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Le istituzioni italiane hanno lo stupro nel sangue
Continuo il discorso sullo stupro di Montalto di Castro.  La mamma della ragazza afferma che la figlia non ottiene giustizia perchè i suoi violentatori sono italiani. Quanto ha ragione poichè appunto il sindaco del paese che dice che solo i rumeni stuprano perchè ce lo hanno nel sangue, mentre gli italiani non stuprerebbero mai.
Praticamente tutte le donne italiane e non che denunciano una violenza sessuale compiuta da un italiano si inventerebbero tutto. Un popolo di donne bugiarde insomma.

Ciò non mi scandalizza più di tanto poichè anche la LEGA NORD con le sue politiche razziste securitarie che accusano solo il rumeno, mettono in dubbio che gli italiani stuprano e mettono a dura prova la credibilità della vittima. Sono stati meno schietti nell'ammetterlo, ma il senso è questo.
 Appunto, questa affermazione ricorda molto le politiche razziste del Governo contro gli stupri compiuti dai rumeni lasciando impuniti e in silenzio quelli compiuti dai nostri bravi connazionali.

Atteggiamento tipico di destra e sono sconcertata che anche il PD che si considera sinistra possiede del membri così razzisti e maschilisti.
In un Paese civile non solo questo sindaco non sarebbe arrivato dove è ma non lo avebbero lasciato candidare dopo che voleva pagare la difesa agli 8 sturatori.

Se gli italiani non hanno lo stupro nel sangue e sono dei bravi ragazzi come mai tutta Montalto si scaglia contro una pover vittima definendola 'colei che se l'è cercata'? come mai un 70enne voleva mettersi in fila?
Come mai i siti riportano una vesta rassegna violenta dove gli autori sono italiani?

Così anche le istituzioni che fanno i razzisti, per sentirsi superiori e poi l'handicap della 'giustizia' permette comunque di assolverli, questo dimostra quanto la società italiana alla fine da poco peso al reato di stupro al momento del processo ma ne da tanto solo a parole utile per alzare il livello di xenofobia e per far si che alcuni psicopatici si convincano che solo il rumeno stupri e usino queste campagne razziste per giustificare l'italiano e mettere a dura prova la nostra credibilità. Se fosse italiano non sarebbe stati assolti per scadenza di termini ma per volontà del giudice, ma questo è un altro discorso che non voglio affrontare di nuovo..

Per non parlare del fatto che se lui è italiano e sopratutto nostro marito la stampa ci fa capire che gli italiani non stuprano ma sono 'troppo machi e sessualmente intraprendenti'-prima di leggere il titolo, mi sembrava troppo bello per essere vero che parlassero la prima volta di stupro coniugale trattandolo come tutti gli altri. Non c'è più bisogno di spiegare perchè se si tratta di un italiano che stupra la moglie nessuno ha coraggio di usare la parola stupro sostituendola al 'troppo sesso', come se costringere la moglie a far sesso fosse un diritto maschile basta che non ecceda troppo. Come se ignorassero che la parola sesso racchiuda un sinonimo di consensualità. Di questo passo faranno una legge che stabilirà quante volte nostro marito potrà usufruire del nostro corpo. La pena inflitta comunque è inferiore a quella di Fabrizio Corona.

La Stampa  e i blog contina a mostarci che il problema del maschilismo risiede solo in quel piccolo paese mentre tutto il resto d'italia sarebbe più evoluto, ma sappiamo che non è cosi visto hanno consentito al sindaco di ricandidarsi. Avere un membro che difende gli stupratori al governo vuol dire contrastare la lotta contro le violenze quotidiane che subiamo. 

Se non c'è sessismo altrove perchè stampa permette che certe donne scrivano articoli del genere mettendoci in guardia che ci cerchiamo lo stupro? Lei attacca la libertà che hanno molti genitori a far uscire le figlie di casa 'come i maschi', mentre non si pronuncia su quella cultura che permette ai ragazzi di uscire liberamente senza insegnagli che il sesso è consensuale. Quindi secondo l'autrice solo la femmina va educata e il maschio lasciato libero di restare con le sue idee sul sesso e sul piacere  e la colpa sarebbe dei genitori che non le educano, facendo dello stupro un dato biologico irrinunciabile come una specie di 'ogni lasciata e persa' o 'l'occasione fa l'uomo ladro'. Rievocando perfino lo spettro del rischio gravidanza, senza includere che oggi ci sono dei mezzi per prevenirle e che vanno insegnati dai genitori e anche ai maschi. Quale sarebbe la soluzione dell'autrice in poche parole? Chiuderci in casa? o farci uscire con 8 soldati?

La stessa mentalità di Montalto, appunto, dove continuano a considerare la ragazza una poco di buono (sin=criminale?) e considerano legittimo lo stupro perchè lei non era una ragazza seria perchè in pineta era con più ragazzi.
Quella mentalità c'è in gran parte del paese a partire dalle istituzioni che graziano gli stupratori perchè italiani fino alla politica  (indipendentemente dal colore politico).
Ad esempio abbia fatto più scandalo che un politico andasse con un trans e indotto alle dimissioni Marazzo solo perchè frequentava trans mentre hanno lasciato che Carai si candidasse alle primarie.

Poche donne in italia denunciano quando subiscono violenza. Hanno capito che non serve a nulla se denunci (sopratutto se è un italiano) perchè nessuno ci crederà, nessuno si metterà dalla nostra parte, che il paese è troppo arretrato per comprendere il concetto di consensualità, di libertà femminile,di stupro e per parlare di sessismo.

Noi lo abbiamo visto con il caso di Montalto di Castro, che non è certo un caso isolato.
Denunciano solo il 4% delle donne, molte addirittura non parlano con nessuno dell'accaduto.
Questo dimostra che c'è anche tanta paura, c'è tanta paura di apparire come colpevoli o responsabili.

Lo studio rivela che sono sopratutto gli italiani a stuprarci,altro che romeni con lo stupro nel sangue!
Ho notato pure che la scarsità di denunce è direttamente proporzionale con la spaventosa percetuale di donne che subiscono violenza. Essa descrive come nel nostro Paese violentare una donna è una cosa quotidiana,vista quasi come un 'diritto' del maschio italiano vista la frequenza del reato e lo scoraggiamento nel denunciare visto manca la solidarità alle vittime.

Da notare che si consumano in famiglia, quei luoghi che sono protetti dalla società e che non vengono nemmeno presi in considerazione quando si parla di stupro.
Inoltre sono quei luoghi dove vige la disparità di genere, dove attorno ad essi si fanno politiche familistiche e di protezione alle donne che subiscono violenza da estranei, sopratutto stranieri, invocando quel 'difendiamo le nostre donne'.
Quel senso di proprietà legittima gli uomini di famiglia allo stupro:

'Una donna su tre tra i 16 e i 70 anni nella sua vita è stata vittima dell’aggressività di un uomo, ma solo pochissime lo hanno denunciato: 6 milioni 743 mila le donne che hanno subito nel corso della propria vita violenza fisica e sessuale (il 31,9% delle donne che vivono in Italia), mentre il 4% di loro ha chiesto l’aiuto delle forze dell’ordine o di centri d’ascolto e associazioni. Lo rileva una ricerca dell’Istat condotta dal 2006 con interviste a 25 mila donne. In quasi 4 milioni sono state vittime di violenza fisica (il 18,8%) circa 5 milioni (il 23,7%) di violenza sessuale (da parte del proprio partner il 6,1% e di un altro uomo il 20,4%). Più di un milione di donne ha subito la più brutale delle violenze sessuali, lo stupro o il tentato stupro. A ottenere con la forza rapporti sessuali è spesso il partner (il 70% delle volte) e in questo caso lo stupro è reiterato. Il 6,6% delle donne ha subito una violenza sessuale prima dei 16 anni, e più della metà di loro (il 53%) non lo ha mai confidato a nessuno. Gli autori delle violenze sulle minorenni sono degli sconosciuti una volta su quattro, nello stesso numero di casi sono parenti (soprattutto zii e padri) e conoscenti'.

Percentuali spaventose considerando che la ricerca è stata fatta nel 2006 e che è sicuro che sono aumentate. 

Tutto ciò sommato alla difficoltà ad affrontare questo tema nelle istituzioni, nelle scuola e in politica, difficoltà che è responsabile dell'aumento degli stupri. Le istituzioni, compresi  mass media,come l'opinione pubblica sono responsabili e quindi hanno lo stupro nel sangue.

C'è un certo Massimo Fini ad esempio che preferisce il burqa alle donne che si offrono in cambio di favori, dando però colpa principalmente alle donne.
Il suo articolo è profondamente sessista. Cosidera poco importante che siano gli uomini a sfruttare le donne, che esiste la riduzione in schiavitù, che esiste la discriminazione nel lavoro in inversamente proporzionale alla misura del seno e alla disponibilità sessuale richiesta proprio dai datori di lavoro e nelle scuole, esclude che riceviamo redditi e mansioni nettamente inferiori a quelli maschili quindi questi vantaggi li ha letti in qualche fantasy. Se una donna usa la Fica per ottenere vantaggi-o che fa lil calendario per andare in tv o che chiede sesso per ottenere una promozione-è perchè sa che in una società machista come la nostra non li può ottenere in un altro modo. E i signori uomini quando non si concedono a queste signore mica si ribellano se non puntando il dito contro queste donne.
Accusa queste donne dandole l'epiteto di puttane proprio perchè sono loro a gestire il potere della Fica e non gli uomini, classica affermazione da cultura dello stupro dove si racchiude quell'humus di violenza che porta a stuprarci perchè ci considera tutte puttane in quanto proprietarie della nostra Fica. Non a caso lo stupro è l'intento di strapparci di dosso l' autodeterminazione del nostro corpo.
A lui amante del burqa mi viene da dire:

a) Che ama talmente il burqa per imporlo alle donne che sono troppo libere nel usare la Fica. Perchè è impossibile preferirlo come modello di liberazione visto che non lo è e visto che attacca solo le donne che vivono usando il FICA POWER.

b) Non sa che il burqa è lo stesso un simbolo di schiavitù quanto lo è la mercificazione femminile nelle società capitalistiche (due facce opposte della stessa medaglia) e che si vede pecchiamo di un modello alternativo da proporre se non sempre gli stessi modelli che oltre ad essere proposti dagli uomini sono anche imposti e liberticidi. Visto non c'è alcun modello proporrei una bella vagina dentata.

c) Non penso che lui avrà l'occasione di indossare il burqa che invoca tanto.

Dagli ultimi due articoli che ho pubblicato nel blog ho notato che la cultura italiana sia un pochino filo-islamista. Ma non posso dirlo con precisione perchè se no rischierei di essere fraintesa e farvi capire che io sono convinta di considerare l'occidente evoluto mentre non lo è.
Ma se quando una donna viene stuprata un intero paese invoca l'impiccaggione a lei e la madre, un giornale di consiglia di chiudere le figlie che istigano lo stupro in casa perchè i maschi non riescono a controllarsi e un 'simpatico' Massimo Fini invoca il burqa contro le donne e non attacca la cultura del maschio occidentale, affermando sottosotto che è meglio che le donne siano schiavizzate dall'uomo che dalla loro Fica, non mi viene da pensare ad altro.
Per fortuna che almeno noi sappiamo che le discriminazioni contro le donne sono ben altre e proprio quelle di cui si fa fatica a parlarne e che conitnuano protette dal silenzio e incentivate colpevolizzando le donne per non ferire l'orgoglio e l'onore maschile.

18:50:10 . 27 Ott 2009

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http://Esseredonneinitalia.womanblog.com/______-b1/Le-istituzioni-italiane-hanno-lo-stupro-nel-sangue-b1-p59994.htm

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