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no alla violenza sulle donne
Blog moderato

ipocrisie!
Quando si dice: sbavi su tette e culi e calendari delle Veline ma poi fai il talebano con la tua fidanzata!
Della serie tutte son puttane tranne mia madre e mia sorella, in questo caso fidanzata.

Ogni volta che una donna si dimostra libera di fare una cosa che le piace  la contro parte maschile si offende e inizia a fare il talebano.
Della serie ogni cosa che facciamo dobbiamo chiedere premesso al maschio. Lui per strapparlo non ha certo chiesto il permesso a nessuno!

Non voglio difendere le calendariette, ma come si fa ad essere gelosi di una foto sexy? Se invece di trovare il calendario trovava lei che se la faceva  con il barbiere o il barbiere che la corteggiava? Copiva quello che una volta si chiamava delitto d'onore? 

Qui siamo ancora al concetto di questo corpo femminile proprietà esclusiva di mariti e fidanzati e così come le decisioni femminili che esse prendono!

La notizia è un po vecchia ma l'ho trovata a caso nel web:


Scopre calendario della fidanzata
Entra nel negozio e rompe tutto

Il commerciante ha chiamato la polizia. A riportare la calma ci hanno pensato gli agenti della questura

FROSINONE - Un vero «Otello», accecato dalla gelosia, ha seminato il panico in un negozio dopo aver scoperto esposto il calendario della fidanzata in pose osè. Il giovane ha strappato tutti i calendari presenti in un negozio della città ed ha gettato all'aria tutto quello che si parava dinanzi al suo cammino.


I FATTI
- Nel pomeriggio di sabato è entrato in una cartolibreria di Frosinone dove ha visto appeso un calendario riportante il mese di agosto con le burrose grazie della fidanzata. Un'iniziativa quella presa dalla giovane che a lui proprio non era andata giù. Vedersi davanti gli occhi la foto famigerata gli ha fatto perdere il lume della ragione e quindi urlando ha chiesto al titolare di togliere quel calendario e tutti gli altri presenti nel negozio. Al diniego dell'uomo si è scatenato il putiferio. Il giovane ha iniziato a strappare i calendari. Il commerciante ha chiamato la polizia. A riportare la calma ci hanno pensato gli agenti della sezione volanti della questura che hanno denunciato il gelosissimo fidanzato.

il correre della sera.

Rosa

30 Set 2008
Rosa · 218 visite · 4 commenti
Categorie: mercificazione femminile
Turismo sessuale femminile, post provocazione!
Lancio un post provocazione agli esponenti del patriarcato.
In questi ultimi anni si sta diffondendo rapidamente il turismo sessuale femminile. Ha caratteristiche molto diverse da quello maschile nonostanter la libertà sessuale femminile sta spopolando senza seguire stupidi pregiudizi maschili, insomma per le donne non contano più e vanno in cerca di avventure sessuali. 
 

Il profilo della donna che parte alla ricerca di sesso è in media dell’età di 40 anni, ma è in discesa. Le motivazioni principali sono che la donna sta sempre di più riconoscendo la sua sessualità e le sue esigenze da sempre private.
 Nonostante questo, ancora molti uomini non sono d’accordo con la nostra presa di posizione sulla nostra sessualità.

Ma lo sanno che alcuni loro colleghi fanno la stessa cosa soltanto che montano addosso a ragazzine sotto i dieci anni o che hanno l’età delle loro figlie? Sanno che sfruttano la prostituzione?
 Sanno che molti loro colleghi stuprano le donne e le bambine tailandesi?Lo sanno lo sanno. Torniamo a noi donne.

Le donne che fanno turismo sessuale cercano sesso, divertimento e trasgressione che in italia non hanno  perché leggendo una statistica stimata qualche anno fa le donne a letto  difficilmente provano un orgasmo.
Forse dovuto a un concetto che alcuni uomini italiani hanno nei riguardi della sessualità femminile, trascurata e scambiata per un dovere coniugale verso l’uomo.


Le mete più richieste dalle turiste sessuali sono Cuba, Giamaica, Kenya, Capo Verde e Santo Domingo.

Ovviamente alcuni uomini, giovanisismi ma maggiorenni, in questi paesi si prostituiscono.

 Il fenomeno del turismo sessuale femminile  pur non essendo recente è ancora tenuto poco in considerazione nella generazione delle statistiche di mercato ma non è per nulla turismo pornografico o pedopornografico come quello praticato dai colleghi maschi ma solo a scopo erotico..

La  End Child Prostitution Pornography And Trafficking, afferma che  le turiste sessuali vanno nei paesi del Sud del Mondo con  la speranza di tornare a casa con l'uomo della loro vita, conservando la vacanza come un ricordo romantico.

Dunque se l'uomo va alla ricerca di pornografia e prostituzione, le donne sempre più spesso sognano quell'amore che mai hanno avuto, o potrebbero avere, nella vita quotidiana. Conosco una signora che riceveva botte dal suo ex marito. Dopo il divorzio va con una amica a fare turismo sessuale e si fidanza con un bel e bravo ragazzo di colore di dieci anni più giovane d lui. Lo ha portato in Italia e ora la tratta come una regina.

Evidentemente c’è da dire che il macho italiano sta subendo un declino, ovvero le donne molto più indipendenti di prima si sentono più libere di esprimere la loro sessualità senza vincoli, né sono consapevoli.


E' un reato
dire che a noi piace il sesso? che il sesso non lo subiamo più e che dobbiamo prendere in considerazione le nostre esigenze non solo a fini riproduttivi?
Da cosi fastidio la parità di sessi?

Quando si dice il corpo è nostro..

Rosa
30 Set 2008
Rosa · 1667 visite · 6 commenti
Categorie: Libertà sessuale
Silenzio mediatico attorno al femminismo

Voglio aprire un post in onore a quella manifestazione contro la violenza di genere che si fece a novembre del 2007  che ha segnato la ripresa delle donne nel lottare contro le violenze maschili.


La stampa è ancora maschilista, ha dato rimedio a questo evento citando un episodio di un piccolo gruppo contro gli uomini del corteo e giornalisti maschi che a moda loro strumentalizzavano la manifestazione.


 
Me ne accorgo sempre di più leggendo tutti gli articoli che ritraevano le prossime lotte contro giuliano ferrara. Se sei donna la stampa ti censura, se sei femminista ancora peggio ti contresta pure!

 

Una stampa italiana che vende solo articoli al femminile che parlano solo di veline, starlette, attricette, le mogli dei presidenti impegnate nel loro calendario e nel loro mostrare solo che hanno un bel corpo e i  seni rifatti. E che nella cronaca nera evidenzia il nostro essere vittime indifese davanti alle incessanti violenze cancellando che noi abbiamo un autodeterminazione, un coraggio non siamo vittime ci schieriamo contro.

 

Questo è antifemminismo. Noi siamo al 50% della popolazione possibile che la stampa cancelli quel 50 spaccia un 10% di donne spacciate come reale modello e lo sbatta patinato come se tutte le donne siano quelle e che lo stiano a seguire a lingua di fuori?


Passando sopra al menefreghismo che c’è quando si tratta di violenze di genere, ci si spaventa di più quando due femministe aggrediscono due uomini e quando vengono esclusi da un corteo questo mostra il maschilismo che ci invade, dopo che le discriminazioni e le violenze le subiamo ogni momento noi donne.

 

Ovvio che donne e uomini devono lottar insieme contro la violenza di genere, gli uomini ancor di più visto che alcuni   loro simili sono delle feccie, ma se un piccolo gruppo fa violenza a gli uomini non vedo perché stampa debba pensare che tutto il corteo fosse violento per screditare le femministe.

 

Per una situazione in cui si trova l’italia dove il modello femminile è ancora canonizzato dall’uomo e quando una si ribella o non ha posto nella stampa o viene criticata o entra a far parte di campagne religiose ed etiche, c’è proprio da piangere!

  E poi ci si spaventa quando due ragazzine si vendono per una ricarica o vanno a fare le cubiste quando i loro modelli di riferimento li stabiliscono i media! dove il loro successo dipende slo da un bel corpo e da come venderlo meglio! una sorta di sfruttamento della prostituzione.

Dove tutto ciò che di femminile fa idea fa lotta contro qualcosa dimostra cervello la stampa lo eclissa come voglia nascondere ogni nostra qualità, ogni nostra esistenza. Una stampa che ipocritamente si scandalizza della condizione in cui riversa la donna nel mondo islamico quando anche il nostro paese rende e donne invisibili e le sostituisce a quelle che poi sono solo uno stereotipo inventato dall'uomo per iniziare a pensare che le donne sono inferiori e che sminuiscono la donna (tattica studiata a tavolino).

Questo fa pensare come la stampa sia controllata da mano maschile, che pensa al maschile.


Così della manifestazione del 14 giugno gemellata con quella parigina non se n'è parlato a differenza del rilievo che ha avuto in francia, mentre di altre manifestazioni che avvengono nel nostro teritrio se ne parla eccome!. Le cose sono due o della violenza sulle donne non gliene frega a nessuno o è tabu' o non va giù a qualche ben pensante che noi donne abbiamo idee e autodetemrinazione per prostestare. E' triste che i quella di novembre le sì è dato rilevanza perchè quatrro ministre sono state fischiate. Quatro ministre che tatno odiamo perchè quel tipo di donna controllate dagli uomini e prodotto di quote rosa. Non stiamo parlando di grandi donne come la Merkel ecc, certo sono realtà molto meno maschiliste della nostra.



Così come in America, essendo meno maschilista si è cercato più volte di screditare la Clinton (in Italia, pur essendo un paese meno importante non l'avrebbero lasciata nemmeno dov'era, ma nemmeno nel Parlamento). E di strumentalizzare le donne per cercare consensi femminili strumentalizzando addirittura il femminismo, mentre da noi non se ne parla anzi lo si scredita.

Certo noi siamo molto lontani da quei paesi che hanno eletto per la seconda volta a guidare il paese una donna, ma anche quelli che lo hanno fatto per la prima volta. Ci troveremo con i vecchi decrepiti purchè maschi,  a governare circondati da fighe veline, che negano che subiamo violenza da i connazionali italiani, che ci nascondono tra le mura domestiche tra botte e ravioli.

La società non si è adeguata in lunghi 40 anni all'emancipazione femminile, che dire?
maschilismo o mancanza di democrazia?

Ma il femminismo è taciuto perchè è taciuta allo stesso modo la donna e ogni sua presa di posizione nelle idee? pensate sia direttamente proporzionale?

Rosa

27 Set 2008
Si prepara una manifestazione per novembre

Dopo avervi comunicato che il 27 settembresi terrà presso l'occupazione Lucha Y siesta di Action A, in via Lucio Sestio 10 a Roma la riunione "Lavoro/Precarietà/Reddito/Sicurezza" delle donne (leggete QUI).
Si prepara per novembre una manifestazione contro la violenza maschile. Leggete il comunicato:

Care Sommosse,
come sommosse romane ci rendiamo disponibili a ospitare
la manifestazione nazionale, di donne e per le donne,
contro la violenza maschile sulle donne ,
sabato 22 novembre 2008

data fissata alla FLAT bolognese.
 
Per aprire la discussione e per condividere gli aspetti organizzativi vi proponiamo di riunirci a Roma
sabato 18 ottobre in assemblea nazionale


(prima data possibile visto che il 4 e l'11 ottobre sono già previste due manifestazioni nazionali), invitando nel frattempo le diverse realtà territoriali, le associazioni, i collettivi e le singole ad avviare un primo confronto in lista.

Sarebbe importante condividere in rete, in vista del 18 ottobre, bozze di appelli/analisi e quanto altro riteniamo utile per un appello finale che, a partire dal linguaggio, "chiami" tutte le donne, anche quelle non politicizzate, ma che hanno tanto da dire, da proporre o da "urlare" e che vorremmo vedere scendere in piazza con noi.

 
Qui di seguito vi riportiamo un breve resoconto della discussione fatta alla prima riunione dell'assemblea romana di femministe e lesbiche, che giovedì scorso ha aperto il nuovo anno politico.

Ci siamo anzitutto scambiate riflessioni e umori sugli ultimi avvenimenti, che uno dopo l'altro stanno aggravando drammaticamente lo scenario nel quale ci eravamo lasciate a giugno.

Roma, in particolare, è diventata laboratorio delle politiche securitarie più pervasive, espressione della cultura sessista e razzista in cui viviamo.

L'ordinanza di Alemanno contro la prostituzione di strada, che parzialmente anticipa il ddl Carfagna, e le dichiarazioni dello stesso sindaco a seguito della violenza e dello stupro subiti dalla coppia olandese lo scorso agosto ne sono esempi tra i più chiari.

Ad aggravare il clima di intolleranza le sempre più frequenti aggressioni e violenze contro lesbiche, gay e transessuali, che si stanno susseguendo ormai da mesi nella capitale e non solo.

Le donne e le/i migranti sono gli obiettivi immediati dell'ondata di repressione e controllo, e alle richieste di sicurezza sociale si risponde, all'inverso, con misure di sicurezza armata.

La cultura sessista tenta strumentalmente di indicare le donne come uniche "colpevoli": se vengono stuprate è perché portano le minigonne, si ubriacano, escono di notte da sole e spesso si rifiutano di fare sesso con chicchessia o con lo stesso marito/fidanzato/partner. Per dirla con le parole del sindaco romano: "ce la siamo cercata", ossia l'essere classificata come donna o migrante sarebbe la causa stessa delle violenze subite.
 
In questo contesto riteniamo centrale dire la nostra come femministe e lesbiche anche in vista della giornata internazionale contro la violenza maschile sulle donne.

Pensiamo che quest'anno occorre ribadire con forza che la violenza maschile non è un problema di ordine pubblico, ma è dentro ai rapporti tra i sessi a partire da quelli familiari, così come è dentro alle istituzioni statali.

Vogliamo ricordare ancora una volta che la violenza maschile è la prima causa di morte e lesioni permanenti per le donne, in Italia come nel resto del mondo, al di là della nazionalità, del livello sociale o del livello di istruzione.

Ma accanto a questo vogliamo puntare il dito contro la violenza delle istituzioni, la violenza dei tentativi di normazione delle nostre vite e dei nostri corpi, la violenza che ci vuole vittime e non soggetti, usandoci per giustificare politiche razziste e di controllo.

In questa prospettiva il ddl Carfagna - e i suoi numerosi provvedimenti anticipatori – segna l'ennesima tappa di un progetto politico che disconosce l'autodeterminazione delle donne, native e migranti, e vorrebbe incasellarle dentro ruoli e categorie: da una parte le donne "normali", decorose e disciplinate, dall'altro le femministe, le lesbiche, le prostitute e tutte le donne che si ribellano a questa società.

Perciò riteniamo che anche su questo debba svilupparsi il nostro dibattito e debba esserci una nostra presa di parola pubblica.

Vi chiediamo di darci un rapido riscontro della proposta e di confermare entro breve la vostra disponibilità per il 18 ottobre, o altrimenti di indicare un'altra data, compatibilmente con i numerosi appuntamenti nazionali e territoriali dell'autunno.
 
Saluti femministi
 
le sommosse romane


Fonte: FLAT

Ricordatevi la staffetta contro la violenza di genere che si terrà nello stesso periodo.
26 Set 2008
Contro il maschilismo sempre unite
jpg_DSC_0008-5-8300b.jpg image by kikkazz
jpg_DSC_0008-5-8300b.jpg picture by kikkazz
Per altre foto vai su Paese delle donne Online

Tutto inizia con lo smantellamento di un nuovo consultorio dopo quello delle centocelle. Ma che succede? Si fa di tutto per impedire alla donna il diritto alla salute o alla sessualità? Cosi le donne si sono mobilitate contro lo sfratto del consultorio in via della Magliana. Questo consultorio sopravvive da 30 lunghi anni. Dopo l’inizio del picchetto sono arrivate delle notizie in cui rimarrà aperto finchè non aprirà il nuovo poliambulatorio. Che coincidenza strana, proprio il giorno della protesta!

Andiamo ora a Molfetta. Il sindaco in questione si è sentito di comporre una giunta tutta al maschile, in contrasto con lo Statuto Comunale ed il Tar Puglia lo sospende su iniziativa delle forze femminili della Regione unite. Molfetta è simbolo di quanto le politiche di Pari Opportunità siano solo viste come intralcio, al potere che si sviluppano nelle nomine degli organi di Governo municipale. Questo gesto è stato definito contro l’art 37, che prevede la presenza dei due sessi nelle cariche politiche. Successivamente la Consulta Femminile di Molfetta, organismo di partecipazione popolare ai sensi dell’art. 57 dello Statuto Comunale, che bene opera già dal 1991 nel territorio con l’obiettivo di svolgere un ruolo attivo nella società per la promozione delle Pari Opportunità , le cui finalità sono state recepite negli obiettivi programmatici del citato Statuto Comunale (art.4, comma 2, lett.d) ; art 10, comma 1; art 23 ) per quanto concerne la politica delle Pari Opportunità non si è data per vinta.
 
Per questa violazione la Consulta Femminile ha eseguito ricorso gerarchico al Prefetto di Bari con il parere al Ministero degli Interni. La Presidente della Commissione Regionale Pari Opportunità Magda Terrevoli, la Consigliera di Parità della Regione Puglia Serenella Molendini, la Presidente dell’ ass. Tessere Rosangela Paparella e l’avv. Francesca La Forgia, hanno inoltrato ricorso al Tar Puglia di Bari, l’ 12 settembre, ha accolto la domanda di scioglimento del provvedimento di Giunta e ha ordinato al Sindaco di rinovare entro 10 giorni le nomine dei componenti della Giunta. Inoltre, il tar ha chiesto se ci fossero dei validi motivi che hanno portato ad escludere le donne dalla giunta.

Lui se ne esce con lo stereotipo della donna che non vota donna. Se fosse vero perché la consulta femminile si è mobilitata contro? E’inutile usare queste antiche scuse per escludere le donne dal potere. Sappiamo tutte che la rivalità femminile è un invenzione maschile. La consigliera comunale, Carmela Minuto, ex vicesindaco, dichiara”Il regolamento comunale è stato offeso e così come l’intelligenza delle donne”.

La Consulta Femminile di Molfetta, capeggiata dalla Presidente, Maddalena Altomare, non si ferma e vuole cogliere il momento e la sentenza per farla diventare cassa di risonanza creando un movimento di opinione, sollecitando azioni concrete analoghe ovunque e una petizione verso le cariche dello Stato Italiano per il rispetto dell’art. 51 della Costituzione, sotto riportato. Ormai le adesioni fioccano e…non solo fra le donne.

Il testo della petizione

CONSULTA FEMMINILE
del Comune di Molfetta
Palazzo di Città- p.zza Municipio
70056 Molfetta(Ba)
Tel/Fax0803359416
consultafemminile@comune.molfetta.ba.it


La nota vicenda della mancanza di rappresentanti femminili nella Giunta del Comune di Molfetta, ha portato alla sentenza del TAR Puglia, sede di Bari, che ha riconosciuto valide le motivazioni del ricorso promosso dalla Consigliera Regionale di Parità, dalla Presidente della Commissione Regionale di Pari Opportunità, dall’Associazione Tessere e dall’Avv. Francesca la Forgia, su sollecitazione della Consulta Femminile del Comune di Molfetta.
Riteniamo che sia stato violato lo Statuto, che è fonte di diritto e legge fondamentale di un territorio. La legge non può essere né violata, né superata in quanto creerebbe un pericoloso precedente.

Auspichiamo che la nostra voce diventi cassa di risonanza per creare un movimento di opinione che coinvolga tutte le donne e sostenga, attraverso azioni concrete, ulteriori iniziative, anche legali, per il consolidamento delle decisioni già espresse dal TAR Puglia, sede di Bari.

Tale vicenda costituisce un punto fermo per il riconoscimento e l’affermazione dei principi di uguaglianza che ispirano la Costituzione Italiana, ed è indispensabile promuovere il coinvolgimento di tutti gli organismi di parità nazionali, regionali e locali.

Chiediamo attestazioni di solidarietà da inviare alle alte cariche istituzionali dello Stato affinchè sia “assicurata la presenza dei due sessi nella Giunta”(art. 37 dello Statuto Comunale) e affermato il principio delle pari opportunità presente nell’art. 51 della Costituzione.


La Consulta Femminile del Comune di Molfetta

Chiunque voglia aderire: può far suo questo documento ed inviarlo alle autorità può inoltrare la sua adesione al documento, controfirmando ed indicando i suoi dati, a consultafemminile@comune.molfetta.ba.it

Rosa

26 Set 2008

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