Calendario

Settembre 2010
LunMarMerGioVenSabDom
 << < > >>
  12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
27282930   

Ultimi Commenti

Chi c'é online?

Membro: 0
Visitatori: 2

Avviso

rss Sindicazione

_____

Affissione degli articoli che appartengono alla categoria: Carfagnate

Photobucket

Tu sei solo un oggetto, disse il governo italiano alla donna
E' triste sentire che proprio chi ci governa lede i diritti delle donne. E' molto triste che ogni volta che una donna parla un presidente debba rivolgersi con toni sessisti. Se lo fa lui possiamo immaginarci quanto è triste e maschilista la nostra società, come vengono sminuite le donne e come le viene negato il diritto d'esistere se non sono apetibili agli istinti maschili.

Accadde dopo la bocciatura del Lodo Alfano. Egli si rivolge a Rosy Bindi senza mezzi termini con queste esplicite parole: “Lei è sempre più bella che intelligente. Non mi interessa nulla di ciò che eccepisce”.

Gli uomini non ricevono questo trattamento, non solo a nessuno viene ricordato che sono scemi quando aprono bocca per dire un'opinione contraria ma a maggior ragione che non sono belli, come se una donna per poter ricevere l'attenzione di un uomo deve essere bella.

Per fortuna che Rosy Bindi non è scema. Gli uomini non sono un metro per misurare il nostro cervello, la nostra avvenenza o la nostra morale.  “Sono una donna che non è a sua disposizione“. Questa è la sua meravigliosa risposta che ha centrato in pieno la mentalità di questo squallido individuo.
Fatto sta che il nostro Paese è estremamente sessista. Se la Bindi fosse stata bella come i canoni da velina che ama tanto ma all'opposizione lui le avrebbe dato sicuramente della puttana o che è gnocca senza testa.

Perchè noi donne qualunque cosa facciamo agli occhi di questi sessisti che ci vogliono mute sotto un tavolo di plexiglass o su un bancone di un tg satirico nelle loro reti televisive, siamo denigrate, svalutate e sminuite in tutti i modi.

L'importante è non dipendere dalle loro opinioni che sono solo dettate dal loro miserabile sessismo che viene dalle parti intime.
Evidentemente il nano si sentiva grande sminuendo una donna ma rimarrà un sessista che fa delle donne un uso strumentale e denigratorio e nemmeno tanto intelligente, appunto!

Ricordiamoci però che non c'è solo lo stupro per offendere una donna. L'ennesimadonna è stata pubblicamente offesa dal Governo. Dire ad una donna che è solo un oggetto è la cosa più triste che si possa fare e che fa parte della cultura dello stupro, quella che fa parte dello stesso terreno di cui vi ho sempre parlato. Cultura dello stupro poichè oggettificare una donna e ridurla ad un corpo non fa altro che alimentare il terreno della violenza quella del: 'siccome sei solo un oggetto e non vali nulla ti stupro e ti ammazzo'.
Nulla di più, nulla di meno, il Governo non fa altro che alimentare il femminicidio e lo stupro tutto a spese delle donne, permettendosi poi di dire anche che gli italiani che addestra lui sono bravi ragazzi.

Secondo l'indagine i giovani italiani invece sarebbero degli stupratori, dei violentatori di donne dove 'forzare una donna è una tattica giusta per sbloccarle'. Chissà perchè nessuno ha preso in considerazione cosa ne pensano le colleghe di questi coetanei sessisti. Nella società Berlusconiana dove le donne rappresentate dal suo mondo sono solo oggetti e vengono considerate inutili si alimenta il sessismo più becero. In una società dove ancora il sesso è concepito come piacere e diritto maschile lo stupro non solo è una mattanza ma è anche legittimato dall'opinione pubblica e dalla 'giustizia' se è italiano, ancor più grave che non è riconosciuto come tale.

Nessun genitore e nessuna di queste scuole si prende appunto la briga di spiegare a questi baldi giovani che le forzature si chiamano stupro e che le ragazze non sono oggetti da usare.
La cosa più triste è che non solo ci vogliono sbloccare,ops stuprare, ma poi ci danno pure delle troie provocatrici.

Inoltre nel mondo di Berlusconi dove lui ha tradito la moglie il tradimento maschile è legittimato rispetto a quello femminile e questi ragazzi lo tollerano di più. Della serie se l'uomo manca di rispetto una donna è meno grave  perchè la donna è una proprietà. Questi giovani cresciuti da massmedia dove l'uomo è un cacciatore e la donna un oggetto stanno diventando più sessisti dei loro bisnonni. Vi dicevo ad inizio post, se è sessista il capo di Governo figuriamoci come è la massa. Se Berlusconi usa la cultura dello stupro sul linguaggio, la massa usa la pratica.

Update: Il ministro delle IMpari opportunità, la 'velina' che piace a Silvio perchè è tanto bella e quindi merita di far parte del suo governo e di fare tante cazzate come quella di fondare un associazione per fornirci Scatole Rosa, insomma un modo gentile per dirci che non sappiamo guidare e che dobbiamo essere controllate, sottoposte a libertà vigilata; simbolo di come questo governo ce la sta mettendo tutta per dire che le donne non valgono nulla usando stereotipi machisti e finti, smentiti rigorosamente dalle statistiche (sarebbe il minimo!) Da notare come la donna che fa da cornice al logo assomiglia alla carfagna ed è creata tutta in format velina.
08 Ott 2009
In breve:Il nostro corpo e l'utilizzo sociale
Mentre sappiamo già bene in Italia come le donne vengono trattate, ridotte a corpi di servizio ci si mette la Carfagna ricordandoci che oi donne serviamo solo per dare figli alla patria. Mentre pochi giorni fa per farsi figa, ci fa sapere che in italia c'è machismo (come se non lo sapessimo). Peggio ancora, collega la violenza contro le donne all'immigrazione. Più avanti intende contrastare la violenza sulle donne riportandoci a casa.

Parla assieme alle donne del PD di lavoro di cura, di riconciliazione arrivando alla soluzione che le donne se sono vittime degli immigrati sono vittime a causa loro e la soluzione per impedire le violenze domestiche ssarebbe quella di riportarci tutte a casa a fare lavori di cura. Vogliono abbreviare il lavoro fuori casa per CONSENTIRE il lavoro domestico, creando delle politiche che ci fanno uscire sempre di più dal mercato del lavoro, poi voglio vedere come aumentano le violenze se si legittima la cultura della dipendenza all'uomo e la subordinazione!

E' proprio la dipendenza all'uomo che viene imposta alle donne un motivo in cui gli uomini si sentono legititmati a fare violenza sulle donne perchè considerate delle proprietà da lui difficile sfuggire.

Secondo l'ultima analisi in Italia nostri corpi che vengono considerati ancora oggi oggetto di piacere per utilizzatori finali e 'cose' per sfornare figli e per soddisfare i piaceri maschili. Non si investe per il lavoro femminile e il miglioramento della nostra condizione a causa di questa cultura che ci relega al mero ruolo di corpi.
Detto da una exshowgirl mi da i brividi: sembra voglia dire 'da ragazze siete oggetti sessuali e poi appena vi sposate dovete esistere solo per fare figli e se volete arrivare in Parlamento puntate sempre su un corpo'

Si fa ancora fatica pensare che il corpo appartenga a noi e che della nostra sessualità ne facciamo ciò che vogliamo.
C'è una tendenza non solo in italia a svalutare le donne e le proprie capacità. A proposito di questo ho letto un interessante articolo sull'unità. Parla dell'annullamento delle donne che continua attraverso i nostri mezzi di comunicazione.

C' un regime che parte dalle tv e finisce in Parlamento. Queste donne non sono solo ex-veline e decorazioni ma hanno idee molto maschiliste. Sono corpi di servizio, punto.

La stessa Carfagna per paradosso   parla  al G8 di immagini veicolate dai media che degradano le donne, come se lei non abbia contribuito a questo. Intanto  berlusconi ci mette di nuovo tutto il suo maschilismo affermando che "le donne sono il miglior dono di dio agli uomini!" e facendoci capire che siamo oggetti sessuali e corpi di servizio, come dicevo prima.

Il G8 è stato uno schifo, le donne non hanno avuto voce e tutto è servito solo per far vedere che i bianchi rispettano le donne. Hanno parlato di violenza sulle donne escludendo le associazioni femminili e alle donne attive sui territori che sono erano presenti non gli è stata data parola , così nessuna ha potuto contestare il sessismo nel nostro Paese e la poca tutela che ricevono le donne se chi le fa violenza è italiano, non hanno potuto dire che il governo che fa il paladino è il primo a trattarci come oggetti. Se le donne non hanno voce nemmeno negli argomenti che le interessano come si fa a contrastare la violenza? Non è anche questa una forma di violenze sessuata?

Anche l'America non è esente da una nuova ondata di misoginia. Ci sono dei fanatici che attaccano la sessualità della donne e l'autonomia, con l'unica differenza che non avviene all'interno delle isittuzioni ma tramite gruppi pro-life che si difondono a macchia d'olio.

Senza mezzi termini attaccano le donne che la danno via facilmente etichettandole come troie, non attaccano gli stupratori, anzi attaccano per farla breve le donne che abortiscono dopo uno stupro o incesto caricando addosso alle donne il dolore e il peso di una gravidanza non voluta da loro.

Paese che vai sessismo che trovi,....insomma

16 Set 2009
Rosa · 416 visite · 2 commenti
Categorie: Violenze di genere, Carfagnate, Cronaca
Elezioni sessiste e politica delle donne (femminismo a sud)


Da Femminismo a sud

[nella foto una delle donne cane di Malena Mazza]

Abbiamo capito. Se passi per una mostra d'arte puoi godere delle rappresentazioni avvilenti di impeccabili donne cane. Tutte doverosamente scodinzolanti e senza mutande, tanto per rendere più chiaro il concetto. 


Se leggi qualcosa
a proposito delle
candidature per le prossime elezioni ti rendi conto che c'e' da diventare tristi, anzi tristissime. Il pdl sta rendendo ancora più sessista il contesto politico, come se ve ne fosse bisogno. Organizza corsi per "formare" alla politica altre mare carfagne, tutte approdate alla scuola attraverso casting e prove estreme: grande fratello, la fattoria, ore di estenuante opinionismo mediaset. Il pdl candida, premia ed elegge donne formato velina. Presto vedremo un format tivvu' talent scout per persone che vorrebbero intraprendere l'attività politica. La scuola di formazione sarà portata avanti da bondi e frattini e al termine di ogni puntata il televoto e tre giudici elimineranno la persona che non risponderà ai requisiti richiesti. Tra questi: portamento, messa in piega, altezza, peso, giro vita e razza. Di questo passo ci arriveremo, abbiate fede.


Fare politica
non significa più avere idee di futuro per se stess* e per gli/le altr*. Non significa essere in grado di progettare un mondo differente, candidarsi ad amministrare risorse per fare stare bene tutt*. Non significa neppure, nella versione più cinica del *mestiere*, rappresentare al meglio le lobby e gli interessi di ricchi e potenti trattando la carta costituzionale come carta igienica e la democrazia come un fastidioso handicap.


Per fare
entrambe le cose, o tutte e due assieme, oggi bisogna essere anche eccezionalmente telegeniche, fotogeniche, rifatte, esteticamente adeguate allo show business. L'immagine innanzi tutto. 

I prossimi dibattiti televisivi abbonderanno di signore raccattate al mercato del consumo dei corpi. A parlare di politica, cioè dei fatti nostri, di come amministrare i nostri soldi, di come modificare leggi la cui applicazione peserà direttamente sulle nostre vite, ci saranno quintali di silicone traballanti. I manifesti elettorali saranno ottenuti da un sapiente lavoro di edulcorazione formato photoshop.

Fare politica in italia è già complicato. Servono soldi. Chi ne ha di più può fare una campagna elettorale, può pagarsi la benzina per andare in giro a fare comizi, può fare telefonate, può stampare manifesti e volantini, può fare spot radiofonici e televisivi.


Le donne
non hanno soldi. Quelle che ce li hanno e che spesso approdano alla politica istituzionale sono mogli, amanti, sorelle o figlie di qualcuno. E' davvero raro vedere donne che hanno un ruolo politico che siano sganciate da sudditanze nei confronti del genere maschile.


Fare politica
in italia vuol dire passare attraverso la ghigliottina dei partiti, tutti molto maschili a cominciare dalle dirigenze che decidono la "linea". Le donne non vengono valorizzate, non partecipano a sufficienza e quelle che vorrebbero partecipare forse hanno figli, parenti, una vita impiegata a fare lavori di cura.

I partiti decidono le candidature. Quando si cominciò a ragionare di quote tante tra noi dissero che non eravamo una razza in estinzione e non volevamo essere considerate dei panda. Via via però che le liste venivano riempite di mogli e madri e cognate e figlie per raggiungere quel benedetto 30% di presenze femminili, il concetto di pari opportunità diventava un po' più familiare. C'e' veramente poco da fare. In italia le leggi somigliano poco al contesto sociale che viviamo ogni giorno. Una legge sul 50% delle presenze femminili in politica diverrebbe dirimente quantomeno dal punto di vista culturale.


In ogni caso
cambierebbe molto poco perchè le liste sono sempre più bloccate, i sistemi di preferenza non ci sono quasi più e i nomi delle donne possono sempre stare in fondo al gruppo per evitare che siano elette. I sistemi elettorali decisi dagli uomini penalizzano maggiormente le piccole organizzazioni. Ma più di tutti, penalizzano le donne.


La storia
delle percentuali perciò non convince, sebbene io rispetti le donne che la portano avanti. Mi sembra figlia di quella cultura del femminile che implora, che si attiene alle decisioni di partito, che fa quadrato con sistemi gerarchici e non emette suoni che possano disturbare eccessivamente. Una mossa democratica e pacata. Poco utile in tempi di resistenza.

Perciò mi chiedo quale possa essere la soluzione. Come fare ad intervenire sulla amministrazione delle nostre vite smettendo di delegare altr* a farlo per noi?

E' una domanda retorica che potete saltare, come tutto il resto, se non vi interessa ragionare di elezioni e di sistemi di partecipazione che portano alle istituzioni. E' un ragionamento che possiamo mettere da parte ritenendo le istituzioni come un vizio burocratico fatto da chissà quali padri autoeletti *fondatori* di pezzi di diritto diventato "naturale", per difendere gli interessi degli stessi e dei loro figli e figli dei loro figli e così via fino ad oggi. Monarchie, dittature, imperi, democrazie a gestione condominiale. Si può immaginare di non volere avere a che fare mai con i luoghi "istituzionali" della politica. Si può immaginare che votare non serva a niente. Ogni posizione è assolutamente rispettabile. 


A me piace
parlare di obiettivi e pratiche. 

Una politica sessista usa il "vota donna" per portare voti alle liste e fare eleggere la persona già stabilita dal partito. Quasi sempre un uomo.

Le liste oramai sono una specie di specchio del grande fratello mediaset. Ci trovi dentro la precaria, il gay, il nano, la ballerina, il venditore ambulante, l'ex detenuto, l'operaio che ha avuto la fortuna di fare due interviste in tivvu', la parente della vittima di mafia. E' un catalogo per tutti i gusti. Manca il pistacchio, la nocciola e i puffi e li abbiamo proprio tutti.


Sicuramente
sono tutte delle gran brave persone ma resta il fatto che le donne vengono considerate come rappresentanti di settore, come il pistacchio e il rappresentante dei lavori socialmente utili.

Dirla così continua ad essere un lamento vittimista. Perciò mi pare assurdo continuare a pietire posti agli uomini e immaginare che prima o poi verrà anche il turno delle donne. 


Mi sono
sempre chiesta perchè le donne - che non sono una categoria assoluta - non cominciassero ad autorappresentarsi sganciate da tutto, dalle logiche della politica al maschile, dalle gerarchie di partito, dagli assensi dei dirigenti di corrente, dall'umore del capo tribu' che può cambiare a seconda del fatto che ti fai molestare o meno. Negli ultimi tempi lo abbiamo fatto un po' di più. Autorganizzazione e manifestazioni ne sono la riprova.


Qualcuna
mi disse, tanto tempo fa, che le donne non riescono ad avere un quadro d'insieme, perciò servono gli uomini in alcuni ruoli, come l'economia, l'interno, gli esteri, la difesa.

Ricordo di aver risposto senza pensare: gli uomini invece un quadro d'insieme ce l'hanno?


Nei partiti
le donne normalmente finiscono ad occuparsi di "cose di donne", come se non fossero in grado di avere una opinione, una idea precisa, una competenza su ogni cosa. Nei luoghi di amministrazione finiscono spesso alle pari opportunità. Quando le pari opportunità verranno assegnate ad un uomo e il ministero all'economia o dell'interno saranno affidati ad una donna allora si potrà parlare forse di pari opportunità. Fino ad allora è solo un modo per relegare le questioni che ci riguardano in ghetti ideologici e culturali che lasciano pensare che fare una legge contro la violenza sulle donne sia un favore fatto a noi e non un provvedimento necessario per migliorare gli aspetti incivili e irrispettosi della nostra società.

Non sono separatista. Non lo sono mai stata. Mi piacciono i luoghi misti. Quelli in cui le gerarchie al maschile non ci sono o se ci sono possono essere più facilmente messe in discussione.


Ho attraversato
tanti luoghi della politica e il sessismo fa parte di ciascuno di essi. Lo trovi nei partiti e dentro i centri sociali. C'e' una estetica di ogni luogo, compresi quelli alternativi. Le donne che passano per i centri sociali hanno menti spigliate, vestono diversamente, sono creature libere o differentemente irregimentate ma spesso rispondono fedelmente ai canoni imposti dal loro gruppo. 

Se l'estetica va a braccetto con il desiderio, la passione, la bellezza e la sensualità è cosa sana. C'e' da capire quanto dell'estetica dei gruppi, compresi quelli alternativi, sia condizionata dai modelli dominanti.


Mi piacciono
anche gli spazi separati. Specialmente quando diventano la manifestazione di un atteggiamento attivo, sganciato dalle elemosine e che mira ad obiettivi difficilmente misurabili con le attività svolte all'interno dei partiti. 

Non è un pregiudizio nei confronti del genere maschile o di altri generi. E' la certezza che i luoghi della politica classici non rispondano più, se mai sia stato possibile praticarli con questa speranza, a nessun tentativo di mediazione.


Non c'e' nulla da fare
. Basta. Le alternative stanno altrove. Il movimentismo autogestito, dal basso, che agisce sulla società mandando a quel paese la mediazione censoria e per nulla rappresentativa delle organizzazioni partitiche e istituzionali, con tutto il rispetto per le tante donne che insistono tenacemente in quella direzione (spesso anche per produrre cambiamenti dove il sole non batte mai), o altre esperienze che mi piace raccontare. Chi vuole, giacchè chi non vuole agirà/agiremo appunto attraverso altre pratiche, cominciare ad influenzare l'amministrazione della cosa pubblica. Chi vuole provare a cambiare, proporre, influenzare, a partire dai luoghi già esistenti può decidere di guardare con interesse alla proposta politica che, per esempio, ci viene dalla lista civica di donne Altra Città che si presenta con una propria candidata sindaca, Giuseppina Tedde, alle elezioni di Bologna del 6 e 7 giugno del 2009.

Date un occhiata al sito e al programma. Io rilevo giusto alcuni punti che vengono fuori da tanto lavoro condiviso. Sono consapevolezze maturate insieme che io sento come mie. Alcune di loro sono compagne di percorso che conosco. Alcune fanno parte della rete femministe e lesbiche e poi della rete delle donne bolognese. Sono donne comuni che non hanno nulla di "comune". Sono donne come me e come voi. Non sono veline, non sono un prodotto mediaset, non sono le donne del "terzo millennio fascista" con l'estetica mussoliniana tramandata ai posteri da berlusconi e dai suoi pari. Non sono donne di plastica. Sono donne alle quali può capitare di avere i capelli fuori posto o le occhiaie, le rughe, i segni della stanchezza o qualche chilo in più. Sono donne vere che compongono un movimento consapevole. E' un movimento che decide di autorappresentarsi e diventa dirompente nella scena politica bolognese che non a caso ha già cominciato a fare una campagna mediatica terribile contro le donne provando a togliere loro credibilità persino rispetto alle questioni verso le quali la politica maschile non si è mai spesa in nessun modo.Tanti uomini offesi del fatto che le donne propongono una diversa ricetta per la propria "sicurezza" lontana dalle loro ronde, dalle loro strade deserte, dalla loro intolleranza e xenofobia, dalla loro logica della paura, dal loro profondo razzismo.


Alcuni punti
dicevo, parole fondamentali per niente scontate da dire senza aver paura di turbare la suscettibilità di moderati e affini, senza fare il solito gioco a chi è più populista, parole che vengono da un ragionamento "indipendente", proprie di chi non subisce l'agenda politica e le parole d'ordine imposte da altri, che determinano una lettura diversa delle questioni sociali, economiche e politiche e che diventano temibili per il mercato stantìo e autoritario della politica al maschile.


Parole
da pronunciare con forza, che parlano con chiarezza - finalmente - di partecipazione e protagonismo, di lotta alle discriminazioni, contro il razzismo, la lesbo/trans/omo fobia e di violenza maschile, di storia laica e antifascista, di accoglienza, di diritti, di amministrazione onesta, credibile e trasparente, di applicazione della 194 e accesso alla pillola del giorno dopo, di diritto alla salute per tutt* e di non patologizzazione e medicalizzazione forzata dei disagi, di garanzia e riferimento per le donne migranti, le badanti che spesso vengono sfruttate con il lavoro nero, di asili nido e tempi della maternità, di aumento dei luoghi di socializzazione e stimolo di iniziative culturali in una città che obbliga tutti - attraverso le ordinanze per il decoro e la sicurezza - a non bere in pubblico neppure un bicchiere d'acqua. E ancora: parla di una città più viva perciò più sicura. Niente ronde. Parla di cultura, di mezzi per colmare gap di ogni tipo compreso quello tecnologico, di ricomposizione del tessuto sociale, di salvaguardia dell'ambiente, di posizione contraria alla privatizzazione dell'acqua, di trasparenza per edilizia (niente grandi opere), affitti, spazi abitativi, di decentramento, di luoghi vivibili e per di più desiderabili, di stabilizzazione dei contratti precari nella amministrazione pubblica, di lotta alle speculazioni delle imprese sul precariato, di lotta contro le esclusioni anche di tipo economico, di accesso ai migranti ad ogni servizio, di diritti degli animali, di desiderio e consapevolezza, di partecipazione attiva dei e delle cittadin*.


Non so
come andranno per loro le elezioni. Io spero bene. So però che la città che immaginano loro è quella che piacerebbe molto anche a me.

Ragazze, se vincete abbiamo due alternative: sperimentare la stessa esperienza altrove o trasferirci tutte da voi. 


So anche
che attraversare una città in tempo di campagna elettorale significa parlare con la gente e tante donne organizzate che militano per le strade comunque produrranno un sano cambiamento culturale in opposizione ai tanti esempi di leaderismo al maschile, di accentramento di partito, di corporativismi di settore e di rondismi che terrorizzano le persone per proporre sceriffi in ogni città.

Forza ragazze, sorelle, amiche, compagne. Un abbraccio solidale e affettuoso. E se avete bisogno di braccia, teste e corpi, lanciate un appello affinchè le donne di qualunque posto possano venirvi a dare una mano in questa coraggiosa avventura

.

22 Apr 2009
Il posto fisso delle donne (titolo dal blog di michela)
Michela Murgia scrive sul suo blog un articolo che non mi è sfuggito all'occhio. A Cagliari si fanno dei corsi di formazione professionale delle donne. Sembra positivo fino qui, ma se sapete che insegnano il galateo alle donne vi si rizzano anche i peli pubici che probabilmente vorrebbero ci tagliassimo. A voi l'articolo:


L’Assessorato alle politiche sociali del comune di Cagliari, governato con mano estrosa dal forzista Anselmo Piras, non sa più come stupire i cittadini. Si sbagliava chi credeva di aver raggiunto il massimo della meraviglia quando mesi fa vide la luce, debitamente finanziato come progetto anti-bullismo, un indispensabile galateo da distribuire nelle scuole, in cui tra le altre preziosità si spiegava ai nuovi lord brummel come arieggiare le scoregge, derattizzarsi signorilmente le narici o centrare con successo la tazza del water. Già dopo questa avanguardia saranno stati a decine i comuni che per le loro programmazioni di politica sociale hanno cominciato a guardare a Cagliari come a un faro imprescindibile. Forse conscio di questa responsabilità, Anselmo Piras ha voluto superarsi, cercando innovazione anche intorno al punto nevralgico del suo assessorato: il lavoro giovanile, con particolare riguardo per l’imprenditoria femminile delle zone depresse.

Apprendiamo quindi dall’Unione Sarda di oggi che il comune finanzia
un corso di formazione al lavoro per “ragazze residenti nel quartiere di Sant’Elia”, la periferia difficile della città. Non aspettatevi però un corso comune, perché Anselmo Piras non è un assessore comune; quindi bando ai banali corsi di informatica per il conseguimento del patentino europeo, e niente scontatissimi approcci a qualche lingua straniera: l’affidamento di un ministero del suo governo a Mara Carfagna ci aveva del resto già dimostrato che la competenza a una donna non serve, se ha qualcos’altro con cui compensarla. Infatti, dopo un’infarinatura rapida su come compilare un curriculum e prepararsi al colloquio che seguirà, le materie dominanti del corso finanziato dall’assessorato risultano essere: Comunicazione verbale e non verbale, Cenni di dizione, Lezioni di trucco, Portamento e Total look.
 
Il manifestino, rigorosamente rosa e curato dalla nota agenzia per l’orientamento al lavoro Venus Dea, raffigura in alto a sinistra una silhouette di fanciulla molto chic, dalle lunghe gambe scoperte e ampiamente accessoriata; questo naturalmente non esclude che si stia recando a fare l’analista in un laboratorio chimico, a guidare il tram o ad aprire la sua attività commerciale finanziata con i soldi della legge sull’imprenditoria femminile, di cui però nel corso pare non si parli, magari avverrà nella fase 2, chissà. Se le ragazze di Sant’Elia fino a questo momento avevano pensato che la loro disoccupazione fosse dovuta alla crisi e alla mancanza di competenze adatte al mercato isolano, possono mettersi il cuore in pace: ora almeno le competenze ci saranno.

A comprova che il posto fisso per le donne esiste, ed è quello eternamente stabilito dalla loro natura di decorazioni semoventi, grazie alla sinergia tra l’assessorato alle politiche sociali e la Venus Dea, non capiterà più che le ragazze si vedano rifiutare il lavoro perché sono mal truccate, hanno il portamento sbagliato e nessuna nozione di total look. Sono proprio queste le skills richieste dal mondo del lavoro in Sardegna; o credevate fosse un caso se siamo i principali esportatori di veline brune e di ingelatinati amici di Maria? 

Fiduciosi nell’assessore Piras, che in passato ci aveva già stupito con le sue aperture
sulle pari opportunità a tutto tondo, aspettiamo trepidanti la seconda fase del corso, quella dove tra le materie d’insegnamento figureranno Canto, Ballo e Cenni di Chirurgia Estetica.
Così, per completezza di preparazione.
 

***

Poi c'è un sequestro di paperelle vibranti a Firenze. Nessuno pero' si scandalizza per i calendari nei reparti maschili dei giornalai (non sto invocando censure per carità). Il sesso consensuale fa paura come vi dicevo in un post, sopratutto visto con occhi femminili fa ancora piu' paura, come la società in generale del resto e come vi confermavo sopra.

Altra chicca è il congresso per la differenziazione dei maschi e delle femmine. Fa scandalo che partecipi la Faes scuole, impegnata per la battaglia sulla separazione per generi nelle classi. 
Ci parlano di differenti identità in base al sesso, quindi ritengono opportuno l' educazione differenziata. Il congresso è la reincarnazione maschilista di un italia nostalgica delle classi separate, impauriti a modo loro che i maschi potrebbero diventare donne o crescere inetti a causa donne sempre piu' libere e autonome poichè l'educazione nelle scuole non separando i generei cresce i bambini con modelli piu' liberi.
 
La cosa piu' triste è che la separazione in qualche modo comporta la spaccatura ancor piu' netta tra i generi e che casi come quelli descritti da Michela crescano notevolmente, aggiungendoci pure il ritorno di lavori da donna e da uomo e l'educazione libeticida e meritocraticida della nostra società.

Poi c'è l'ultima news. Pare che il telecomando in Italia lo tengano in mano gli uomini. Questa ricerca spiega il poco potere decisionale femminile all'interno delle famiglie, che già conosciamo per quanto riguarda la questione del sovraccarico lavorativo domestico. E che palinsesti ragazzi! pare siano scelti ad hoc per chi detiene il telecomando!
non si sa se li fanno perchè sanno qualcosa o affinchè i telecomandi restino saldamente in mano maschile...
16 Apr 2009
Antifemminismo e centralità della famiglia: un binomio che uccide le donne
in Afghanistan sarà legalissimo stuprare la moglie. I diritti delle donne afgane si affievoliscono sempre di +.  Le donne diventano delle proprietà dei loro mariti, dei corpi su cui disporre.

Nell' Italia il Governo si scandalizza, ma non credete che sotto-sotto alla fine ammirano queste leggi?
Che continuano a preoccuparsi degli stupri fatti dall'estraneo, meglio se straniero, mentre nessuno rompe il silenzio per aprire una tematica (almeno una) contro gli stupri che avvengono in famiglia.

Le ronde sono un esempi di come il nostro paese considera le donne. Un qualcosa che appartiene ad un branco. Un qualcosa che appartiene agli italiani poichè considerati padroni del nostro Paese. Le donne che se vengono sturpate in famiglia non vengono credute, sopratutto le bambine.

Secondo voi chi da la licenza agli stupratori? Chi attribuisce loro un passaporto ogni volta che una donna viene stuprata?
Nessuno pero' ha mai coraggio di attribuire loro una carta d'identità.

Le donne anche in Italia, come dappertutto, continuano ad essere stuprate in famiglia e non avere giustizia ottenuta. perchè sotto sotto il diritto a stuprare in famiglia la società glielo dà eccome. L'Afghanistan è un paese che la misoginia la esterna, l'occidente si nasconde dietro una falsa parità, anche se rispetto alle afgane hanno  piu' diritti sulla carta.

L'Italia appunto ha degli esponenti politici che tengono a non macchiare il nome della famiglia. Mara Carfagna, tiene a precisare il suo antifemminismo militante e rivendica la centralità della famiglia accusando ancora i matrmoni gay. Le sue le definisce pari opportunità.

Il fatto è che viviamo in un paese strano. un Paese maschilista, omofobo,fondamentalista e cattolico. Le donne sono ancora considerate angeli del focolare e non basta capirlo nelle parole di chi si spaccia paladina delle pari opportunità. Le donne muoiono in nome della centralità della famiglia, quella famiglia che uccide, che viola, perchè ha ancora in testa la visione della donna come una proprietà maschile.

Quante donne muoiono di centralità della famiglia? Quante donne muoiono per quei valori di famiglia che le vogliono caste, pure, remissive e sottomesse?
Quante donne ancora muoiono o vengono stuprate perchè si continua a costruire la società su basi antifemministe ?

Vuole negare inoltre i matrimoni gay. Ma come si fa a definire perfetta la famiglia eterosessuale se si consumano un sacco di violenze?

Dall'altra parte Brunetta ci da delle fannullone perchè invece che lavorare andiamo a fare la spesa e interrompiamo il lavoro.
Brunetta rappresenta l'altra faccia maschilista del governo. Quella che vuole privileggiare il lavoro maschile  e mettere in difficoltà le donne, che nonostante ci impegnassimo a scuola non certo per far le fannullone e subiamo discriminazioni che ci impdiscono di fare carriera ci sentiamo chiamate fannullone. La classica doppia violenza maschile che conosciamo già per gli stupri.
 

Da una parte ci vogliono a casa dall'altra vogliono farci fare due lavori. Altro maschilismo che viene dal Governo Italiano e l'accusato come al solito è Berlusconi che non ci pensa due volte a chiamare zoccole le sue colleghe.

Ora passiamo agli stupri in famiglia in nome della centralità voluta dalla Carfagna:
Una ragazzina di 13 anni è stata violentata due volte dal patrigno ed è passato tempo prima che la credessero.

Le vittime che non vengono credute quando il mostro è italiano o un familiare.
Uno psicologo violenta un suo paziente disabile e la mamma sta conducendo una battaglia per allontanrlo dal figlio ma non gli credono.

Intanto, dopo la denuncia alla clandestina in un ospedale, scopriamo che a Foggia fanno un bus per soli immigrati. Siamo tornati all'apartheid razzista dell'ante guerra. Se facessero delle case per soli stupratori e pedofili italiani e l'eventuale allontanamento ci farebbe molto piu' piacere.

Il nostro paese torna indietro. Il suo capro espiatorio è l'immigrazione. Quegli immigrati che stuprano e mettono insicurezza nelle strade, quegli italiani che stuprano che non fanno notizia, non fanno scalpore. Quegli italiani considerati padroni del nsotro paese e quindi anche delle donne. le donne, i bambini e i disabili non creduti, le battute e le leggi maschiliste del governo, l'antifemminismo, e la centralità familiare che toglie potere, rispetto e libertà alle donne. Un  altro post che denuncia nuovi casi di violenza contro le donne, stranieri e omosessuali, ma in fondo poteva andarci anche peggio, di questi tempi :(

Intanto pero' c'è una nuova svolta per quanto riguarda la legge 40. Ma non mi pronuncio perchè potrebbe essere provisoria e lascio tutto agli altri post.
03 Apr 2009

1, 2, 3, 4  Pagina Successiva