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Affissione degli articoli inviati in: Settembre 2009

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Quando è stato l'uomo nero la violenza fa audience solo per vantarsi di diritti civili che non esistono..
Sanaa Dalani, uccisa diciotto anni da suo padre

A proposito del femminicidio di Sanaa. Sanaa era una giovane ragazza marocchina di 18 anni uccisa dal padre perchè amava un italiano, perchè era libera di scegliere. Dicono Sanaa come Hina  dando un tono etnico all'accaduto, vantandosi di diritti civili che non esitono. Saranno molte (come dicono i giornali) le affinità con il femminicidio di Hina Saleem, ma altrettante pure con i femminicidi che milioni di occidentali ci infliggono (ma la stampa non lo ha detto, ha semplicemente ignorato miliardi di vittime).

La stampa ha riportato questo femminicidio varie volte con un attenzione straordinaria. Come al solito quando si tratta di femminicidi (e stupri) attuati da altre etnie queste notizie vengono sbattute in prima pagina. Come dire: Le cose che gli italiani non farebbero mai.

Perchè secondo la nostra società che è consapevole che anche l'italiano ammazza le donne, si tratterebbe solo di depressione anzichè femminicidio scaturito dal fatto che anche l'italiano non tollera che le donne siano troppo libere.

E' inutile che la società s'indigni perchè se no dovrei ricordagli come vivevano le donne in italia fino a 40 anni fa e le leggi che autorizzavano il delitto d'onore e il matrimonio riparatore.

Hanno riportato le dichiarazioni della madre di Sanaa come dire 'che retrograda', come se le donne italiane fino a poco tempo fa o ora non siano così. I media trattano con disprezzo questa donna perchè insinua che se l'è cercata, ma quanti italiani (perfino gli stessi media) ogni giorno dicono la stessa cosa contro le donne che subiscono violenza maschile da italiani? (abbiamo pure le statistiche che confermano quanti sono a pensarlo).


La violenza sulle donne è un fenomeno triste che riguarda tutte le culture, non si cpaisce perchè i  mass media ne parlano solo quando si tratta di stranieri. Come se gli italiani siano in qualche modo dei maestri di diritti civili delle donne.

La cosa più grave è che i sindaci maschi italiani vogliono cacciare le donne di altre culture che in realtà sono solo vittime. Il sindaco infatti,  vuole anche prenderle le figlie. Nessun sindaco sottrarrebbe le figlie ad una madre (straniera o italiana) che sa tutto del padre italiano che le molesta e minimizza tutto accusando le figlie. (e magari questi baldi sindaci pagano gli avvocati agli stupratori italiani come è già successo).

Secondo il nostro Paese gli italiani non coltivano alcun terreno per favorire la violenza di genere. Il primo seme sarebbe la condizione di silenzio attorno a questo fenomeno per paura di disintegrare la consolidata leadership maschile che è 'salita al trono' servendosi di una propaganda televisiva di stampo sopratutto sessista.

Anche le donne occidentali si comportano come la madre di Sanaa. Sono disposte a perdonare i loro uomini in nome di una cultura cattolica che legittima la violenza e poi pretende che le donne li perdonino e li lascino fare.

Una signora che conosco andava a confessarsi da un prete raccontandole che il marito la picchiava. Indovinate il prete CATTOLICO cosa le disse: 'perdonalo'.

Per non parlare di un fatto che mi ha sconvolta parecchio. Una mia conoscente mia coetanea ha subito violenze sessuali da suo zio (non a caso e si spiega da solo il perchè, fratello del padre) e ebbe il coraggio di raccontare tutto a un amica che le offriva lavoro come colf. Morale della favola: la madre l'ha cacciata di casa.

Le donne italiane sono succubi degli uomini e li giustificano anche a causa della dipendenza economica che lo Stato le impone.Questa dipendenza non solo  crea figlie vittime, ma anche le mogli stesse che ogni 3 giorni vengono uccise.

Se non veniamo uccise nel corpo veniamo uccise nell'anima ed è spesso lo Stato a farlo. Quelle che ci fanno sentire socialmente inferiori negandoci un reddito migliore per il fatto di essere donne, quelli che ci dicono di sposare un miliardario perchè non ci vogliono offrire un posto fisso, quelli che mediante i mass media ci fanno sentire sia colpevoli di aver subito uno stupro, sia oggetti sessuali per vendere un programma televisivo, quelli che ci impongono di portare avanti gravidanze indesiderate perchè ci vogliono utili come fabbiche per figli precarie per crescerli e senza in cambio sanità.

Quindi credete ancora che le donne italiane godano più diritti di una di cultura islamica?
Pensate che i padri italiani non considerino le proprie figlie delle proprietà e non le ostacolino nelle loro scelte sentimentali perchè gelose dei loro fidanzati?

Pensate che sia uno Stato civile quello che ci da il ruolo di corpi di servizio e punisce penalmente le donne che si difendono dalle molestie (o tramite insinuazioni sulla propria moralità sessuale contro chi si difende denunciandoli)  mentre lasciano gli uomini liberi di molestarci perchè non vanno conforme con quel modelo di donna che si fa difendere da un uomo? E per non allungarci tanto vi ricordate quanto questo è affine con la riduzione di pena all'assassino della Reggiani solo perchè si è difesa? Nessun giornale si indigna facendo il nome dell'ultima vittima collegandolo al caso Reggiani.

Vi rimando ad un interessante articolo:


SIAMO TUTTE SANAA
[Evviva il patriarcato degli altri!]

Siamo tutte Sanaa perché tutte potremmo essere vittime di qualche uomo che ci ritiene di sua proprietà; che per questo ci uccide, per questo ci violenta, per questo ci insulta, per questo usa la nostra immagine e ci tratta come oggetti, per questo ci offende.


Nei soli mesi di luglio e agosto, dalla cronaca di questo paese abbiamo contato 30 femminicidi; una donna uccisa ogni due giorni. Generalmente donne uccise per mano dei rispettivi mariti, semplicemente perché come lo sciagurato padre di Sanaa non volevano che la “loro” donna trasgredisse la loro volontà, o, ancora più sciagurati, decisi al suicidio non hanno saputo morire senza trascinarsi dietro anche il resto della famiglia; che la “loro” donna non gli sopravvivesse; che quell’estremo atto fosse il certificato unico di proprietà esclusiva, inconfutabile, eterna. Succede spesso; è successo da poco anche in Friuli.

Nessuno si è scomposto.


Oggi, dopo l’efferato assassinio di Sanaa per mano del padre, apprendiamo che tutte le gerarchie del potere: Governo, Regione e Provincia si costituiranno parte civile.

Dal locale Messaggero Veneto rimbombano i proclami morali di Ferdinando Camon e scintillano le spade di fuoco degli arcangeli della Santa Padania.
 

Tutte le anime belle che non abbiamo mai sentito prodursi nemmeno in flebili guaiti per le tante donne uccise dai coltelli, mazze e martelli nel caldo cuore della famiglia cristiana dove ogni buon credente può praticare una shaarìa tutta sua. Non un fiato per le donne di altra nazionalità uccise da uomini di pura razza italiana. Silenzio di tomba. 


Diteci: perché? 

Perché l’assassino è un marocchino. Punto. Morale ad personam. Dimmi chi sei e ti dirò come ti giudico. 
I conti tornano. Tornano i conti con il G8 contro la violenza sulle donne che si è da poco concluso a Roma in coda e a margine di quello più famoso nonché inutile de l’Aquila.


La ministra di un governo che si sta distinguendo -grazie alle battute idiote del suo premier- per il massimo disprezzo nei confronti delle donne, si è fatta il restyling attraverso questa iniziativa voluta dal dicastero che potremmo chiamare delle “Papi Opportunità”.


Barbara Spinelli
 ne fa una lucida cronaca intitolata appunto: “Carfagna contro patriarcato degli altri”.
Quello delle mutilazioni genitali femminili, quello che copre le donne col burqa, quello che ha armato la mano del padre di Sanaa … ma soprattutto quello che permette di nascondere e ignorare il patriarcato di casa nostra.


Chiamiamo patriarcato il silenzio intorno ai femminicidi di cui abbiamo detto, gli stupri, le violenze, le molestie e le ancor più odiose insinuazioni sulla moralità delle donne quando ne sono vittime; chiamiamo patriarcato tutta la subcultura di oggettificazione della donna che per prime le televisioni del premier elargiscono a reti unificate; tutta la pubblicità sessista che pervade le nostre vite a goduria della volgarità maschile senza che alcun moralista alla Camon si inalberi e chiamiamo miserabile patriarcato l’ennesima operazione che vedrà la libertà di scelta delle donne usata come moneta di scambio nella ricucitura dello strappo tra la santa madre chiesa e il governo dei papiminkia. Il silenzio del vaticano sulle fornicazioni in cambio di appoggi all’obiezione di coscienza su pillola del giorno dopo, blocco della RU486, di più restrizioni possibili all’aborto, …poi ci sarà il testamento biologico e così via


Intanto, mentre aspettiamo di vedere l’applicazione della legge sullo stalking ci godiamo sentenze come quella che stabilisce che alla donna cui un’operazione chirurgica sbagliata impedì di poter avere rapporti sessuali, è stato riconosciuto un risarcimento da assegnare al marito. Cioè: il danno lo ha subito lei, ma ad essere risarcito è lui! Che ne dite?


Oggi, nel roboare di una classe politica la cui sottointesa espressione razzista ammorba ogni giudizio sulla tragedia di Montereale Valcellina; aspettando le prossime costituzioni di parte civile per le prossime donne di qualsiasi nazionalità uccise per mano di uomini di qualsiasi nazionalità, anche italiani, il nostro pensiero e il nostro cuore vanno a Sanaa, una di noi, vittima di un uomo che non la voleva lasciare libera, come Adriana, come A.D.M. (nemmeno il nome ci hanno messo), come Tatiana, come Hemine, come Mariagrazia, come …. 

Dumbles - 17 settembre 2009

Fonte: http://www.ecologiasociale.org/pg/dum_int_sanaa.html

20 Set 2009
In breve:Il nostro corpo e l'utilizzo sociale
Mentre sappiamo già bene in Italia come le donne vengono trattate, ridotte a corpi di servizio ci si mette la Carfagna ricordandoci che oi donne serviamo solo per dare figli alla patria. Mentre pochi giorni fa per farsi figa, ci fa sapere che in italia c'è machismo (come se non lo sapessimo). Peggio ancora, collega la violenza contro le donne all'immigrazione. Più avanti intende contrastare la violenza sulle donne riportandoci a casa.

Parla assieme alle donne del PD di lavoro di cura, di riconciliazione arrivando alla soluzione che le donne se sono vittime degli immigrati sono vittime a causa loro e la soluzione per impedire le violenze domestiche ssarebbe quella di riportarci tutte a casa a fare lavori di cura. Vogliono abbreviare il lavoro fuori casa per CONSENTIRE il lavoro domestico, creando delle politiche che ci fanno uscire sempre di più dal mercato del lavoro, poi voglio vedere come aumentano le violenze se si legittima la cultura della dipendenza all'uomo e la subordinazione!

E' proprio la dipendenza all'uomo che viene imposta alle donne un motivo in cui gli uomini si sentono legititmati a fare violenza sulle donne perchè considerate delle proprietà da lui difficile sfuggire.

Secondo l'ultima analisi in Italia nostri corpi che vengono considerati ancora oggi oggetto di piacere per utilizzatori finali e 'cose' per sfornare figli e per soddisfare i piaceri maschili. Non si investe per il lavoro femminile e il miglioramento della nostra condizione a causa di questa cultura che ci relega al mero ruolo di corpi.
Detto da una exshowgirl mi da i brividi: sembra voglia dire 'da ragazze siete oggetti sessuali e poi appena vi sposate dovete esistere solo per fare figli e se volete arrivare in Parlamento puntate sempre su un corpo'

Si fa ancora fatica pensare che il corpo appartenga a noi e che della nostra sessualità ne facciamo ciò che vogliamo.
C'è una tendenza non solo in italia a svalutare le donne e le proprie capacità. A proposito di questo ho letto un interessante articolo sull'unità. Parla dell'annullamento delle donne che continua attraverso i nostri mezzi di comunicazione.

C' un regime che parte dalle tv e finisce in Parlamento. Queste donne non sono solo ex-veline e decorazioni ma hanno idee molto maschiliste. Sono corpi di servizio, punto.

La stessa Carfagna per paradosso   parla  al G8 di immagini veicolate dai media che degradano le donne, come se lei non abbia contribuito a questo. Intanto  berlusconi ci mette di nuovo tutto il suo maschilismo affermando che "le donne sono il miglior dono di dio agli uomini!" e facendoci capire che siamo oggetti sessuali e corpi di servizio, come dicevo prima.

Il G8 è stato uno schifo, le donne non hanno avuto voce e tutto è servito solo per far vedere che i bianchi rispettano le donne. Hanno parlato di violenza sulle donne escludendo le associazioni femminili e alle donne attive sui territori che sono erano presenti non gli è stata data parola , così nessuna ha potuto contestare il sessismo nel nostro Paese e la poca tutela che ricevono le donne se chi le fa violenza è italiano, non hanno potuto dire che il governo che fa il paladino è il primo a trattarci come oggetti. Se le donne non hanno voce nemmeno negli argomenti che le interessano come si fa a contrastare la violenza? Non è anche questa una forma di violenze sessuata?

Anche l'America non è esente da una nuova ondata di misoginia. Ci sono dei fanatici che attaccano la sessualità della donne e l'autonomia, con l'unica differenza che non avviene all'interno delle isittuzioni ma tramite gruppi pro-life che si difondono a macchia d'olio.

Senza mezzi termini attaccano le donne che la danno via facilmente etichettandole come troie, non attaccano gli stupratori, anzi attaccano per farla breve le donne che abortiscono dopo uno stupro o incesto caricando addosso alle donne il dolore e il peso di una gravidanza non voluta da loro.

Paese che vai sessismo che trovi,....insomma

16 Set 2009
Rosa · 416 visite · 2 commenti
Categorie: Violenze di genere, Carfagnate, Cronaca
L'italia è una Repubblica fondata sulla svalutazione della donna
Gli stupri di gruppo nel nostro paese compiuti da italiani sono molto frequenti in questo periodo. Dopo la notizia dello stupro di gruppo avvenuto a Napoli, seguono altre vicende di stupro.

Una tredicenne disabile è stata violentata in branco nel palermitano. La violenza sessuale è avvenuta nella notte tra il 16 e 17 agosto scorsi. Quattro giovanotti l'hann oviolentata e lasciata a terra in preda di un emoragia minacciandola di morte se raccontava l'accaduto. ma lei ha avuto la forza di denuciare ma la sua vita  come tutte  le donne violentata è stata segnata.

Un altra ragazzina violentata  vicino a Reggio Emilia. La vittima ha solo 15 anni ed è stata trascinata con la violenza inaudita e presa a calci e pugni.

Un altro stupro di gruppo a Milazzo dove ci fanno anche sapere che i ragazzi sono di buona famiglia. Siamo alle solite: o sono depressi o sono di buona famiglia.

Ma cosa sta succedendo?
La violenza contro omosessuali e donne nel nostro Paese è in aumento. più che dire le cause di questi fenomeni non faccio che ripeterlo.

Inoltre non mancano i femminicidi. Per la società tutti malati.

La sessualità delle donne viene ancora subordinata ll'uomo e i suoi piaceri. Ad esempio l'ultima sentenza della Cassazione la dice lunga.
Inoltre è fortemente radicata nel nostro Paese una cultura dove la donna è considerata un oggetto sessuale. Un ragazzino che fin da piccolo viene esposto agli abusi che le donne subiscono in tv cresce con un idea distorta dell'immagine femminile.

La donna in tv è fortemente umiliata e quel che peggio che ogni tentativo di far aprire gli occhi alla gente viene immediatamente censurato.
Il trailer è del film videocracy che denuncia la dittatura berlusconiana dell'apparire mostrandoci alcune immagini prese dalle sue tv (e volute da lui) dove alcune scene puntano a volgarità umilianti che hanno a che fare con la mercificazione della donna, condizionando generazioni intere.



Un ragazzino cosa impara da tali immagini?
Cosa impara vedendo uno che strappa i vestiti ad una donna e la lascia nuda?
Cosa impara vedendo una donna denudata ed appesa assieme a dei prosciutti a farsi marchiare le chiappe (citando il documentario della Zanardo)?

No ci vuole molto a capire com l'immagine femminile nelle tv veicoli subordinazione della donna:



Una donna ridotta a mero oggetto sessuale,proprio come la considerazione che ha uno stupratore della vittima.
L'umiliazione mediatia delle donne ha prodotto tutte quelle discriminazioni che sono presenti nella nostra società, poichè le donne perdono credibilità, perfino quando subiscono violenze sessuali.

C'è un documento del 2004 che spiega cosa questo proponimento ossessivo di immagini provoca nella società. Peccato che siamo nel 2009 e non è servito  nulla.
Molti si sono moblitati contro questo degrado ma le polemiche non hanno mosso il panorama italiano.

Di movimenti femministi non se ne parla più come tutte le azioni delle donne che richiedono voci.

Più incarni il modello maschile di donna stereotipata più fai successo. L'Iitalia è una repubblica fondata sulla svalutazione dell donna, sul sessismo e sulla misoginia che sfociano fino alla violenza sulle donne e la loro eliminazione. Tutta questa svalutazine della donna fa parte di quel territoio che diventa fertile per alimentare atti di la violenza contro le donne. Creando quella cultura sessista che legittima la violenza.  Della serie: sei un essere inferiore, una troia un oggetto e quindi del tuo corpo ne faccio quel che voglio perchè servi solo a questo.

Fa parte dello stesso terreno fertile la difesa degli stupratori e violenti giustificandoli, dandogli dei depressi, dei malti o addirittura addossando le colpe alle vittime. 
Un terreno che continua a crescerecon amore e cura i suoi frutti della violenza.

Update, ovvero anche gli inglesi nn sono da meno: A proposito di sessismo leggete queta recente ricerca inglese. Ci sono allusioni sulla presunta stupidità che dovrebbe possedere una bella donna:praticamente le donne belle o sono tutte sceme se sn dalla parte della preda o sono grandi selettive in base al conto in banca  di un giovanotto (come se la donna non ami il sessoine se stesso o da una botta e via) e gli uomini tutti intelligenti che peccano solo di  mancato controllo davanti all'avvenenza fisica (se sei maschio pensae al sesso e via è lecito), oltre a sottolineare che noi donne cerchiamo stabilità economica.
07 Set 2009
Rosa · 430 visite · 3 commenti
Categorie: Violenze di genere, Cronaca
Del diritto di coito e altre storie by femminismo a sud

La notizia del giorno: siamo in puglia e una donna si sottopone ad un intervento ginecologico. Ci sono dei problemi, il chirurgo sbaglia e impedisce alla donna di avere rapporti sessuali per tutto il resto della sua vita. C'e' un processo e il giudice, considerando la privazione cui è stata sottoposta la donna decide per un risarcimento. Indovinate a chi è diretto? Ma al marito, naturalmente. Lei ha subito gravi conseguenze che le hanno impedito di avere una sana e piacevole vita sessuale e secondo il giudice il risarcimento spetta al marito. Al marito invece che a lei. Qual è il problema? Che il giudice ha ritenuto che la privazione non riguardasse la persona direttamente colpita. Ha ritenuto invece che il danno fosse stato fatto a suo marito riconoscendogli un diritto di coito cui è corrisposto un risarcimento.

Riepiloghiamo: per il giudice il corpo di una donna non serve ad altro se non a soddisfare il diritto al coito del coniuge. Se un medico danneggia il corpo di questa donna non provoca un danno a lei medesima ma al suo legittimo proprietario ovvero a suo marito. Danneggiare l'attività sessuale di una donna non si fa perchè quella donna deve avere un corpo funzionante per dare piacere al suo uomo. Questo è quello che dice la sentenza.

Lo spieghiamo ai più tardi di comprendonio: il corpo delle donne non esiste per dare piacere ai maschi ma per dare piacere a se stesse e dunque una donna privata del diritto a godere del piacere di fare sesso risente di una mancanza per se stessa e non perchè manca di assolvere ad un ruolo nei confronti del compagno. Tutto chiaro, no?

A Caltanissetta una donna ha aspettato che il marito uscisse di casa e poi si è buttata dal quinto piano. Sua figlia dormiva. Lei è morta così. Scrivono che era depressa e ci viene subito in mente la quantità di volte in cui è un maschio ad essere descritto come un depresso e decide di farla finita. Prima di morire però l'uomo ammazza qualcuno da portare con se', anzi in genere stermina tutta la famiglia. La donna invece si è suicidata da sola, senza ammazzare nessuno, forse immaginando di non essere necessaria, di non avere più nulla da dare, stanca di tutto, ha smesso di respirare. E' triste dirlo ma uomini e donne non si somigliano proprio. L'ombra della violenza maschile resta impressa anche in questi ritagli, mentre noi piangiamo questa donna che avremmo voluto conoscere e salvare.

Tra parentesi, a Venezia il 9 settembre, in occasione del festival, proiezione e discussione intorno al tema della violenza maschile contro le donne in ambito domestico. Se siete da quelle parti, qui alcune info.

Questa decisamente non è stata una buona giornata. Non lo è stata per Sara, la donna che si è suicidata, e non lo è stata per chissà quante altre che minuto dopo minuto venivano uccise socialmente o fisicamente nel proprio contesto familiare.

Buonanotte Sara, buonanotte sorella. 

Restiamo sveglie noi per te. E' il nostro turno di combattere. E grazie. 

Da femminismo a sud

Non siamo tanto lontani da paesi che autorizzano lo stupro delle mogli ai rispettivi mariti! Tanto per farvi apire che anche il nostro Paese per quanto possa indignarsi considera la donna un oggetto sessuale.

04 Set 2009