donne non possono parlare se no criticate di essere delle sfascia famiglie.
Così è successo a Veronica. Non sarà una di quelle vittime che vengono uccise o picchiate dai mariti ma è certo vittima di maschilismo più becero non tanto da parte di suo marito ma da parte di chi le ha puntato il dito contro. La Santanchè che si definisce femminista, che ha sbraitato contro il premier quando ha definito le donne degli oggetti sessuali, questa volta accusa senza mezzi termini la Lario.
Veronica avrà scoperto l'acqua calda si sa già ma non è questo il discorso che voglio affrontare.
Ogni ovlta che è la moglie a chiedere il divozio (si vede dalle cronache) si ancora fa fatica ad accettarlo nel nostro Paese. Se tra i 'comuni mortali' molti mariti si sentono legittimati a stalkizzare la ex moglie, tra personaggi publici ecco che la donna viene messa sulla gogna pubblica.
Non è possibile che nel 2009 chi chiede divorzio sopratutto se è colpa del marito, la donna viene in men che non si dica accusata con simili espedienti con lo scopo di umiliarla di aver ferito l'orgoglio maschile e con gli stessi espedianti la vogliono far apparire poco credibile. Ci hanno provato con diversi mezzi ma con la stessa essenza, perfino con le sue foto vecchie di 30anni in cui appariva nuda dandole della 'Velina ingrata' come dire che deve dire grazie lui se si trova lì.
il problema è che le donne
non hanno abbastanza potere e gi uomini non lo mollano, e di conseguenza non hanno alcun appoggio di nessuno ed autonomia per difendersi dalla gogna mediatica.
La mancanza di solidarità femminile è il classico piano politico maschilista e anti-femminista attuato dalla politica per isolare le donne, per svalutarle e per rafforzare la leadership maschile.
A me preoccupa meno che le donne peccano di solidarietà tra loro, ma di piu' che la leadership maschile appoggia queste donne, come è accaduto all'incontro con Gheddafi, con l'harem di 700 donne comandate dalle due paladine dell'ingiustizia al servizio maschile: Mercegaglia-Carfagna, una che tiene a ripetere con la coda di paglia che non è un velina e l'altra pescata grazie un calendario, che oltre ad essere maschilista è un dittatore che attacca i diritti umani e sopratutto quelli delle donne.
Per Gheddafi la donna in islam è un pezzo di mobilio che si può cambiare quando vuoi e nessuno chiederà perchè lo hai fatto. Non che in Italia sia diverso, lo notiamo dal Premier che si circonda di ragazzine e di veline. Lo notiamo dalle tv che vogliono corpi giovani a scadenza e nelle donne precarie che vengono rimandate a casa. Ma ne avevamo bisogno di uno come Gheddafi che pare stia rimproverando la troppa libertà delle donne italiane?
Qui Gheddafi, come se non ne avessimo bisogno visto il tasso di occupazione e la carenza di asili nido, viene a sputare veleno contro le donne che lavorano perchè contro natura, descrivendo le donne libiche che non lavorano perchè non ci sono asili.
Inoltre sembra dare un avvertimento allo Stato di tenere d'occhio le donne e le famiglie se no le nascite diminuiscono. Mi ha lasciato di stucco la sua ultima battuta:"Sarete sempre benvenute in Libia in qualsiasi momento". Che avrà voluto dire?
Mi fa incazzare il fatto che si spaccia per femminista che sta dalla parte delle donne per accattivarsi la simpatia delle 700 strumentalizzate e date a lui in pasto. Le donne in Libia hanno dei diritti? Le italiane li hanno? Lui fa qualcosa per le italiane e migranti in italia? Gli italiani fanno qualcosa per le libiche e per le immigrate? Esistono i diritti umani?
Dalla
lettera che alcune donne gli hanno mandato si scopre tutto il contrario e gli italiani contribuiscono molto.
Rituona anche quest'affermazione
:"La donna è un essere umano, l'uomo pure e su questo non c'è dubbio, non bisogna fare distinzioni dal punto di vista umanitario e dal lato dei diritti, ma sui doveri ci dobbiamo soffermare un po'"
Questa frase denota un maschilismo mascherato da femminismo tipico della cultura italiana, se non che venisse dalla Libia. A noi donne ci hanno assegnato sempre i soliti doveri di soddisfare gli uomini in tutto e per tutto, per renderci conto che siamo vicini a paesi di cultura islamica. Le nostre ministre ci riescono benissimo.
Poi quelle donne che si mettono al servizio degli uomini dandole in pasto alla violenza maschile, come le carfagnate assurde:
"certa che da oggi le africane possono contare anche sull'impegno del presidente Gheddafi".
Le donne solidari ci sono ma purtroppo non hanno voce. In Italia non piacciono, ci vogliono servili accondiscenti anche sulla violenza maschile, donne che se provano a ribellarsi la società le etichetta l'appellativo di puttana o adultera.
In ogni caso noi vi ricordiamo che le donne lottano. Questa mattina centinaia di donne, italiane e straniere insieme a studenti e studentesse hanno protestato davanti alla statua della Minerva alla Sapienza contro la politica dei respingimenti prevista dal trattato Italia-Libia, contro la tratta dei migranti che avviene in Libia e la detenzione all’interno di campi in cui maltrattamenti e stupri sono all’ordine del giorno. L’atmosfera era surreale: da una parte il fumo rosa dei fumogeni delle donne in protesta, dall’altra i cordoni di polizia e le perquisizioni all’ingresso di un’università che almeno sulla carta è pubblica e che oggi ai non iscritti era vietata."
Foto da:
Paese delle donne
14.03.10 @ 23:29:35
da luigi
un blog interessante
10.03.10 @ 21:26:43
da luigi
Quale sicurezza, quale legalitą? La notte del ...
01.03.10 @ 14:49:22
da assata 77
E' la prima volta che entro ...
14.01.10 @ 11:22:26
da michele Ciardelli