Lo stupro è spesso minimizzato sia da parte dei media, che dalla società e le istituzioni che non affrontano il problema o peggio che strumentalizzano a fini politici, alimentando paure per rabbonire la gente e creando falsi allarmi sociali presentati come mode del momento. Ultimamente il nostro Governo ha creato un altra forma di violenza: quella cotnro gli stranieri, etichettandoli come stupratori e alimentando l'odio razziale. La violenza sulle donne ha matrice simile a quella per motivi razziali, nasce dall'avversità verso un altro genere.
I provvedimenti del governo relegano lo stupro come un qualcosa che avviene nelle stade per mancanza di sicurezza e non perchè c'è poco rispetto per le donne. Queste nuove ideologie, portano anche a considerare ancora le donne come proprietà. Da questo si capisce come lo stupro non sia considerato ancora un attentato alla donna e alla sua integrità in quanto essere umano, ma una violazione ai familiari maschi della vittima, in quanto femmina di qualcuno (lo dimostrano le campagne fasciste di forza nuova). Questo è uno delle fondamenta della cultura dello stupro. Ma di questo ne parliamo nel paragrafo dei pregiudizi.
Fino al '96, lo stupro non era considerato nemmeno sulla carta un reato gravissimo.
Lo stupro su donne e bambini, riempie sempre più di frequente le cronache dei giornali. Nel nostro Paese, solo il 4% delle donne violentate denuncia: le altre nascondono, per vergogna, e per paura di altre violenze e ritorsioni da parte di stupratori che le nostre istituzioni non condannano e troppo spesso vengono rimessi facilmente in libertà. Lo stupro è un omicidio del corpo, dell’anima, molto spesso un attentato al futuro della vittima. Gli effetti non si limitano allo choc del momento – già terribile e spesso sminuito– ma successivamente sulla vittima si riperquotono danni per la salute, lo confermano spesso casi che portano al suicidio e l'etilismo.
Effetti psicologici sulla vittima.
Gli effetti meno gravi e i primi che compaiono sono: choc, confusione, ansia. Quelli gravi compaiono sogettivamente ma sono abbastanza comuni in tutte le vittime.
- - sentirsi distaccata dal mondo,
- - rivivere l'aggressione con incubi frequenti;
- - evitare luoghi e cose che ricordano l'aggressione oppure paura di uscire di - casa e avere contatti con la gente;
- - ansia; depressioni anche gravi: le ricerche stimano che un terzo delle vittime di stupro soffrono un periodo di depressione grave, e che addirittura il 17% delle vittime si suicida, spesso se non denuncia o non ottiene giustizia,
- - rabbia, di non essere riuscita a difendersi, denunciare, spesso legato allo schock
- - sensazione di vergogna e colpa: infatti molte donne smunuiscono o si autocolpevolizzano per l'accaduto. Molto frequente se l'aggressore e' un conoscente o familiare. La vergogna impedisce di denunciare e spesso mete la vittima in condizione di tenersi tutto dentro;
- - Problemi sociali e relazionali: Molte donne smetono di lavorare e di condurre la vita di prima;
- -Disturbi alimentari.
- - Problemi sessuali: le vittime di violenze hanno, quasi tutte, in seguito, problemi sessuali. Quali, il problema di lasciarsi andare per paura di rivivere quei terribili momenti, la paura di sentirsi sporca. Spesso gli effetti sono contrari. Alcune vittime soffrono di problemi legati alla dipendenza sessuale Come se l’essere state violentate la prima volta dia un “diritto” di disposizione sul loro corpo, poichè considerato da loro non più "puro", da parte di altri uomini.
i primi effetti sono piu' frequenti. - - Spesso anche il compagno della donna violata, dopo un primo momento di solidarietà, successivamente può manifestare atteggiamenti di rifiuto, abbandono e persino aggressività fisica; dovuto dal fatto di vedere la vittima come un corpo violato, degradato e utilizzato,
- - Alcool e droga: le vittime di abusi sessuali hanno maggiori possibilità di ricorrere a droghe, più o meno leggere, e ad alcol, per superare il trauma.
- -Paura di essere uccise o perseguitate
-dolore fisico, determinato anche da lacerazioni genitali, emorragie interne, percosse, sevizie;
- gravidanze indesiderate o aborto spontaneo e doloroso;
-malattie sessualmente trasmesse a diverso tempo di latenza e di variabile pericolosità (dalla gonorrea all’AIDS e alla sifilide); sterilità da Chlamydia; lesioni pretumorali o francamente tumorali da ceppi maligni di HPV;
-vaginismo (contrazioni involontarie che rendono il rapporto doloroso, di origine psicologica).
- la gravidanza che non fa in tempo ad essere debellata con la contraccezione di emergenza, espone la donna agli aborti che creano traumi psicologici permanenti o fisici se è in età adolescenzale, se aborto non accade, viene vissuta una maternità segnata dal dolore e sensi di colpa nel vedere un figlio innocente frutto di una violenza e ignaro di questo.
La paura e i pregiudizi. Cosa limita le denuncie.
1) Forti pregiudizi. Lo stupro è sempre banalizzato, minimizzato, tollerato. Ancora oggi, è forte la mentalità collettiva che una bambina, una donna o una ragazza stuprata sia un oggetto degradato e offeso per sempre, quasi infetto, quasi evoca da una parte pietà e dall'altra resiste ancora il marchio che viene appiccicato alle vittime: il senso di colpa, la cultura che ancora relega le vittime come ragazze facili, perchè non si sono opposte, come spesso la cultura cattolica ha con Santa Maria Goretti incarnato. Di conseguenza, la donna non denuncia, per paura dei pregiudizi sociali: una donna violentata diviene agli occhi della società appunto “res nullius”, proprietà di nessuno, “donna facile” come se lo stupro “se lo andasse a cercare”, come se fosse colpa sua.
2)Sfiducia nelle istituzioni e paura di rappresaglie.Pregiudizi che si riperquotono anche nelle istituzioni dove lei si rivolge. Molte istituzioni, non solo sottopongono le vittime alla doppia violenza di riviverla o le difese a etichettare la ragazza come una che se lo è cercata, danno sconti di pena, scarcerano, generando paura nella vittima di denunciare.
Lo stupratore, anche se condannato, viene scarcerato rapidamente: per indulto, o “buona condotta”, e la vittima teme che gliela faccia pagare.
3)Autocolpevolizzazione. E' una doppia violenza . Tante le vittime di abusi, ragionano come la società, attribuiscono agli abusi addirittura credno sia colpa sua, o una responsabilità o conseguenza di un atteggiamento sbagliato (spesso nel suo abbigliamento), addiritura se sono state violentate da piccole.
4)Qualcosa che è accaduto. Alcune vittime ritengono lo stupro secondo recenti stime, come qualcosa che è accaduto. E' ancora diffusa la mentalità che fa dello stupro un destino della donna alla quale non puo' scappare. Questo limita sia le denunce, perchè maturano quasi un diritto di disposizione sul proprio corpo, sia l'eliminaizone della cultura dello stupro. Da notare che anche il nostro premier ha considerato lo stupro ocme qualcosa che accade. Questo è grave perchè evita di indagare sulle cause e di far crescere le denuncie.
Fattori che determinano lo stupro.
1) Cultura dello stupro. Lo stupratore è sicuro di stuprare perchè tutto il sistema con i pregiudizi, ha creato e continua a mantenere un clima a suo favore. Nasce così la cultura dello stupro.
a) pensare che l'uomo sia dominato da impulsi naturali e incontrollabili. Nelle società dove esiste una cultura dello stupro, si attuano quei comportamenti che legittimano lo stupro e in seguito giustificano gli stupratori, ma esistono dei pregiudizi non solo sulle vittime ma sulle donne in generale. In queste società, la donna è considerata un oggetto sessuale, dove alla parte maschile è relegato il diritto al sesso, il diritto d disporre della sessualità femminile è nelle società patriarcali, legato all'acquisizione di virilità, e quindi stima da parte del branco. Per questo che oggi si colpisce sempre piu' in branco. Oggi si è esteso anche fuori dalla famiglia, dove prima questo diritto era per lo piu' prerogativa del marito in quanto legato anche al concetto di proprietà con il mito della verginità.
b)Giustificazione dello stupratore. Ci sono ancora dei comportamenti che mantengono alta questa cultura, come la tendenza dei media a sofferarsi sui fatti di cronaca e definire gli aggressori dei bravi ragazzi in merito alla loro etnia o famiglia di appartenenza, di colpevolizzare la sicurezza o le vittime, lo straniero, l'ambiente degradato o il consumo di droghe o alcool che ha limitato l'autocontrollo. Di generare paura nelle donne, creando falsi allarmi.
c) Mercificazione femminile e dipendenza dall'uomo. Pensate anche la tendenza che ha la società consumistica a esporre il corpo femminile come un oggetto sessuale e la cultura estetica che da valore a quel corpo in base alle funzioni sessuali e attrattive e vecchi stereotipi riproposti (perfino in politica) che danno l'idea che la donna sia in qualche modo dipendente dall'uomo.
d) Donna proprietà. Con lo stupro c'è un vero e proprio desiderio di possedere la vittima, di considerarla una proprietà, per placare ogni sua scelta ed ogni libertà. Non a caso la maggior parte degli stupri si consuma tra le mura di casa sotto il silenzio mediatico. Ma lo stupro è sempre esistito sin dai tempi in cui la donna non era ancora libera. Anche il fatto che lo stupro da parte di uno sconociuto sia meno tollerato conferma tutto.
e) colpevolizzazione della vittima. Inoltre c'è la tendenza popolare di pensare sa la donna in qualche modo responsabile dello stupro. Si attuano perciò atteggiamenti distruttivi come la prevenzione di far rincasare, controllare l'abbigliamento delle figlie o se consumano alcoolici (nel caso degli stupratori il consumo è considerato attenuante e nelle vittime aggravante, una colpa dello stupro subito), anzichè insegnare una cultura al rispetto di genere. Questo si collega anche al concetto di proprietà poichè ancora lo stupro è considerato da una parte anche un attentato all'onore della famiglia.
f) Minimizzazione e tolleranza. Le parole spesso vengono dal Governo. Non solo lo stupro viene tollerato ma spesso molte battute creano quella cultura dello stupro che lo minimizzano alla stregua di un omaggio alla bellezza, basandosi anche sul pregiudizio degli mpulsi inarrestabili e la provocazione femminile come causa dello stupro.
2)Sicurezza dello stupratore.Spesso gli stupratori sanno che le donne non denunciano.
3) Inoltre gli stereotipi proposti (perfino dalla cassazione) sono ancora intramontabili. fonte nondasola
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"Una donna non può essere violentata contro la sua volontà."
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Questo stereotipo rimanda al grado di resistenza fisica opposta dalla vittima come prova della veridicità del fatto. L'effetto congiunto della minaccia e del dolore spesso annulla ogni resistenza. Può succedere anche che la donna perda i sensi. |
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"Tutti sanno che quando una donna dice di "no" probabilmente vuol dire di "sì"." |
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Lo stupro provoca solo paura e gli effetti legati al trauma sono, per molto tempo, devastanti per l'equilibrio psico-fisico. Nessuna donna vuole essere stuprata, si tratta di un'esperienza terrificante, dolorosa in cui una donna viene privata del controllo su di sé e sul proprio corpo. |
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"Le donne serie non vengono violentate ." |
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Questo stereotipo sposta la responsabilità dallo stupratore alla donna. Gli uomini ricorrono a varie scuse pur di screditare la loro vittima. Le vittime non vengono scelte per il loro aspetto o per il loro modo di agire o per la loro età. E comunque il comportamento e il modo di vestirsi di una donna non dà il diritto ad un uomo di violentarla. |
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"Lo stupratore é sempre un malato, un mostro, uno sconosciuto ." |
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Questo stereotipo sposta l'attenzione dell'opinione pubblica dalle reali caratteristiche della violenza. Violenze sessuali e maltrattamenti si verificano in tutti i contesti sociali e gli aggressori sono spesso conoscenti delle vittime. |
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"Una donna che denuncia uno stupro dopo molto tempo non é attendibile." |
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Succede spesso che le donne riescano a denunciare il fatto solo quando sono trascorsi alcuni anni. |
Ci sono però buone notizie. Grazie ai nuovi provedimenti, le donne violentate potranno essere difese con il gratuito patrocinio. In poche parole, senza più costi legali a loro carico. Prima, invece, lo stupro costava alla donna, ingenti spese legali e spesso evitava di denunciare. Una spesa che diventava elevata, per la durata dei processi e la mancanza di giustizia ottenuta. Una porta si è aperta in favore delle vittime cadendo questo ostacolo.
Una regola fondamentale per educare gli individui ad eliminare la cultura dello stupro è riconoscere la libertà di disporre del proprio corpo, che è un diritto fondamentale umano. Il diritto alla sessualità è uno dei diritti inviolabili della persona.
Sindicazione

14.03.10 @ 23:29:35
da luigi
un blog interessante
10.03.10 @ 21:26:43
da luigi
Quale sicurezza, quale legalitā? La notte del ...
01.03.10 @ 14:49:22
da assata 77
E' la prima volta che entro ...
14.01.10 @ 11:22:26
da michele Ciardelli