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Affissione degli articoli inviati il: 05.11.09

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Docente contro alunna o a 1
Da femminismo a sud leggo un articolo su una vicenda sconcertante. Una ragazza ricattata dal professore e poi riviolentata un altra volta dalla maschilista tv che a modo suo ha giustificato il ricatto del professore. Come al solito non solo subiamo violenza ma veniamo ridicolizzate.



Una ragazza ha denunciato il suo professore di economia Elio Rossitto perchè chiedeva favori sessuali alle sue alunne in cambio di buoni voti. Tutto ciò è accaduto a Catania. Non era l'unica ad aver subito quel ricatto e dopo aver negato e ri-negato il professore ha dato le dimissioni.


Di Dominique
parla anche Piero Ricca il quale racconta che lei era stata invitata da Italia 1 ed era andata pensando di poter spiegare la ragione della sua denuncia e dire ad altre ragazze di non subire più nessun compromesso. Invece l'avevano invitata, dice Ricca, per farla partecipare ad una gag alla fine del servizio che la vede protagonista, della serie: sei carina, perchè non vieni a lavorare a mediaset...


Lei ha rifiutato
e se ne è andata e la produzione non le ha pagato neppure il taxi.
 

Dei professori che ricattano le studentesse per farle andare avanti negli studi, quelle che vengono additate dai colleghi misogini come colpevoli di comprarsi la carriera universitaria perchè sono belle e la danno ai docenti, abbiamo sentito parlare spesso. Che da una siciliana parta la rivoluzione delle ragazze contro questo tipo di atteggiamenti proprio noi non ci stupiamo dato che da Franca Viola in poi sappiamo che le donne siciliane sono eccezionali e coraggiose come poche, date le condizioni di svantaggio culturale che spesso sono costrette a vivere.


Sappiamo
di tantissime storie, di insegnanti di licei che prendevano la misura dei reggiseni delle alunne minorenni, che nella propria ora di lezione insegnavano i dieci metodi di abbordaggio del macho eccellente e che se glielo andavi a dire al preside, o al vicepreside, com'è accaduto a me, quello invitava il collega a prendere un anno di aspettativa. Il tempo di togliersi dalle balle l'alunna rompicoglioni e poi tutto sarebbe potuto tornare come prima. Quell'insegnante di fatto è ancora lì protetto dalla complicità di tanti e presente nelle aule dove ragazzi e ragazze vengono educate attraverso le sue squallide lezioni.


Quello
che è grave in questa storia è che Dominique ha subìto una doppia offesa. Non è stata chiamata da una emittente televisiva, quella di berlusconi che seleziona le bamboline da esibire nelle trasmissioni di intrattenimento, per riconoscerle il merito di aver compiuto una azione difficile, sebbene con i metodi della spettacolarizzazione che l'epoca dei gabibbi ha insegnato a questa generazione e del gossip alla Corona che sorveglia il privato delle personalità pubbliche. Non l'hanno chiamata per presentarla al pubblico con dignità, dandole il ruolo di donna autodeterminata che aveva fatto una scelta importante per se stessa e insegnava tanto anche a molte sue coetanee. L'hanno invitata per ridurla ad oggetto telegenico, televisivo, sessuale come se questa fosse l'aspirazione dovuta, obbligatoria di ogni ragazza di quella età.
 

Questa storia è esemplare perchè dimostra come in italia non si riesca a valorizzare una donna per le scelte difficili e meravigliose che compie. Piuttosto una donna che fa una cosa del genere viene ricattata ancora con il linguaggio tipicamente sessista della cultura berlusconiana, quello della mercificazione dei corpi e delle vite umane, è dunque costretta a rifiutare un'altra molestia e viene punita perchè se non mette in vendita il suo corpo nessuno la farà parlare.


Qual è la
differenza tra il professore maiale e italia uno? A voi la risposta.

Tutta la nostra solidarietà a Dominique.

05 Nov 2009
Giustizia per Stefano


Sono troppo indignata che ho pensato di scrivere questo post per Stefano Cucchi l'ennesima vittima dello Stato e della sua violenza.
Aveva solo 31 anni ed è stato incarcerato per qualche grammo di droga mentre sturpatori e assassini sopratutto di donne e bambini vengono lasciati a spasso e difesi dallo stesso Stato e quando i politici comprano droga e per i loro festini e portano veline in aereo a soldi nostri.

E' stato restituito alla famiglia MORTO con segni di percosse senza nemmeno che sappiano la verità.
Il nostro Stato italiano ancora una volta si sente legittimato ad abusare del suo potere, di decidere la vita o la morte dei cittadini mentre rimprovera le donne di non ammazzare i feti perchè se no sono criminali e assassine.
La vita di questo ragazzo vale meno di un feto?

Ancora una volta lo stato decide chi deve vivere e chi deve morire. Il ministro Alfano ci ricorda che nessuno può privare del diritto di salute. Ma di che cazzo di salue stiamo parlando se è morto ammazzato?
Stefano è stato privato della sua vita.
Giustizia per Stefano! non si può considerarsi stato democratico e ammazzare così un individuo.
E la Chiesa tace e apre bocca solo quando si parla di feti, già per loro siamo tutti contenitori.
Ciao Stefy, spero che lassù troverai un mondo migliore di questa merda!
05 Nov 2009
Rosa · 276 visite · 0 commenti
Categorie: fascismo, Cronaca