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21 novembre corteo notturno contro la violenza sulle donne

CORTEO NOTTURNO CONTRO LA VIOLENZA SU DONNE, LESBICHE E TRANS

Dopo anni di politiche sempre più restrittive per la libertà di tutti ma soprattutto di tutte, abbiamo pensato di dover ribadire cosa vuol dire sicurezza per noi. Nell´immaginario comune, la notte è sempre stata associata all'insicurezza, alla violenza, alla paura e col tempo noi stesse abbiamo imparato a introiettare l´idea del pericolo del mondo esterno.

Con i /loro/ mezzi di comunicazione assordanti vogliono inculcarci l´idea del terrore della vita che troviamo fuori dalla casa (italiana). Una casa che non dovremmo mai lasciare perché sinonimo di protezione e sicurezza. Ma noi non ci caschiamo. Non ci rinchiuderanno nella prigione delle mura domestiche per far godere l´uomo padr(on)e e marito, che cerca di approfondire sempre più il senso di controllo sul corpo e sulla libertà delle donne. Non resteremo i nostri corpi per giustificare le politiche sicuritarie e razziste di questo paese ormai alla frutta.

Siamo pronte a uscire nelle strade e a dirlo a ridosso del 25 novembre, giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Poiché la sicurezza non viene da un maggior numero di telecamere, né dall´emarginazione, incarcerazione ed espulsione degli immigrati (e delle immigrate), ma dalla nostra stessa libertà e autodeterminazione dentro e fuori le mura domestiche.

Vogliamo vivere le nostre strade anche di notte e vogliamo che sia questo a farci sentire sicure. Vogliamo non sentirci mai da sole. Vogliamo dire questo da donne alle donne, alle lesbiche, alle trans, perché non è sicurezza una città militarizzata, non è sicurezza una città fatta di ronde e lame, perchè la nostr arma è la solidarietà.

Questa crisi tanto temuta e così poco ammessa viene sfruttata, come è sempre stato, per restringere le libertà acquisite in anni di lotte. In tempo di crisi le classi dirigenti tentano in ogni modo di minare alla base i diritti umani più elementari: prove ne sono i respingimenti in mare dei migranti, come quelli delle donne nelle case, la negazione del diritto al dissenso attraverso censura mediatica e divieto di manifestazione,la distruzione della scuola pubblica, la criminalizzazione e la svalutazione delle donne su tutti i fronti, specie in campo lavorativo. Infatti precarietà o pratica delle dimissioni in bianco restano principalmente problemi femminili, impedendo alle donne, che vogliano sfuggire a situazioni di violenza infamiglia, di farlo. Nessuno si chiede perché i famosi assenteisti di Brunetta fossero in maggioranza donne, dato che sulle donne ricade tutto il peso di un/welfare/ sempre meno efficiente.

Tutto questo accade mentre la Chiesa continua a proporre un modello familiare in cui la donna conservi il ruolo di incubatrice e balia, mentre la società diventa sempre più fascista, ribadendo, tra gli altri, il vecchio schema della donna o santa o puttana. Così la violenza è palese solo quando a compierla è il tossico, l'immigrato o il rom e si arriva a giustificare l´ubriachezza dei "bravi ragazzi", che agiscono per soddisfare bisogni dovuti, mentre lo stesso comportamento rende la donna un´incosciente che "se l´è cercata".

Ma in tutti questi casi non si indaga la violenza alle radici, la giustificazione è sempre la devianza, mentre noi sappiamo bene che la violenza è diffusa e propagandata dai media e dalla cultura.

Si sistematizza una violenza più subdola, in un paese in cui escort e prostitute sono messe alla berlina, umiliando e denigrando la donna attraverso comportamenti di certi personaggi politici che vengono imposti come modello vincente.

*E tra l´affanno dei giornali e dei politici preoccupati, anche noi vogliamo dire la nostra.*

*Invitiamo donne, puttane, trans, migranti e rom, lesbiche, gruppi e collettivi femministi a partecipare alla manifestazione del 21 novembre, con partenza alle 18.30 da Pzza Vittorio. [ROMA]*

Per info e per conoscere gli altri appuntamenti di preparazione:
Take Back The Night

x info: takebackthenight(at)grrlz.net
10 Nov 2009
Le istituzioni italiane hanno lo stupro nel sangue
Continuo il discorso sullo stupro di Montalto di Castro.  La mamma della ragazza afferma che la figlia non ottiene giustizia perchè i suoi violentatori sono italiani. Quanto ha ragione poichè appunto il sindaco del paese che dice che solo i rumeni stuprano perchè ce lo hanno nel sangue, mentre gli italiani non stuprerebbero mai.
Praticamente tutte le donne italiane e non che denunciano una violenza sessuale compiuta da un italiano si inventerebbero tutto. Un popolo di donne bugiarde insomma.

Ciò non mi scandalizza più di tanto poichè anche la LEGA NORD con le sue politiche razziste securitarie che accusano solo il rumeno, mettono in dubbio che gli italiani stuprano e mettono a dura prova la credibilità della vittima. Sono stati meno schietti nell'ammetterlo, ma il senso è questo.
 Appunto, questa affermazione ricorda molto le politiche razziste del Governo contro gli stupri compiuti dai rumeni lasciando impuniti e in silenzio quelli compiuti dai nostri bravi connazionali.

Atteggiamento tipico di destra e sono sconcertata che anche il PD che si considera sinistra possiede del membri così razzisti e maschilisti.
In un Paese civile non solo questo sindaco non sarebbe arrivato dove è ma non lo avebbero lasciato candidare dopo che voleva pagare la difesa agli 8 sturatori.

Se gli italiani non hanno lo stupro nel sangue e sono dei bravi ragazzi come mai tutta Montalto si scaglia contro una pover vittima definendola 'colei che se l'è cercata'? come mai un 70enne voleva mettersi in fila?
Come mai i siti riportano una vesta rassegna violenta dove gli autori sono italiani?

Così anche le istituzioni che fanno i razzisti, per sentirsi superiori e poi l'handicap della 'giustizia' permette comunque di assolverli, questo dimostra quanto la società italiana alla fine da poco peso al reato di stupro al momento del processo ma ne da tanto solo a parole utile per alzare il livello di xenofobia e per far si che alcuni psicopatici si convincano che solo il rumeno stupri e usino queste campagne razziste per giustificare l'italiano e mettere a dura prova la nostra credibilità. Se fosse italiano non sarebbe stati assolti per scadenza di termini ma per volontà del giudice, ma questo è un altro discorso che non voglio affrontare di nuovo..

Per non parlare del fatto che se lui è italiano e sopratutto nostro marito la stampa ci fa capire che gli italiani non stuprano ma sono 'troppo machi e sessualmente intraprendenti'-prima di leggere il titolo, mi sembrava troppo bello per essere vero che parlassero la prima volta di stupro coniugale trattandolo come tutti gli altri. Non c'è più bisogno di spiegare perchè se si tratta di un italiano che stupra la moglie nessuno ha coraggio di usare la parola stupro sostituendola al 'troppo sesso', come se costringere la moglie a far sesso fosse un diritto maschile basta che non ecceda troppo. Come se ignorassero che la parola sesso racchiuda un sinonimo di consensualità. Di questo passo faranno una legge che stabilirà quante volte nostro marito potrà usufruire del nostro corpo. La pena inflitta comunque è inferiore a quella di Fabrizio Corona.

La Stampa  e i blog contina a mostarci che il problema del maschilismo risiede solo in quel piccolo paese mentre tutto il resto d'italia sarebbe più evoluto, ma sappiamo che non è cosi visto hanno consentito al sindaco di ricandidarsi. Avere un membro che difende gli stupratori al governo vuol dire contrastare la lotta contro le violenze quotidiane che subiamo. 

Se non c'è sessismo altrove perchè stampa permette che certe donne scrivano articoli del genere mettendoci in guardia che ci cerchiamo lo stupro? Lei attacca la libertà che hanno molti genitori a far uscire le figlie di casa 'come i maschi', mentre non si pronuncia su quella cultura che permette ai ragazzi di uscire liberamente senza insegnagli che il sesso è consensuale. Quindi secondo l'autrice solo la femmina va educata e il maschio lasciato libero di restare con le sue idee sul sesso e sul piacere  e la colpa sarebbe dei genitori che non le educano, facendo dello stupro un dato biologico irrinunciabile come una specie di 'ogni lasciata e persa' o 'l'occasione fa l'uomo ladro'. Rievocando perfino lo spettro del rischio gravidanza, senza includere che oggi ci sono dei mezzi per prevenirle e che vanno insegnati dai genitori e anche ai maschi. Quale sarebbe la soluzione dell'autrice in poche parole? Chiuderci in casa? o farci uscire con 8 soldati?

La stessa mentalità di Montalto, appunto, dove continuano a considerare la ragazza una poco di buono (sin=criminale?) e considerano legittimo lo stupro perchè lei non era una ragazza seria perchè in pineta era con più ragazzi.
Quella mentalità c'è in gran parte del paese a partire dalle istituzioni che graziano gli stupratori perchè italiani fino alla politica  (indipendentemente dal colore politico).
Ad esempio abbia fatto più scandalo che un politico andasse con un trans e indotto alle dimissioni Marazzo solo perchè frequentava trans mentre hanno lasciato che Carai si candidasse alle primarie.

Poche donne in italia denunciano quando subiscono violenza. Hanno capito che non serve a nulla se denunci (sopratutto se è un italiano) perchè nessuno ci crederà, nessuno si metterà dalla nostra parte, che il paese è troppo arretrato per comprendere il concetto di consensualità, di libertà femminile,di stupro e per parlare di sessismo.

Noi lo abbiamo visto con il caso di Montalto di Castro, che non è certo un caso isolato.
Denunciano solo il 4% delle donne, molte addirittura non parlano con nessuno dell'accaduto.
Questo dimostra che c'è anche tanta paura, c'è tanta paura di apparire come colpevoli o responsabili.

Lo studio rivela che sono sopratutto gli italiani a stuprarci,altro che romeni con lo stupro nel sangue!
Ho notato pure che la scarsità di denunce è direttamente proporzionale con la spaventosa percetuale di donne che subiscono violenza. Essa descrive come nel nostro Paese violentare una donna è una cosa quotidiana,vista quasi come un 'diritto' del maschio italiano vista la frequenza del reato e lo scoraggiamento nel denunciare visto manca la solidarità alle vittime.

Da notare che si consumano in famiglia, quei luoghi che sono protetti dalla società e che non vengono nemmeno presi in considerazione quando si parla di stupro.
Inoltre sono quei luoghi dove vige la disparità di genere, dove attorno ad essi si fanno politiche familistiche e di protezione alle donne che subiscono violenza da estranei, sopratutto stranieri, invocando quel 'difendiamo le nostre donne'.
Quel senso di proprietà legittima gli uomini di famiglia allo stupro:

'Una donna su tre tra i 16 e i 70 anni nella sua vita è stata vittima dell’aggressività di un uomo, ma solo pochissime lo hanno denunciato: 6 milioni 743 mila le donne che hanno subito nel corso della propria vita violenza fisica e sessuale (il 31,9% delle donne che vivono in Italia), mentre il 4% di loro ha chiesto l’aiuto delle forze dell’ordine o di centri d’ascolto e associazioni. Lo rileva una ricerca dell’Istat condotta dal 2006 con interviste a 25 mila donne. In quasi 4 milioni sono state vittime di violenza fisica (il 18,8%) circa 5 milioni (il 23,7%) di violenza sessuale (da parte del proprio partner il 6,1% e di un altro uomo il 20,4%). Più di un milione di donne ha subito la più brutale delle violenze sessuali, lo stupro o il tentato stupro. A ottenere con la forza rapporti sessuali è spesso il partner (il 70% delle volte) e in questo caso lo stupro è reiterato. Il 6,6% delle donne ha subito una violenza sessuale prima dei 16 anni, e più della metà di loro (il 53%) non lo ha mai confidato a nessuno. Gli autori delle violenze sulle minorenni sono degli sconosciuti una volta su quattro, nello stesso numero di casi sono parenti (soprattutto zii e padri) e conoscenti'.

Percentuali spaventose considerando che la ricerca è stata fatta nel 2006 e che è sicuro che sono aumentate. 

Tutto ciò sommato alla difficoltà ad affrontare questo tema nelle istituzioni, nelle scuola e in politica, difficoltà che è responsabile dell'aumento degli stupri. Le istituzioni, compresi  mass media,come l'opinione pubblica sono responsabili e quindi hanno lo stupro nel sangue.

C'è un certo Massimo Fini ad esempio che preferisce il burqa alle donne che si offrono in cambio di favori, dando però colpa principalmente alle donne.
Il suo articolo è profondamente sessista. Cosidera poco importante che siano gli uomini a sfruttare le donne, che esiste la riduzione in schiavitù, che esiste la discriminazione nel lavoro in inversamente proporzionale alla misura del seno e alla disponibilità sessuale richiesta proprio dai datori di lavoro e nelle scuole, esclude che riceviamo redditi e mansioni nettamente inferiori a quelli maschili quindi questi vantaggi li ha letti in qualche fantasy. Se una donna usa la Fica per ottenere vantaggi-o che fa lil calendario per andare in tv o che chiede sesso per ottenere una promozione-è perchè sa che in una società machista come la nostra non li può ottenere in un altro modo. E i signori uomini quando non si concedono a queste signore mica si ribellano se non puntando il dito contro queste donne.
Accusa queste donne dandole l'epiteto di puttane proprio perchè sono loro a gestire il potere della Fica e non gli uomini, classica affermazione da cultura dello stupro dove si racchiude quell'humus di violenza che porta a stuprarci perchè ci considera tutte puttane in quanto proprietarie della nostra Fica. Non a caso lo stupro è l'intento di strapparci di dosso l' autodeterminazione del nostro corpo.
A lui amante del burqa mi viene da dire:

a) Che ama talmente il burqa per imporlo alle donne che sono troppo libere nel usare la Fica. Perchè è impossibile preferirlo come modello di liberazione visto che non lo è e visto che attacca solo le donne che vivono usando il FICA POWER.

b) Non sa che il burqa è lo stesso un simbolo di schiavitù quanto lo è la mercificazione femminile nelle società capitalistiche (due facce opposte della stessa medaglia) e che si vede pecchiamo di un modello alternativo da proporre se non sempre gli stessi modelli che oltre ad essere proposti dagli uomini sono anche imposti e liberticidi. Visto non c'è alcun modello proporrei una bella vagina dentata.

c) Non penso che lui avrà l'occasione di indossare il burqa che invoca tanto.

Dagli ultimi due articoli che ho pubblicato nel blog ho notato che la cultura italiana sia un pochino filo-islamista. Ma non posso dirlo con precisione perchè se no rischierei di essere fraintesa e farvi capire che io sono convinta di considerare l'occidente evoluto mentre non lo è.
Ma se quando una donna viene stuprata un intero paese invoca l'impiccaggione a lei e la madre, un giornale di consiglia di chiudere le figlie che istigano lo stupro in casa perchè i maschi non riescono a controllarsi e un 'simpatico' Massimo Fini invoca il burqa contro le donne e non attacca la cultura del maschio occidentale, affermando sottosotto che è meglio che le donne siano schiavizzate dall'uomo che dalla loro Fica, non mi viene da pensare ad altro.
Per fortuna che almeno noi sappiamo che le discriminazioni contro le donne sono ben altre e proprio quelle di cui si fa fatica a parlarne e che conitnuano protette dal silenzio e incentivate colpevolizzando le donne per non ferire l'orgoglio e l'onore maschile.

27 Ott 2009
E lo Stato italiano distribuisce nuove licenze di stupro in base alla morale della donna
E' stata emessa una sentenza che da la licenza di stupro agli uomini se sei una sex worker. Questa sentenza è assai grave, perchè non solo da agli stupratori la licenza di sturpare una sex worker ogni volta che hanno voglia di stuprare una donna, ma mette in discussione la libertà di chi fa la sex worker.

la sentenza infatti dice così:

'la tesi secondo la quale una prostituta sceglierebbe in anticipo, quando decide di lavorare sulla strada, di privarsi di quella sorta di spessore morale legato alla sfera sessuale. Quindi, la compromissione di

quel bene che nel caso specifico sarebbe il corpo, sarebbe inferiore

a quella riportata da una ragazza che al contrario non ha scelto

di fare la prostituta'.

Da notare come viene ripetuta la parola scegliere, decidere e spessore morale legato alla sfera sessuale, come dire che meritava di essere stuprata perchè non si è comportata come la società patriarcale impone contro queste donne che osano scegliere troppo. Vergognoso è usare il termine bene, come se il corpo non appartenesse alla donna ma allo Stato che impone come quel corpo dev'essere.


Vi ricordate quella sentenza che diceva stuprare una vergine è più grave in seguito alla storia della ragazzina di 13 anni che siccome non era vergine lo stupro era meno grave?
Questa sentenza è assai simile. Dice chiaramente che stuprare una sex worker è meno grave perchè "rinuncerebbe alla propria integrità fisica e morale". Cioè della serie, visto che non fa la brava donna di casa allora si merita lo stupro.

Alla fine viene come al solito dato agli uomini ITALIANI una ragione in più per usare il loro diritto di stuprarci.
Il problema alla base di chi emette queste sentenze è l'intollerabilità che si ha di fronte una donna libera che sceglie di fare quello che vuole sul proprio corpo.
Quindi in poche parole essere prostitute secondo la nostra bella società è più grave di essere uno stupratore. 

La sentenza rispecchia la nostra cultura: una donna per essere tutelata da uno stupro dev'essere una santa, meglio se vergine, meglio se appartiene a qualcuno se no se lo è cercata.

La sentenza è l'ennesimo passo indietro per i diritti costituzionali e giuridici di una donna. Significa che se dobbiamo essere sturpate dovremmo da qui in avanti dimostrare che abbiamo perso sangue virginale e che ci siamo vestite con sobrietà, che non siamo ubriache, che non abbiamo avuto la puttanaggine di iniziare un rapporto e scegliere perfino di sottrarci all'ultimo e che abbiamo almeno un padre, un fratello o un marito, se no ce lo siamo cercate perchè abbiamo messo a rischio la nostra integrità fisica o morale e dobbiamo essere punite.

Da oggi in poi i clienti delle prostitute saranno legittimati giuridicamente a stuprare una sexworker violando della loro autonomia.


Perchè nessuno si mobilita contro questa sentenza? perchè bisogna ancora una volta vietare alla donne di gestire liberamente la propria sessualità?
E' assai grave visto che la sentenza significa che se siamo puttane e bistrattiamo secondo loro il nostro corpo allora è giusto che ci sturano.

Perchè violare la sessualità e la libertà femminile è anche la 
militarizzazione dei treni che vuole renderci delle proprietà altrui, di uno stato, degli uomini con cui abbiamo una relazione amorosa o di parentela  che sono anch'essi legittimati a stuprarci perchè siamo roba loro.
Giusto per dirvene una recente, un padre di famiglia a Varese 
ha stuprato la figlia per 24 anni e poi sua nipotina.

Sappiamo come viene trattato in italia il corpo delle donne, è stato fatto pure un bel documentario. Relegato a corpo di servizio dove chi perseguita le donne che vivono liberamente la propria sessualità sono proprio quei corpi di servizio che si spacciano per ministre delle Pari opportunità. Il corpo delle donne è rappresentato da politica, istituzioni, media come un oggetto dove la donna deve uniformarsi e dove l'uomo puo essere legittimato a stuprarla perchè i cattivi maestri insegnano appunto che siamo oggetti. Ogni tentantivo di libertà che ci prendiamo viene usato come un motivo in più per stuprarci.

Tornando al discorso della sentenza, è molto grave che il nostro paese sta assistendo ad una crminalizzazione di chi vive la propria sessualità in modo libero e sdoganato dalla procreazione, come i gay e le sexworker e si oppone non solo a fare norme che estendono questa libertà ma fanno norme e sentenza che la vietano ancora di più.
Gli omosessuali non sono tutelati poichè nessuno vuole fare una legge che tuteli i loro diritti, le sexworker sono perseguitate dalla velina Carfagna, che le criminalizza.

Il disegno di legge citava la
multa anche al cliente, ma con questa sentenza pare che è vietato per loro comprare sesso ma è consentito stuprarci e sequestrarci. Vietato quindi e criminalizzato in poche parole il sesso consensuale e il diritto della donna di vivere il sesso liberamente. Quindi non solo le sexworker si vedranno multate o carcerate ma avranno lo stupro come penalità. Non mi stupisce se tra poco fanno imporranno le ronde di stupratori.

Non stupiamoci se poi c'è gente (come  Torkieh Sadagheh, che in America ha violentato una donna) che arriverà a dire che lo stupro è un loro diritto costituzionale. Costituzionale ancora no ma non tarderà tanto a legalizzarlo e metterlo sulla costituzione di questo passo tornando indietro di mille anni quando lo stupro era considerato un simbolo di virilità.

Ancora una volta l'Italia si è dimostrata un paese di stupratori e di donne mercificate e trattate come oggetti. 
Ancora una volta la vita e la dignità delle donne viene messa in pericolo.  Conteremo statisticamente come aumenteranno gl istupri sulle sexworker e sulle donne libertine dopo questa sentenza.
18 Ott 2009
Roma: Take back the night

*Take back the night!* 
*Riprendiamoci la /notte/!*

Dopo anni di politiche sempre più restrittive per la libertà di tutti ma soprattutto di tutte, abbiamo pensato di dover ribadire cosa vuol dire sicurezza per noi.Nell´immaginario comune, la notte è sempre stata associata all'insicurezza,alla violenza, alla paura e col tempo noi stesse abbiamo imparato a introiettare l´idea del pericolo del mondo esterno.

Con i /loro/ mezzi di comunicazione assordanti vogliono inculcarci l´idea del terrore della vita che troviamo fuori dalla casa (italiana). Una casa che non dovremmo mai lasciare perché sinonimo di protezione e sicurezza. Ma noi non ci caschiamo. Non ci rinchiuderanno nella prigione delle mura domestiche per far godere l´uomo padr(on)e e marito, che cerca diapprofondire sempre più il senso di controllo sul corpo e sulla libertà delle donne. Non resteremo i nostri corpi per giustificare le politiche sicuritarie e razziste di questo paese ormai alla frutta.  


Siamo pronte a uscire nelle strade e a dirlo a ridosso del 25 novembre,giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Poiché la sicurezza non viene da un maggior numero di telecamere, né dall´emarginazione,incarcerazione ed espulsione degli immigrati (e delle immigrate), ma dalla nostra stessa libertà e autodeterminazione dentro e fuori le mura domestiche. 


Vogliamo vivere le nostre strade anche di notte e vogliamo che sia questo a farci sentire sicure. Vogliamo non sentirci mai da sole. Vogliamo dire questo da donne alle donne, alle lesbiche, alle trans, perché non è sicurezza una città militarizzata, non è sicurezza una città fatta di rondee lame, perché la nostra arma è la solidarietà.

Questa crisi tanto temuta e così poco ammessa viene sfruttata, come è semprestato, per restringere le libertà acquisite in anni di lotte. In tempo dicrisi le classi dirigenti tentano in ogni modo di minare alla base i dirittiumani più elementari: prove ne sono i respingimenti in mare dei migranti, come quelli delle donne nelle case, la negazione del diritto al dissenso attraverso censura mediatica e divieto di manifestazione, la distruzionedella scuola pubblica, la criminalizzazione e la svalutazione delle donne sututti i fronti, specie in campo lavorativo. 

Infatti precarietà o praticadelle dimissioni in bianco restano principalmente problemi femminili,impedendo alle donne, che vogliano sfuggire a situazioni di violenza infamiglia, di farlo. Nessuno si chiede perché i famosi assenteisti di Brunetta fossero in maggioranza donne, dato che sulle donne ricade tutto ilpeso di un /welfare/ sempre meno efficiente.

Tutto questo accade mentre la Chiesa continua a proporre un modello familiare in cui la donna conservi il ruolo di incubatrice e balia, mentrela società diventa sempre più fascista, ribadendo, tra gli altri, il vecchio schema della donna o santa o puttana. Così la violenza è palese solo quando a compierla è il tossico, l'immigrato o il rom e si arriva a giustificare l´ubriachezza dei "bravi ragazzi", che agiscono per soddisfare bisogni dovuti, mentre lo stesso comportamento rende la donna un´incosciente che "se l´è cercata".

Ma in tutti questi casi non si indaga la violenza alle radici, la giustificazione è sempre la devianza, mentre noi sappiamo bene che la violenza è diffusa e propagandata dai media e dalla cultura.

Si sistematizza una violenza più subdola, in un paese in cui escort e prostitute sono messe alla berlina, umiliando e denigrando la donna attraverso comportamenti di certi personaggi politici che vengono imposti come modello vincente.

*E tra l´affanno dei giornali e dei politici preoccupati, anche noi vogliamo dire la nostra.*

*Invitiamo donne, puttane, trans, migranti e rom, lesbiche, gruppi ecollettivi femministi a partecipare all'assemblea che si terrà il 22 ottobre nell'aula autogestita di psicologia la Sapienza (via dei Marsi) alle 18 percostruire una street parade notturna e momenti di riappropriazione dellenostre città attraverso musica, arti di strada e grafiche, il 20 novembrecome tutti i giorni, aspettando il corteo nazionale contro la violenza sulledonne.

x info: takebackthenight@grrlz.net

15 Ott 2009
Chi è l'assassino?
Abbiamo parlato precedentemente di scelte femminili che dai Governi dominati da maschi che proibiscono ogni minima forma di libertà non ci concedono. Tutto ciò trova legame diretto in tutti quei femminicidi che avvengono tutti per lo stesso motivo: lei ha scelto di lasciarlo, lui la uccide.

La settimana prosegue con una variegata moltitudine di femminicidi avvenuti nelle tre settimane.

In Carnia un 'uomo' uccide sua moglie e si suicida, la stampa assassina lo giustifica con l'epiteto depresso. 

A Napoli un altro 'uomo' uccide la sua convivente.  Lo scorso anno aveva violentemente picchiato la compagna ed era stato denunciato per lesioni ma la 'giustizia' assassina ha permesso che lui la uccidesse.

A Palermo, spara alla fidanzata di soli 17 anni e poi si uccide. per fortuna è viva.  "Non ha accettato la mia decisione", ha detto la vittima ai poliziotti prima di perdere i sensi. Stravolto, dunque, il militare ha sparato alla fidanzata colpendola alla testa e poi si è puntato contro la pistola e si è ucciso.

A Rho (Milano) uccide sua moglie che voleva divorziare. La 'giustizia' come al solito non ha fatto nulla per evitare che la uccidesse, lei non è stata creduta come al solito e lui viene descritto quasi come una vittima da alcuni che lo consideravano un padre di famiglia.

Uno stupratore seriale liberato dopo 3 anni che spera di tornare in galera e salvarsi la faccia giustificandosi e definendosi malato. lQuesto dimostra quanto a società prova più pietà per gli stupratori che per le vittime. L'unica cosa che sappiamo che è la giustizia ad essere malata sopratutto quando si tratta di reati contro le donne.

Un altro caso che ci mette in evidenza quando le donne  vengono aggredite nell'indifferenza della gente sulle note del chi tace acconsente.

In un Paese dove ci relegano ad una condizione di subordinazione perfino sotto il feto e dove le scelte delle donne vengono condannate, uccidere una donna che sceglie è considerato normale.
L'assassino è il Governo con la sua 'giustizia' che lascia le donne in mano a mariti violenti, assassino è chi  ha tagliato i fondi destinati ai centri antiviolenza.

Cambiando argomento abbiamo l'episodio di una madre rimproverata perchè allattava un bambino questo caso non a caso non passa sotto l'indifferenza della gente. In italia è ormai molto diffuso il ribrezzo e lo scandalo dell'allattamento e per la maternità. Ma come? Sono grandi estimatori della maternità a costo di non farci abortire e poi provano fastidio se una fa la madre.
Il problema è che non possiamo mostrare le nostre nudità a scopi diversi da quello erotico se no diamo noia. 

Questo perchè viviamo in una società che ci considera unicamente oggetti sessuali o ci tratta da ammortizzatori sociali. Perchè non ci interpelliamo noi madri se dobbiamo mettere al mondo figlie femmine ed allevarle in tale modo senza provare profondo ribrezzo? Perchè non ci ribelliamo? Perchè non andiamo in 'ferie'?

Non ci sono mezzi e ci hanno tolto il tempo di lottare e non ci concedono lo spazio per  lottare. Nessuna assistenza in caso di violenza sulle donne da permettere che ci ammazzino e nessun intenzione ad allegerirci il lavoro che la società ci scarica addosso tanto che non solo non permettono i nostri mal di testa ma permettono che lavoriamo fino al suicidio.

Nella nostra società sembra normale che una donna si sovraccarichi di lavoro, perfino le donne in carriera di grandi aziende vengono venerate dalla stampa. embra quasi un obbligo.

Ci danno delle assassine sempre e comunque: se non facciamo le buone madri, se siamo troppo libere, se pretendiamo di abortire senza dolore. Abbiamo un cancro che impedisce tal mezzi: la Chiesa.
Veniamo etichettate assassine e scomunicate da chi per secoli in nome di un istituzione ha portato violenza, guerre e morte.

Un istituzione che si permette di parlare di vita ma in realtà odia solo le donne, allora perchè non si preoccupa di scomunicare anche chi uccide e stupra donne e bambini?
Perchè se ama tanto la vita compre le spalle ai preti pedofili uccidendo per sempre dei poveri bambini?

La Chiesa cattolica è anche quella che si è permessa di scomunicare la madre e i medici che hanno fatto abortire una bambina di 9 anni violentata e ingravidata ma non ha pensato di scomunicare minimamente il pedofilo.

La Chiesa cattolica è anche quella che ci declassa ad esseri inferiori per fino ad un feto e che reputa un aborto più grave di tante violenze in famiglia compiute da uomini dalla quale manco si pronuncia perchè ogni cosa che fa una donna anche se non è reato è pegigore di ogni reato che nella storia hanno fatto alcuni individui di sesso maschile (come le guerre in nome della Chiesa e i delitti di onore che tanto amavano).

La Chiesa cattolica cerca di impedire ogni forma di libertà femminile e su questo non ci piove. Provo ororre nel vedere come siano sempre individui di sesso maschile a opporsi ad ogni tema che riguarda la liberazione del corpo femminile: come se noi donne parlassimo di castrazione fisica contro stupratori e pedofili.

La Roccella, fa altra disinformazione non meno vergognosa della Chiesa. Ci informa che il farmaco ci uccide (pare frequentemente), racconta la solita storiella. Quante cose uccidonofrequentemente le donne e non se ne parla mai?
La violenza maschile ne è un esempio. Non sarà legale ma la 'giustizia' troppo permissiva su questo ambito è responsabile dell'aumento dei femminicidi.
Gli aborti clandestini ne sono un altro esempio. Avete visto in questi due casi come i metodi più silenziosi e più frequenti nel sopprimere le donne diano meno scalpore.
Le cure dimagranti e chimiche  vendute in farmacia tranquillamente (mentre la RU486 no) uccidono di più e cagionano danni alla salute e disturbi alimentari, ma non fanno scalpore perchè ci vogliono belle e apetibili.
Ci si affida a due casi di morti femminili in caso di RU486 davanti ad una strage che non fa notizia o non si cerca di evitarli, perchè nulla frega delle donne ma dei feti, considerati in italia superiori alle donne.

Un po' come la storia degli stupri, fanno più scalpore quelli che stuprano alla luce del giorno, all'aperto e che siano sconosciuti chemilioni di stupri che avvengono in famiglia e che segnano molto di più. Questo lo scrivo per dimostriarvi che coincidenze non ce ne sono: siamo ben lungi in Italia a considerare le donne esseri umani e autonome dall'uomo.

Abbiamo almeno la civiltà di rivolgerci alle vittime di stupro. Io ne conosco alcune e non solo nei giornali. Una (che ha solo un paio di anni in più di me) che conosco di persona è morta dentro. Stuprata da adolescente da uno stretto parente. Mi fa veramente tristezza pensare che questa ragazza per tutta la vita sarà costretta ad evitare il contatto umano e a sentirsi scaricate addosso le colpe che la famiglia da a lei. Mi fa tristezza che i genitori coprano lo stupratore e non abbiano accolto lo sfogo della vittima che ha avuto coraggio di raccontare tutto e di sporgere denuncia, a tal punto di metterla alla porta (se fosse uno straniero o uno sconosciuto non credo avrebbero fatto la stessa cosa).

Mi ricorda tanto la ragazzina liberiana ripudiata dalla famiglia dopo uno stupro ma che fa più scalpore perchè si pensa che in Italia questo non accada più. Non è successo nell'estremo sud ma al nord dove hanno quei quotidiani che permettono di dare della snaturata a chi abortisce e l'ignoraza di alcuni fanatici della lega che mi ricordano che non mi posso lamentare se mi stuprano perchè sono terrona e loro che ce lo hanno duro devono difendere le padane dai terroni che per colpa mia vengono partoriti (in questo caso si deduce che a noi costringerebbero ad abortire e darebbero la licenza ai 'padani' di stuprare le loro donne).

Mi fa tristezza pensare che un Paese come l'Italia che permette di stuprare una donna o un bambino, non da peso al danno che da alle vittime e si permette pure di aggravarlo, colpevolizzandole e non solo: dare delle assassine a chi vole ribadire che il corpo ci appartiene. Non sono coincidenze: ci stuprano, ci uccidono per effetto della società che non tollera che le donne scelgano, posseggano un corpo e siano capaci di gestirselo. Fanno questo perchè ci considerano assassine come una sorta di non comandate voi nemmen per voi stesse. Per una società patriarcale l'assassino non è chi priva di vivere ma chi lascia che una donna viva libera.

Sono ottimista solo in una cosa: i vent'anni li avremo aspettati, anche se per i pregiudizi ci vorranno altri 20 anni, ma finalmente abbiamo aggiunto un altra tappa in più nel progredimento dei diritti delle donne, ariverà il giorno che non farà più scalpore che una donna raggiunge dei diritti, spero!.

28 Lug 2009

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