E' inutile evitare di dire che la cultura dello stupro sia un problema italiano. Come puo non essere un paese di stupratori un tale che ha come presidente del consiglio un uomo che fa del corpo delle donne un mero oggetto sessuale?
Quel Berlusconi qui controlla tutti i mass media, e insegna a tutti che le donne vanno trattate da oggetti. Quelle tv che ci propinano tranci di donne tra pubblicità, tg e programmi diffondendo una cultura sessista che ci dipinge come delle 'cose' che devono soddisfare i bisogni sessuali maschili.
Quel Berlusconi che come se non bastasse mette le sue veline in politica, perfino alle pari opportunità, relegandoci al ruolo di corpi, di esseri in un harem subordinate ai voleri del proprio capo (non solo siamo sottorapprsentate numericamente ma anche in termini qualitativi) e i Governi che non si uniformano a quei canoni vengono considerati antiveline come se fosse normale candidare veline. Il problema è che non è normale nemmeno che la tv di Berlusconi si permetta di affidarci a noi l'unico modello della velina.
Quel Berlusconi come se non bastasse si porta veline ai suoi festini dietro una stampa che conta la sua virilità in base al numero di minorenni che frequenta, controllata da quel Silvio che sottrae le foto e denuncia i fotografi. Quella cultura che reputa uomo e misura il suo potere in base a tutte le donne che si accaparra.
Quella cultura mediatica che ruba tutta la visibilità alle candidate per le europee per darlo tutto a Noemi e altre Lolite che Berlusconi ha pensato di piazzare nelle liste. Delle candidate nemmeno l'ombra a parte qualche prima pagina alla candidata di turno ma solo per farci notare la misura del suo seno o del lato b. Per misurare la dose di cultura dello stupro nel nostro paese, basta notare che le donne nel nostro Paese non solo non sono rappresentate, ma se vengono rappresentate le si presenta a modello maschile in qualità di corpi seducenti.
Quella cultura che ci subordinano al mero ruolo di passività sociale e sopratutto sessuale, al ruolo di oggetti, di prede e che da all'uomo il ruolo di cacciatore da vantare ad ogni donna che riesce a prendersi. Perchè per la nostra società ancora l'uomo ha una sorta di diritto, di licenza. Quella licenza che gli da il diritto di prendersi ciò che vuole. Lo stupratore non fa che attenersi al ruolo sociale che la cultura gli impone.
Quella cultura che relega le donne al ruolo di proprietà di un Paese che da agli italiani la padronanza di un Paese e il diritto di fare ronda per rirpendersi ciò che gli è stato sottratto.
Quegli italiani che una volta ripreso ciò che è considerato proprio possono farne ciò che vogliono.
Sappiamo già che gli stupratori italiani vengono sempre assolti e le vittime vengono colpevolizzate. Ne abbiamo le prove: le donne non possono tornare tardi, gli stupratori sì, le donne che vestono con la minigonna non devono uscire con la gonna, gli stupratori possono esercitare il libero stupro. Quello del capodanno è stato assolto nonostante le gravi ferite sulla vittima e i media non facevano altro che dipingerlo come un ragazzo di buona famiglia. Perfino porta a porta si sono sentiti legittimati a ripetere che la colpa era della ragazza che usciva pure a comprarsi droga.
Così come lo stupro di brescia su Angy, assolti perchè secondo la società in poche parole una donna che accetta un rapporto intimo e poi si sottrae merita di essere stuprata. Ancora una volta il no della donna vuol dire sì, ancora una volta si ripresenta quella cultura maschile che ci vuole corpi accessibili. E tanti altri stupri, ovviamente.
Sappiamo già che ormai se stupra il romeno la colpa è del governo (lo notiamo nei volgari commenti di utenti che litigano come se la donna fosse un trancio di carne da contendere) e se stupra un italiano è delle donne. Perchè gli uomini e nemmeno la cultura non possono essere accusati.
Il corpo delle donne è considerato e continua ad essere considerato una proprietà, un 'oggetto' che non solo veniamo sturpate ma ci obbligano a fare figli che non vogliamo che possono arrecare danni alla salute, di essere oggetto di piacere maschile in nome di una società fascista. Perchè per la cultura cattolica il corpo femminile vale zero, se la donna non può disporne come vuole, allora facilmente può essere stuprato.
Lo stupro in famiglia non è ancora considerato tale, il sesso in famiglia è ancora considerato un dovere coniugale nonostante il governo continua a indignarsi quando in Afganistan fanno le leggi che legalizzano lo stupro in famiglia.
Lo stupro viene considerato ancora qualcosa che offende il decoro o la morale. Ce lo dimostra la stampa che se ne frega delle vittime, che considera le donne 'cose' e sbatte in prima pagina solo gli stupri che avvengono nella capitale lasciando dentro le mura di casa tutti gli altri, della serie i panni sporchi si lavano in famiglia.
Chi stupra non è malato, non tolleriamo piu' giustificazioni di questo genere. Lo stupratore è semplicemente un uomo normale, agisce perchè appoggiato dalla cultura. Stupra perchè considera le donne degli oggetti sessuali. Proprio appunto come ci considera il premier, le sue tv e le pubblicità sessiste. Proprio come gli insegnano questi maestrini.
Così è successo pochi giorni fa a Roma, Una giornalista è stata stuprata in un garage da un uomo italiano.
La stampa ogni volta che avviene uno stupro deve precisare sempre 'forse sono straneri' 'forse è italiano' 'parla italiano', come se lo stupro fatto da un italiano fosse raro, mentre su Zeroviolenzadonne lo sono in maggioranza, chissà perchè. Cosa piu' grave è che appena scoprono che lo stupratore è italiano tutti tacciono.
La particolarità dello stupratore è che aveva il passa montagna, come se lo stupro fosse una sorta di spedizione punitiva contro le donne.
Lo stupratore è italiano, non ha volto e come se fosse la materializzazione fisica del nostro Governo che stupra ogni giorno le donne.
Il Governo ci 'stupra' per il suo orgoglio nazionale. Per farsi bello non solo usa il nostro corpo (quindi ci stupra) per affermare il diritto alla ronda fascista e i provvedimenti xenofobi, ma la Carfagna, quella donna messa alle pari opportunità da un premier che pensa che una velina puo rapresentarci tutte, che una donna dev'essere in qualche modo servizievole al suo padrone uomo (secondo stupro), si permette pure di farsi bella davanti alla regina di Svezia portandola a vedere un centro antiviolenza italiano, dopo che il Governo ha sottratto 20 milioni di euro. La regina ha capito l' arretatezza italiana nell'aiuto delle donne in caso di violenza e la condizione di questi centri costretti a chiudere e ha donato 3 milioni di euro (è inutile che la carfagna si faccia bella agli occhi di tutte, i soldi non vengono nè dalle sue tasche nè dal suo Governo, anzi ne hapure sottratti 20 milioni precedentemente).
Un altro episodio gravissimo è il vizio italiano di imporre un modello ingiusto alle donne e permettersi di dire che a loro va bene o peggio il vizio italiano sarebbe negare l'evidenza e relegarci in una sorta di falsa emancipazione. Così il dipartimeneto delle apri opportunità di Isabella Rauti, in una conferenza a Praga si permette di dire che : "in Italia le donne che guadagnano meno degli uomini sono percentualmente meno degli altri paesi europei"
Allora la percentuale fanalino di coda per disoccupazione e precarietà femminile non sarebbero una conseguenza di questo, sarebbero inventate, come ogni cosa negativa che riguarda le donne fatta ad opera di italiani.
Se lo stupro viene dal Governo dobbiamo solo immaginarci cosa avviene dentro le mura domestiche e non.
1) Stupro e botte su moglie a nome di una cultura che legittimalo stupro italiano in famiglia, accade ad Aosta.
2)Una disabile 15enne stuprata in branco per un anno da ragazzi italiani.
Tutti stupri che non andranno mai in prima pagina, che non interessano al nostro Governo. Non interessa perciò la nostra libertà, nemmeno la nostra salute, non interessano le donne, ci considerano appunto oggetti.
Sindicazione

14.03.10 @ 23:29:35
da luigi
un blog interessante
10.03.10 @ 21:26:43
da luigi
Quale sicurezza, quale legalitą? La notte del ...
01.03.10 @ 14:49:22
da assata 77
E' la prima volta che entro ...
14.01.10 @ 11:22:26
da michele Ciardelli