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Ru486: si preparano punizioni "esemplari" (femminismo a sud)
Da Femminismo a sud

http://media.panorama.it/media/foto/2007/12/06/482f01c92dec6_normal.jpg

Avete letto della discussione che riguarda la RU486 e le reazioni successive alla decisione dell'aifa. Reazioni che secondo la Aspesi denotano la "volontà di punire".

Al Ministero, come previsto le provano tutte per rendere vana qualunque decisione, per fare ostruzionismo, ritardare ancora e rendere più difficile l'uso di quella pillola.

Leggo su repubblica di oggi a proposito delle regole che sacconi e la roccella stanno preparando per riaggiustare la applicazione della 194, compreso l'uso della ru486:

"Punto primo, ricorso alla Ru486 solo a condizione che l'espulsione dell'embrione coincida col ricovero obbligatorio. Punto secondo, subordinare l'utilizzo della pillola alle sole donne che superano una sorta di test socio-psicologico, sulla scia del questionario adoperato in Francia, dove l'aborto chimico è datato 1988. Il test consentirebbe di vietare la pillola per le categorie considerate più a rischio: le donne che non hanno conoscenze linguistiche adeguate (straniere da poco in Italia), chi risiede ad oltre un'ora da un ospedale, chi non ha un'alta tolleranza al dolore, le donne sole o prive di assistenza, quelle prive di un'auto. È una bozza, un'ipotesi in cantiere che tuttavia - sanno bene al ministero - non potrà essere imposta, semmai pilotata attraverso protocolli di intesa con le Regioni."

A proposito della pillola su altra fonte leggo:

Il mifepristone, correntemente denominato RU486, è un antiprogestinico di sintesi utilizzato come farmaco per indurre l'interruzione della gravidanza entro i primi 49 giorni di amenorrea (in alcuni paesi fino a 63); il farmaco, che si assume per via orale, è commercializzato in Francia con il nome Mifégyne e negli Stati Uniti col nome di Mifeprex.
Attualmente la RU486 è in uso in tutti i Paesi della Comunità Europea, ad eccezione di Italia (in cui la RU486 è attualmente in fase di sperimentazione soltanto in alcune regioni) e Irlanda.
Rispetto al tradizionale metodo dell'aborto per aspirazione, la RU-486 presenta una serie di vantaggi:
non richiede invervento chirurgico e anestesia;
non comporta i rischi legati alle complicazioni possibili dell'intervento chirurgico (rottura dell'utero, lacerazioni del collo dell'utero, emorragie ecc.);
può essere utilizzata nelle prime settimane di gravidanza, mentre l'aspirazione viene eseguita generalmente dopo la 7° settimana (interrompendo lo sviluppo dell'embrione in una fase precedente si ottiene il duplice risultato di interrompere la gravidanza in un momento in cui lo statuto di persona è difficilmente sostenibile e di ridurre le complicazioni per la donna).

La politica del ministero sacconi con la collaborazione della roccella, come nel caso englaro, volge verso un accanimento terapeutico. Una persecuzione alle persone, alle donne. Le regole che vogliono inserire di fatto impediscono l'uso della pillola:
 

- l'espulsione dell'embrione per quello che ne so non può essere prevista. Chiedetelo alle donne che hanno abortito spontaneamente. Semplicemente accade e subordinare l'uso della pillola al ricovero DURANTE l'espulsione (non dopo, ma esigono che accada proprio lì) significa ricoverare le donne per giorni, quindi niente day hospital, quindi passaggio più lungo ed estenuante rispetto all'aborto chirurgico per il quale è previsto un solo giorno di ricovero, oppure significa avere la palla di vetro e stare con la valigia pronta e il motore della macchina acceso, con un altissimo livello di stress, per soddisfare le morbose elaborazioni della signora roccella & company.


-
il test socio - psicologico è un modo per fare ulteriori pressioni alle donne. Un ricatto. Una umiliazione nelle umiliazioni. Un modo per dire che le donne hanno bisogno sempre di tutori e mai e poi mai si può lasciarle a gestire il proprio corpo autonomamente. Un modo per gestire le nostre vite e le NOSTRE scelte. Un modo per offenderci. Già la legge 194 richiede un passaggio in consultorio e un colloquio obbligatorio con una persona che ascolterà le ragioni della scelta delle donne. Quello cui si riferisce la Roccella invece è simile al ricatto che fanno i volontari del movimento della vita quando mettono piede in un consultorio. Ricattano le pazienti, insistono affinchè cambino idea, continuano a terrorizzarle parlando loro di anime perdute e delle "conseguenze psicologiche che subiranno dopo". 


-
istituire l'obbligo di un test con la intenzione di vietare l'uso della pillola ad alcune categorie è già un abuso specie se tra queste categorie vi sono donne considerate a rischio solo perchè non dispongono di "qualifiche" che la signora roccella esige. Per la roccella evidentemente essere straniere è "un rischio" (non si capisce perchè a parte che per le leggi liberticide e razzista del governo di centro destra rispetto alle quali la roccella non si oppone). Per la roccella evidentemente il documento dovrebbe essere scritto solo in italiano, così come il consenso informato, senza l'uso di nessuna mediazione culturale che agevoli l'accesso ai servizi - garantito costituzionalmente - anche alle donne straniere. Le altre categorie a rischio sono appunto quelle subordinate alle idee malsane diffuse dal ministero. Sarebbe un impedimento all'uso della pillola il non vivere esattamente a due passi, se non dentro l'ospedale. L'essere single - per quelle classificate in quanto "donne sole o prive di assistenza" - è di sicuro un impedimento. Quale impedimento più grande per la morale della roccella & company dell'essere così puttanamente "sola", sessualmente attiva e per di più intenzionata ad abortire. L'inferno, mie care, vi tocca l'inferno. Il possesso dell'auto poi sarebbe la chicca tra le chicche. Perchè non stabilire allora anche la marca. Siamo in epoca di privatizzazione, deregulation e tagli alla spesa sociale quindi perchè non usare questa occasione per farsi sponsorizzare dalla fiat per esempio. Si può dire che tutte le donne che non sono munite di auto fiat non potranno accedere alla pillola. Ovvero: come discriminare le donne sulla base del loro portafoglio. Se puoi permetterti solo una bicicletta niente pillola. La pillola solo per le ricche "amiche" del premier tra un utilizzo e un altro.


-
Poi c'e' la storia della soglia di sopportazione del dolore che meriterebbe un capitolo a se. Qui ci limitiamo a dire che le donne sopportano il dolore da sempre. Che l'aborto chirurgico è doloroso.  Più doloroso. Un aborto chirurgico si fa dilatando la bocca dell'utero. Ti infilano qualcosa dentro.Ti fanno male. Una espulsione spontanea non causa altrettanto dolore. Causa contrazioni, dolorose certo ma non quanto un aborto chirurgico. Causa dolori successivi per il riassestamento dell'utero ma non quanti ne causano le pillole che ti prescrivono dopo un aborto chirurgico per farti restringere la bocca dell'utero che non si è dilatata naturalmente. Come se ti prendessero a martellate dentro. Ha mai abortito la Roccella? Se il suo santo utero non ha mai provato i dolori di cui parliamo allora dovrebbe tacere e smetterla di raccontare favole per ubbidire, prona, ai desideri dei suoi padri e padroni ecclesiastici. L'aborto clandestino è mortale, quello chirurgico e assistito è dolorosissimo, quello a seguito della pillola è meno invasivo e doloroso. Le proposte del ministero sacconi/roccella/clero mirano semplicemente a punirci con una cludeltà e una ferocia senza pari. L'inquisizione del 2009 che richiede di imporre le regole di un credo anche alle persone che non lo sposano e che vogliono vivere in uno stato laico avendo garanzia di fruire di diritti che ogni stato laico dovrebbe fornire.


Queste
le "idee" originali che dal ministero dell'accanimento sui corpi vengono diffuse. Ne attendiamo altre, pronte a commentarle e ad opporci ad esse. Altrettanto ridicole e medioevali.


Noi ne
suggeriamo una: scrivere ad esempio che tutto ciò non è vincolante per chi non è cattolico. Se scelta di fede deve essere almeno sia applicata la costituzione. Io non sono cattolica e dunque non seguo le regole della chiesa e della roccella.

Per finire da Infoaut prendiamo il documento delle compagne dell'askatasuna e del collettivo femminista rossefuoco, tutto da leggere:

Noi… e il nostro corpo…
 
una breve riflessione dopo l’introduzione della RU486 in Italia.

Il corpo femminile ha una propria storia, una storia che è storia soprattutto di una differenza, quella che ogni fatto e ogni avvenimento che quel corpo attraversano mette sempre, fatalmente, in primo piano. I nostri corpi sono corpi "femminili", la cui subordinazione sociale, culturale, economica e fisica è passata storicamente, almeno fino ai primi del ‘900, come giustificazione e spiegazione di una debolezza de facto che pareva appartenere all'ordine naturale delle cose.

Gravidanza, parto, menopausa e aborto sono gli eventi della vita delle donne che più profondamente ne hanno simbolicamente segnato, e volutamente motivato, una condizione secolare e terribile di inferiorità, fino a quando le donne stesse non hanno totalmente sovvertito quest'ordine simbolico e fisico di riferimento sia partendo dalla consapevolezza di una autonomia personale quale quella da sempre riconosciuta al maschile sia "approfittando" delle enormi trasformazioni che l'intera società occidentale ha conosciuto negli ultimi decenni, almeno a cominciare dal secondo dopoguerra, in tema di ampliamento delle conoscenze, di accesso alle tecnologie, di miglioramento della qualità della vita e di progressi in ambito medico e sanitario.

Non è affatto casuale che nei primi collettivi femministi degli anni 60 fosse praticata, come momento politico vero e proprio, la cosiddetta auto visita e che la conoscenza del proprio corpo, della propria sessualità e femminilità, costituissero passaggi fondamentali verso una presa di coscienza reale di sé, delle proprie potenzialità e della propria forza.
Il discorso sulla salute si poneva come nodo centrale di ogni riflessione successiva, nella convinzione che "partire da sé" avesse proprio il significato, e il valore, del dover partire da un corpo di donna.
Poter dire di no ad un rapporto sessuale imposto dal "dovere coniugale", poter pianificare la maternità, potersi occupare dei figli perché desiderati, voluti e amati o, anche, poter decidere di non diventare madre, interrompendo una gravidanza o vivendo liberamente la sessualità svincolandola finalmente dalla procreazione...tutto ciò ha rappresentato per le donne una vera rivoluzione, soprattutto perché le donne hanno voluto che ad essa si unisse una cosciente messa in discussione radicale non solo dei propri ruoli sociali, culturali ed economici, ma anche del proprio rapporto con la salute, con la medicina e naturalmente con i medici.

Una "relazione" mai facile quella tra la donna, il suo corpo e il medico, soprattutto una relazione che non può essere neutra: il movimento delle donne ha costruito anche, e specialmente, un nuovo rapporto medico/paziente basato sulla cultura, sulla conoscenza, sul grado di sensibilità di entrambi e sulla imprescindibile domanda di informazione della paziente.
"Le donne vogliono che la loro salute sia libera da mistificazioni!"...
... così si esprimevano nella loro introduzione le curatrici dell'Enciclopedia delle Donne, del 1993, e continuavano:

    "non vogliamo più assistere ad un atteggiamento di docile sottomissione alle indicazioni degli esperti, medici inclusi. Le donne vogliono riappropriarsi del loro corpo e vogliono decidere in prima persona su tutto ciò che riguarda la loro salute. I medici sono consiglieri responsabili, a volte abili detective e specialisti. Ma è la donna che decide"...

Il rapporto delle donne (e degli uomini, naturalmente) con la salute e la medicina è stato, è e sarà sempre influenzato dai progressi della ricerca medica, dell'alta tecnologia e soprattutto dagli interessi economici e scientifici delle grandi case farmaceutiche: la disponibilità di un farmaco abortivo, comunemente noto come RU486, in alternativa all'aborto chirurgico dovrebbe forse essere letta, politicamente, non come una conquista da celebrare tout court ma come una ulteriore possibilità di scegliere e decidere in piena autonomia e consapevolmente, possibilità che da oggi, 31 luglio 2009, è attuabile anche in Italia.
Molte donne in Europa, utilizzano la pillola RU486, si tratta di circa il 30% del totale delle interruzioni di gravidanza e, quando interrogate in occasione di studi di settore, in particolare relativi alla Francia e alla Gran Bretagna, tra i principali motivi della loro scelta non hanno certo indicato la facilità che il Vaticano tanto sottolinea e paventa, e su questo terreno becero rifiutiamo qualsiasi confronto, quanto piuttosto la minor invasività fisica e psicologica, e gli elementi indicati in negativo erano proprio quelli che, giocoforza, caratterizzano l'intervento chirurgico.

La RU486 permette, come sappiamo, di poter decidere di interrompere una gravidanza anche senza anestesia totale, senza un'operazione chirurgica, senza un'eccessiva ospedalizzazione e, naturalmente lo pretendiamo, in totale sicurezza e affidabilità nonché in strutture pubbliche e secondo trasparenza e rigore.
Vogliamo donne informate e consapevoli anche con la RU486, e non ostaggio, come sempre più spesso abbiamo denunciato per quanto riguarda l'applicazione della legge 194, di medici frettolosi, di burocrazia infinita e punitiva, di tempi dilatati ad arte, di chiarimenti e spiegazioni dati col contagocce e di comportamenti e modi sfacciatamente di condanna fin dentro la sala operatoria.
E sì... vogliamo anche che sia tutto un po' meno doloroso e non perché abortire risulti più facile, ma perché, che sia per diventare madri o per non diventarlo, non accettiamo più che il dolore attraversi il nostro corpo di donna per pagare tutte un peccato che ci rifiutiamo di riconoscere come tale: Eva rappresenta il coraggio, la curiosità, l'accesso alla conoscenza e al futuro, la libertà di scegliere, conoscere, ribellarsi...
e che ci scomunichino pure tutte!


Le compagne del Centro Sociale Askatasuna
Collettivo femminista Rossefuoco

01 Ago 2009
Chi è l'assassino?
Abbiamo parlato precedentemente di scelte femminili che dai Governi dominati da maschi che proibiscono ogni minima forma di libertà non ci concedono. Tutto ciò trova legame diretto in tutti quei femminicidi che avvengono tutti per lo stesso motivo: lei ha scelto di lasciarlo, lui la uccide.

La settimana prosegue con una variegata moltitudine di femminicidi avvenuti nelle tre settimane.

In Carnia un 'uomo' uccide sua moglie e si suicida, la stampa assassina lo giustifica con l'epiteto depresso. 

A Napoli un altro 'uomo' uccide la sua convivente.  Lo scorso anno aveva violentemente picchiato la compagna ed era stato denunciato per lesioni ma la 'giustizia' assassina ha permesso che lui la uccidesse.

A Palermo, spara alla fidanzata di soli 17 anni e poi si uccide. per fortuna è viva.  "Non ha accettato la mia decisione", ha detto la vittima ai poliziotti prima di perdere i sensi. Stravolto, dunque, il militare ha sparato alla fidanzata colpendola alla testa e poi si è puntato contro la pistola e si è ucciso.

A Rho (Milano) uccide sua moglie che voleva divorziare. La 'giustizia' come al solito non ha fatto nulla per evitare che la uccidesse, lei non è stata creduta come al solito e lui viene descritto quasi come una vittima da alcuni che lo consideravano un padre di famiglia.

Uno stupratore seriale liberato dopo 3 anni che spera di tornare in galera e salvarsi la faccia giustificandosi e definendosi malato. lQuesto dimostra quanto a società prova più pietà per gli stupratori che per le vittime. L'unica cosa che sappiamo che è la giustizia ad essere malata sopratutto quando si tratta di reati contro le donne.

Un altro caso che ci mette in evidenza quando le donne  vengono aggredite nell'indifferenza della gente sulle note del chi tace acconsente.

In un Paese dove ci relegano ad una condizione di subordinazione perfino sotto il feto e dove le scelte delle donne vengono condannate, uccidere una donna che sceglie è considerato normale.
L'assassino è il Governo con la sua 'giustizia' che lascia le donne in mano a mariti violenti, assassino è chi  ha tagliato i fondi destinati ai centri antiviolenza.

Cambiando argomento abbiamo l'episodio di una madre rimproverata perchè allattava un bambino questo caso non a caso non passa sotto l'indifferenza della gente. In italia è ormai molto diffuso il ribrezzo e lo scandalo dell'allattamento e per la maternità. Ma come? Sono grandi estimatori della maternità a costo di non farci abortire e poi provano fastidio se una fa la madre.
Il problema è che non possiamo mostrare le nostre nudità a scopi diversi da quello erotico se no diamo noia. 

Questo perchè viviamo in una società che ci considera unicamente oggetti sessuali o ci tratta da ammortizzatori sociali. Perchè non ci interpelliamo noi madri se dobbiamo mettere al mondo figlie femmine ed allevarle in tale modo senza provare profondo ribrezzo? Perchè non ci ribelliamo? Perchè non andiamo in 'ferie'?

Non ci sono mezzi e ci hanno tolto il tempo di lottare e non ci concedono lo spazio per  lottare. Nessuna assistenza in caso di violenza sulle donne da permettere che ci ammazzino e nessun intenzione ad allegerirci il lavoro che la società ci scarica addosso tanto che non solo non permettono i nostri mal di testa ma permettono che lavoriamo fino al suicidio.

Nella nostra società sembra normale che una donna si sovraccarichi di lavoro, perfino le donne in carriera di grandi aziende vengono venerate dalla stampa. embra quasi un obbligo.

Ci danno delle assassine sempre e comunque: se non facciamo le buone madri, se siamo troppo libere, se pretendiamo di abortire senza dolore. Abbiamo un cancro che impedisce tal mezzi: la Chiesa.
Veniamo etichettate assassine e scomunicate da chi per secoli in nome di un istituzione ha portato violenza, guerre e morte.

Un istituzione che si permette di parlare di vita ma in realtà odia solo le donne, allora perchè non si preoccupa di scomunicare anche chi uccide e stupra donne e bambini?
Perchè se ama tanto la vita compre le spalle ai preti pedofili uccidendo per sempre dei poveri bambini?

La Chiesa cattolica è anche quella che si è permessa di scomunicare la madre e i medici che hanno fatto abortire una bambina di 9 anni violentata e ingravidata ma non ha pensato di scomunicare minimamente il pedofilo.

La Chiesa cattolica è anche quella che ci declassa ad esseri inferiori per fino ad un feto e che reputa un aborto più grave di tante violenze in famiglia compiute da uomini dalla quale manco si pronuncia perchè ogni cosa che fa una donna anche se non è reato è pegigore di ogni reato che nella storia hanno fatto alcuni individui di sesso maschile (come le guerre in nome della Chiesa e i delitti di onore che tanto amavano).

La Chiesa cattolica cerca di impedire ogni forma di libertà femminile e su questo non ci piove. Provo ororre nel vedere come siano sempre individui di sesso maschile a opporsi ad ogni tema che riguarda la liberazione del corpo femminile: come se noi donne parlassimo di castrazione fisica contro stupratori e pedofili.

La Roccella, fa altra disinformazione non meno vergognosa della Chiesa. Ci informa che il farmaco ci uccide (pare frequentemente), racconta la solita storiella. Quante cose uccidonofrequentemente le donne e non se ne parla mai?
La violenza maschile ne è un esempio. Non sarà legale ma la 'giustizia' troppo permissiva su questo ambito è responsabile dell'aumento dei femminicidi.
Gli aborti clandestini ne sono un altro esempio. Avete visto in questi due casi come i metodi più silenziosi e più frequenti nel sopprimere le donne diano meno scalpore.
Le cure dimagranti e chimiche  vendute in farmacia tranquillamente (mentre la RU486 no) uccidono di più e cagionano danni alla salute e disturbi alimentari, ma non fanno scalpore perchè ci vogliono belle e apetibili.
Ci si affida a due casi di morti femminili in caso di RU486 davanti ad una strage che non fa notizia o non si cerca di evitarli, perchè nulla frega delle donne ma dei feti, considerati in italia superiori alle donne.

Un po' come la storia degli stupri, fanno più scalpore quelli che stuprano alla luce del giorno, all'aperto e che siano sconosciuti chemilioni di stupri che avvengono in famiglia e che segnano molto di più. Questo lo scrivo per dimostriarvi che coincidenze non ce ne sono: siamo ben lungi in Italia a considerare le donne esseri umani e autonome dall'uomo.

Abbiamo almeno la civiltà di rivolgerci alle vittime di stupro. Io ne conosco alcune e non solo nei giornali. Una (che ha solo un paio di anni in più di me) che conosco di persona è morta dentro. Stuprata da adolescente da uno stretto parente. Mi fa veramente tristezza pensare che questa ragazza per tutta la vita sarà costretta ad evitare il contatto umano e a sentirsi scaricate addosso le colpe che la famiglia da a lei. Mi fa tristezza che i genitori coprano lo stupratore e non abbiano accolto lo sfogo della vittima che ha avuto coraggio di raccontare tutto e di sporgere denuncia, a tal punto di metterla alla porta (se fosse uno straniero o uno sconosciuto non credo avrebbero fatto la stessa cosa).

Mi ricorda tanto la ragazzina liberiana ripudiata dalla famiglia dopo uno stupro ma che fa più scalpore perchè si pensa che in Italia questo non accada più. Non è successo nell'estremo sud ma al nord dove hanno quei quotidiani che permettono di dare della snaturata a chi abortisce e l'ignoraza di alcuni fanatici della lega che mi ricordano che non mi posso lamentare se mi stuprano perchè sono terrona e loro che ce lo hanno duro devono difendere le padane dai terroni che per colpa mia vengono partoriti (in questo caso si deduce che a noi costringerebbero ad abortire e darebbero la licenza ai 'padani' di stuprare le loro donne).

Mi fa tristezza pensare che un Paese come l'Italia che permette di stuprare una donna o un bambino, non da peso al danno che da alle vittime e si permette pure di aggravarlo, colpevolizzandole e non solo: dare delle assassine a chi vole ribadire che il corpo ci appartiene. Non sono coincidenze: ci stuprano, ci uccidono per effetto della società che non tollera che le donne scelgano, posseggano un corpo e siano capaci di gestirselo. Fanno questo perchè ci considerano assassine come una sorta di non comandate voi nemmen per voi stesse. Per una società patriarcale l'assassino non è chi priva di vivere ma chi lascia che una donna viva libera.

Sono ottimista solo in una cosa: i vent'anni li avremo aspettati, anche se per i pregiudizi ci vorranno altri 20 anni, ma finalmente abbiamo aggiunto un altra tappa in più nel progredimento dei diritti delle donne, ariverà il giorno che non farà più scalpore che una donna raggiunge dei diritti, spero!.

28 Lug 2009
Obiettori di coscienza a Palermo

http://malefimmine.noblogs.org/gallery/4519/obiettiamo%20gli%20obiettori.png

 Malefimmine racconta cosa succede a Palermo:

La notte di venerdì 20 marzo, Lucia dopo aver avuto un rapporto con il suo compagno, a causa della rottura del preservativo decide di dirigersi verso la guardia medica del distretto di pertinenza (quello di Via Massimo d'Azeglio) per richiedere la prescrizione della pillola del giorno dopo. Giunta sul luogo circa alle 3.00 - 3.30 del mattino, bussa per farsi aprire. Al citofono risponde una dottoressa che non le apre, insiste perché Lucia le comunichi le ragioni per cui ha bisogno di parlare con lei al citofono, in mezzo alla strada, e poi sentito che richiedeva la prescrizione della pillola del giorno dopo, non apre la porta e infastidita le dice che per prescriverle il farmaco ha bisogno degli esami del sangue della ragazza.
 
Lucia ovviamente insiste sull'urgenza della situazione ma la dottoressa, sempre attraverso il citofono, chiude la conversazione dicendo di tornare con gli esami lì la mattina successiva alle 10.00: :"...la dottoressa al citofono mi ha chiesto quando era avvenuto il rapporto e ha tentato di convincermi che prenderla prima o dopo non cambiava assolutamente nulla, che le probabilità di riuscita erano le stesse...quindi ha fatto disinformazione sostenendo che prenderla immediatamente o dopo uno-due giorni non avrebbe cambiato nulla, soltanto per lavarsene le mani e lasciar risolvere la questione a qualcun altro!"

Lucia il giorno dopo torna alla guardia medica dove incontra un'altra dottoressa che le fa la prescrizione e le dice che la dottoressa del giorno prima è solita rinviare ai turni di altri colleghi la prescrizione della pillola del giorno dopo perché obiettrice!

RICORDIAMO CHE LA PILLOLA DEL GIORNO DOPO NON E' UN FARMACO ABORTIVO, MA UN FARMACO D'EMERGENZA E VA ASSUNTO AL MASSIMO ENTRO LE 72 DAL RAPPORTO!

PERTANTO NON SOLO LA DOTTORESSA ERA OBBLIGATA DALLA LEGGE ALLA PRESCRIZIONE ( NON POTEVA INFATTI APPELLARSI ALL’OBIEZIONE DI COSCIENZA!), MA AVREBBE DOVUTO FARLO IMMEDIATAMENTE, TRATTANDOSI PER L'APPUNTO DI UN FARMACO D'EMERGENZA!!!


Chiediamo che sia individuata la dottoressa in questione e non le venga più dato modo di nuocere alla salute dei/delle pazienti!

In ogni caso ci chiediamo ancora una volta come sia possibile che in uno Stato che per legge deve garantire la salute di tutt* i/le cittadin* possa mettere di guardia, in una struttura sanitaria, un medico obiettore, un medico cioè che non può prendersi cura di tutti i suoi/le sue pazienti. Oltretutto si legittima la possibilità per questi medici di decidere di chi prendersi cura e chi invece denigrare.

Sappiamo tutt*, tra l'altro, come l'obiezione sia esclusivamente un fenomeno politico e non legato nella stragrande maggioranza dei casi a particolari credenze o spirito di fede: sappiamo infatti di medici antiabortisti presso gli ospedali, ma praticanti aborti nei propri studi privati!!!!!

La situazione in città e in Italia si fa sempre più irrespirabile, e i servizi sanitari scarseggiano ogni giorno di più. Tagliano i fondi agli ospedali e diminuiscono il personale. I consultori non ricevono più finanziamenti, così come i centri antiviolenza. Molte farmacie non vendono la pillola del giorno dopo, alcune cominciano a non vendere nemmeno i preservativi! L'ingresso nel mondo del lavoro ospedaliero è sempre più controllato dalle lobbies politiche: ecco perché in Sicilia negli ultimi anni il numero degli obiettori arriva anche a sfiorare l'80%.

Diciamo basta a tutto questo.

Chiediamo a tutt* di partecipare a questo monitoraggio delle strutture sanitarie, informandoci di casi di boicottaggio, disinformazione e inadempimento e obiezione di coscienza inesistente!

Nessun controllo su di noi, sui nostri corpi, sulle nostre scelte!

Riprendiamo in mano le nostre vite e lottiamo per quello che ci spetta!

Libere di agire capaci di reagire!

Per info: malefimmine@gmail.com

16 Apr 2009
Uomini tutti di qualsiasi religione: smettetela di preoccuparvi dei nostri peccati di donne
dAL Paese delle donne


Carissimi preti, pastori, imam, monaci, uomini tutti di qualsiasi religione
, vorrei, se riuscite, voi che vi ergete a difensori della famiglia, voi che avete fatto della madre e della maternita’ un’icona sacra, ma che non riuscite ancora a concepire la donna come semplice compagna di viaggio, vorrei che rifletteste sul perche’ c’e’ ancora bisogno di una festa della donna.


Da "La Repubblica" di oggi [6 marzo 2009], una notizia giusta per festeggiare l’8 marzo: "Imbarazzo, rabbia, dolore, pieta’, ma anche una sola incrollabile certezza: ’Abortire e’ peccato. Sempre’. Queste le prime reazioni ’a caldo’ colte in Vaticano alla notizia che la Chiesa cattolica brasiliana ieri ha scomunicato i medici che qualche giorno fa hanno autorizzato l’aborto ad una bambina di 9 anni rimasta incinta in seguito alle violenze sessuali subite dal patrigno da quando aveva 6 anni.


’E’ una tragedia grandissima, specialmente per quella povera bambina, ma la pena della scomunica andava sanzionata perche’ lo prevede espressamente il Codice di Diritto Canonico di fronte ad un palese caso di aborto procurato’, spiegano riservatamente alla Pontificia Accademia per la Vita".


Ancora notizie di questi giorni
, cioe’: "non notizie", perche’ quando non si tratta di rumeni, la violenza sulle donne perde di "valore": "Stupri e violenze da persone conosciute: Carini (Palermo), maltrattamenti ad una donna da parte del figlio; Firenze, sette fiorentini accusati per lo stupro di gruppo avvenuto qualche tempo fa, nessun arresto; Cremona, un uomo - amico di famiglia - accusato di molestie ad una ragazza; Benevento, un uomo e’ stato accusato di aver stuprato per due anni una ragazzina che si e’ suicidata all’eta’ di 16 anni; Milano, violenta la figlia quattordicenne della sua compagna".


Cultura? Si’, una cultura di violenza e sopraffazione che, a quanto pare, nemmeno l’atteggiamento di Cristo nei confronti delle donne, cosi’ diverso dal suo tempo e anche dai nostri tempi, e’ riuscito a cancellare completamente.


"Dalla donna ha avuto inizio il peccato, per causa sua tutti moriamo" (25, 24). Il libro del Siracide e’ stato scritto da un grande teologo, da un grande filosofo e da un grande letterato. Cultura dell’epoca. Continua, il Siracide: "E’ meglio la cattiveria di un uomo che la bonta’ di una donna, una donna che porta vergogna fino allo scherno" (42, 14). E Qoelet, termine che indica il "predicatore", anch’egli un teologo, afferma ispirato che: "Un uomo su mille l’ho trovato, ma una donna fra tutte non l’ho trovata" (7, 28). Sempre Siracide insegna: "Una figlia e’ per il padre un’inquietudine segreta, la preoccupazione per lei allontana il sonno, nella sua giovinezza perche’ non sfiorisca, una volta accasata perche’ non sia ripudiata, finche’ ragazza si teme che sia sedotta e che resti incinta nella casa paterna, quando e’ con un marito che cada in colpa, quando e’ accasata che sia sterile" (42, 9-10).


Quando si parla di radici giudaico-cristiane, noi donne dobbiamo ricordare che significano anche questo
. Siamo merce dell’uomo, uteri, forza-lavoro; nient’altro. E bugiarde, inaffidabili.


L’unica volta che Dio ha parlato a una donna e’ a Sara, la moglie di Abramo, quando le ha detto che il marito cosi’ vecchio avrebbe avuto un figlio da lei. Sara si scompiscia dalle risate. "Figurati, mio marito e’ vecchio, io ormai sono rinsecchita, come posso avere un figlio?". Il Padre eterno si rivolge a Sara e dice: "Hai riso!". "No, non ho riso". Una bugia. Dio non parlera’ mai piu’ alle donne e da questa bugia di Sara nel trattato giuridico di Israele viene fuori che la donna non e’ credibile come testimone perche’ e’ tendenzialmente bugiarda.


E se il Corano va preso alla lettera, nonostante le nuove legislazioni sul diritto di famiglia di alcuni paesi musulmani, per le donne la completa parita’ con l’altro sesso e’ ben lungi da venire: Sura IV An-Nisa’ (Le Donne), 34: "Gli uomini sono preposti alle donne, a causa della preferenza che Allah concede agli uni rispetto alle altre e perche’ spendono [per esse] i loro beni. Le [donne] virtuose sono le devote, che proteggono nel segreto quello che Allah ha preservato. Ammonite quelle di cui temete l’insubordinazione, lasciatele sole nei loro letti, battetele. Se poi vi obbediscono, non fate piu’ nulla contro di esse. Allah e’ altissimo, grande".


Come si vede, la prevalenza dell’uomo dipende dalla volonta’ di Dio e dall’ordine sociale. Se la donna non si sottomette all’uomo, questi prima la rimprovera, poi interrompe i rapporti intimi con lei e alla fine passa alle botte. Se la donna pero’ si sottomette non deve essere piu’ maltrattata.


Vi prego, preti, pastori, imam, monaci, uomini tutti di qualsiasi religione: smettetela di preoccuparvi dei nostri peccati di donne, delle nostre povere anime che non volete dannate all’inferno. Preoccupatevi dei crimini, degli orribili reati che coloro che dovrebbero esserci compagni vanno diffondendo per il mondo. Pregate per le vostre e le loro anime. Noi, le donne, siamo state le uniche disposte a morire con Cristo, le uniche sotto la croce.


Davvero pensate che abbiamo bisogno di voi come tramite con Dio?
Davvero pensate che una bambina violentata di soli nove anni sia una peccatrice se, per non morire, abortisce?Di quanti otto marzo ci sara’ ancora bisogno?

07 Mar 2009
Arriva il No Vat 2009 con uno spezzone femminista e lesbico
Mentre in India è stato abolito il reato di omosessualità con buona pace del Vaticano che gli sta tanto a cuore vedere gli omosessuali giustiziati, e con la sua buonapace allo stesso modo visto che tra poco comincia pure il NO VAT.

Da Fuoricampo il primo.

Alle singole, associazioni, gruppi e collettivi, lesbici/femministi/femminili/...

Care tutte il 14 Febbraio si svolgera a Roma la manifestazione nazionale NO VAT 2009 > AUTODETERMINAZIONE, LAICITA', ANTIFASCISMO ,LIBERAZIONE, CITTADINANZA

Anche quest'anno noi di Fuoricampo facendo parte del coordinamento Facciamo Breccia ci saremo, partecipando attivamente alla costruzione della manifestazione.
E anche quest'anno desideriamo formare uno spezzone femminista e lesbico all'interno del corteo.
La manifestazione NO VAT che è arrivata al suo quarto anno, come non mai quest'anno è importante che sia grande e di impatto.

L'attacco all'autodeterminazione, la strumentalizzazione della violenza contro le donne per fini razzisti e per giustificare leggi repressive, continua imperterrita nonostante che i due grandi cortei "Contro la violenza maschile sulle donne" hanno indicato nella mistificata "famiglia naturale", santificata e difesa dalla religione e dalla politica, la radice principale della violenza misogina in tutto il mondo. Nel momento in cui le donne hanno scelto di autorappresentarsi e di sottrarsi alla logica della delega e della "protezione", la chiesa e la politica si alleano per ricondurle coercitivamente all'ovile. Il Governo per mascherare la sua politica razzista cerca di militarizzare il territorio ancora una volta facendo politica sul corpo delle donne, promuovendo una figura di donna debole e sottomessa, normalizzando la cultura dello stupro. Senza fare un passo indietro politica istituzionale e gerarchie vaticane, in nome della difesa della famiglia e della vita pretendono di ricacciarci in un clima oscurantista e misogino che vorrebbe tutte le donne asservite alla riproduzione e alla cura della famiglia chiuse in "case chiuse".

*Noi di Fuoricampo ci saremo e invitiamo tutte le soggettività femministe e lesbiche che hanno condiviso i contenuti e le pratiche delle manifestazioni contro la violenza maschile sulle donne a tornare in piazza il 14 febbraio con NO VAT, in uno spezzone in cui portare i nostri contenuti con striscioni, slogan, volantini e altro, per ribadire l'autonomia e continuità di percorso contro ogni violenza sulle donne, contro il dominio patriarcale, contro ogni integralismo e fondamentalismo.
Continuiamo a lottare e a denunciare con rabbia.
Diciamo con determinazione che non abbiamo paura di far paura.*

In attesa di vostre risposte
Un caro saluto:-)
Le Fuoricampo

Il secondo è di Facciamo Breccia.

http://www.facciamobreccia.org/documenti/Piattaforma_NO_VA
T_2009.pdf


Per aderire alla manifestazione:
mailto:adesioni@facciamobreccia.org
per info sulla manifestazione > trasporti, percorso, iniziative:
mailto:info@facciamobreccia.org

 

Ciao a tutte/i, il 14 Febbraio si svolgera a Roma la manifestazione nazionale
NO VAT! AUTODETERMINAZIONE, LAICITA', ANTIFASCISMO, LIBERAZIONE,
CITTADINANZA



Per l'occasione e per promuovere al meglio l'evento, vi proponiamo da adesso fino al 14 Febbraio, giorno della manifestazione, uno scambio di link con il vostro sito/portale.

Abbiamo fatto dei banner che richiamano la manifestazione No Vat 2009 e vi chiederemmo di inserirlo sulla vostra home. Noi naturalmente metteremo il vostro logo o un banner di una vostra
iniziativa nella pagina dedicata ai web e media partners.

Se siete di parere favorevole e vi va di promuovere la manifestazione, e sufficiente che scriviate
a lk@lukimassa.com indicando l'indirizzo corretto della vostra Home page.

I banner di No Vat2009, di varie misure in modo che si adattino alla vostra home, li potete facilmente reperire alla pagina:
http://www.facciamobreccia.org/content/view/445/88/

Per i blog Noblogs potete copiare questo codice sulla vostra sidebar:  

  • Ringraziando anticipatamente per un gradito riscontro vi salutiamo, dandovi appuntamento il 14 febbraio a Roma tutt* insieme per una grande manifestazione di autodeterminazione, laicità,
    antifascismo, liberazione, cittadinanza.

    Per avere invece tutte le info sulla manifestazione
    mailto:info@facciamobreccia.org

  • PER ADERIRE:
    mailto:adesioni@facciamobreccia.org

    Grazie e a presto.

    Coordinamento Facciamo Breccia
    NO VAT! AUTODETERMINAZIONE, LAICITA', ANTIFASCISMO, LIBERAZIONE,
    CITTADINANZA.
    ROMA 14 FEBBRAIO 2007
    http://www.facciamobreccia.org
    02 Feb 2009

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