Diritti umani: l’Italia è inadempiente. Ieri mattina lo ha correttamente riconosciuto anche il ministro degli Esteri, Frattini intervenuto alla Conferenza sul 60° della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani promossa dalla Fondazione della Camera dei Deputati. Frattini ha esplicitamente citato l’assenza della legge di applicazione della Corte Penale internazionale e la mancata istituzione della “Commissione nazionale indipendente per la promozione e la protezione dei diritti umani” (unico paese in Europa a non aver ancora rispettato questo impegno).
E si è assunto questi due impegni. Ma quello che l’Italia deve fare per inserirsi nel gruppo di testa dei paesi che più s’impegnano per i diritti umani è molto di più. Ecco alcuni dei passi principali che governo, parlamento e forze politiche non hanno ancora fatto e dovrebbero fare rapidamente:
-ratificare il Protocollo Opzionale alla Convenzione ONU contro la tortura e riconoscere il reato di tortura nel nostro ordinamento;
-approvare la legge sul diritto d’asilo, aumentando le risorse per l’accoglienza e promuovendo una campagna di sensibilizzazione a favore delle persone che fuggono da persecuzioni, guerre, conflitti e disastri ambientali;
-riconoscere il diritto di voto nelle elezioni amministrative per i cittadini migranti che risiedono da tempo nel nostro paese;
-istituire il “Garante dell’Infanzia”;
-istituire il “Difensore civico nazionale”;
-ratificare le Convenzioni Internazionali rispettivamente sui diritti umani delle persone con disabilità, sulla protezione di ogni persona dalle sparizioni forzate, sui diritti dei lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie;
-organizzare una sessione annuale del Parlamento in seduta comune per discutere dello stato dei diritti umani in Italia e delle raccomandazioni che i pertinenti organismi internazionali rivolgono al nostro paese;
-definire un piano d’azione dell’Italia per il rafforzamento delle istituzioni internazionali democratiche che, a partire dall’Onu, sono deputate a promuovere e difendere i diritti umani nel mondo, contro tutte le dittature e i regimi autoritari ma anche contro tutti gli abusi e le violazioni di cui sono responsabili i governi democraticamente eletti;
-rendere permanente l’educazione ai diritti umani, alla pace e alla nonviolenza in tutte le scuole di ogni ordine e grado valorizzando le esperienze sin qui realizzate, anche tramite l’emanazione di una apposita direttiva del Ministero della Pubblica Istruzione;
-ridurre le spese militari per liberare le risorse da investire nelle politiche nazionali e internazionali di lotta alla povertà, di cooperazione internazionale e di promozione delle pari opportunità e dello sviluppo sostenibile.
I diritti umani interrogano la politica. Ma la politica ancora non risponde. Per questo abbiamo deciso di promuovere mercoledì 10 dicembre una Giornata nazionale d’Azione per i diritti umani: 201 manifestazioni in 159 città italiane per promuovere una nuova agenda della politica.
Da ilsecoloxix
E si è assunto questi due impegni. Ma quello che l’Italia deve fare per inserirsi nel gruppo di testa dei paesi che più s’impegnano per i diritti umani è molto di più. Ecco alcuni dei passi principali che governo, parlamento e forze politiche non hanno ancora fatto e dovrebbero fare rapidamente:
-ratificare il Protocollo Opzionale alla Convenzione ONU contro la tortura e riconoscere il reato di tortura nel nostro ordinamento;
-approvare la legge sul diritto d’asilo, aumentando le risorse per l’accoglienza e promuovendo una campagna di sensibilizzazione a favore delle persone che fuggono da persecuzioni, guerre, conflitti e disastri ambientali;
-riconoscere il diritto di voto nelle elezioni amministrative per i cittadini migranti che risiedono da tempo nel nostro paese;
-istituire il “Garante dell’Infanzia”;
-istituire il “Difensore civico nazionale”;
-ratificare le Convenzioni Internazionali rispettivamente sui diritti umani delle persone con disabilità, sulla protezione di ogni persona dalle sparizioni forzate, sui diritti dei lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie;
-organizzare una sessione annuale del Parlamento in seduta comune per discutere dello stato dei diritti umani in Italia e delle raccomandazioni che i pertinenti organismi internazionali rivolgono al nostro paese;
-definire un piano d’azione dell’Italia per il rafforzamento delle istituzioni internazionali democratiche che, a partire dall’Onu, sono deputate a promuovere e difendere i diritti umani nel mondo, contro tutte le dittature e i regimi autoritari ma anche contro tutti gli abusi e le violazioni di cui sono responsabili i governi democraticamente eletti;
-rendere permanente l’educazione ai diritti umani, alla pace e alla nonviolenza in tutte le scuole di ogni ordine e grado valorizzando le esperienze sin qui realizzate, anche tramite l’emanazione di una apposita direttiva del Ministero della Pubblica Istruzione;
-ridurre le spese militari per liberare le risorse da investire nelle politiche nazionali e internazionali di lotta alla povertà, di cooperazione internazionale e di promozione delle pari opportunità e dello sviluppo sostenibile.
I diritti umani interrogano la politica. Ma la politica ancora non risponde. Per questo abbiamo deciso di promuovere mercoledì 10 dicembre una Giornata nazionale d’Azione per i diritti umani: 201 manifestazioni in 159 città italiane per promuovere una nuova agenda della politica.
Da ilsecoloxix
05 Dic 2008









Sindicazione

14.03.10 @ 23:29:35
da luigi
un blog interessante
10.03.10 @ 21:26:43
da luigi
Quale sicurezza, quale legalità? La notte del ...
01.03.10 @ 14:49:22
da assata 77
E' la prima volta che entro ...
14.01.10 @ 11:22:26
da michele Ciardelli