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Affissione degli articoli che appartengono alla categoria: Berlusconate

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Fondamentalismi italiani parte seconda
A Padova un nordafricano aggredisce due lesbiche perchè nel suo Paese gli omosessuali vengono lapidati.  L'articolo si presenta scandaloso attuando della malainformazione e usando questo come pretesto per sparare a zero contro l'islam.

In parole povere ci fa credere che l'omofobia sia prerogativa dei popoli di cultura islamica. Ecco:

[..] Tutto perché aveva palesato il più naturale dei sentimenti, l’amore, nei confronti di una sua coetanea. Un amore insano agli occhi di chi viene da un paese di stretta osservanza musulmana, dove l’omosessualità maschile è diffusa anche se è un tabù di cui non parlare mai e quella femminile quasi un crimine. [..]

Praticamente il giornale di regime dimentica che le aggressioni omofobe sono una prerogativa del maschio italiano di estrema destra o meglio fascista.

Parlano di fondamentalismi islamici questi giornali di regime facendoci credere che noi tolleriamo l'omosessualità e poi non passano le leggi contro la violenza e le discriminazioni sui gay. Se questa non è legittimazione! Un altra frase dell'articolo:

[..] La ragazza, una diciannovenne di origini sudamericane, ha raccontato quanto successo tra le lacrime di rabbia per una serata che doveva essere di divertimento ed è finita a verbale di polizia per colpa un gruppo di nordafricani. Magari gli stessi che, a torto o a ragione, sono pronti a muovere accuse di razzismo alle forze dell’ordine e agli italiani in generale.[..]

Per non parlare di questa!
Insomma come la violenza maschile anche l'omofobia da oggi ha il passaporto! Sembra moda italiana fare violenze di genere e poi dire che le fanno le altre culture per il fatto di appartenere ad un etnia diversa.

Andiamo avanti, i giornali di regime sono omofobi, razzisti e pure sessisti come ben sapete.
Prima vi comunico che il 17 ottobre c'è  grande manifestazione nazionale antirazzista a Roma.

Adesso vi comunico una notizia grave che conferma che viviamo in un regime fascista.
A Pistoia pochi giorni  fa
hanno arrestato dei compagni perchè dentro il circolo di casapound ci andava un esponente del pdl a giocare a carte.

Gli spot fascisti e patriottici hanno indignato non perchè tali ma perchè usare l'inno a fini commerciali è vilipendio e vorrebbero che si faccia più pubblicità all'inno.

Poi ci sono quelle notizie che vittimizzano i mariti separati ma criminalizzano le donne. Qui il link della notizia che dice con testuali parole che è colpa delle donne che ora c'è solitudine e malessere perchè per competere con l'uomo non sono rimaste a casa, in poche parole. Da notare come tra tutte le violenze dimentica di citare la violenza maschile e ci mette al suo posto quella delle bulle di Milano spacciandolo come un grave problema come fanno ora tutti i giornali. Come vi dicevo, parlare di violenza maschile è un tabù ed è assai grave dire che le ragazze di oggi sono tutte violente perchè usare questo atteggiamento da parte dell'opinione pubblica alimenta una cultura sessista che ci vede tutte come puttane quindi da stuprare.

I giornali di regime danno spazio mediatico ad un uomo così sessista come Risè
che fa crociate contro le donne descrivendole come responsabili di uno stupro e descrivendo l'uomo come una povera vittima in preda alle pulsioni incontrollabili.

I quotidiani parlano di padri separati, ridotti al lastrico ma come qualsiasi regime maschilista dimentica che c'è anche un alta percentuale di donne povere sopratutto donne separate di cui nessun quotidiano si occupa o si indigna. 

Su l'unità, Vittoria De Grazia direttrice (L'unità si è scordata di adottare un linguaggio antisessista) dell’Istituto Europeo e docente di Storia Contemporanea alla Columbia University nonché studiosa dei diversi modelli di forza di persuasione nei sistemi liberali o autoritari, ci dice che le donne sono svantaggiate nella carriera perchè è presente una situazione che si adegua a modelli nuovi e squalificanti sul mercato del lavoro, a una visione reazionaria della donna come oggetto.

Le donne in tempo di regime subiscono nei luoghi di lavoro quello che la cultura del regime tipica dell'epoca fascista: sono tornate le donne che si devono prestare a favori sessuali e compromessi per avere in cambio un lavoro.  

E' assai inutile fare le crociate contro le donne troppo emancipate e libere di uscire di casa se siamo fanalino di coda in Europa in questo tema.
C'è una relazione tra mancanza di lavoro per donne e il degrado di questo sistema che si basa su veri e propri ricatti sessuali.

Basta con le crociate alle ragazze troppo aggressive, di questi tempi c'è proprio da esserlo!
Se ti annullano fisicamente e socialmente in quanto donna, se ti privano delle poche libertà che ti sei sudata, se arriva un regime e spazza via tutto questo, c'è solo da avere tanta rabbia!
13 Ott 2009
Tu sei solo un oggetto, disse il governo italiano alla donna
E' triste sentire che proprio chi ci governa lede i diritti delle donne. E' molto triste che ogni volta che una donna parla un presidente debba rivolgersi con toni sessisti. Se lo fa lui possiamo immaginarci quanto è triste e maschilista la nostra società, come vengono sminuite le donne e come le viene negato il diritto d'esistere se non sono apetibili agli istinti maschili.

Accadde dopo la bocciatura del Lodo Alfano. Egli si rivolge a Rosy Bindi senza mezzi termini con queste esplicite parole: “Lei è sempre più bella che intelligente. Non mi interessa nulla di ciò che eccepisce”.

Gli uomini non ricevono questo trattamento, non solo a nessuno viene ricordato che sono scemi quando aprono bocca per dire un'opinione contraria ma a maggior ragione che non sono belli, come se una donna per poter ricevere l'attenzione di un uomo deve essere bella.

Per fortuna che Rosy Bindi non è scema. Gli uomini non sono un metro per misurare il nostro cervello, la nostra avvenenza o la nostra morale.  “Sono una donna che non è a sua disposizione“. Questa è la sua meravigliosa risposta che ha centrato in pieno la mentalità di questo squallido individuo.
Fatto sta che il nostro Paese è estremamente sessista. Se la Bindi fosse stata bella come i canoni da velina che ama tanto ma all'opposizione lui le avrebbe dato sicuramente della puttana o che è gnocca senza testa.

Perchè noi donne qualunque cosa facciamo agli occhi di questi sessisti che ci vogliono mute sotto un tavolo di plexiglass o su un bancone di un tg satirico nelle loro reti televisive, siamo denigrate, svalutate e sminuite in tutti i modi.

L'importante è non dipendere dalle loro opinioni che sono solo dettate dal loro miserabile sessismo che viene dalle parti intime.
Evidentemente il nano si sentiva grande sminuendo una donna ma rimarrà un sessista che fa delle donne un uso strumentale e denigratorio e nemmeno tanto intelligente, appunto!

Ricordiamoci però che non c'è solo lo stupro per offendere una donna. L'ennesimadonna è stata pubblicamente offesa dal Governo. Dire ad una donna che è solo un oggetto è la cosa più triste che si possa fare e che fa parte della cultura dello stupro, quella che fa parte dello stesso terreno di cui vi ho sempre parlato. Cultura dello stupro poichè oggettificare una donna e ridurla ad un corpo non fa altro che alimentare il terreno della violenza quella del: 'siccome sei solo un oggetto e non vali nulla ti stupro e ti ammazzo'.
Nulla di più, nulla di meno, il Governo non fa altro che alimentare il femminicidio e lo stupro tutto a spese delle donne, permettendosi poi di dire anche che gli italiani che addestra lui sono bravi ragazzi.

Secondo l'indagine i giovani italiani invece sarebbero degli stupratori, dei violentatori di donne dove 'forzare una donna è una tattica giusta per sbloccarle'. Chissà perchè nessuno ha preso in considerazione cosa ne pensano le colleghe di questi coetanei sessisti. Nella società Berlusconiana dove le donne rappresentate dal suo mondo sono solo oggetti e vengono considerate inutili si alimenta il sessismo più becero. In una società dove ancora il sesso è concepito come piacere e diritto maschile lo stupro non solo è una mattanza ma è anche legittimato dall'opinione pubblica e dalla 'giustizia' se è italiano, ancor più grave che non è riconosciuto come tale.

Nessun genitore e nessuna di queste scuole si prende appunto la briga di spiegare a questi baldi giovani che le forzature si chiamano stupro e che le ragazze non sono oggetti da usare.
La cosa più triste è che non solo ci vogliono sbloccare,ops stuprare, ma poi ci danno pure delle troie provocatrici.

Inoltre nel mondo di Berlusconi dove lui ha tradito la moglie il tradimento maschile è legittimato rispetto a quello femminile e questi ragazzi lo tollerano di più. Della serie se l'uomo manca di rispetto una donna è meno grave  perchè la donna è una proprietà. Questi giovani cresciuti da massmedia dove l'uomo è un cacciatore e la donna un oggetto stanno diventando più sessisti dei loro bisnonni. Vi dicevo ad inizio post, se è sessista il capo di Governo figuriamoci come è la massa. Se Berlusconi usa la cultura dello stupro sul linguaggio, la massa usa la pratica.

Update: Il ministro delle IMpari opportunità, la 'velina' che piace a Silvio perchè è tanto bella e quindi merita di far parte del suo governo e di fare tante cazzate come quella di fondare un associazione per fornirci Scatole Rosa, insomma un modo gentile per dirci che non sappiamo guidare e che dobbiamo essere controllate, sottoposte a libertà vigilata; simbolo di come questo governo ce la sta mettendo tutta per dire che le donne non valgono nulla usando stereotipi machisti e finti, smentiti rigorosamente dalle statistiche (sarebbe il minimo!) Da notare come la donna che fa da cornice al logo assomiglia alla carfagna ed è creata tutta in format velina.
08 Ott 2009
La società che giustifica l'uomo
Intanto parte la gogna mediatica contro la vittima dello stupro romano del Ferragosto. La ragazzina, sedici anni è costretta a difendersi dalle accuse per ribadireche non era ubriaca ma astemia (non si capisce perchè per gli stupratori l'alcool diventa un attenuante per giustificarli). La stampa sessistache continua a descrivere fisicamente le vittime di stupro con aggettivi tipo acqua e sapone come dire 'allora non se l'era cercata'. La fine dell'articolo sembra voglia dare ragione agli stupratori non credendo alla sua versione. 

Questo articolo merita il premio per il più sessista. Praticamente senza mezzi termini da della poco di buono e della bugiarda alla ragazza dando ragione a testimoni che potrebbero essere anche complici. Non si capisce perchè il fatto che lei poteva essere ubriaca significa che era consenziente mentre di stupro sempre si tratta. Intanto itre sono liberi diversamnte dal rumeno che è stato immediatamente arrestato. Perchè se lo stupratore è italiano le vittime onvengono credute e automaticamente vengono considerate puttane.

Per la sezione femminicidi se non è a causa della depressione gli uomini ci fanno fuori per troppo amore. Non solo la stampa giustifica i femminicidi ma fa passare gli assassini delle donne come uomini che ci fanno un favore per non lasciarci sole, praticamente sarebbe per una sorta di buona azione, ricorda molto un antica tradizione indiana: moriva il marito doveva morire per forza anche lei. Ma se anche lei era d'accordo chi è lui per toglierle la vita? non si capisce perchè chi abortisce in Italia viene chiamata criminale, mentre si santificano certi uomini.

Alla base di quest'ennesimo femminicidio c'è una sorta di cultura che vede la donna come una proprietà e che non sopporta alla sua morte che lei si rifaccia una vita nuova..insomma non ci lasciano nemmeno la semilibertà..infondo cosa è una donna senza un uomo? potrebbero pensare chi ha scritto quel vergognoso articolo e chi ha ucciso quella donna. Cari uomini anche se il femminicidio fosse per paura di una solitudine della moglie una donna può vivere e cavarsela da sola anche benissimo. Come possono vivere le donne sicure in un Paese dove da una parte ci minacciano di morte e dall'altra le istituzioni incentivano questa cultura?

Infondo lo aveva scritto anche la Spagna, paese maschilista ma avanti di anni luce da noi: In Italia giustificano la violenza sulle donne. E io aggiungo: e sono pronti a perseguitare chi per scelta ama diversamente dal modello impostato dalla società. Poi si sa che la nsotra vita all'intrno del nostro Paese vale meno di un feto e che i nostri mariti-fidanzati-ex possono togliercela ed avere l'attenuante mentre chi decide di abortire sembra abbia realizzato un genocidio di massa. 

Intanto nell'Italia dove non fa scandalo lo stupro la richiesta di ragazze che soddisfino gli utilizzatori finali, scatta lo scandalo per le ragazze che si vendono a scuola. Hanno un con tariffa per un pompino a 5  euro. 
Siamo di fronte ad un Italia che diventa puritana e intollerante contro alcool, sex worker e sesso tranne che per gli stupri italici che continuano ad essere tollerati e i festini dei premier che continuano ad essere pieni di prostitute. Possibile che in italia l'emergenza sociale non sia la violenza contro le donne ma le donne sempre di più disinibite e i ragazzini ubriachi? Come può un italia prendersela con queste ragazzine che sono figlie di questi modelli televisivi? Sopratutto: se non fa scandalo in tv perchè fuori fatutto scalpore?


Se la prenderanno sempre con le ragazzine e mai con chi impartisce certi modelli sessisti e con chi per presenza del cancro vaticano censura l'educazione sessuale che potrebbe ridurre il numero di stupratori che non sanno che il sesso si fa per scelta e che la donna non è merce.

Tanto noi siamo considerate troie per tutto perfino se ci stuprano, cosa cambia se vendo la mia figa per comprarmi l'iPhone o l'IPOD? 
Tanto il nostro destino è sempre quello di avere la lettera scarlatta marchiata sopra il nostro corpo.

Il problema è che anche alcune donne sono maschiliste. Si danno addosso e giudicano le loro sorelle con termini sessisti per giustificare i misogini al potere. Su il Giornale. Si chiama Annamaria Bernardini de Pace con il modello Roccella continua a demonizzare le donne come il resto degli articoli di questo berlusconiano quotidiano. Ebbene si fa la finta femminista come la Roccella che continua a dire che le femministe sono d'accordo con lei.

Lei dice:

Tuttavia c’è un altro grave problema: le giovani generazioni di donne, inconsapevoli delle umiliazioni e delle lotte di cui sono state protagoniste le loro madri e nonne, stanno dissipando la ricchezza delle fondamentali conquiste giuridiche di cui oggi godono, gratuitamente, inconsapevoli della preziosa eredità ricevuta. Hanno il diritto allo studio, al lavoro, al divertimento, al sesso, al divorzio, persino all’adulterio, nella piena ratificata parità col maschio. Però disdegnano, in linea di massima, i corrispettivi doveri. O, comunque sia, li fanno apparire concessioni generose: proponendosi di volta in volta vittime del maschio, della società, della famiglia.

È vero che ancora non è stato sfondato il “soffitto di vetro”; è vero che la violenza maschile non è stata debellata; è vero che ci sono luoghi di potere misogini. Ma è anche vero che molte, troppe, giovani donne, anche istruite, approfittano delle tutele previste dalla legge e non vogliono maturare la coscienza del dovere e della fatica; usano invece la loro femminilità e strumentalizzano il corpo e la diversità biologica, finendo col non rispettare la pari dignità giuridica.
Infangano la potenza della femminilità quelle donne che, a frotte come cavallette, precipitano negli esclusivi territori familiari e di potere per conquistare il raccolto faticosamente seminato e coltivato da altri.


C’erano pure una volta: erano furbe, guardinghe e solitarie e le altre le chiamavano puttane. Oggi sono sfacciate e fiere di autodichiararsi pubblicamente escort. Sfruttano la fragile sessualità del maschio, per rovinare famiglie e patrimoni: esiste per loro il diritto ad avere tutto, ma conoscono a fondo esclusivamente il dovere di dare una sola cosa. Sempre e solo quella. Per altro, a mio parere, una cosa ormai così diffusa sul mercato da rendere ridicoli quegli uomini che non se la prendano gratuitamente. Se non altro per pari “dignità”. In nome della legge. 
 

Praticamente secondo lei c'è molta parità nonostante la violenza e il soffitto di vetro che non è stato sfondato, anzi per lei questo non è un problema grave ma piccolezze, ma è peggio le donne che si approfittano di quella parità (che ostenta) ma non ci può essere parità se c'è violenza e discriminazione. Per non parlare dell'inizio: dice che siamo libere sessualmente, di usare contraccettivi come se non fossero dei diritti che spettavamo. Inoltre tralascia che di doveri purtroppo ne abbiamo troppi chiederei alla signora quando torna a casa chi stira le camice al marito?

Inoltre la strumentalizzazione del corpo femminile le ricordo non è stata inventata dalle donne e che essere donna non vuol dire addossarsi solo doveri e fatiche e che non è obbligatorio addossarceli.

Si nota eccome che l'articolo sta difendendo Berlusconi come Barnard. E' tutto chiaro! Per questa donna sono le donne che rovinano le famiglie. Parla di conquiste delle donne, ma come fanno ad esserci delle conquiste se la stampa scrive articoli del genere?

Gli uomini sì continuano ad essere giustificati è questo il punto: li chiamano fragili depressi, malati, troppo innamorati, accusano le donne, sopratutto femministe di odiare gli uomini se alzano la voce contro la violenza. Chiedo alla signora: lei ne sa qualcosa delle lotte delle donne? Una femminista di quegli anni sarebbe contenta di sentirla? Come può parlare di mercificazione femminile se proprio il quotidiano dove scrive mercifica la figura della donna (vai alla sezione foto)?

Per non parlare dell'ultima riga del suo articolo alla Paolo Barnard. Le donne italiane per avere diritto di parola purtroppo devono parlare come maschi ammiccare all'uomo, farsi splendide davanti a loro, usare termni maschilisti e da morto di figa. Che vuole dire prendersela gratuitamente? Il termine sa poco di consenso e ricalca la cultura dello stupro dove la donna non ha alcuna scelta sul suo corpo. Ora è chiaro ragazzi! è giusto che un uomo stupri è un suo diritto, la sua natura ma se va a prostitute è fragile sessualmente ed è colpa delle donne che non gliela danno e poi li prendono in giro. E poi dicono che la cultura dello stupro è radicata nella popolazione rumena. Meditate gente!
25 Ago 2009
i dieci motivi sul perchè noi donne non dobbiamo votare Berlusconi!


Essere donna e votare Berlusconi significherebbe essere contro noi stesse.
Perchè:


1) Berlusconi ha sempre una battuta maschilista pronta da regalarci

2) Berlusconi vuole presenze femminili nel Governo solo per allietare gli appetiti degli uomini e non ama i governi composti da tante donne forti e indipendenti

3) Berlusconi ci considera cittadine di serie B ridicolizza la nostra condizione e ha scarso interesse per le nostre esigenze

4) Berlusconi usa ci usa solo a fini elettorali strumentalizzando anche questioni delicate come la violenza di genere (e sminuendola)

5) Berlusconi e il suo Governo istiga l'odio razziale e
omofobo

6) Berlusconi e il suo Governo ha sottratto i fondi dedicati alla realizzazione e il sostegno di Centri Antiviolenza

7) Berlusconi ha provato a bloccare processi che riguardano reati gravi come la violenza sulle donne

8) Berlusconi possiede delle tv che umiliano costantemente l'immagine femminile.

9) Berlusconi e il suo Governo definisce
fannullone le donne che si assentnao mometaneamente dal lavoro proprio perchè a causa loro non riescono a conciliare lavoro e famiglia. 

10) il Governo Berlusconi ha messo le mani sull'età pensionabile delle donne facendoci credere che vuole la parità di sessi ma non pone rimedio alle discriminazioni delle donne, i bassi stipendi e la fatica a conciliare i tempi che portano alla nostra esclusione dal mercato di lavoro.

Fonte vignetta: (http://munaciell.blogspot.com/2009/01/sullo-stupro.html)
01 Giu 2009
Rosa · 225 visite · 0 commenti
Categorie: Donna e politica, Berlusconate
Elezioni sessiste e politica delle donne (femminismo a sud)


Da Femminismo a sud

[nella foto una delle donne cane di Malena Mazza]

Abbiamo capito. Se passi per una mostra d'arte puoi godere delle rappresentazioni avvilenti di impeccabili donne cane. Tutte doverosamente scodinzolanti e senza mutande, tanto per rendere più chiaro il concetto. 


Se leggi qualcosa
a proposito delle
candidature per le prossime elezioni ti rendi conto che c'e' da diventare tristi, anzi tristissime. Il pdl sta rendendo ancora più sessista il contesto politico, come se ve ne fosse bisogno. Organizza corsi per "formare" alla politica altre mare carfagne, tutte approdate alla scuola attraverso casting e prove estreme: grande fratello, la fattoria, ore di estenuante opinionismo mediaset. Il pdl candida, premia ed elegge donne formato velina. Presto vedremo un format tivvu' talent scout per persone che vorrebbero intraprendere l'attività politica. La scuola di formazione sarà portata avanti da bondi e frattini e al termine di ogni puntata il televoto e tre giudici elimineranno la persona che non risponderà ai requisiti richiesti. Tra questi: portamento, messa in piega, altezza, peso, giro vita e razza. Di questo passo ci arriveremo, abbiate fede.


Fare politica
non significa più avere idee di futuro per se stess* e per gli/le altr*. Non significa essere in grado di progettare un mondo differente, candidarsi ad amministrare risorse per fare stare bene tutt*. Non significa neppure, nella versione più cinica del *mestiere*, rappresentare al meglio le lobby e gli interessi di ricchi e potenti trattando la carta costituzionale come carta igienica e la democrazia come un fastidioso handicap.


Per fare
entrambe le cose, o tutte e due assieme, oggi bisogna essere anche eccezionalmente telegeniche, fotogeniche, rifatte, esteticamente adeguate allo show business. L'immagine innanzi tutto. 

I prossimi dibattiti televisivi abbonderanno di signore raccattate al mercato del consumo dei corpi. A parlare di politica, cioè dei fatti nostri, di come amministrare i nostri soldi, di come modificare leggi la cui applicazione peserà direttamente sulle nostre vite, ci saranno quintali di silicone traballanti. I manifesti elettorali saranno ottenuti da un sapiente lavoro di edulcorazione formato photoshop.

Fare politica in italia è già complicato. Servono soldi. Chi ne ha di più può fare una campagna elettorale, può pagarsi la benzina per andare in giro a fare comizi, può fare telefonate, può stampare manifesti e volantini, può fare spot radiofonici e televisivi.


Le donne
non hanno soldi. Quelle che ce li hanno e che spesso approdano alla politica istituzionale sono mogli, amanti, sorelle o figlie di qualcuno. E' davvero raro vedere donne che hanno un ruolo politico che siano sganciate da sudditanze nei confronti del genere maschile.


Fare politica
in italia vuol dire passare attraverso la ghigliottina dei partiti, tutti molto maschili a cominciare dalle dirigenze che decidono la "linea". Le donne non vengono valorizzate, non partecipano a sufficienza e quelle che vorrebbero partecipare forse hanno figli, parenti, una vita impiegata a fare lavori di cura.

I partiti decidono le candidature. Quando si cominciò a ragionare di quote tante tra noi dissero che non eravamo una razza in estinzione e non volevamo essere considerate dei panda. Via via però che le liste venivano riempite di mogli e madri e cognate e figlie per raggiungere quel benedetto 30% di presenze femminili, il concetto di pari opportunità diventava un po' più familiare. C'e' veramente poco da fare. In italia le leggi somigliano poco al contesto sociale che viviamo ogni giorno. Una legge sul 50% delle presenze femminili in politica diverrebbe dirimente quantomeno dal punto di vista culturale.


In ogni caso
cambierebbe molto poco perchè le liste sono sempre più bloccate, i sistemi di preferenza non ci sono quasi più e i nomi delle donne possono sempre stare in fondo al gruppo per evitare che siano elette. I sistemi elettorali decisi dagli uomini penalizzano maggiormente le piccole organizzazioni. Ma più di tutti, penalizzano le donne.


La storia
delle percentuali perciò non convince, sebbene io rispetti le donne che la portano avanti. Mi sembra figlia di quella cultura del femminile che implora, che si attiene alle decisioni di partito, che fa quadrato con sistemi gerarchici e non emette suoni che possano disturbare eccessivamente. Una mossa democratica e pacata. Poco utile in tempi di resistenza.

Perciò mi chiedo quale possa essere la soluzione. Come fare ad intervenire sulla amministrazione delle nostre vite smettendo di delegare altr* a farlo per noi?

E' una domanda retorica che potete saltare, come tutto il resto, se non vi interessa ragionare di elezioni e di sistemi di partecipazione che portano alle istituzioni. E' un ragionamento che possiamo mettere da parte ritenendo le istituzioni come un vizio burocratico fatto da chissà quali padri autoeletti *fondatori* di pezzi di diritto diventato "naturale", per difendere gli interessi degli stessi e dei loro figli e figli dei loro figli e così via fino ad oggi. Monarchie, dittature, imperi, democrazie a gestione condominiale. Si può immaginare di non volere avere a che fare mai con i luoghi "istituzionali" della politica. Si può immaginare che votare non serva a niente. Ogni posizione è assolutamente rispettabile. 


A me piace
parlare di obiettivi e pratiche. 

Una politica sessista usa il "vota donna" per portare voti alle liste e fare eleggere la persona già stabilita dal partito. Quasi sempre un uomo.

Le liste oramai sono una specie di specchio del grande fratello mediaset. Ci trovi dentro la precaria, il gay, il nano, la ballerina, il venditore ambulante, l'ex detenuto, l'operaio che ha avuto la fortuna di fare due interviste in tivvu', la parente della vittima di mafia. E' un catalogo per tutti i gusti. Manca il pistacchio, la nocciola e i puffi e li abbiamo proprio tutti.


Sicuramente
sono tutte delle gran brave persone ma resta il fatto che le donne vengono considerate come rappresentanti di settore, come il pistacchio e il rappresentante dei lavori socialmente utili.

Dirla così continua ad essere un lamento vittimista. Perciò mi pare assurdo continuare a pietire posti agli uomini e immaginare che prima o poi verrà anche il turno delle donne. 


Mi sono
sempre chiesta perchè le donne - che non sono una categoria assoluta - non cominciassero ad autorappresentarsi sganciate da tutto, dalle logiche della politica al maschile, dalle gerarchie di partito, dagli assensi dei dirigenti di corrente, dall'umore del capo tribu' che può cambiare a seconda del fatto che ti fai molestare o meno. Negli ultimi tempi lo abbiamo fatto un po' di più. Autorganizzazione e manifestazioni ne sono la riprova.


Qualcuna
mi disse, tanto tempo fa, che le donne non riescono ad avere un quadro d'insieme, perciò servono gli uomini in alcuni ruoli, come l'economia, l'interno, gli esteri, la difesa.

Ricordo di aver risposto senza pensare: gli uomini invece un quadro d'insieme ce l'hanno?


Nei partiti
le donne normalmente finiscono ad occuparsi di "cose di donne", come se non fossero in grado di avere una opinione, una idea precisa, una competenza su ogni cosa. Nei luoghi di amministrazione finiscono spesso alle pari opportunità. Quando le pari opportunità verranno assegnate ad un uomo e il ministero all'economia o dell'interno saranno affidati ad una donna allora si potrà parlare forse di pari opportunità. Fino ad allora è solo un modo per relegare le questioni che ci riguardano in ghetti ideologici e culturali che lasciano pensare che fare una legge contro la violenza sulle donne sia un favore fatto a noi e non un provvedimento necessario per migliorare gli aspetti incivili e irrispettosi della nostra società.

Non sono separatista. Non lo sono mai stata. Mi piacciono i luoghi misti. Quelli in cui le gerarchie al maschile non ci sono o se ci sono possono essere più facilmente messe in discussione.


Ho attraversato
tanti luoghi della politica e il sessismo fa parte di ciascuno di essi. Lo trovi nei partiti e dentro i centri sociali. C'e' una estetica di ogni luogo, compresi quelli alternativi. Le donne che passano per i centri sociali hanno menti spigliate, vestono diversamente, sono creature libere o differentemente irregimentate ma spesso rispondono fedelmente ai canoni imposti dal loro gruppo. 

Se l'estetica va a braccetto con il desiderio, la passione, la bellezza e la sensualità è cosa sana. C'e' da capire quanto dell'estetica dei gruppi, compresi quelli alternativi, sia condizionata dai modelli dominanti.


Mi piacciono
anche gli spazi separati. Specialmente quando diventano la manifestazione di un atteggiamento attivo, sganciato dalle elemosine e che mira ad obiettivi difficilmente misurabili con le attività svolte all'interno dei partiti. 

Non è un pregiudizio nei confronti del genere maschile o di altri generi. E' la certezza che i luoghi della politica classici non rispondano più, se mai sia stato possibile praticarli con questa speranza, a nessun tentativo di mediazione.


Non c'e' nulla da fare
. Basta. Le alternative stanno altrove. Il movimentismo autogestito, dal basso, che agisce sulla società mandando a quel paese la mediazione censoria e per nulla rappresentativa delle organizzazioni partitiche e istituzionali, con tutto il rispetto per le tante donne che insistono tenacemente in quella direzione (spesso anche per produrre cambiamenti dove il sole non batte mai), o altre esperienze che mi piace raccontare. Chi vuole, giacchè chi non vuole agirà/agiremo appunto attraverso altre pratiche, cominciare ad influenzare l'amministrazione della cosa pubblica. Chi vuole provare a cambiare, proporre, influenzare, a partire dai luoghi già esistenti può decidere di guardare con interesse alla proposta politica che, per esempio, ci viene dalla lista civica di donne Altra Città che si presenta con una propria candidata sindaca, Giuseppina Tedde, alle elezioni di Bologna del 6 e 7 giugno del 2009.

Date un occhiata al sito e al programma. Io rilevo giusto alcuni punti che vengono fuori da tanto lavoro condiviso. Sono consapevolezze maturate insieme che io sento come mie. Alcune di loro sono compagne di percorso che conosco. Alcune fanno parte della rete femministe e lesbiche e poi della rete delle donne bolognese. Sono donne comuni che non hanno nulla di "comune". Sono donne come me e come voi. Non sono veline, non sono un prodotto mediaset, non sono le donne del "terzo millennio fascista" con l'estetica mussoliniana tramandata ai posteri da berlusconi e dai suoi pari. Non sono donne di plastica. Sono donne alle quali può capitare di avere i capelli fuori posto o le occhiaie, le rughe, i segni della stanchezza o qualche chilo in più. Sono donne vere che compongono un movimento consapevole. E' un movimento che decide di autorappresentarsi e diventa dirompente nella scena politica bolognese che non a caso ha già cominciato a fare una campagna mediatica terribile contro le donne provando a togliere loro credibilità persino rispetto alle questioni verso le quali la politica maschile non si è mai spesa in nessun modo.Tanti uomini offesi del fatto che le donne propongono una diversa ricetta per la propria "sicurezza" lontana dalle loro ronde, dalle loro strade deserte, dalla loro intolleranza e xenofobia, dalla loro logica della paura, dal loro profondo razzismo.


Alcuni punti
dicevo, parole fondamentali per niente scontate da dire senza aver paura di turbare la suscettibilità di moderati e affini, senza fare il solito gioco a chi è più populista, parole che vengono da un ragionamento "indipendente", proprie di chi non subisce l'agenda politica e le parole d'ordine imposte da altri, che determinano una lettura diversa delle questioni sociali, economiche e politiche e che diventano temibili per il mercato stantìo e autoritario della politica al maschile.


Parole
da pronunciare con forza, che parlano con chiarezza - finalmente - di partecipazione e protagonismo, di lotta alle discriminazioni, contro il razzismo, la lesbo/trans/omo fobia e di violenza maschile, di storia laica e antifascista, di accoglienza, di diritti, di amministrazione onesta, credibile e trasparente, di applicazione della 194 e accesso alla pillola del giorno dopo, di diritto alla salute per tutt* e di non patologizzazione e medicalizzazione forzata dei disagi, di garanzia e riferimento per le donne migranti, le badanti che spesso vengono sfruttate con il lavoro nero, di asili nido e tempi della maternità, di aumento dei luoghi di socializzazione e stimolo di iniziative culturali in una città che obbliga tutti - attraverso le ordinanze per il decoro e la sicurezza - a non bere in pubblico neppure un bicchiere d'acqua. E ancora: parla di una città più viva perciò più sicura. Niente ronde. Parla di cultura, di mezzi per colmare gap di ogni tipo compreso quello tecnologico, di ricomposizione del tessuto sociale, di salvaguardia dell'ambiente, di posizione contraria alla privatizzazione dell'acqua, di trasparenza per edilizia (niente grandi opere), affitti, spazi abitativi, di decentramento, di luoghi vivibili e per di più desiderabili, di stabilizzazione dei contratti precari nella amministrazione pubblica, di lotta alle speculazioni delle imprese sul precariato, di lotta contro le esclusioni anche di tipo economico, di accesso ai migranti ad ogni servizio, di diritti degli animali, di desiderio e consapevolezza, di partecipazione attiva dei e delle cittadin*.


Non so
come andranno per loro le elezioni. Io spero bene. So però che la città che immaginano loro è quella che piacerebbe molto anche a me.

Ragazze, se vincete abbiamo due alternative: sperimentare la stessa esperienza altrove o trasferirci tutte da voi. 


So anche
che attraversare una città in tempo di campagna elettorale significa parlare con la gente e tante donne organizzate che militano per le strade comunque produrranno un sano cambiamento culturale in opposizione ai tanti esempi di leaderismo al maschile, di accentramento di partito, di corporativismi di settore e di rondismi che terrorizzano le persone per proporre sceriffi in ogni città.

Forza ragazze, sorelle, amiche, compagne. Un abbraccio solidale e affettuoso. E se avete bisogno di braccia, teste e corpi, lanciate un appello affinchè le donne di qualunque posto possano venirvi a dare una mano in questa coraggiosa avventura

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22 Apr 2009

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