Calendario

Luglio 2009
LunMarMerGioVenSabDom
 << <Set 2010> >>
  12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
2728293031  

Ultimi Commenti

Chi c'é online?

Membro: 0
Visitatore: 1

Avviso

rss Sindicazione

_____

Affissione degli articoli inviati in: Luglio 2009

Photobucket

Chi è l'assassino?
Abbiamo parlato precedentemente di scelte femminili che dai Governi dominati da maschi che proibiscono ogni minima forma di libertà non ci concedono. Tutto ciò trova legame diretto in tutti quei femminicidi che avvengono tutti per lo stesso motivo: lei ha scelto di lasciarlo, lui la uccide.

La settimana prosegue con una variegata moltitudine di femminicidi avvenuti nelle tre settimane.

In Carnia un 'uomo' uccide sua moglie e si suicida, la stampa assassina lo giustifica con l'epiteto depresso. 

A Napoli un altro 'uomo' uccide la sua convivente.  Lo scorso anno aveva violentemente picchiato la compagna ed era stato denunciato per lesioni ma la 'giustizia' assassina ha permesso che lui la uccidesse.

A Palermo, spara alla fidanzata di soli 17 anni e poi si uccide. per fortuna è viva.  "Non ha accettato la mia decisione", ha detto la vittima ai poliziotti prima di perdere i sensi. Stravolto, dunque, il militare ha sparato alla fidanzata colpendola alla testa e poi si è puntato contro la pistola e si è ucciso.

A Rho (Milano) uccide sua moglie che voleva divorziare. La 'giustizia' come al solito non ha fatto nulla per evitare che la uccidesse, lei non è stata creduta come al solito e lui viene descritto quasi come una vittima da alcuni che lo consideravano un padre di famiglia.

Uno stupratore seriale liberato dopo 3 anni che spera di tornare in galera e salvarsi la faccia giustificandosi e definendosi malato. lQuesto dimostra quanto a società prova più pietà per gli stupratori che per le vittime. L'unica cosa che sappiamo che è la giustizia ad essere malata sopratutto quando si tratta di reati contro le donne.

Un altro caso che ci mette in evidenza quando le donne  vengono aggredite nell'indifferenza della gente sulle note del chi tace acconsente.

In un Paese dove ci relegano ad una condizione di subordinazione perfino sotto il feto e dove le scelte delle donne vengono condannate, uccidere una donna che sceglie è considerato normale.
L'assassino è il Governo con la sua 'giustizia' che lascia le donne in mano a mariti violenti, assassino è chi  ha tagliato i fondi destinati ai centri antiviolenza.

Cambiando argomento abbiamo l'episodio di una madre rimproverata perchè allattava un bambino questo caso non a caso non passa sotto l'indifferenza della gente. In italia è ormai molto diffuso il ribrezzo e lo scandalo dell'allattamento e per la maternità. Ma come? Sono grandi estimatori della maternità a costo di non farci abortire e poi provano fastidio se una fa la madre.
Il problema è che non possiamo mostrare le nostre nudità a scopi diversi da quello erotico se no diamo noia. 

Questo perchè viviamo in una società che ci considera unicamente oggetti sessuali o ci tratta da ammortizzatori sociali. Perchè non ci interpelliamo noi madri se dobbiamo mettere al mondo figlie femmine ed allevarle in tale modo senza provare profondo ribrezzo? Perchè non ci ribelliamo? Perchè non andiamo in 'ferie'?

Non ci sono mezzi e ci hanno tolto il tempo di lottare e non ci concedono lo spazio per  lottare. Nessuna assistenza in caso di violenza sulle donne da permettere che ci ammazzino e nessun intenzione ad allegerirci il lavoro che la società ci scarica addosso tanto che non solo non permettono i nostri mal di testa ma permettono che lavoriamo fino al suicidio.

Nella nostra società sembra normale che una donna si sovraccarichi di lavoro, perfino le donne in carriera di grandi aziende vengono venerate dalla stampa. embra quasi un obbligo.

Ci danno delle assassine sempre e comunque: se non facciamo le buone madri, se siamo troppo libere, se pretendiamo di abortire senza dolore. Abbiamo un cancro che impedisce tal mezzi: la Chiesa.
Veniamo etichettate assassine e scomunicate da chi per secoli in nome di un istituzione ha portato violenza, guerre e morte.

Un istituzione che si permette di parlare di vita ma in realtà odia solo le donne, allora perchè non si preoccupa di scomunicare anche chi uccide e stupra donne e bambini?
Perchè se ama tanto la vita compre le spalle ai preti pedofili uccidendo per sempre dei poveri bambini?

La Chiesa cattolica è anche quella che si è permessa di scomunicare la madre e i medici che hanno fatto abortire una bambina di 9 anni violentata e ingravidata ma non ha pensato di scomunicare minimamente il pedofilo.

La Chiesa cattolica è anche quella che ci declassa ad esseri inferiori per fino ad un feto e che reputa un aborto più grave di tante violenze in famiglia compiute da uomini dalla quale manco si pronuncia perchè ogni cosa che fa una donna anche se non è reato è pegigore di ogni reato che nella storia hanno fatto alcuni individui di sesso maschile (come le guerre in nome della Chiesa e i delitti di onore che tanto amavano).

La Chiesa cattolica cerca di impedire ogni forma di libertà femminile e su questo non ci piove. Provo ororre nel vedere come siano sempre individui di sesso maschile a opporsi ad ogni tema che riguarda la liberazione del corpo femminile: come se noi donne parlassimo di castrazione fisica contro stupratori e pedofili.

La Roccella, fa altra disinformazione non meno vergognosa della Chiesa. Ci informa che il farmaco ci uccide (pare frequentemente), racconta la solita storiella. Quante cose uccidonofrequentemente le donne e non se ne parla mai?
La violenza maschile ne è un esempio. Non sarà legale ma la 'giustizia' troppo permissiva su questo ambito è responsabile dell'aumento dei femminicidi.
Gli aborti clandestini ne sono un altro esempio. Avete visto in questi due casi come i metodi più silenziosi e più frequenti nel sopprimere le donne diano meno scalpore.
Le cure dimagranti e chimiche  vendute in farmacia tranquillamente (mentre la RU486 no) uccidono di più e cagionano danni alla salute e disturbi alimentari, ma non fanno scalpore perchè ci vogliono belle e apetibili.
Ci si affida a due casi di morti femminili in caso di RU486 davanti ad una strage che non fa notizia o non si cerca di evitarli, perchè nulla frega delle donne ma dei feti, considerati in italia superiori alle donne.

Un po' come la storia degli stupri, fanno più scalpore quelli che stuprano alla luce del giorno, all'aperto e che siano sconosciuti chemilioni di stupri che avvengono in famiglia e che segnano molto di più. Questo lo scrivo per dimostriarvi che coincidenze non ce ne sono: siamo ben lungi in Italia a considerare le donne esseri umani e autonome dall'uomo.

Abbiamo almeno la civiltà di rivolgerci alle vittime di stupro. Io ne conosco alcune e non solo nei giornali. Una (che ha solo un paio di anni in più di me) che conosco di persona è morta dentro. Stuprata da adolescente da uno stretto parente. Mi fa veramente tristezza pensare che questa ragazza per tutta la vita sarà costretta ad evitare il contatto umano e a sentirsi scaricate addosso le colpe che la famiglia da a lei. Mi fa tristezza che i genitori coprano lo stupratore e non abbiano accolto lo sfogo della vittima che ha avuto coraggio di raccontare tutto e di sporgere denuncia, a tal punto di metterla alla porta (se fosse uno straniero o uno sconosciuto non credo avrebbero fatto la stessa cosa).

Mi ricorda tanto la ragazzina liberiana ripudiata dalla famiglia dopo uno stupro ma che fa più scalpore perchè si pensa che in Italia questo non accada più. Non è successo nell'estremo sud ma al nord dove hanno quei quotidiani che permettono di dare della snaturata a chi abortisce e l'ignoraza di alcuni fanatici della lega che mi ricordano che non mi posso lamentare se mi stuprano perchè sono terrona e loro che ce lo hanno duro devono difendere le padane dai terroni che per colpa mia vengono partoriti (in questo caso si deduce che a noi costringerebbero ad abortire e darebbero la licenza ai 'padani' di stuprare le loro donne).

Mi fa tristezza pensare che un Paese come l'Italia che permette di stuprare una donna o un bambino, non da peso al danno che da alle vittime e si permette pure di aggravarlo, colpevolizzandole e non solo: dare delle assassine a chi vole ribadire che il corpo ci appartiene. Non sono coincidenze: ci stuprano, ci uccidono per effetto della società che non tollera che le donne scelgano, posseggano un corpo e siano capaci di gestirselo. Fanno questo perchè ci considerano assassine come una sorta di non comandate voi nemmen per voi stesse. Per una società patriarcale l'assassino non è chi priva di vivere ma chi lascia che una donna viva libera.

Sono ottimista solo in una cosa: i vent'anni li avremo aspettati, anche se per i pregiudizi ci vorranno altri 20 anni, ma finalmente abbiamo aggiunto un altra tappa in più nel progredimento dei diritti delle donne, ariverà il giorno che non farà più scalpore che una donna raggiunge dei diritti, spero!.

28 Lug 2009
La moratoria sulle donne
ProChoice

Dopo vari mesi mi ritrovo qui a parlare dinuovo di aborto. Ne parlo perchè pochi giorni fa è stata lanciata una moratoria sull'aborto. Dietro questo c'è un vergognoso anti
femminismo. Da una parte abbiamo la Roccella che invia una lettera al corriere dicendo esplicitamente che le femministe sono dalla parte di Buttiglione (quello che ha lanciato la moratoria). Dall'altra parte c'è l'osservatore romano con tutto il suo antifemminismo paternalista crede che ci sia un declino delle idee femministe (e ci gode).

Il problema gravissimo non è solo la demonizzazione del femminismo che è sempre più presente nel nostro paese, ma il fatto che i movimenti cattolici di leadership maschile che sono sempre misogini e spaventati dalla libertà femminile tentano di taroccare l'informazione facendo credere che le femministe sono morte e che le donne si sono finalmente sottomesse all'uomo. 

Il problema è che la nostra società non può permettersi di fare il paladino delle donne se non sono capaci di risolvere la disparità e le discriminazioni che subiamo nel nostro paese. Non si può fingere di fare i paladini delle donne (come hanno fatto con gli stupri) per demonizzare l'aborto anche quello per scelta ricattando le donne che vogliono farlo.


Inoltre la moratoria dice:

“impegna il governo a promuovere – ricercando a tal fine il necessario consenso alla presentazione – una risoluzione delle Nazioni Unite che condanni l’uso dell’aborto come strumento di controllo demografico ed affermi il diritto di ogni donna a non essere costretta ad abortire, favorendo politiche che aiutino a rimuovere le cause economiche e sociali dell’aborto”.

Pensate che sia meno grave costringere una donna a NON abortire? In un Paese come la Cina c'è una triste cultura-che non approviamo perchè l'aborto lo approviamo solo come scelta della donna-dove i feti femmine vengono abortiti perchè vige una cultura maschilista dove la donna ha poco valore. In alcuni Paesi europei compresi quelli dove l'aborto è legale nella carta, le donne vengono costrette a portare a termine gravidanze che non vogliono e se le permettono di abortire lo fanno inculcandole grandi sensi di colpa, come se non bastasse (sconvolgendo la loro salute psichica) o fisica (quando sono costrette a abortire clandestinamente); in nome di una società che usa anch'essa la gravidanza come controllo demografico e relega le donne a incubatrici, quindi sminuite proprio come vengono trattati i feti femmine e le donne in Cina ecc.

In un Paese come l'Italia dove ti costringono a portare a termine una gravidanza non c'è alcun rispetto delle scelte femminili, proprio come avviene nei paesi del sud est asiatico. L'Italia è un paese dove ti vogliono mettere a carico figli che non vuoi lasciando tutti i problemi che ci sono ad affermarsi nella società se si è donne.

Ma l'Italia è anche un Paese dove se una donna vuole portare a termine una gravidanza, i datori (e le datrici) di lavoro pensano sia un ricatto o una ripicca nei loro confronti. Non sapete quante donne ogni giorno vengono mandate a casa con le dimissioni in bianco contro la propria volontà (e approvate da Governo) e poi ci si chiede come mai si fanno pochi figli. Chi lo sa se magari qualcuna abortisce anche per questo motivo? Quello che da fastidio appunto sono le scelte delle donne, tutte.

Costringere ad abortire e costringere a partorire (o a rinunciare ad un figlio che si vuole perchè se no perdi il lavoro), sono la stessa e identica cosa.
Cosa ben più grave è che la moratoria non si esprime sulla condizione femminile in tutti gli assetti sociali nel mondo e non si esprime sul divieto dei contraccettivi edell'educazione sessuale per evitare gli aborti oppure della percentuale vergognosa di donne che muoiono di parto nel mondo (sappiamo già la considerazione che l'italia ha delle donne: ovvero quelle che valgono meno di un feto e la moratoria con questa mancanze lo dimostra).

Non si sono naturalmente pronunciati sulla frase di Berlusconi ad eluana, dove la sua volontà era relegarla a sforna-figli nonconsensuale. A noi donne non viene dato alcun diritto sessuale, pensate che faccia piacere alle donne che gli venga negato un aborto?

Vi propongo una petizione per raccogliere un milione di firme per poter fruire del diritto ad un aborto gratuito, legale e assistito. 
Dal testo della patizione si mostra come i paesi che negano l'aborto per legge o lo limitano anche se legale sono gli stessi di quelli dove le donne sono fortemente sottorappresentate nell'assetto politico e sociale.

Il vero allarme è quello della carenza dei diritti femminili anche nelle società occidentali, dove siamo relegate ad oggetti sessuali dalla società consumistica e Governo di destra e a incubatrici dalla chiesa e Governo di destra, che parlano della sottomissione femminile dell'oriente solo per dire "ma quanto sono incivili"o per avviare politiche  spacciate per paritarie mentre in realtà sono a fini sessisti e xenofobi.

I Governi di Oriente e in Occidente entrambi demonizzano le donne: opposti della stessa medaglia nel sottomettere le donne; uno stermina fisicamente le femmine, l'altro stermina le femmine moralmente relegandole al mero ruolo di corpi di servizio inferiori perfino ad un feto; dovrebbero imparare a  darci il diritto di scegliere e imparare che il corpo è nostro. L'Italia sopratutto che non si può permettere di dare lezione agli altri paesi come si trattano le donne, dove  le donne sono relegate a corpi destinati agli utilizzatori finali del Governo, che lascia le questioni femminili in mano alle decisioni della chiesa e degli uomini (discriminando le donne anche per questioni di cui dovrebbero prendere parola loro), sempre più oppressive nei confronti delle donne.

Insomma dai è ridicolo, suvvia. Guardiamo il piccolo prima: la nostra realtà, l'Italia che è fatta di donne relegate a elementi decorativi, a giocattoli sessuali ad oggetti e proprietà  affidate a mani maschili sconociute e conosciute cui gli viene dato il compito di fare da nostri padroni, di proteggerci di notte da stupri di sconosciuti,mentre di giorno pigliamo le loro botte i loro stupri, femminicidi, botte e molestie (che sono legittimate dagli uomini della Chiesa e dal Governo che non ne parla o le reputa argomenti non importanti o privati per il bene della famiglia e poi hanno coraggio di chiamare assassine quelle che abortiscono). Non ditemi che questo è un Paese civile che possa dare lezioni ad altri.

27 Lug 2009
La pubblicità della TTTLines è stata censurata. Un grazie particolare all'UDI Napoli

http://femminismo-a-sud.noblogs.org/gallery/77/boicottatttlines2.jpg

In relazione alla segnalazione-denuncia dell’Udi di Napoli, e successivo sollecito, la stessa ha ricevuto l’informativa sottostastante che proponiamo alla vostra attenzione.

“La manifesta trasgressione al codice di autodisciplina da parte della agenzia pubblicitaria autrice del manifesto della TTLines, fin dall’inizio – si legge in una nota stampa dell’Udi Napoli – ci ha rese ottimiste nell’aspettarci una conferma delle nostre ragioni.

Anche il ritardo col quale apprendiamo il risultato ottenuto è per noi significativo: di una volontà di togliere protagonismo ad una soggettività femminile. Come ad impedire l’associazione mediatica tra un’azione avviata da donne e il risultato ottenuto.

L’ingiunzione cui fa riferimento il testo sottostante ha una sua cogenza per la quale possiamo invitare chi legge a vigilare sull’effettiva rimozione di questa cartellonistica pubblicitaria lesiva della dignità femminile.

Siamo veramente grate a tutte coloro che con le loro segnalazioni sostengono un lavoro, non sempre visibile, che si fonda sulla convinzione che il legame tra violenza ed immagini è stretto ed influenza anche la cultura politica ed economica. Noi combattiamo questo aspetto finale, ed apparentemente secondario, consapevoli dell’importanza che questo ha nel nostro impegno contro il femminicidio.

l’UDI di Napoli

*Segnalazione messaggio pubblicitario TTT Lines “Abbiamo le poppe più famose d’Italia” rilevato su Chi – data copertina 20/5/09 e su affissioni nella città di Roma nel mese di giugno 2009”

“Con riferimento al messaggio in questione desideriamo informarLa che il Comitato di Controllo ha deliberato di emettere ingiunzione di desistenza per violazione degli artt. 1 – *Lealtà della Comunicazione Commerciale*, 9 – “Violenza, volgarità, indecenza – e 10 “– “Convinzioni morali, civili, religiose e dignità della persona “- del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.

Non essendo pervenuta, entro i 10 giorni previsti, alcuna opposizione, il provvedimento ha acquistato efficacia di decisione e pertanto la pubblicità dichiarata non conforme al Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale non dovrà essere più diffusa.

Potrà rinvenire il contenuto del provvedimento inibitorio nel nostro sito internet www.iap.it nella sezione “Decisioni del Giurì e del Comitato di Controllo“.

RingraziandoLa per l’apprezzata collaborazione, porgiamo i nostri migliori saluti. I.A.P. La Segreteria Istituto Autodisciplina Pubblicitaria, Via Larga 15, 20122 Milano (Italy)tel. 02-58304941 – fax 02-58303717 – www.iap.it

da deltanews.it
http://download.kataweb.it/mediaweb/image/brand_repbologna/2009/07/08/1247062815210_photo3.jpg

Intanto, per aggiornarvi, ci sono state anche delle prosteste contro la pubblicità di Bologna dell' Alma Mater, che mercifica anch'essa il corpo femminile, e mi scuso per non aver dedicato un post prima. Sono state inviate letteregruppo su facebookcomunicati stampa e fatte delle vere e proprie irruzioni al consiglio comunale + bell'articolo di Arcidonna che condivido.

Articoli correlati: L’Italia non è un paese per donne

25 Lug 2009
Le molestie affettuose e lo stupro-bufala a scopo razzista
Ieri parlavo di sguardi troppo insistenti. Non a caso devo per forza aprire un post urgente sui palpeggiamenti e su una recentissima sentenza della Cassazione. Per la Cassazione in poche parole non sarebbe reato perchè non c'è soddisfazione della libido.

In poche parole noi donne siamo oggetti dove viene stabilito come palpeggiarci senza chiedere il parere delle donne.
Come dice il telefono rosa:
«Intanto vorrei sapere come è stata misurata la libidine, ma sono molto preoccupata per il messaggio, assurdo, che la sentenza lancia agli uomini. Vorrei che fosse chiaro: anche se si sfiora una mano e non è gradito, è un comportamento da non tenere. Le donne non sono oggetto».

Secondo la sentenza l'uomo può palpeggiare una donna a patto che non faccia vedere che voglia soddisfare la libido e la donna ha il dovere di stare zitta e lasciarselo fare.
Non si capisce una cosa: in che senso non dovrebbe mostrare l'ebbrezza libidinosa?
Non dovrebbe sborrarci in faccia o cosa?

Questa sentenza è una chiara licenza allo stupro, una sorta di 'mi raccomando stuprala'. O come se l'atto di libidine evidente fosse un qualcosa che dia fastidio perchè viola la morale e non la donna.  La nostra società continua a considerarci oggetti sessuali e non fregagliene a cosa gradiamo o cosa non gradiamo, non abbiamo scelta e potere sul nostro corpo, punto.

Ma poi mi chiedo con che coraggio dicono che sono gli stranieri a stuprare se poi le istituzioni italiane stuprano le donne ancora più di loro? 

La sentenza dimostra quanto nel nostro paese c'è ancora da fare. Non a caso prima di questa ci sono state altre vergognose sentenze che legittimavano lo stupro e la violenza sessuata (come la recente che ricorda il vis grata puellae),  e la recente che giustifica il femminicidio. Non ci vuole molto a capire che per l'italia le donne sono oggetti sessuali e che fa fatica ad adeguarsi al resto dell'occidente e se le si vuole tutelare dagli stupri lo si fa vedendo la donna in veste di proprietà. 

Poi c'è lo stupro-balla a scopo razzista. Quella della ragazza olandese stuprata a rimini da due nordafricani davanti al suo ragazzo, In realtà si scopre che lei  è andata in spiaggia con un ragazzo tedesco e che è stata violentata dalla stessa persona.

Mi viene da chiedermi quanti altre bugie simili sono state dette, quanti stupratori italiani sono stati portati al tg come rumeni.
Mi ricorda anche l'episodio di uno stupratore italiano che si fingeva straniero e di quel bianchini dal volto coperto che non voleva rivelare la sua vera identità.
Simbolicamente ricorda quanto gli stupratori italiani restano con l'identità nascosta.
Non c'è alcun rispetto per le donne, questo lo sappiamo quotidianamente ogni volta che una donna viene violentata, offesa, umiliata e uccisa e ogni volta che chi compie questo viene giustificato e legittimato dalle istituzioni e dai media:

25 Lug 2009
Sguardi molesti


Pochi giorni fa mi è capitato di accendere la tv su raiuno. C'era un programma molto simile a Forum della mediaset dove facevano una specie di processo ad un ragazzo che guardava insistentemente con fare sessuale la sua collega che aveva ricevuto da poco  una promozione sul lavoro. Lei voleva il risarcimento perchè gli sguardi la disturbavano dal lavoro.

Gurdandola mi sono resa conto che c'è ancora molto da fare. Le si accusava spesso il modo di vestire provocante e di attirare i suoi sguardi. Tutto questo ricorda molto quello che succede quando una donna si presenta nelle vere aule di tribunali in nei processi di stupro.

Si è stabilito che lo sguardo insistente non debba dare fastidio alla donna ma al rispettivo partner che vive il corpo della donna come una sorta di proprietà.

C'è radicata ancora una cultura dove il corpo delle donna deve essere necessariamente oggetto di desiderio anche contro la propria volontà e sopratutto quando ricopre un ruolo professionale. Cultura che viene continuamente imposta alle giornaliste e presentatrici eredi delle veline della stessa tv bacchettonmaschilista che devono sottoporsi ad offrire i loro sederi e seni  per delle inquadrature voyeuristiche che celano proprio la cultura che guardare una donna e farle la radiografia ginecologica è una prassi televisiva e pubblicitaria e non è considerato reato. E infatti così si è conclusa la sentenza.

24 Lug 2009

1, 2, 3  Pagina Successiva