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no alla violenza sulle donne
Blog moderato

Chi attacca gay e trans per difendere l'eterosessualità maschile come modello alla base di un paese maschilista
Il papa dopo averne dette tante in pochi anni che è stato eletto prima sulle donne e la loro autonomia riproduttiva e sessuale in materia di aborto e contracezione. Ha cambiato capro espiatorio contro gay e transgender. Sembra quasi una coincidenza lo stupro che subì una trans a Parma pochi giorni fa. Ma una cosa è certa: non si stupra mai senza motivo, un individuo è vittima di stupro (o violenza in generale) a causa della condizione sociale in cui viene sottoposta in un contesto, che crea carnefici. E dire che in Italia si è complici di questo è poco. Infatti ecco qua gli attacchi del Papa.

Caso strano noto che Ratzinger attacca spesso l'identità sessuale di una persona come se abbia nella mente prefissata un ideologia perfetta di gender da difendere a discapito di chi considera indegne di vivere nel nostro universo.

La sua eterosessualità difesa in modo che schiacci l'identità sessuale di altre persone viene cammuffata secondo la logica fascista della procreazione e la difesa della specie umana. Ma se andiamo infondo infondo a lui che gliene frega se la razza umana prolifera o no?

Mussolini, benchè fossero logiche antidemocratiche a livello di mercificazione umana, durante il ventennio aveva esigenze di truppe per far fronte alla guerra, il Papa molto probabilmente usando ideologie fasciste vorrà più preti nel suo vaticano, anche se non si sa per quale motivo stì preti non possono procreare tra loro, così ci leviamo molti fastidi. O magari vuole aumentare il numero di fedeli cattolici contro il mondo islamico..chi lo sa..

Se andiamo ad analizzare i criteri della difesa eterosessuale Vaticana vanno a condanare chi cambia sesso in ragione del fatto che i preti non possono essere donne e pare da poco nemmeno gay. Però pedofili sì, purchè maschi.

Questa discriminazione porta a schiacciare il "diverso" e in certe categorie anche il diverso che tanto diverso non è (ad esempio le donne) visto che l'Italia è maggiormente formata da donne. Dobbiamo piuttosto parlare di quella casta maschile che il Papa tende a difendere ma nei modi sbalgiati ed ideologisti che fanno di lui una categoria superiore.

Non ne faccio solo una questione di Chiesa. L'italia chiesa o non chiesa è sempre stato un paese maschilista, con buona pace di chi ci fa credere che ci sia parità di sessi perchè vuole farci credere il femminismo sia ormai qualcosa di superfluo (paura eh?).

Io mi faccio le solite domandine curiose che mi portano a chiedere perchè mai il maschismo eterosessuale tende a credersi superiore a tutte le altre identità di genere?

Perchè il bisogno di mettersi la primo posto e sentirsi legittimato a condannare chi è diverso?

Chi dice che essere gay, trans o donna, è sbalgiato inizi a pensare che le posizioni eterosessiste sono assolutamente sbagliate.
Un atteggiamento tipico italiano che non centra nulla con la chiesa, dato che i preti non si sposano, è il luogo ocmune che si è creato sul maschio italiano creato come un individuo che deve sfoggiare la sua maschilità in rapporto al numero di donne che si deve ingroppare.

La storiella del latin lover è ancora presente nella mentalità latina (non a caso il nome). Ma la cosa sbagliata sono le posizioni che si sono create attorno a questo luogo comune. E' il rapporto di potere che l'uomo eterosessuale deve avere sulle donne considerandole più che persone delle "cose" per dimostrare agli altri che non sono gay, applicando allo stesso tempo pressioni sul mondo omosessuale.

Da qui nasce la visione della donna come un oggetto sessuale. La donna secondo il mondo maschile non si sente in dovere (e seguito in diritto) di impiegare la propria attività sessuale per dimostrare di essere etero, perchè essere maschio gay, significa nel mondo maschilista essere un pò donne, ed essere donne per quel mondo significa essere inferiori, quindi oggetti.

L'omofobo traendo conlusioni è uguale al misogino. Non sopporta la parte femminile che ogni transgender  o gay possiede. Non sono ignara del fatto che anche molte donne cambiano sesso, ma sono numericamente inferiori e ricevono meno critiche dalla chiesa.

Il nostro paese è maschilista e va a braccetto con l'omofobia crescente. Per dimostrarvi che ci sono legami pensate al mondo arabo dove vengono perquisiti gay e trans e non a caso sono paesi in cui la condizione femminile è disastrosa.
I mass media italiani mostrano sempre di più un fenomeno crescente di odio verso le persone gay e trans gender, trattati come macchiette e addirittura una trans sculetterà mezza nuda al Bagaglino, insomma un modo per incoraggiare la condizione crotoca in cui le trans vivono nel nostro paese, una forma di ridicolizzazione fascista.
Che poi magari pensate che sono io che vedo con occhio sbagliato la situazione e che magari molti reputano il fatto che la tv si è aperta alle veline trans perchè la discriminzazione sta diminuendo. Ma comunque preferisco restare dell'opinione che la mercificazione umana è un fenomeno discriminativo, perchè nè leva la funzione di persona.

Un po come quella esibizione dell'eterosessualità maschile tipica italiana, che tende ad esibire ragazzine appena 18enni seminude in quasi tutti i programmi che riduce le donne ad oggetti in tv, per dimostrare che gli uomini apprezzano la bellezza femminile, dimenticandosi il loro status di persona. Curiosa la coincidenza data dal fatto che il nostro paese è anche quello che censura le scene gay da cartoni e film. Della serie gli uomini etero hanno diritto ad una sessualità con film ad hoc muniti di carne fresca di donna, dove i nudi in evidenza sono solo femminili giusto per non lasciare intendere che il film erotico sia anche una prerogativa sessuale di qualche voyeur gay oltre che delle donne che non devono sentirsi persone attive nel rapporto ma solo oggetti.

Quindi il risultato è la paura patriarcale di perdere il controllo degli altri gender, nonchè, di rendere la donna troppo libera nella sessualità e di omosessualizzare dall'infanzia l'uomo o anche la donna, fuori dai canoni in cui si vogliono le lesbiche oggetti sessuali dell'uomo etero, perchè attorno alla creazione intorno alla figura che fa della lesbica oggetto di desiderio c'è dietro un lavoro ideologico di controllo maschile. ( la censura inizia dai cartoni animati). In un altro post vi parlo delle violenze che subiscono le lesbiche perchè sfuggono a quel controllo impostole.

A me irrita la passività in cui viene messa la donna e l'invisibilità in cui vengono messe le persone trans e gay nei mass media.
Notizia buona che all'isola dei famosi ha vinto Vladimir Luxuria, simbolo che il pubblico sta cambiando e non è come la tv ce lo vuole mostrare.
La tv è come la chiesa, contenitore di luoghi comuni sessisti ma con la differenza che ultimamente si cimenta con il mettere alla prova. Pochi anni fa al Grande Fratello vinse un ragazzo omosessuale. Ma ciò non toglie che le discriminazioni restano comunque nel nostro paese.

Il pericolo del nostro paese non è la chiesa ma sono i politici bacchettoni che seguono la linea della chiesa. Trans, trav e gay subiscono ogni giorno discriminazioni e violenze, forse possiamo rapportarle a quelle che subiscono le donne, solo che l'istat non ha mai dedicato una stima del fenomeno, quindi dobbiamo affidarci ai fatti di cronaca e a come la società percepisce il mondo omosessuale e transgender. Prima cosa è individuando il loro ruolo sociale, che purtroppo fanno fatica ad entrare nel mercato del lavoro, scegliendo come unica via la prostituzione e beccandosi critiche da quei bacchettoni ignoranti con la bocca piena di merda e il cervello da due neuroni che sparano a zero sui costumi sessuali altrui senza interpellarsi il motivo cui li spinge che in molti casi viene proprio da quelli che li criticano.


Rosa
27 Dic 2008
La condizione femminile in italia

colora_albero_di_natale_1.jpg picture by kikkazzHo letto oggi sul giornale che il femminicida che ammazzò giovanna reggiani lo scorso anno avrà uno sconto di pena a 29 anni. Morale della favole perchè "la vittima resiteva alla violenza".

Fatemi capire in che paese viviamo perchè non l'ho capito.
Evidentemente per la nostra società uno che uccide una donna perchè non si fa stuprare merita un premio, perchè è evidente che in Italia patria patria che si riempie la bocca dicendo di tutelare le donne lo fa in realtà per ottenere voti (come dicevano dopo l'omicidio Reggiani) queste donne sono solo trattate come degli oggetti che se non adempiono al ruolo di donna che non si sottomette facilmente allo stupro chiunque è legittimato ad ucciderla. Una sorta di delitto d'onore contro l'orgoglio maschile.

Così velocemente arriviamo alla soluzione che il nostro paese incoraggia a stuprare le donne ed ucciderle se non gli permettono di stuprarle.
Ora ditemi se è possibile questo. E' possibile che in un paese civile una donna riceverà una giustizia a metà perchè evidemtenmente c'è ancora nel nostro paese chi pensa che quella donna non era perchè ha avuto la capacità di difendersi?

Alla fine le donne che subiscono violenza anche fino alla morte sono quelle cui i carnefici hanno pene ridotte o addirittura assoluzioni della pena. Cosa c'è dietro?
Il killer di Chiara Poggi è ancora a piede libero, il killer di meredith si è beccato l'ergastolo perchè è nero, mentre gli altri due sono ancora in attesa di processo, chi uccise Antonella Multari glielo ha permesso la "giustizia" che ha assolto l'assassino dopo il femminicidio di un altra fidanzata e infine tanti altri femminicidi che non solo non si vedono nemmeno puniti con 30 anni (il minimo), ma perfino una pena inferiore ai 29 accompagnati ad un infinità di stupri e maltrattamenti in famiglia che probabilmente non vedono l'ombra di una pena.

Dobbiamo ancora chiederci perchè in Italia facilmente si uccide o si fa violenza? sopratutto se sono donne perchè c'è sempre e comunque l'attenuante pronta.

Il nostro paese facilmente tende a puntare il dito contro la vittima anche se viene uccisa o stuprata come se fosse un qualcosa che si è cercato lei, o se si è difesa o se non è riuscita a difendersi o se è troppo libera e se ne va a zonzo in giro (vedi caso di Federica) o se il suo abbigliamento è troppo audace, come se la violenza se la fosse meritata per punire gli atteggiamenti contrari alla condotta patriarcale imposta alla donna. Il nostro è anche un paese dove  imbottiscono di psicofarmaci ragazzine violentate per portarle al suicidio e poi chiamarle prostituta nei tribunali come è successo alla povera Carmela.

Ditemi se dobbiamo insegnare i diritti umani a qualcuno o firmare con l'Onu iniziative a favore delle donne contro gli stupri di guerra, mutilazioni genitali o altro ancora se il nostro paese si trova in una situazione che poi è simile a quella dei paesi dove  le vittime di violenze carnali vengono lapidate a morte da "una giustizia malsana" , mentre in Italia questa "giustizia" le porta ad uccidersi da sole, violentandole 2 volte nelle aule dei tribunali, colpevolizzandole, riempiendole di medicine (come carmela) se non lo anticipa il carnefice di turno pronto ad  avere gesto approvato dal giudice di turno. Che differenza c'è? Se non ci credete dopo che vi ho elencato tutto questo allora vi faccio un elenco della condizione femminile in italia oggi ( la potete vedere in alto con un albero di natale) e poi vi auguro a tutti buon natale:

A) Status sociale delle donne in Italia

Presenza di stereotipi sessisti
- Sull'autonomia sessuale della donna (se ha una sessualità attiva è considerata quasi una criminale)
- Sulla donna al volante
-Sulla convinzione che il posto della donna sia la casa
-
Restrizioni della condotta morale femminile
- Convinzione che la donna sia una proprietà su cui attuare il controllo
- Convinzione che la donna sia un oggetto dove si pretende sia sempre disponibile sessualmente (se no ce l'ha di legno)
-Se una viene violentata o molestata si punta il dito sull'abbigliamento femminile e sulla condotta morale della donna
-la donna in italia viene considerata sesso debole nel linguaggio parlato( persistenza ad utilizare parole come "sesso forte e "sesso debole")
-Discriminazioni nei libri di testo scolastici e nei giocattoli
-Essere femminista è visto quasi come un reato
-Si convincono le donne che la parità è stata raggiunta (per paura dell'emancipazione)

B) Condizione femminile nei mass media

La donna viene valutata esteticamente a parità di mansione
La donna ricopre ruoli decorativi, di semplici comparse accanto al conduttore
Persistenza di ruoli femminili in base all'avvenenza e al ruolo di oggetto sessuale
La maggior parte delle presenze femminili in tv e riviste sono quelli di donne senza talento
Mancano donne anziane e disabili
Nei programmi di  tg invisibilità in politica, vertici e nel mercato del lavoro(persistenza di ruoli tradizionali come donna che fa la spesa o all'interno della famiglia come carnefice o vittima)
Stessa cosa nei programmi politici e di approfondimento, con una differenza che di violenza sulle donne se ne parla pochissimo
Pubblicità in cui la donna è oggetto o casalinga
Si parla pochissimo di sessualità femminile se non con fare maschilista e spesso sono gli uomini (e mamme) che prendono la parola contro i costumi sessuali liberi di giovani generazioni di donne
Non si parla mai di educazione sessuale e contraccezione
Stereotipi nei programmi(La conduzione politica, l'informazione e la scienza è affidata agli uomini, mentre i programmi frivoli di gossip e cucina alle donne) Da cui deriva l'invisibilità femminile nei programmi politici e di informazione, e la richiesta di avvenenza in programmi come gossip e di cucina.
Poche donne a capo dei media

c) Condizione lavorativa  della donna in Italia

Doppio lavoro (lavoro domestico più lavoro extradomestico)
Retribuzione inferiore a parità di lavoro
Contributi in meno
Precarietà maggiore
Licenziamenti più facili ora con la legge Sacconi e Gelmini (dimissioni in bianco e riforma scolastica)
Pochi asili nido e case di riposo
Difficoltà a raggiungere i vertici e i luoghi di potere
Non esiste la legge contro il mobbing (le donne subiscono più mobbing degli uomini)
Pochi giorni di festa
Discirminazioni a seconda del tipo di lavoro (ancora esistono lavori per donna e per uomo)

d) Condizione politica femminile in Italia

Poche donne in politica e posti di comando
Per eleggere donne si usano quote rosa (da sinistra)
La donna viene eletta se fa un calendario (da destra)
Le donne in politica non sono autonome
Le donne in politica non fanno lobby
Le donne in politica vengono valutate secondo l'avvenenza e la condotta morale (se la danno o non la danno)
Si fanno poche politiche a favore delle donne (non si parla di violenza maschile sulle donne se non per creare un clima razzista o per ottenere voti)
Si eleggono donne che leggiferano contro le donne e contro la loro mancanza di buona condotta sessuale anzichè contro lo sfruttamento della sessualità femminile (Carfagna)
Si fanno leggi che ripropongono il ruolo tradizionale di donna (legge Sacconi, Brunetta, Gelmini)
Esistono lobby catto-fasciste che attaccano l'autodeterminazione riproduttiva delle donne

e) Condizione familiare delle donne in Italia

Poche leggi contro la violenza maschile (la legge dello stalking ancora non c'è)
Pochi centri antiviolenza (e quei pochi "grazie" alla politica stanno per chiudere)
La stessa cosa di sopra per i consultori
Pene lievi e molte volte impunità contro violenza domestica
Doppio lavoro e spartizione dei ruoli pressochè nulla
Poco tempo libero
Discriminazione di trattamento tra figli maschi e figlie femmine nella libertà di uscire di casa e condotta scolastica (dalla ragazza si esige che sia ordinata, brava a scuola, di non frequentare tanti ragazzi e non girare la notte, quasi vista come un essere debole da mettere in guardia da un mondo maschilista con fare maschilista, della serie "non cercartela"). Risultato: la libertà maschile in Italia non si tocca, nemmeno per educarlo al rispetto per le donne, meglio restrigere quella femminile, così i maschi non impareranno mai che non è colpa della libertà femminile se una subisce violenze.
Politiche pro-famiglia che tendono ad esaltare l'eterosessualità e il matrimonio, nascondendo casi di violenza che derivano poi da queste famiglie cattoliche.
Se una donna tradisce è vista come una pu.. se lo fa l'uomo è giudicato un povero incompreso con la moglie che non gliela da più o ormai ingrassata ed invecchiata
La donna viene ancora valutata secondo il matrimonio che contrae e la sua capacità nelle faccende domestiche

buon natale  dal blog Essere donna in Italia.

24 Dic 2008
Veneto: Epidurale negata
Un appello per il diritto all’analgesia epidurale gratuita e garantita

Ho dato alla luce il mio bellissimo bambino a settembre di quest’anno all’ospedale Civile di Venezia. Avevo fatto tutti gli esami per l’epidurale e appena entrata in ospedale avevo comunicato questa mia scelta al medico di guardia. Ma l’analgesia (...)

Paola Banovaz


Trattamento che al momento della somministrazione mi è stato presentato come "qualcosa che mi aiutava a spingere".

La rabbia e l’indignazione che sto provando ora che la sbornia da felicità per il mio cucciolo è passata, mi sta dando la forza e il coraggio per combattere. Per dire basta a questo trattamento indegno che le partorienti italiane subiscono nei pubblici ospedali.


Il primario di anestesia e rianimazione del Civile di Venezia, dal 2002 si batte per il diritto delle donne che lo chiedono ad avere assicurato un parto in analgesia. Dal 2002 il dottor Maurizio Morgantin è solo in questa battaglia di civiltà, boicottato dai colleghi e ignorato dalla regione Veneto che a Venezia non stanzia un euro per l’analgesia epidurale.


I pochi fondi che ci sono provengono dal Casinò di Venezia e sono stanziati grazie alla cocciutaggine del dottor Morgantin.


Io e una mia amica, Leonilde Scarciafratte, stiamo tentando di diffondere questa petizione:
http://www.firmiamo.it/analgesiaepiduralegratuitaegarantita

Di dar voce alle donne in questo blog http://epidurale.blogspot.com/


E di organizzarci in un gruppo "epidurale garantita e gratuita" per ora attivo solo su facebook.


PS

Il trattamento che le donne venete subiscono è indegno e fuori dalla legge, visto che l’articolo 1 della legge regionale n25/2007 recita:


1. Nel rispetto del diritto di libera scelta della donna sulle modalità e sullo svolgimento del parto, la Regione del Veneto con la presente legge favorisce il parto fisiologico, promuove l’appropriatezza degli interventi, anche al fine di ridurre in modo consistente il ricorso al taglio cesareo, e riconosce ad ogni donna in stato di gravidanza il diritto ad un parto fisiologico che le eviti o le riduca la sofferenza usufruendo gratuitamente di tecniche antalgiche efficaci e sicure ed in particolare della partoanalgesia epidurale.

Fonte: Paese delle donne

Vi incollo anche un post per rendervi conto che il parto indolore non è consentito in molte parti d'italia. Or ami chiedo: sarà per caso legato alla disparità di sessi e i pochi diritti cui godiamo in Italia, di cui anche nella salute, libertà di scelta e nostre esigenze, legati anche alla presenza del vaticano che ci impone un parto sofferente (come impose ad Eva in un famoso versetto).

Ovvero dove il parto indolore è un privilegio o un miraggio

Ragazze vorrei fare una lista degli ospedali pubblici che per motivi XYZ negano il parto in analgesia. Magari solo la notte, magari a pagamento, magari proprio mai!

Dove cioè la donna gravida non vede garantito il suo diritto alla scelta di cura e dove le viene imposto il parto vaginale senza analgesia anche difronte a una sua esplicita richiesta, con tanto di esami (elettrocardiogramma...).

Sono gradite segnalazioni. Anche di errori

Venezia
Ospedale Civile

  1. Epidurale negata di notte
  2. I fondi forniti magnanimamente dal Casinò di Venezia
  3. Gli anestesisti che la somministrano sono tutti volontari

Villa Salus (Mestre)
niente epidurale
Ospedale all'Angelo (Mestre)
niente epidurale


Cagliari

San Giovanni di Dio Pubblico
a pagamento circa 513 €+ consulenza

Santissima Trinità
a pagamento

Brotzu
pagamento circa 1050€+consulenza

Clinica Privata Sant'Anna
a pagamento circa 700€

Casa di cura Villa Elena Privata
a pagamento circa 800€


Velletri

Ospedale Colombo Pubblico
niente epidurale


Pontedera (PI)

Ospedale Felice Lotti
niente epidurale


Pistoia

Ospedale del ceppo Pubblico
Non c'è uno staff di anestesisti fissi in sala parto, pertanto eseguono l'epidurale gli anestesisti del blocco operatorio. Di notte potrebbe non essere disponibile nessun anestesista per la partoriente.

Crema

Ospedale Maggiore
Sospesa per carenza di anestesisti. Dovrebbe ripartire nel 2009


Magenta (MI)

Giuseppe Fornaroli Pubblico

Fonte: Diritto all'epidurale negato


Più avanti, dopo Natale vi pubblico la mancanza di assistenza alle donne in caso di endometriosi e depressione post partum in Italia.

24 Dic 2008
Rosa · 671 visite · 0 commenti
Categorie: Autodeterminazione, Diritti
L’ Assemblea delle donne di Roma per la Sinistra contesta la proposta di alzare l’età pensionabile per le lavoratrici e scrive una lettera a Brunetta
Egregio Ministro Brunetta, con questa lettera vogliamo esprimerle la nostra critica per la proposta da lei avanzata di portare a 65 anni l’età pensionabile per le donne. E’una proposta, la sua, che rivela, oltre a un approccio superficiale e disinvolto al (...)

Assemblea delle donne di Roma per la Sinistra

E’una proposta, la sua, che rivela, oltre a un approccio superficiale e disinvolto al problema, il retaggio di una cultura profondamente misogina, incapace di misurarsi con la differenza femminile e con la necessità di fare i conti concretamente con la vita di donne e di uomini, con la condizione materiale delle lavoratrici e dei lavoratori e in particolare delle e dei giovani, che, in un momento di crisi così profonda, troverebbero ulteriori porte sbarrate alle loro possibilità di occupazione.

Egregio Ministro, lei finge di dimenticare - oppure non sa ma sarebbe davvero una ignoranza disdicevole per un ministro – che:


1) non è pari la quantità di lavoro tra le donne e gli uomini. Le donne lavorano di più: in Italia particolarmente di più, rispetto ad altri Paesi europei. Dormono di meno degli uomini, non hanno giorni di festa, si occupano di tutto quello che riguarda la vita di figli, mariti, parenti anziani e altro ancora. Consulti i dati Istat, egregio Ministro Brunetta. Lo chiamano doppio lavoro perché le donne non lavorano soltanto in ufficio, in fabbrica, nei call center ma anche in casa ed è un lavoro che oggi non soltanto integra ma supplisce in maniera crescente il Welfare State, ahinoi in declino.
Un lavoro che produce benessere e ricchezza – come staremmo se non ci fosse? Se lo chieda Ministro - che dovrebbe uscire dalla dimensione domestica ed essere riconosciuto in maniera molto più consistente di quanto avvenga col diritto delle donne ad andare prima in pensione;


2) già adesso le donne, se vogliono, possono optare per il lavoro fino a 65 anni e spesso sono costrette a farlo se vogliono mettere insieme una pensione decente per sopravvivere negli anni che restano. Infatti, egregio Ministro, non solo non è pari la quantità di lavoro tra donne e uomini ma non è pari la quantità di retribuzione che percepiscono le une rispetto agli altri. Anche questa è cosa nota, si informi Ministro, cerchi ci capire perché e magari, se proprio ci tiene alla parità, escogiti qualche meccanismo per ridurre lo svantaggio retributivo delle donne e arrivare all’equiparazione di salari, stipendi, carriere;


3) non è accettabile nessun mercanteggiamento su questo tema, come quello che incautamente la ministra ombra dell’opposizione, senatrice Vittoria Franco, ha avanzato: occupazione femminile e conciliazione tra lavoro, maternità e carriera in cambio di innalzamento dell’età pensionabile.
Sarebbe uno scambio in pura perdita per chi lo subisce, la conferma di quanti guasti possa produrre la politica della parità che non si misuri con la disuguaglianza delle condizioni di partenza. Per le donne è un imbroglio, una vera e propria trappola.


4) l’Europa vuole la parità tra donne e uomini in materia di età pensionabile? L’Europa vuole molte cose, alcune vanno benissimo o bene, altre meno bene, altre ancora non vanno bene per niente.
Questa è una di quelle, non tiene conto dell’arretratezza del welfare italiano ed inoltre – dovrebbe essere più preciso, Ministro - riguarda solo l’ambito del pubblico impiego.
Non si nasconda dietro l’usbergo dell’Europa, egregio Ministro, per colpire le donne. Non sarebbe degno della carica che lei riveste. E poi ricorrere all’Europa quando fa comodo a lei o a qualcun altro del suo governo e invece ignorarne le direttive quando non le condividete? Sia serio, egregio Ministro e lasci perdere i suoi furori paritari. Non è proprio il caso. In ogni caso noi le confermiamo la nostra critica più netta e le chiediamo di tornare sui suoi passi.


 La lettera è tratta dal sito dal Paese delle donne.

20 Dic 2008
Come i media percepiscono la violenza maschile e ogni tentativo femminista di contrastarla
donnevittime5.jpgIn Italia c'è una grandissima ignoranza e disinformazione a livello mediatico che sembra derivi da una stampa dominata da un antifemminismo sconvolgente. ANSA, ad esempio, dovrebbe essere una fonte di informazioni mentre è diventata una fonte di disinformazione. Un mese  fa definì la manifestazione del 22 novembre una manifestazione  "contro i maschi" e non una manifestazione mediante la quale si chiede la conciliazione pacifica tra uomo-donna.

Possibile che una manifestazione femminista debba essere definita tale? 

Se un mezzo di informazione si sente di percepire una possibile manifestazione,  voltasi a tutelare le donne dalla violenza, come un pretesto per sparare a zero contro gli uomini, come se ci inventassimo tutte ste violenze, come se questo fosse un piccolo pretesto usato da noi con scopo di andare contro chi è di sesso maschile, come se la violenza mashcile sulle donne fosse qualcosa di poco conto o qualcosa di cui non si debba prendere parola,  sembra sia una tattica distruttiva che vuole legittimare e rendersi complice a questa violenza.

E' per colpa di questa mentalità antifemminista che ci troviamo davanti ad un silenzio mediatico, che si sente di tacere di fronte a questo. Non so se vi ricordate l'anno scorso, quando la manifestazione ebbe voce mediatica solo perchè due ministre vengono contestate e non a caso mettendo in evidenza due maschi cacciati dal corteo. Se tutto fila liscio come l'olio non abbiamo il diritto nemmeno a due righe nella stampa. Insomma, una mossa ad hoc per portare le genti a criticare il femminismo.

E poi c'è chi si lamenta di questo pullulare di antifemminismo se poi chi ci dovrebbe informare lo propaga nei suoi media.

Continuamo a ribadirlo che questa iniziativa è contro il patriarcato. Se poi le campagne vengono continuamente censurate, le manifestazioni e ogni sorta di lotta contro la violenza maschile viene contestata come si farà comprendere alla società che la violenza maschile è un emergenza e come tale deve essere affrontata?

Perchè questi tabù? perchè le nostre voci vengono distorte?  Perchè si fa fatica a capire o tollerare che lottiamo contro la violenza maschile?
Perchè nessuno si allarma per le statistiche schock? Perchè si fa fatica a considerare che la violenza maschile colpiscele donne più della mafia, piu dei tumori e dell'olocausto nazista (in termini numerici)?

Il maschilismo è talmente radicato in tutte le istituzioni (quali giornalismo, politica, giustizia e spettacolo), che non è solo causa della mancanza di donne in questi ambiti. Non a caso le donne scelte nelle istituzioni sono donne antifemministe.

I media spesso parlano di violenza maschile come un qualcosa da vendere, limitandosi a riportare alcuni casi di cronaca nera, strumentalizzati per fare scoop e per riempire pagine di giornali. Questo lo dimostra il periodo elettorare dove i casi di violenza sulle donne si limitavano a casi legati all'etnia dello stupratore. Di famiglie non si parlava. Alla politica non interessava che la maggior parte delle violenze sulle donne si consumano in famiglia e questo di conseguenza nemmeno i media. I Media sono controllati da una classe politica che forse perchè pecca di donne si evita di parlare delle nostre esigenze e intanto di famiglia si muore, con buona pace di chi vuole farci capire che l'eterosessuale è il modello vincente.

(N.aggiunt.  hanno rinviato ancora la proposta di punire lo stalking che chiediamo da anni visto siamo l'unico paese occidentale che non la possiede e con un tasso più alto di violenze di genere in famiglia e che  permette che le donne muoiano per questo) 

Magari nel nostro paese fa più comodo diffondere una condizione familiare femminile da favola dove veline si sposano calciatori che le rispettano e le venerano e formano una felice e unita famiglia all'insegna della bella vita.
Magari fa ancora più comodo descrivere questo sottoforma di ninfette caste che si sposano il miliardario di turno che le tratta da regina perchè le regalano la nave con un consistente gruppo di politici pronti  a partecipare al matrimonio. Magari fa più comodo mettere una donna alle pari opportunità che di donna non ha nulla se non in un calendario senza veli cui ci mostrava le parti intime, a dire che per noi donne la realizzazione professionale è in famiglia, dove eprò lo sport nazionale sono le mazzate e il record mondiale di stira montagne di camicie in 5 minuti perchè il marito deve andare a lavorare subito.

Già in famiglia si notano molte disparità tra donna e uomo, prime il cosidetto doppio lavoro di cui si sta parlando in questi giorni, la povertà e la dipendenza economica dal marito, danno manforte alle violenze da noi subite, perchè riflettono nella componente maschile questa dipendenza e subordinazione.
Forse non sa che molte donne vivono nella povertà la loro condizione di dipendenza economica dai proprio mariti che le picchiano e che senza un lavoro e che nessun provvedimento o struttura le accoglie o nesusna legge chele tuteli. La famiglia è lo specchio della condizione femminile nel nostro paese.
Sembra quasi comodo diffondere l'immagine della donna del mulino bianco per nascondere queste situazioni.

Ma andiamo al dunque..combattere la violenza maschile significa essere contro i maschi?

ciò vuol dire che la stampa considera la violenza come un routine maschile a cui non dobbiamo ribellarci..oppure vuole dire che combattere la violenza maschile sia essere contro i maschi in quanto loro prerogativa e trattamento che hanno diritto e dovere di riservarci.

Dovete scusarmi per aver postato così tardi questo argomento ma ho scoperto da poco l'articolo dell'ansa, così ho anche approfittato a collegare la situaizone della donna nei mezzi di informazione.

Rosa
20 Dic 2008

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