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Affissione degli articoli che appartengono alla categoria: Diritti

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E lo Stato italiano distribuisce nuove licenze di stupro in base alla morale della donna
E' stata emessa una sentenza che da la licenza di stupro agli uomini se sei una sex worker. Questa sentenza è assai grave, perchè non solo da agli stupratori la licenza di sturpare una sex worker ogni volta che hanno voglia di stuprare una donna, ma mette in discussione la libertà di chi fa la sex worker.

la sentenza infatti dice così:

'la tesi secondo la quale una prostituta sceglierebbe in anticipo, quando decide di lavorare sulla strada, di privarsi di quella sorta di spessore morale legato alla sfera sessuale. Quindi, la compromissione di

quel bene che nel caso specifico sarebbe il corpo, sarebbe inferiore

a quella riportata da una ragazza che al contrario non ha scelto

di fare la prostituta'.

Da notare come viene ripetuta la parola scegliere, decidere e spessore morale legato alla sfera sessuale, come dire che meritava di essere stuprata perchè non si è comportata come la società patriarcale impone contro queste donne che osano scegliere troppo. Vergognoso è usare il termine bene, come se il corpo non appartenesse alla donna ma allo Stato che impone come quel corpo dev'essere.


Vi ricordate quella sentenza che diceva stuprare una vergine è più grave in seguito alla storia della ragazzina di 13 anni che siccome non era vergine lo stupro era meno grave?
Questa sentenza è assai simile. Dice chiaramente che stuprare una sex worker è meno grave perchè "rinuncerebbe alla propria integrità fisica e morale". Cioè della serie, visto che non fa la brava donna di casa allora si merita lo stupro.

Alla fine viene come al solito dato agli uomini ITALIANI una ragione in più per usare il loro diritto di stuprarci.
Il problema alla base di chi emette queste sentenze è l'intollerabilità che si ha di fronte una donna libera che sceglie di fare quello che vuole sul proprio corpo.
Quindi in poche parole essere prostitute secondo la nostra bella società è più grave di essere uno stupratore. 

La sentenza rispecchia la nostra cultura: una donna per essere tutelata da uno stupro dev'essere una santa, meglio se vergine, meglio se appartiene a qualcuno se no se lo è cercata.

La sentenza è l'ennesimo passo indietro per i diritti costituzionali e giuridici di una donna. Significa che se dobbiamo essere sturpate dovremmo da qui in avanti dimostrare che abbiamo perso sangue virginale e che ci siamo vestite con sobrietà, che non siamo ubriache, che non abbiamo avuto la puttanaggine di iniziare un rapporto e scegliere perfino di sottrarci all'ultimo e che abbiamo almeno un padre, un fratello o un marito, se no ce lo siamo cercate perchè abbiamo messo a rischio la nostra integrità fisica o morale e dobbiamo essere punite.

Da oggi in poi i clienti delle prostitute saranno legittimati giuridicamente a stuprare una sexworker violando della loro autonomia.


Perchè nessuno si mobilita contro questa sentenza? perchè bisogna ancora una volta vietare alla donne di gestire liberamente la propria sessualità?
E' assai grave visto che la sentenza significa che se siamo puttane e bistrattiamo secondo loro il nostro corpo allora è giusto che ci sturano.

Perchè violare la sessualità e la libertà femminile è anche la 
militarizzazione dei treni che vuole renderci delle proprietà altrui, di uno stato, degli uomini con cui abbiamo una relazione amorosa o di parentela  che sono anch'essi legittimati a stuprarci perchè siamo roba loro.
Giusto per dirvene una recente, un padre di famiglia a Varese 
ha stuprato la figlia per 24 anni e poi sua nipotina.

Sappiamo come viene trattato in italia il corpo delle donne, è stato fatto pure un bel documentario. Relegato a corpo di servizio dove chi perseguita le donne che vivono liberamente la propria sessualità sono proprio quei corpi di servizio che si spacciano per ministre delle Pari opportunità. Il corpo delle donne è rappresentato da politica, istituzioni, media come un oggetto dove la donna deve uniformarsi e dove l'uomo puo essere legittimato a stuprarla perchè i cattivi maestri insegnano appunto che siamo oggetti. Ogni tentantivo di libertà che ci prendiamo viene usato come un motivo in più per stuprarci.

Tornando al discorso della sentenza, è molto grave che il nostro paese sta assistendo ad una crminalizzazione di chi vive la propria sessualità in modo libero e sdoganato dalla procreazione, come i gay e le sexworker e si oppone non solo a fare norme che estendono questa libertà ma fanno norme e sentenza che la vietano ancora di più.
Gli omosessuali non sono tutelati poichè nessuno vuole fare una legge che tuteli i loro diritti, le sexworker sono perseguitate dalla velina Carfagna, che le criminalizza.

Il disegno di legge citava la
multa anche al cliente, ma con questa sentenza pare che è vietato per loro comprare sesso ma è consentito stuprarci e sequestrarci. Vietato quindi e criminalizzato in poche parole il sesso consensuale e il diritto della donna di vivere il sesso liberamente. Quindi non solo le sexworker si vedranno multate o carcerate ma avranno lo stupro come penalità. Non mi stupisce se tra poco fanno imporranno le ronde di stupratori.

Non stupiamoci se poi c'è gente (come  Torkieh Sadagheh, che in America ha violentato una donna) che arriverà a dire che lo stupro è un loro diritto costituzionale. Costituzionale ancora no ma non tarderà tanto a legalizzarlo e metterlo sulla costituzione di questo passo tornando indietro di mille anni quando lo stupro era considerato un simbolo di virilità.

Ancora una volta l'Italia si è dimostrata un paese di stupratori e di donne mercificate e trattate come oggetti. 
Ancora una volta la vita e la dignità delle donne viene messa in pericolo.  Conteremo statisticamente come aumenteranno gl istupri sulle sexworker e sulle donne libertine dopo questa sentenza.
18 Ott 2009
Roma: Take back the night

*Take back the night!* 
*Riprendiamoci la /notte/!*

Dopo anni di politiche sempre più restrittive per la libertà di tutti ma soprattutto di tutte, abbiamo pensato di dover ribadire cosa vuol dire sicurezza per noi.Nell´immaginario comune, la notte è sempre stata associata all'insicurezza,alla violenza, alla paura e col tempo noi stesse abbiamo imparato a introiettare l´idea del pericolo del mondo esterno.

Con i /loro/ mezzi di comunicazione assordanti vogliono inculcarci l´idea del terrore della vita che troviamo fuori dalla casa (italiana). Una casa che non dovremmo mai lasciare perché sinonimo di protezione e sicurezza. Ma noi non ci caschiamo. Non ci rinchiuderanno nella prigione delle mura domestiche per far godere l´uomo padr(on)e e marito, che cerca diapprofondire sempre più il senso di controllo sul corpo e sulla libertà delle donne. Non resteremo i nostri corpi per giustificare le politiche sicuritarie e razziste di questo paese ormai alla frutta.  


Siamo pronte a uscire nelle strade e a dirlo a ridosso del 25 novembre,giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Poiché la sicurezza non viene da un maggior numero di telecamere, né dall´emarginazione,incarcerazione ed espulsione degli immigrati (e delle immigrate), ma dalla nostra stessa libertà e autodeterminazione dentro e fuori le mura domestiche. 


Vogliamo vivere le nostre strade anche di notte e vogliamo che sia questo a farci sentire sicure. Vogliamo non sentirci mai da sole. Vogliamo dire questo da donne alle donne, alle lesbiche, alle trans, perché non è sicurezza una città militarizzata, non è sicurezza una città fatta di rondee lame, perché la nostra arma è la solidarietà.

Questa crisi tanto temuta e così poco ammessa viene sfruttata, come è semprestato, per restringere le libertà acquisite in anni di lotte. In tempo dicrisi le classi dirigenti tentano in ogni modo di minare alla base i dirittiumani più elementari: prove ne sono i respingimenti in mare dei migranti, come quelli delle donne nelle case, la negazione del diritto al dissenso attraverso censura mediatica e divieto di manifestazione, la distruzionedella scuola pubblica, la criminalizzazione e la svalutazione delle donne sututti i fronti, specie in campo lavorativo. 

Infatti precarietà o praticadelle dimissioni in bianco restano principalmente problemi femminili,impedendo alle donne, che vogliano sfuggire a situazioni di violenza infamiglia, di farlo. Nessuno si chiede perché i famosi assenteisti di Brunetta fossero in maggioranza donne, dato che sulle donne ricade tutto ilpeso di un /welfare/ sempre meno efficiente.

Tutto questo accade mentre la Chiesa continua a proporre un modello familiare in cui la donna conservi il ruolo di incubatrice e balia, mentrela società diventa sempre più fascista, ribadendo, tra gli altri, il vecchio schema della donna o santa o puttana. Così la violenza è palese solo quando a compierla è il tossico, l'immigrato o il rom e si arriva a giustificare l´ubriachezza dei "bravi ragazzi", che agiscono per soddisfare bisogni dovuti, mentre lo stesso comportamento rende la donna un´incosciente che "se l´è cercata".

Ma in tutti questi casi non si indaga la violenza alle radici, la giustificazione è sempre la devianza, mentre noi sappiamo bene che la violenza è diffusa e propagandata dai media e dalla cultura.

Si sistematizza una violenza più subdola, in un paese in cui escort e prostitute sono messe alla berlina, umiliando e denigrando la donna attraverso comportamenti di certi personaggi politici che vengono imposti come modello vincente.

*E tra l´affanno dei giornali e dei politici preoccupati, anche noi vogliamo dire la nostra.*

*Invitiamo donne, puttane, trans, migranti e rom, lesbiche, gruppi ecollettivi femministi a partecipare all'assemblea che si terrà il 22 ottobre nell'aula autogestita di psicologia la Sapienza (via dei Marsi) alle 18 percostruire una street parade notturna e momenti di riappropriazione dellenostre città attraverso musica, arti di strada e grafiche, il 20 novembrecome tutti i giorni, aspettando il corteo nazionale contro la violenza sulledonne.

x info: takebackthenight@grrlz.net

15 Ott 2009
Quando è stato l'uomo nero la violenza fa audience solo per vantarsi di diritti civili che non esistono..
Sanaa Dalani, uccisa diciotto anni da suo padre

A proposito del femminicidio di Sanaa. Sanaa era una giovane ragazza marocchina di 18 anni uccisa dal padre perchè amava un italiano, perchè era libera di scegliere. Dicono Sanaa come Hina  dando un tono etnico all'accaduto, vantandosi di diritti civili che non esitono. Saranno molte (come dicono i giornali) le affinità con il femminicidio di Hina Saleem, ma altrettante pure con i femminicidi che milioni di occidentali ci infliggono (ma la stampa non lo ha detto, ha semplicemente ignorato miliardi di vittime).

La stampa ha riportato questo femminicidio varie volte con un attenzione straordinaria. Come al solito quando si tratta di femminicidi (e stupri) attuati da altre etnie queste notizie vengono sbattute in prima pagina. Come dire: Le cose che gli italiani non farebbero mai.

Perchè secondo la nostra società che è consapevole che anche l'italiano ammazza le donne, si tratterebbe solo di depressione anzichè femminicidio scaturito dal fatto che anche l'italiano non tollera che le donne siano troppo libere.

E' inutile che la società s'indigni perchè se no dovrei ricordagli come vivevano le donne in italia fino a 40 anni fa e le leggi che autorizzavano il delitto d'onore e il matrimonio riparatore.

Hanno riportato le dichiarazioni della madre di Sanaa come dire 'che retrograda', come se le donne italiane fino a poco tempo fa o ora non siano così. I media trattano con disprezzo questa donna perchè insinua che se l'è cercata, ma quanti italiani (perfino gli stessi media) ogni giorno dicono la stessa cosa contro le donne che subiscono violenza maschile da italiani? (abbiamo pure le statistiche che confermano quanti sono a pensarlo).


La violenza sulle donne è un fenomeno triste che riguarda tutte le culture, non si cpaisce perchè i  mass media ne parlano solo quando si tratta di stranieri. Come se gli italiani siano in qualche modo dei maestri di diritti civili delle donne.

La cosa più grave è che i sindaci maschi italiani vogliono cacciare le donne di altre culture che in realtà sono solo vittime. Il sindaco infatti,  vuole anche prenderle le figlie. Nessun sindaco sottrarrebbe le figlie ad una madre (straniera o italiana) che sa tutto del padre italiano che le molesta e minimizza tutto accusando le figlie. (e magari questi baldi sindaci pagano gli avvocati agli stupratori italiani come è già successo).

Secondo il nostro Paese gli italiani non coltivano alcun terreno per favorire la violenza di genere. Il primo seme sarebbe la condizione di silenzio attorno a questo fenomeno per paura di disintegrare la consolidata leadership maschile che è 'salita al trono' servendosi di una propaganda televisiva di stampo sopratutto sessista.

Anche le donne occidentali si comportano come la madre di Sanaa. Sono disposte a perdonare i loro uomini in nome di una cultura cattolica che legittima la violenza e poi pretende che le donne li perdonino e li lascino fare.

Una signora che conosco andava a confessarsi da un prete raccontandole che il marito la picchiava. Indovinate il prete CATTOLICO cosa le disse: 'perdonalo'.

Per non parlare di un fatto che mi ha sconvolta parecchio. Una mia conoscente mia coetanea ha subito violenze sessuali da suo zio (non a caso e si spiega da solo il perchè, fratello del padre) e ebbe il coraggio di raccontare tutto a un amica che le offriva lavoro come colf. Morale della favola: la madre l'ha cacciata di casa.

Le donne italiane sono succubi degli uomini e li giustificano anche a causa della dipendenza economica che lo Stato le impone.Questa dipendenza non solo  crea figlie vittime, ma anche le mogli stesse che ogni 3 giorni vengono uccise.

Se non veniamo uccise nel corpo veniamo uccise nell'anima ed è spesso lo Stato a farlo. Quelle che ci fanno sentire socialmente inferiori negandoci un reddito migliore per il fatto di essere donne, quelli che ci dicono di sposare un miliardario perchè non ci vogliono offrire un posto fisso, quelli che mediante i mass media ci fanno sentire sia colpevoli di aver subito uno stupro, sia oggetti sessuali per vendere un programma televisivo, quelli che ci impongono di portare avanti gravidanze indesiderate perchè ci vogliono utili come fabbiche per figli precarie per crescerli e senza in cambio sanità.

Quindi credete ancora che le donne italiane godano più diritti di una di cultura islamica?
Pensate che i padri italiani non considerino le proprie figlie delle proprietà e non le ostacolino nelle loro scelte sentimentali perchè gelose dei loro fidanzati?

Pensate che sia uno Stato civile quello che ci da il ruolo di corpi di servizio e punisce penalmente le donne che si difendono dalle molestie (o tramite insinuazioni sulla propria moralità sessuale contro chi si difende denunciandoli)  mentre lasciano gli uomini liberi di molestarci perchè non vanno conforme con quel modelo di donna che si fa difendere da un uomo? E per non allungarci tanto vi ricordate quanto questo è affine con la riduzione di pena all'assassino della Reggiani solo perchè si è difesa? Nessun giornale si indigna facendo il nome dell'ultima vittima collegandolo al caso Reggiani.

Vi rimando ad un interessante articolo:


SIAMO TUTTE SANAA
[Evviva il patriarcato degli altri!]

Siamo tutte Sanaa perché tutte potremmo essere vittime di qualche uomo che ci ritiene di sua proprietà; che per questo ci uccide, per questo ci violenta, per questo ci insulta, per questo usa la nostra immagine e ci tratta come oggetti, per questo ci offende.


Nei soli mesi di luglio e agosto, dalla cronaca di questo paese abbiamo contato 30 femminicidi; una donna uccisa ogni due giorni. Generalmente donne uccise per mano dei rispettivi mariti, semplicemente perché come lo sciagurato padre di Sanaa non volevano che la “loro” donna trasgredisse la loro volontà, o, ancora più sciagurati, decisi al suicidio non hanno saputo morire senza trascinarsi dietro anche il resto della famiglia; che la “loro” donna non gli sopravvivesse; che quell’estremo atto fosse il certificato unico di proprietà esclusiva, inconfutabile, eterna. Succede spesso; è successo da poco anche in Friuli.

Nessuno si è scomposto.


Oggi, dopo l’efferato assassinio di Sanaa per mano del padre, apprendiamo che tutte le gerarchie del potere: Governo, Regione e Provincia si costituiranno parte civile.

Dal locale Messaggero Veneto rimbombano i proclami morali di Ferdinando Camon e scintillano le spade di fuoco degli arcangeli della Santa Padania.
 

Tutte le anime belle che non abbiamo mai sentito prodursi nemmeno in flebili guaiti per le tante donne uccise dai coltelli, mazze e martelli nel caldo cuore della famiglia cristiana dove ogni buon credente può praticare una shaarìa tutta sua. Non un fiato per le donne di altra nazionalità uccise da uomini di pura razza italiana. Silenzio di tomba. 


Diteci: perché? 

Perché l’assassino è un marocchino. Punto. Morale ad personam. Dimmi chi sei e ti dirò come ti giudico. 
I conti tornano. Tornano i conti con il G8 contro la violenza sulle donne che si è da poco concluso a Roma in coda e a margine di quello più famoso nonché inutile de l’Aquila.


La ministra di un governo che si sta distinguendo -grazie alle battute idiote del suo premier- per il massimo disprezzo nei confronti delle donne, si è fatta il restyling attraverso questa iniziativa voluta dal dicastero che potremmo chiamare delle “Papi Opportunità”.


Barbara Spinelli
 ne fa una lucida cronaca intitolata appunto: “Carfagna contro patriarcato degli altri”.
Quello delle mutilazioni genitali femminili, quello che copre le donne col burqa, quello che ha armato la mano del padre di Sanaa … ma soprattutto quello che permette di nascondere e ignorare il patriarcato di casa nostra.


Chiamiamo patriarcato il silenzio intorno ai femminicidi di cui abbiamo detto, gli stupri, le violenze, le molestie e le ancor più odiose insinuazioni sulla moralità delle donne quando ne sono vittime; chiamiamo patriarcato tutta la subcultura di oggettificazione della donna che per prime le televisioni del premier elargiscono a reti unificate; tutta la pubblicità sessista che pervade le nostre vite a goduria della volgarità maschile senza che alcun moralista alla Camon si inalberi e chiamiamo miserabile patriarcato l’ennesima operazione che vedrà la libertà di scelta delle donne usata come moneta di scambio nella ricucitura dello strappo tra la santa madre chiesa e il governo dei papiminkia. Il silenzio del vaticano sulle fornicazioni in cambio di appoggi all’obiezione di coscienza su pillola del giorno dopo, blocco della RU486, di più restrizioni possibili all’aborto, …poi ci sarà il testamento biologico e così via


Intanto, mentre aspettiamo di vedere l’applicazione della legge sullo stalking ci godiamo sentenze come quella che stabilisce che alla donna cui un’operazione chirurgica sbagliata impedì di poter avere rapporti sessuali, è stato riconosciuto un risarcimento da assegnare al marito. Cioè: il danno lo ha subito lei, ma ad essere risarcito è lui! Che ne dite?


Oggi, nel roboare di una classe politica la cui sottointesa espressione razzista ammorba ogni giudizio sulla tragedia di Montereale Valcellina; aspettando le prossime costituzioni di parte civile per le prossime donne di qualsiasi nazionalità uccise per mano di uomini di qualsiasi nazionalità, anche italiani, il nostro pensiero e il nostro cuore vanno a Sanaa, una di noi, vittima di un uomo che non la voleva lasciare libera, come Adriana, come A.D.M. (nemmeno il nome ci hanno messo), come Tatiana, come Hemine, come Mariagrazia, come …. 

Dumbles - 17 settembre 2009

Fonte: http://www.ecologiasociale.org/pg/dum_int_sanaa.html

20 Set 2009
Negli USA un passo avanti per i diritti delle donne


Anche se questo non avviene in Italia non esito a postare questa notizia. Finalmente almeno negli USA la violenza maschile viene considerata un problema pubblico o meglio politico mentre l'italia si prepara per le scomuniche a chi abortisce. Chissà se l'Italia si adeguerà dove per giunta ancora viene considerata una questione etnica e viene ignorato tutto ciò che avviene a casa considerato questione privata tanto che numerose vittime di violenza non vengono credute finchè non vengono uccise dai mariti e fidanzati.

L'Italia che arresta le immigrate clandestine che subiscono violenza o che abortiscono riducendole alla clandestinità (come il resto del mondo) da oggi ha l'esempio che le suggerisce che ha molto da imparare su diritti civili e libertà delle donne...

Il
Paese delle donne ha pubblicato questa splendida notizia:

Un passo avanti: negli USA le donne sopravvissute alla violenza domestica possono richiedere asilo politico

03 Ago 2009
Chi è l'assassino?
Abbiamo parlato precedentemente di scelte femminili che dai Governi dominati da maschi che proibiscono ogni minima forma di libertà non ci concedono. Tutto ciò trova legame diretto in tutti quei femminicidi che avvengono tutti per lo stesso motivo: lei ha scelto di lasciarlo, lui la uccide.

La settimana prosegue con una variegata moltitudine di femminicidi avvenuti nelle tre settimane.

In Carnia un 'uomo' uccide sua moglie e si suicida, la stampa assassina lo giustifica con l'epiteto depresso. 

A Napoli un altro 'uomo' uccide la sua convivente.  Lo scorso anno aveva violentemente picchiato la compagna ed era stato denunciato per lesioni ma la 'giustizia' assassina ha permesso che lui la uccidesse.

A Palermo, spara alla fidanzata di soli 17 anni e poi si uccide. per fortuna è viva.  "Non ha accettato la mia decisione", ha detto la vittima ai poliziotti prima di perdere i sensi. Stravolto, dunque, il militare ha sparato alla fidanzata colpendola alla testa e poi si è puntato contro la pistola e si è ucciso.

A Rho (Milano) uccide sua moglie che voleva divorziare. La 'giustizia' come al solito non ha fatto nulla per evitare che la uccidesse, lei non è stata creduta come al solito e lui viene descritto quasi come una vittima da alcuni che lo consideravano un padre di famiglia.

Uno stupratore seriale liberato dopo 3 anni che spera di tornare in galera e salvarsi la faccia giustificandosi e definendosi malato. lQuesto dimostra quanto a società prova più pietà per gli stupratori che per le vittime. L'unica cosa che sappiamo che è la giustizia ad essere malata sopratutto quando si tratta di reati contro le donne.

Un altro caso che ci mette in evidenza quando le donne  vengono aggredite nell'indifferenza della gente sulle note del chi tace acconsente.

In un Paese dove ci relegano ad una condizione di subordinazione perfino sotto il feto e dove le scelte delle donne vengono condannate, uccidere una donna che sceglie è considerato normale.
L'assassino è il Governo con la sua 'giustizia' che lascia le donne in mano a mariti violenti, assassino è chi  ha tagliato i fondi destinati ai centri antiviolenza.

Cambiando argomento abbiamo l'episodio di una madre rimproverata perchè allattava un bambino questo caso non a caso non passa sotto l'indifferenza della gente. In italia è ormai molto diffuso il ribrezzo e lo scandalo dell'allattamento e per la maternità. Ma come? Sono grandi estimatori della maternità a costo di non farci abortire e poi provano fastidio se una fa la madre.
Il problema è che non possiamo mostrare le nostre nudità a scopi diversi da quello erotico se no diamo noia. 

Questo perchè viviamo in una società che ci considera unicamente oggetti sessuali o ci tratta da ammortizzatori sociali. Perchè non ci interpelliamo noi madri se dobbiamo mettere al mondo figlie femmine ed allevarle in tale modo senza provare profondo ribrezzo? Perchè non ci ribelliamo? Perchè non andiamo in 'ferie'?

Non ci sono mezzi e ci hanno tolto il tempo di lottare e non ci concedono lo spazio per  lottare. Nessuna assistenza in caso di violenza sulle donne da permettere che ci ammazzino e nessun intenzione ad allegerirci il lavoro che la società ci scarica addosso tanto che non solo non permettono i nostri mal di testa ma permettono che lavoriamo fino al suicidio.

Nella nostra società sembra normale che una donna si sovraccarichi di lavoro, perfino le donne in carriera di grandi aziende vengono venerate dalla stampa. embra quasi un obbligo.

Ci danno delle assassine sempre e comunque: se non facciamo le buone madri, se siamo troppo libere, se pretendiamo di abortire senza dolore. Abbiamo un cancro che impedisce tal mezzi: la Chiesa.
Veniamo etichettate assassine e scomunicate da chi per secoli in nome di un istituzione ha portato violenza, guerre e morte.

Un istituzione che si permette di parlare di vita ma in realtà odia solo le donne, allora perchè non si preoccupa di scomunicare anche chi uccide e stupra donne e bambini?
Perchè se ama tanto la vita compre le spalle ai preti pedofili uccidendo per sempre dei poveri bambini?

La Chiesa cattolica è anche quella che si è permessa di scomunicare la madre e i medici che hanno fatto abortire una bambina di 9 anni violentata e ingravidata ma non ha pensato di scomunicare minimamente il pedofilo.

La Chiesa cattolica è anche quella che ci declassa ad esseri inferiori per fino ad un feto e che reputa un aborto più grave di tante violenze in famiglia compiute da uomini dalla quale manco si pronuncia perchè ogni cosa che fa una donna anche se non è reato è pegigore di ogni reato che nella storia hanno fatto alcuni individui di sesso maschile (come le guerre in nome della Chiesa e i delitti di onore che tanto amavano).

La Chiesa cattolica cerca di impedire ogni forma di libertà femminile e su questo non ci piove. Provo ororre nel vedere come siano sempre individui di sesso maschile a opporsi ad ogni tema che riguarda la liberazione del corpo femminile: come se noi donne parlassimo di castrazione fisica contro stupratori e pedofili.

La Roccella, fa altra disinformazione non meno vergognosa della Chiesa. Ci informa che il farmaco ci uccide (pare frequentemente), racconta la solita storiella. Quante cose uccidonofrequentemente le donne e non se ne parla mai?
La violenza maschile ne è un esempio. Non sarà legale ma la 'giustizia' troppo permissiva su questo ambito è responsabile dell'aumento dei femminicidi.
Gli aborti clandestini ne sono un altro esempio. Avete visto in questi due casi come i metodi più silenziosi e più frequenti nel sopprimere le donne diano meno scalpore.
Le cure dimagranti e chimiche  vendute in farmacia tranquillamente (mentre la RU486 no) uccidono di più e cagionano danni alla salute e disturbi alimentari, ma non fanno scalpore perchè ci vogliono belle e apetibili.
Ci si affida a due casi di morti femminili in caso di RU486 davanti ad una strage che non fa notizia o non si cerca di evitarli, perchè nulla frega delle donne ma dei feti, considerati in italia superiori alle donne.

Un po' come la storia degli stupri, fanno più scalpore quelli che stuprano alla luce del giorno, all'aperto e che siano sconosciuti chemilioni di stupri che avvengono in famiglia e che segnano molto di più. Questo lo scrivo per dimostriarvi che coincidenze non ce ne sono: siamo ben lungi in Italia a considerare le donne esseri umani e autonome dall'uomo.

Abbiamo almeno la civiltà di rivolgerci alle vittime di stupro. Io ne conosco alcune e non solo nei giornali. Una (che ha solo un paio di anni in più di me) che conosco di persona è morta dentro. Stuprata da adolescente da uno stretto parente. Mi fa veramente tristezza pensare che questa ragazza per tutta la vita sarà costretta ad evitare il contatto umano e a sentirsi scaricate addosso le colpe che la famiglia da a lei. Mi fa tristezza che i genitori coprano lo stupratore e non abbiano accolto lo sfogo della vittima che ha avuto coraggio di raccontare tutto e di sporgere denuncia, a tal punto di metterla alla porta (se fosse uno straniero o uno sconosciuto non credo avrebbero fatto la stessa cosa).

Mi ricorda tanto la ragazzina liberiana ripudiata dalla famiglia dopo uno stupro ma che fa più scalpore perchè si pensa che in Italia questo non accada più. Non è successo nell'estremo sud ma al nord dove hanno quei quotidiani che permettono di dare della snaturata a chi abortisce e l'ignoraza di alcuni fanatici della lega che mi ricordano che non mi posso lamentare se mi stuprano perchè sono terrona e loro che ce lo hanno duro devono difendere le padane dai terroni che per colpa mia vengono partoriti (in questo caso si deduce che a noi costringerebbero ad abortire e darebbero la licenza ai 'padani' di stuprare le loro donne).

Mi fa tristezza pensare che un Paese come l'Italia che permette di stuprare una donna o un bambino, non da peso al danno che da alle vittime e si permette pure di aggravarlo, colpevolizzandole e non solo: dare delle assassine a chi vole ribadire che il corpo ci appartiene. Non sono coincidenze: ci stuprano, ci uccidono per effetto della società che non tollera che le donne scelgano, posseggano un corpo e siano capaci di gestirselo. Fanno questo perchè ci considerano assassine come una sorta di non comandate voi nemmen per voi stesse. Per una società patriarcale l'assassino non è chi priva di vivere ma chi lascia che una donna viva libera.

Sono ottimista solo in una cosa: i vent'anni li avremo aspettati, anche se per i pregiudizi ci vorranno altri 20 anni, ma finalmente abbiamo aggiunto un altra tappa in più nel progredimento dei diritti delle donne, ariverà il giorno che non farà più scalpore che una donna raggiunge dei diritti, spero!.

28 Lug 2009

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