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Affissione degli articoli inviati in: Aprile 2009

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La censura della violenza, ma solo in tv!


Il problema è che non si vuole parlare di violenza sulle donne. La violenza sulle donne continua a far parte di un quotidiano ritenuto normale nell'approccio tra i due sessi. le campagne contro la violenza vengono spesso censurate, perchè ritenute troppo violente.

Lisablu, un utente che ha postato un commento nel mio blog, mi fa sapere che la campagna con Keira Knightley, contro la violenza sulle donne è stata censurata perchè troppo forte.
Questa la ritengo una scusa bell'èbuona. Le nostre reti tv trasmettono scene violente e sessualmente esplicite ad ogni ora.

La censura è come confermare la cultura della complicità con la violenza domestica.
Tante donne subiscono violenze così efferate, ma per la società alla fine è meglio che questi episodi si tengano lontani dai nostri occhi per non rovinare l'immagine familiare. Per esempio è stata uccisa pochi giorni fa una ragazza dal suo fidanzato.

Gli utenti di molti blog approvano la censura sparando a zero e reputando indecente ogni cosa che non gli va bene.
La vera indecenza, come dice Lisa, sta nella violenza che si consuma veramente tra le mura domestiche. L'indecenza è anche la censura. Censurare vuol dire tacere. Tacere vuol dire essere complici e lasciare che noi donne subiamo in silenzio e gratuitamente questo genocidio. 

Vi elenco due casi di indecenza che vengono reputati normali e istigati dal Governo.

Dopo le indecenti ronde che fanno delle donne una cosa di.. ci sono gli italiani che ci giocano allo straniero per stuprare.
Lui è italiano. SI finge straniero per violentare due donne.  Non solo ci troviamo davanti ad un emulazione gratuita, vergognosa, Come si può giocare a rovinare la vita a due donne?
Gli è entrato nella testa il lavaggio elettorale secondo il quale uno deve essere straniero per stuprare.

Ma lui italiano resta comunque, anche se fine la nazionalità. 
Al nostro governo ne dobbiamo qualcosa. Se quelle due donne sono state violentate è per colpa della strumentalizzazione mediatica che porta ad alcuni ad approfittare e agli idioti a giocare allo stupro.


In politica invece il corpo delle donne  
viene utilizzato non più per costruire emergenze stupri, ma per candidare veline.
Per costruire un modello di donna conforme ai desideri maschili e in modo che siano facilmente controllabili, non solo in quanto impreparate, ma anche in quanto scelte dalle tv del premier.

Alla base dell'ostacolo al conseguimento delle pari opportunità, c'è una profonda cultura sessista che si vuole mantenere. La destra che si basa su parametri tradizionali di donna, riempiendoil parlamento solo di donne che rispondano a modelli maschili, come la bellezza e la mancanza di autonomia (molte donne di destra inoltre sono a loro volta sessiste); la nostra "sinistra" invece punta sull'invisibilità fisica delle donne. Sono certamente due faccie opposte della stessa medaglia che mirano a toglier eparola alle donne.

Da destra c'è la volontà di annullare moralmente le donne facendole visibili solo per qualità che devono attrarre a quella lobby e al'elettorato maschile, creando un modello di donna che sia dipendente totalmente dal maschile, ma optando ad apparenti Pari Opportunità. Da "sinistra" si opta a far scomparire le donne in rapporto numerico e di presenza fisica.
 
Fa quindi più scandalo la violenza vera o le campagne troppo eplicite ma veritiere?

Un altra violenza: Hanno chiuso a Napoli il centro per le interruzioni di gravidanza.

Udi Napoli

Il blocco totale del reparto è stato deciso e comunicato dal direttore dott. Marcello Ciervo, in seguito ad un’ispezione dei NAS che ha messo in evidenza alcune inottemperanze.


Noi dell’UDI abbiamo denunciato la gravità di tale provvedimento ed invitato le autorità competenti a provvedere agli adeguamenti necessari tempestivamente, al fine di riprendere la normale attività. In assenza di chiari e rassicuranti segnali di una volontà di ripristino nel senso dell’interesse e del diritto delle cittadine, non potremo che dar seguito alla nostra denuncia nelle sedi legali.


Quanto avviene periodicamente, e sempre più spesso nel nostro paese, nei reparti di IVG è in stretta relazione alle reticenze politiche nei luoghi decisionali, che relegano sempre di più la salute e l’autodeterminazione procreativa delle donne ai margini del sistema sanitario.


Le inottemperanze da parte dei responsabili politici e sanitari, riscontrate dai NAS, si sono dipanate nel non aver provveduto ad allocare alternativamente i servizi in questione, in attesa dei dovuti adeguamenti alla struttura.


La Regione Campania non dispone di un centro unico di prenotazione degli interventi di IVG, servizio che invece più volte l’UDI ed altre associazioni hanno chiesto in modo visibile e chiaro, per superare il disagio dell’incertezza delle utenti di fronte all’indisponibilità di una struttura, indirizzandole a quella disponibile.


La regione Campania non rende disponibile l’RU486, l’interruzione di gravidanza farmacologica, privando le utenti di un’alternativa meno invasiva di quella chirurgica e meno gravosa dal punto di vista delle degenze.


Simili circostanze, in concorso con un clima politico di occultamento della dimensione femminile dei diritti e dei bisogni, stanno segnando nel nostro paese il ritorno alla cultura della clandestinità, e del lucro conseguente, su uno degli eventi dolorosi della vita delle donne.


In questo tempo elettorale la politica dispensa rassicurazioni, sulle cui prospettive l’esperienza ci illumina.
Ancora di più ci illumina che, nel potere, la metà dell’elettorato che ha problemi come quello di cui parliamo, sia rappresentata dai sogni maschili.

28 Apr 2009
Un passo avanti per i matrimoni gay in italia


L’ordinanza del Tribunale di Venezia è stato un passo avanti significativo verso un’Italia più civile, paritaria e democratica. Ecco il comunicato stampa scritta da ArciLesbica del 24 aprile 2009:


ArciLesbica condivide l’entusiasmo della Rete Lenford - Avvocatura per i Diritti LGBT per l’ordinanza con la quale il Tribunale di Venezia chiede alla Corte Costituzionale di dichiarare l`illegittimità di alcuni articoli del codice civile che, in violazione della Costituzione, ostacolerebbero il matrimonio tra persone dello stesso sesso.


Da troppo tempo le richieste di riconoscimento dei diritti civili per le persone lesbiche, gay e transessuali restano inascoltate dalla politica, con il risultato che in Italia non esiste ancora una legge contro le discriminazioni né strumenti per regolare e proteggere le relazioni affettive e familiari delle persone LGBT.


Per questo l’ordinanza del Tribunale di Venezia, che ha ritenuto il matrimonio tra persone dello stesso sesso legittimo sotto il profilo costituzionale, rappresenta una decisione storica e un passo avanti verso un’Italia più civile, moderna e democratica.


Nella speranza che la Corte Costituzionale confermi l’illegittimità degli articoli del codice civile secondo il dettato costituzionale e dichiari la legittimità del matrimonio tra persone dello stesso sesso, ArciLesbica si congratula con la Rete Lenford - Avvocatura per i Diritti LGBT e con tutte le coppie lesbiche e gay che hanno permesso il raggiungimento di questa prima grande vittoria.


Francesca Polo
Presidente Nazionale ArciLesbica

Ufficio Stampa ArciLesbica
e-mail: ufficiostampa@arcilesbica.it
Mobile: 327.324.31.01 www.arcilesbica.it

28 Apr 2009
Rosa · 295 visite · 2 commenti
Categorie: Pari Opportunitā, Diritti
La violenza contro le donne e il giornalismo creativo (femminismo a sud)

Su femminismo a sud troviamo uno dei casi di banalizzazione della violenza sulle donne. I media, continuano comunque a degradar ela figura della donna anche in casi come questi:

Tg3 regionale Toscana
. Ore 14.00 del 27 aprile 2009. L'annunciatrice presenta il servizio a proposito di una donna che ha patito per dieci ore l'inferno per mano di un uomo. Tutto si svolge a Orbetello. Di entrambi si dice che avevano avuto una relazione e di lei che è una non meglio precisata "ballerina albanese" sequestrata dall'ex amante all'uscita del night dove lei lavorava. Il servizio è di Giancarlo Capecchi. 

Riportiamo il testo che il giornalista ha recitato come se si trattasse di una favola senza lieto fine. Nel frattempo scorrevano le immagini dei luoghi e dei carabinieri in azione.


Giancarlo Capecchi
così narra la vicenda:


"Un rapimento per amore, per riacquistare il cuore della bella ballerina albanese - Lei, 33 anni, che l'aveva stregato e che voleva chiudere la storia - ma invece del si per un dentista senese di 40 anni sono arrivate le manette.

La storia alle due di notte è avvenuta a Orbetello dove la ballerina lavora in un night club. Il professionista innamorato l'ha saputo, è sceso in maremma, con la sua potente auto, ha visto la donna sulla sua auto appena uscita dal night, l'ha bloccata e ha minacciato lei e un amico che voleva difenderla con una pistola. Poi l'ha costretta a salire e l'ha portata nell'appartamento del fratello vicino a san rocco a pilli, ed è proprio lì che i carabinieri dopo dieci ore da incubo passate dalla donna l'hanno liberata


L'uomo dovrà rispondere ora di sequestro di persona, porto abusivo di arma, e minaccia aggravata. E rassegnarsi naturalmente a perdere il grande amore.
"


Fosse stato
un rom non avrebbero neppure specificato la professione. Fosse stata lei una italiana figlia o moglie di un "rispettabile" patriota non si sarebbero permessi di definirla "bella ballerina albanese" dove il bella suona come un insulto sessista e la definizione di ballerina albanese sembra quasi una attenuante per definire le caratteristiche morali della donna.

http://voltalacarta.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/63891/manifestazione%20violenza%20sulle%20donne2.jpgRicorre con una frequenza fastidiosa la parola amore, innamorato, stregato. Così come ricorrono frequentissimi e altrettanto inopportuni i riferimenti alla condizione economica dell'uomo.


Lui è ricco
, un dentista, un professionista, per di più senese, con una "potente" auto. Lui è innamorato. Così ha deciso il giornalista giacchè la riprova di un sentimento non rappresenta una notizia altrimenti il signor Capecchi avrebbe potuto raccontarci che lei era terrorizzata, forse inorridita, disperata. Volendo applicare la fantasia, di aggettivi se ne possono trovare tanti.


La storia
del giornalista però si basa per intero sull'innamoramento dell'uomo arrestato. Lei si può solo definire "bella" e a seguire "ballerina albanese", si può dire che l'ha stregato e poi che voleva persino chiudere la storia. Con questi presupposti resta evidente un sottinteso: Come si è permessa lei di rifiutarsi, di non concedersi e di dare un dolore a questo nobilissimo uomo per il quale alla fine dovremmo essere affrante perchè avrebbe perduto il suo "grande amore"?


Il giornalista
non ha potuto omettere il riferimento alla pistola e ha ignorato che se un uomo è "innamorato" porta con se' doni, carezze, parole belle, talvolta dei vaffanculo ma non un'arma. Il giornalista non ha potuto omettere neppure che la donna ha vissuto dieci ore da incubo. Particolari questi che sono resi invisibili dalla narrazione del fatto.


La questione
è abbastanza sconcertante se si pensa che tutto ciò possa avvenire su una televisione pubblica. Non è il commento della apocalittica presentatrice di italia 1 ne' quello del pluridecorato sessista di passaggio su rete4.


Si tratta del tg3
e dato che la rai dice di assumere giornalisti che sanno fare il suo mestiere allora ci chiediamo quando si decideranno a fargli un aggiornamento sui linguaggi. Quando un certo modo di fare "giornalismo" potrà essere messo in discussione.


Non pretendiamo
la luna. Almeno che si comunichi la notizia e qui la notizia era che la ragazza è stata aggredita, rapita e tenuta sotto sequestro e chissà che altro per dieci ore. C'e' lo stalking, il sequestro, la minaccia, la violenza. Ci sarebbe piaciuto sapere come sta, giacchè ci sembra che non sia stato poi questo gran divertimento, chi ha avvisato i carabinieri, qualche bella parola contro la violenza maschile sulle donne, un po' di statistiche e di percentuali, che tipo di risorse e di servizi la toscana mette a disposizione per le donne che sono vittime di violenze, dove sono i centri antiviolenza, se esiste uno sportello donna antiviolenza a Orbetello, a chi dovrebbero rivolgersi le donne nel caso in cui succeda loro una cosa dello stesso genere, cose così. Informazioni dovute da una televisione pubblica che esige il pagamento del canone per rendere un servizio anche alle cittadinE.


Invece si da
per scontato che sia un fatto di cronaca marginale del quale non si deve parlare perchè non c'e' di mezzo nessun rom. Così abbiamo saputo tutto dell'aggressore. Come se il  perno della notizia fossero le sue pene d'amore. Mancava un riferimento ad eventuali sofferenze nell'infanzia e poi avevamo l'impianto difensivo e l'assoluzione prima di qualunque processo.


Come dire
: ci è arrivata notizia di questo "dettaglio" trascorso sul tg3 toscano, lo abbiamo visto e non lo abbiamo gradito. Non lo abbiamo gradito per niente. Dirlo era il minimo.

28 Apr 2009
L'androcentrismo del sesso, c'č un legame con la cultura dello stupro?
Abbiamo parlato spesso di sesso, di informazione e disinformazione, di stereotipi, di integrità e salute sessuale e di libertà sessuale.
Abbiamo parlato anche della difficoltà che le donne nonostante viviamo nelle società odierne hanno dal punto di vista dell'affermazione sessuale.
Lo abbiamo visto in tutti i temi: contraccezione, aborto, prostituzione, stupro, approccio sessuale e mercificazione del corpo femminile bla, bla e bla...

Oggi vi voglio appunto parlare della condizione della donna occidentale del 21esimo secolo.

Premetto che siccome frequento molta gente, riesco con facilità a studiare il rapporto uomo-donna nel campo sessuale.
La donna di oggi, spesso naviga tra due stereotipi tutti figli di una cultura dove vige il controllo del nostro corpo (almeno nel territorio italiano, visto gli altri non li conosco).

Non so se avete mai sentito in giro ragazzi che con l'avvento del turismo sessuale e il confronto con donne di altre nazioni, si lamentano sempre d piu' delle donne (italiane) che non sono abbastanza "accessibili".
Spesso le donne di quelle nazioni sono meno emancipate, appunto.
Successivamente saltano fuori nomignoli molto particolari come: "figa di legno", "se la tira", "montata" e via dicendo..Addirittura molti credono che se una tipa non gliela molla sia frigida.

Come dire che la sessualità femminile va misurata dal giudizio maschile e dall capacità di cedere a proposte sessuali. 
I baldi giovani, sono spesso alla ricerca di donne che devono concedersi anche a loro (o esclusivamente a loro), se no vengono in men che non si dica considerate zoccole. E dall'altra parte sono ancorati alla tradizionale idea, arcaica, che a loro donna da sposare deve essere casta e non deve aversela fatta nessuno. A malappena concepiscono che prima di lui c'è stato un altro.

Nelle società occidentale si illudono le donne che concedendosi  sessualmente sia una forma di emancipazione. Vi faccio notare che concedersi sessualmente deve essere una scelta della donna. Se questa diventa una pretesa maschile che emancipazione è?

Nonostante la  verginità sia stata un imposizione patriarcale, se una donna sceglie di essere vergine viene criticata, non perchè vergine, ma perchè ha scelto di esserlo. Questo accade anche ad un uomo, ma spesso all'uomo viene relegato quel diritto al sesso che può scegliere chi portarsi a letto. Da qui nascono la selezione in base a qualità estetiche che tra gruppi di amici fanno alle passanti.

Spesso una bella ragazza che passa per strada, quando viene assediata da giovani che a lei non sono graditi trova difficoltà e imbarazzo a dire di no.
Spesso viene da far finta di non aver sentito. Spesso i fatti di cronaca e la cultura alla paura e la remissività della donna, spesso insegnata, terrorizzano e mettono paura e limitano la liberta a tante ragazze nell'esprimere esplicitamente il rifiuto a chi le fa la corte.
A me non piace darla in giro perchè non concepisco questa parola. Dare mi sa di pegno, mi sa di possesso, mi fa sentire una merce, non mi fa sentire indpendente. 

Mi è capitato di avere un amico di letto, appena è saltata fuori la voce mi hanno trattata da donna pubblica. Ero diventata una conquista facile. Come se avere un amico intimo voglia dire che devo soddisfare i bisogni del resto del gruppo, come voglia dire che devo darla per regola a tutti visto con lui ci ho fatto sesso e anche gli altri ne hanno diritto.
Ci sono donne che sono anche state stuprate per colpa di questi maledetti pregiudizi.

Con lui ci andai a letto perchè mi piaceva perchè c'era un feeling particolare e non perchè mi ha raggirata lui e mi ha fatto cedere. ' questo che ancora tanti redono. Io non o mai visto un ragazzo che va a letto con me e il giorno dopo tutte le mie amiche se lo vogliono fare.
A me non piace sopprimere ogni fantasia sessuale, rendermi casta a forza perchè non concepisco nemmeno questo.

Se questa la definisco cultura dello stupro, c'è anche quella cultura del sesso androcentrico che fa credere alle donne che esiste un l'orgasmo vaginale ed è fondamentale. Tutte le donne provano l'orgasmo clitorideo, pochissime quello vaginale, con la buona pace di chi con recenti studi (non a caso italiano e seguito con grande smania dai media, per fino ieri in tv dopo un anno trascorso) fotografa le vagine per  rendere vero questo mito machista e far sentire frustrata chi non lo prova. Sono due modelli di dipendenza sessuale dall'uomo e di controllo che in un certo modo favoreggiano la cultura dello stupro.

Anche i vibratori sono pensati secondo modello androcentrico. Sono tutti creati per stimolare la zona vaginale. A parte gli ultimi nati per la clitoride.

Ancora oggi, donna che non è in grado di godere con la penetrazione e è immediatamente giudicata figida, di legno.
Spesso alcuni uomini per educazione familiare o sociale, vengono deresponsabilizzati dal conoscere la sesusalità femminile. Ahimè, anche alcune donne si limitano a fingere l'orgasmo (vaginale) per assecondare il partner e senza interpellarsi che il piacere femminile è importante per loro stesse e non per accontentare lui e per non rovinagli l'autostima.

Ancora oggi la società, continua a imporre il proprio modello sessuale alle donne. Pensate a quei film, decorati di donne e uomini che fanno l'amore e godono nella posizione classica del missionario e le donne hanno solo orgasmi vaginali.
La clitoride è ancora un taboo, perchè implicherebbe la stimolazione orale. Nella cultura popolare, l'uomo che pratica cunnilingus è visto come uno schiavo sessuale. Molti ragazzi per questo invocano la figa (quella che si penetra) ma non la clitoride.
Facciamo un passo indietro e analizziamo insieme.

Per anni la clitoride non era presa in considerazione. Anzi, quel che peggio è che si pensava da una parte una non avesse l'orgasmo per un difetto, dall'altra che questa fosse in qualche modo una cosa positiva perchè le donne con poca sessualità erano quelle che avevano meno possibilità di tradire.

L'orgasmo clitorideo era ed è visto come un contentino alla donna insoddisfatta. Si pensava che chi non avesse raggiunto l'orgasmo vaginale fosse frigida, e quelle che dopo il rapporto volevano continuare a fare sesso erano viste (indovinate) delle ninfomani.

Ancora oggi, questa teoria vige. Spesso alcune donne che provano piacere solo dal clitoride, si sentono incomplete, insoddisfatte e in colpa. Ho avuto esperienze personali in passato, ma mi sono informata per fortuna. Spesso la disinformazione è un grave deficit per la salute sessuale delle donne (e degli uomini).

Esiste anche un canone di sessualità femminile talmente dipendente da quella maschile che l'orgasmo che non viene raggiunto negli stessi tempi viene concepito come un problema serio.
Pensate a quei medici felicissimi di vendere agli uomini antidoti dannosi per la salute contro l'eiaculazione precoce oppure di incrementare i guadagni dei chirurgi plastici che rispondono ai naturali complessi maschili  sulla piccolezza del pene che la società ha indotto loro.
Molti uomini sono ancora convinti che per soddisfare una donna si debba aver bisogno di un pene grande.  Per gli uomini resta ancora indispensabile dimostrare che comunque il piacere delle donne deve dipendere dalla loro capacità e virilità.

Questo modello sessuale è ovvio che penalizza anche gli uomini oltre alle donne, che si sentono etichetate come delle malate perrchè non aderiscono ad un modello sesuale androcentrico.
Il sesso è sottoposto a mille regole restrittive. Sfido chiunque, uomo o donna che sia a non avere almeno una volta della propria vita ansia da prestazione.

Cosi ancora oggi una donna che ricorre alla mastubazione o a giocattoli sessuali è vista con strani occhi.  
Vi elencherò le restrizioni sulla sessualità imposte oggi alla donna.
Immaginatevi una donna che sarà consapevole dell'orgasmo clitorideo. 
 
Per un uomo significherebbe un inferno (almeno prima del matrimonio, secondo canoni patriarcali). Non a daremo più a nessuno, se non nei canoni in cui vogliono gliela dessimo, ovviamente. E questo all'uomo fa paura. Spesso gli stupri nascono dalla non tolleranza maschile sulla nostra libertà sessuale. Stupri alimentati anche dai mass media, che impongono stereotipi negativi sul sesso.

Probabilmente ci sono ragazze già consapevoli di questa autonomia, che la loro sessualità è indipendente da qella maschile, anche se c'è molta stada da fare. Questa consapevolezza è molto importante, perchè al contrario di come vogliono farci credere gli stereotipi la donna sessualmente è più indipendente dell'uomo. L'uomo spesso è alla ricerca di sesso sfrenato ed è schiavo del nostro organo genitale.

26 Apr 2009
contro la doppia oppressione delle donne!
Da: Movimento femminista proletario rivoluzionario Palermo


In una società di classe come la nostra, i governi imperialisti e capitalisti al servizio della borghesia, per salvaguardare e mantenere il loro sistema di dominio fatto di sfruttamento e oppressione, scaricano le conseguenze dell’ attuale crisi globale sulle masse popolari, sui lavoratori, sugli operai, sui proletari e in particolare stanno avanzando rapidi per peggiorare la condizione di di lavoro e di vita delle donne.


Le donne sono tra le più colpite da questa crisi
che sta causando la perdita di milioni di posti di lavoro in tutto il mondo e anche nel nostro paese sono le prime a pagare con licenziamenti, cassaintegrazione, aumento della precarietà del lavoro e della vita, tagli dei servizi sociali, reintroduzioni di discriminazioni su maternità, stato sessuale che si uniscono alle disparità già esistenti su salari e diritti.


I governi ancor di più in questa fase per difendere gli interessi della classe borghese, mettono in campo politiche sempre più reazionarie e in questo, il governo Berlusconi, fa pienamente la sua parte cercando di liberarsi il campo da ogni opposizione alla sua politica e di reprimere ogni tipo di ribellione e lotta delle masse popolari, dei lavoratori.


Voler ottenere a tutti i costi la riforma istituzionale, elettorale e giudiziaria a favore e tutela dei borghesi e potenti corrotti al potere, il monopolio dei mass media, lo stravolgimento della Costituzione nata dalla resistenza antifascista, per non parlare dell’attacco al diritto di sciopero, al contratto collettivo nazionale, l’imposizione di uno stato di polizia e di politiche sempre più repressive, tutto questo è la chiara dimostrazione di si vuole avanzare spediti verso un moderno fascismo.


In particolare poi verso le donne si mettono rapidamente in campo tutta una serie di provvedimenti che affiancati da una martellante campagna “moralizzatrice” clerico/fascista vorrebbero ricacciarle indietro, nel “focolare domestico” affinchè si occupino solo della “sacra famiglia”, “unica risorsa insostituibile per la società” come grida a gran voce il Vaticano di Ratzinger , quella “risorsa” necessaria a distinguere nettamente i ruoli imponendo, oggi come ieri, un unico ruolo nella famiglia considerato come naturale sin dalle origini e pertanto immutabile, moglie e madre, angelo del focolare, vero e proprio pilastro della famiglia.


Quella famiglia che ancor di più oggi nella crisi globale diviene “vera cellula” basilare della società capitalista in pericolo che deve servire a questo sistema sociale come importantissimo ammortizzatore sociale per attutire i colpi che quotidianamente si ricevono dall’esterno da parte delle politiche governative che hanno effetti sempre più devastanti (disoccupazione, precarietà, carovita, pesanti tagli ai servizi sociali) e che deve essere sempre più funzionale alla marcia della borghesia verso il moderno fascismo.


Ma questa famiglia è invece per le donne, in particolare quelle delle masse popolari, la maggioranza, un ritorno al moderno medioevo in cui sempre più frequentemente accadono tragici episodi di violenza che trovano la loro manifestazione più eclatante nelle uccisioni di mogli, figlie, sorelle… ad opera di mariti, fidanzati…considerate come loro proprietà, nell’ambito di un accentuarsi di concezioni sempre più reazionarie e maschiliste generate dall’ attuale realtà sociale e politica che usa e strumentalizza gli stupri come un’ arma nella marcia verso il moderno fascismo.


Il governo Berlusconi infatti, con una martellante e quotidiana campagna mediatica razzista e superallarmista che attribuisce agli immigrati in quanto tali gli stupri, la vera causa di pericolo per le donne spingendo, nel pieno sviluppo di raid fascisti, organizzazioni neonaziste come Forza Nuova contro chiunque abbia la fisionomia di immigrato, parallelamente ad una campagna volta a misure di controllo e restrittive della libertà delle donne, per cui le donne dovrebbero andare in giro sempre accompagnate da maschi, meglio se militari o poliziotti, e dovrebbero non uscire ma restare a casa (ma dentro casa chi ci difende poi dal marito violento???), vara un “pacchetto sicurezza” razzista e moderno fascista che in nome e sui corpi delle donne da un lato attacca i più elementari principi democratici costituzionali, impone quartieri e città sempre più militarizzati lasciando poi che i fascisti si rafforzino nel paese e creando un clima oscurantista/emergenziale, terreno fertile per la coltivazione di idee e pratiche fasciste, maschiliste, di sopraffazione che sono causa delle violenze sessuali; dall’altro usa gli strupri per distogliere l’attenzione dalla crisi, dalle pesanti conseguenze e misure che il governo mette in atto per peggiorare le condizioni di vita di tutti i lavoratori, di tutta la popolazione e doppiamente delle donne.


Contro tutto questo oggi 25 Aprile vogliamo gridare ancora più forte che non c’è altra strada che la lotta auto organizzata delle donne!!!


Guardando alle tante donne del nostro paese che come parte determinante della lotta partigiana doppiamente si ribellarono al fascismo e nazismo, vogliamo essere oggi in prima fila nella lotta sociale e politica contro i governi al servizio del sistema capitalista che pone come una delle basi per la sua esistenza la doppia oppressione delle donne.


movimento femminista proletario rivoluzionario

25 Apr 2009
Rosa · 289 visite · 2 commenti
Categorie: Appuntamenti

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